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Speciale Sanremo 2026

Sanremo 2026, il paradosso delle classifiche: Sal Da Vinci domina YouTube ma sparisce da Spotify e radio

Le classifiche musicali dopo Sanremo raccontano una storia diversa da quella dell’Ariston. Sal Da Vinci guida YouTube con quasi 7 milioni di visualizzazioni, ma non entra nel podio di Spotify né in quello delle radio. A dominare l’airplay è Ditonellapiaga, mentre Sayf si conferma tra i brani più ascoltati in streaming.

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Sanremo 2026, la rivoluzione streaming: Samurai Jay domina Spotify, Sal Da Vinci vola su TikTok

    La vittoria sul palco dell’Ariston non coincide sempre con il dominio nelle classifiche musicali. Lo dimostrano i primi dati dopo Sanremo 2026, che raccontano un quadro molto diverso tra streaming, radio e visualizzazioni online.

    Il vincitore Sal Da Vinci sta ottenendo risultati straordinari su YouTube, dove il video della sua canzone ha raggiunto quasi 7 milioni di visualizzazioni, conquistando il primo posto tra i brani del Festival. Un successo evidente sul fronte video che però non si replica nelle altre piattaforme musicali.

    Sal Da Vinci domina YouTube ma non Spotify

    Se su YouTube il brano vincitore continua a macinare visualizzazioni, la situazione cambia radicalmente sulle altre piattaforme. Sal Da Vinci è infatti fuori dal podio sia su Spotify sia nelle classifiche radiofoniche, segno di un successo più forte sul pubblico televisivo e social rispetto agli ascolti in streaming.

    Un fenomeno che negli ultimi anni si è già visto più volte dopo Sanremo: il pubblico che vota al Festival non coincide sempre con quello che domina le piattaforme digitali.

    Sayf resta forte nello streaming

    Chi invece conferma la propria presenza nelle classifiche digitali è Sayf, che continua a mantenere una posizione molto solida tra i brani più ascoltati su Spotify.

    L’artista resta competitivo anche su YouTube, dove il suo video continua a raccogliere visualizzazioni importanti. Sul fronte radiofonico, però, scivola leggermente: nella Top 30 EarOne, che misura i passaggi radio, il suo brano Tu Mi Piaci Tanto si ferma al quinto posto.

    Ditonellapiaga domina la radio

    La sorpresa arriva invece dal mondo radiofonico. Il brano Che Fastidio di Ditonellapiaga è infatti il più trasmesso dalle radio italiane, conquistando la vetta della classifica EarOne.

    Il successo non si limita però all’airplay: la canzone sta ottenendo ottimi risultati anche sulle piattaforme digitali, dove è terza su Spotify e quarta su YouTube, dimostrando una diffusione trasversale tra radio e streaming.

    Chi chiude le classifiche

    All’estremo opposto delle classifiche troviamo alcuni nomi storici della musica italiana. Patty Pravo e Francesco Renga risultano gli ultimi sia per numero di streaming sia per visualizzazioni dei video.

    Sul fronte radiofonico, invece, i fanali di coda sono Michele Bravi e Leo Gassmann, che al momento occupano le ultime posizioni della classifica di airplay.

    Un quadro che dimostra ancora una volta quanto il dopo Sanremo sia spesso più complesso della gara stessa: tra streaming, radio e visualizzazioni online, il successo di una canzone può prendere strade molto diverse.

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      Gossip

      Alba Parietti e la polemica a Sanremo: accuse di capricci dietro le quinte, lei replica «Avevo la febbre e difendevo Serena Brancale»

      Alba Parietti risponde alle indiscrezioni secondo cui avrebbe creato tensioni dietro le quinte del Festival, arrivando persino a far piangere alcuni lavoratori. La conduttrice spiega di aver semplicemente preteso condizioni adeguate per intervistare la cantante Serena Brancale durante i collegamenti per La vita in diretta.

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        Dietro il glamour del Festival di Sanremo si nascondono spesso giornate frenetiche e tensioni da grande evento televisivo. In queste ore al centro del gossip festivaliero è finita Alba Parietti, accusata da alcune indiscrezioni di aver fatto “capricci” dietro le quinte, arrivando a creare momenti di forte pressione tra i lavoratori della manifestazione.

        Secondo alcune voci circolate nelle ultime ore, l’episodio avrebbe addirittura provocato le lacrime di alcuni membri dello staff. Una ricostruzione che la stessa Parietti ha deciso di contestare pubblicamente.

        La replica di Alba Parietti

        La conduttrice ha spiegato che il suo atteggiamento sarebbe stato frainteso e legato esclusivamente alla volontà di difendere la qualità del lavoro giornalistico.

