Connect with us

Politica

Fabrizio Corona prepara la sua squadra: «Metterò persone di mia fiducia». Ecco chi potrebbe portare con sé in politica

Dopo la discesa in campo arriva la frase che apre il vero rebus: chi sceglierà Fabrizio Corona per presentarsi alle elezioni? Il fondatore vuole «tirare le fila» e affidare il movimento a uomini e donne di sua fiducia.

Avatar photo

Pubblicato

il

    «Metterò persone di mia fiducia». Fabrizio Corona ha appena pronunciato la frase che potrebbe trasformare la sua annunciata discesa in politica da provocazione mediatica a qualcosa di decisamente più concreto.

    Perché se Corona non può candidarsi personalmente, questo non significa che debba rinunciare a costruire il suo movimento, scegliere chi dovrà rappresentarlo e soprattutto chiedere agli italiani di votarlo.

    O, più precisamente, di votare le persone indicate da lui.

    È questo il nuovo scenario che si apre attorno a “Per la Verità”, il movimento con il quale l’ex re dei paparazzi ha annunciato di voler entrare nella politica italiana. Corona ha già un nome, un simbolo, una prima bozza di programma e soprattutto milioni di persone che seguono i suoi contenuti. Adesso manca il passaggio più delicato: trovare i candidati.

    E lui ha già fatto capire come intende sceglierli.

    «Tirerò le fila»: Corona vuole comandare anche senza candidarsi

    Sul passato giudiziario di Corona pesa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena accessoria legata alla condanna definitiva del 2013 per l’estorsione ai danni dell’ex calciatore David Trezeguet.

    Nelle condizioni attuali, dunque, la strada verso una candidatura personale appare sbarrata.

    Corona, però, sembra considerare il problema quasi secondario.

    «Questo non vuol dire che io non possa tirare le fila di un gruppo di persone di mia fiducia», ha spiegato.

    Ed è proprio quel «tirare le fila» a raccontare molto più di quanto sembri.

    Corona potrebbe restare fuori dalle liste e diventare comunque il leader politico, il volto pubblico, il principale comunicatore e l’uomo incaricato di scegliere chi dovrà rappresentare “Per la Verità” nelle istituzioni.

    Un modello che ricorda inevitabilmente, pur con storie e percorsi completamente differenti, quello utilizzato da Beppe Grillo nella prima fase del Movimento 5 Stelle.

    Chi sono le «persone di fiducia» che Corona vuole candidare?

    Adesso arriva la domanda che rischia di scatenare il toto-nomi: chi sono le persone di fiducia di Fabrizio Corona?

    L’ex agente fotografico non ha ancora presentato una squadra e sarebbe quindi arbitrario attribuire candidature a personaggi che non le hanno mai annunciate. Ma proprio la natura del progetto rende interessante capire quale bacino potrebbe utilizzare per costruire le proprie liste.

    Corona negli ultimi anni ha creato intorno a Falsissimo un universo composto da collaboratori, professionisti, personaggi dello spettacolo, imprenditori e figure provenienti dal mondo della comunicazione e dei social.

    La vera sorpresa potrebbe essere proprio qui.

    Il movimento potrebbe cercare volti già conosciuti dal pubblico oppure scegliere persone completamente estranee alla politica