        «Se qualcuno mi ha vista alterata o imbizzarrirmi – ha dichiarato – è semplicemente perché, dopo cinque giorni in cui, nonostante la febbre, ho portato a casa collegamenti apprezzabili per La vita in diretta, realizzando servizi all’altezza del contesto e del pubblico».

        Parietti ha sottolineato di aver lavorato per tutta la settimana sanremese nonostante le condizioni fisiche difficili, cercando comunque di mantenere alto il livello dei collegamenti televisivi.

        Il caso dell’intervista a Serena Brancale

        Al centro dell’episodio contestato ci sarebbe stata l’intervista alla cantante Serena Brancale. Secondo Parietti, la situazione logistica proposta dalla produzione non sarebbe stata adeguata al valore dell’artista e alla qualità del programma.

        Per questo motivo la conduttrice avrebbe insistito affinché l’intervista venisse realizzata in condizioni migliori.

        «In quell’occasione ho preteso che un’artista come Serena Brancale non venisse intervistata in una situazione inadeguata», ha spiegato.

        Le tensioni dietro le quinte del Festival

        Il Festival di Sanremo è da sempre un grande meccanismo televisivo che coinvolge centinaia di persone tra artisti, tecnici, giornalisti e addetti ai lavori. In un contesto così complesso non è raro che si creino momenti di tensione o incomprensioni.

        La polemica su Alba Parietti si inserisce proprio in questo clima fatto di ritmi serrati, collegamenti in diretta e continui spostamenti tra studi televisivi e backstage dell’Ariston.

        Per ora resta la doppia versione dei fatti: da una parte le indiscrezioni su presunti capricci, dall’altra la replica della conduttrice che parla invece di professionalità e rispetto per gli artisti intervistati.

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          Speciale Sanremo 2026

          Sal Da Vinci, polemica dopo la vittoria a Sanremo 2026: Cazzullo parla di “matrimoni della camorra”, De Giovanni replica e difende l’artista

          Durante la puntata di ieri de La volta buona Caterina Balivo ha affrontato le polemiche nate dopo la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026. Nel mirino le parole di Aldo Cazzullo, che aveva definito il brano “Per sempre sì” adatto ai matrimoni della camorra. Il giornalista è intervenuto in diretta per chiarire la sua posizione, mentre Maurizio De Giovanni ha parlato apertamente di “scivolone”.

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            La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 continua a far discutere. Ieri pomeriggio la polemica è arrivata anche nel salotto televisivo di La volta buona, il programma di Rai1 condotto da Caterina Balivo, dove gran parte della puntata è stata dedicata proprio al trionfo dell’artista napoletano e alle critiche che hanno accompagnato il suo successo.

            Al centro del dibattito le parole del giornalista Aldo Cazzullo, pubblicate sul Corriere della Sera, che avevano suscitato reazioni immediate. Nel suo commento Cazzullo aveva scritto che il brano vincitore, “Per sempre sì”, “potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla”. Un giudizio duro che ha acceso il confronto tra ospiti e opinionisti.

            La polemica sulla canzone vincitrice di Sanremo

            Durante la trasmissione si è discusso a lungo del significato di quelle parole. Tra i primi a intervenire è stato Marcello Sacchetta, autore del balletto diventato virale proprio sulle note di Per sempre sì. Il coreografo ha difeso la vittoria dell’artista ricordando che il risultato finale è arrivato dal voto del pubblico.

            «Tutti possono dire qualsiasi cosa, ma alla fine ha vinto Sal Da Vinci. Vuol dire che è stato votato e la sua vittoria è stata meritata», ha spiegato Sacchetta.

            Caterina Balivo ha quindi osservato come molte delle critiche rivolte alla canzone sembrino legate anche alla provenienza geografica dell’artista, sottolineando che il dibattito si è spesso spostato dalla musica alla città e alla regione di origine.

            Cazzullo interviene in diretta a La volta buona

            Nel corso della stessa puntata il giornalista del Corriere della Sera è intervenuto telefonicamente per chiarire il senso delle sue parole. Cazzullo ha spiegato di aver ricevuto diverse telefonate da amici napoletani dopo la trasmissione e ha voluto precisare il suo punto di vista.

            «Ho ricevuto diverse telefonate dagli amici napoletani dicendomi che Caterina Balivo ha detto che ce l’avrei con Napoli. Su questo punto ho sentito la necessità di intervenire perché non è così».

            La conduttrice ha ribadito di essersi limitata a leggere quanto scritto sul quotidiano. A quel punto Cazzullo ha precisato ulteriormente la sua posizione: «Io amo Napoli, ma Sal Da Vinci non mi piace. Mi sembra rappresenti quella Napoli come la vorrebbero i nemici».

            Balivo ha fatto notare che il riferimento ai matrimoni della camorra era comunque un’immagine molto forte. Il giornalista ha quindi ridimensionato l’espressione parlando di una semplice battuta.

            La replica di Maurizio De Giovanni

            Le parole di Cazzullo hanno però provocato anche una risposta netta da parte dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. Intervenuto durante la trasmissione radiofonica A Pranzo con Chiariello su Crc, De Giovanni ha definito il commento del giornalista un vero e proprio “scivolone”.

            «Il riferimento alla camorra di Aldo Cazzullo sulla canzone di Sal Da Vinci è un evidente scivolone. Mi rattrista e mi sorprende che uno straordinario e stimato giornalista come Aldo Cazzullo abbia potuto mostrare delle posizioni anti meridionaliste e antinapoletane».

            Lo scrittore ha anche difeso la popolarità dell’artista, ricordando la sua lunga carriera e il rapporto con il pubblico.

            «Per lui potrà essere la canzone più brutta del mondo, ma non lo è per i tanti italiani che ne hanno decretato l’enorme successo. I gusti popolari sono gusti, dovremo tutti accettarlo e capirlo».

            Infine De Giovanni ha concluso con una battuta che ha fatto rapidamente il giro dei social: «Tra l’altro non so quanto lui possa frequentare i matrimoni di camorra per parlarne con così tanta precisione».

            La polemica, nata dalle pagine di un giornale e rimbalzata in televisione e in radio, dimostra ancora una volta come Sanremo non finisca mai davvero con l’ultima serata del Festival.

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              Speciale Sanremo 2026

              Belen protagonista a Sanremo con Radio 2: tra Fiorello e “Matti da legare” è il suo riscatto mediatico

              Belen Rodriguez e le incursioni virtuali di Fiorello sono state le carte vincenti di Radio 2 nella settimana del Festival 2026. Con il programma “Matti da legare”, trasmesso da Casa Siae in piazza Borea d’Olmo, la showgirl ha coinvolto il pubblico e centrato un successo simbolico, proprio mentre Stefano De Martino è direttore artistico.

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                Sanremo è un palcoscenico che misura equilibri, carriere e rivincite. Quest’anno, tra le punte di diamante schierate da Radio 2, c’era Belen Rodriguez. Insieme alle incursioni – seppur virtuali – di Fiorello, la showgirl argentina ha rappresentato uno dei volti più visibili dell’emittente durante la settimana del Festival di Sanremo 2026.

                Fino a pochi mesi fa la sua presenza era rimasta solo in voce, mai in scena. Stavolta, invece, Belen è scesa fisicamente in piazza con la trasmissione “Matti da legare”, affiancata da Barty Colucci e Mario Benedetto. Un programma trasmesso da Casa Siae, in piazza Borea d’Olmo, che ha saputo creare un contatto diretto con il pubblico.

                Radio 2 e la scommessa su Belen

                La formula era chiara: ritmo, ironia, coinvolgimento. “Matti da legare” ha trasformato la piazza in uno spazio partecipato, tra risate, improvvisazioni e momenti leggeri. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, regalando ai tre conduttori veri e propri bagni di folla.

                Per Radio 2 è stato un colpo riuscito. Belen, spesso al centro del gossip ma meno della narrazione professionale, ha mostrato una presenza scenica solida e una capacità di tenere il palco che non è passata inosservata.

                Il confronto inevitabile con Stefano De Martino

                Il Festival 2026 aveva però un altro protagonista sullo sfondo: Stefano De Martino, investito del ruolo di conduttore e direttore artistico. Un dettaglio che ha reso la presenza di Belen a Sanremo ancora più simbolica.

                Non c’è stato nessun incrocio diretto, nessuna dichiarazione polemica. Ma il racconto mediatico non poteva ignorare la coincidenza. Da una parte lui al timone artistico, dall’altra lei protagonista in piazza con Radio 2. Due percorsi che si muovono paralleli nello stesso scenario.

                Un successo che pesa

                Il bilancio, almeno sul piano dell’immagine, è positivo. La piazza di Borea d’Olmo gremita, il pubblico coinvolto, le incursioni di Fiorello a dare ulteriore spinta. Belen esce dalla settimana sanremese con un risultato concreto: aver dimostrato di saper reggere un progetto radiofonico dal vivo e di saperlo trasformare in evento.

                In un Festival che spesso vive di riflessi e confronti, la sua presenza non è stata marginale. Anzi, ha rappresentato uno dei volti più chiacchierati e osservati della settimana. E, per una volta, il gossip ha lasciato spazio al lavoro sul campo.

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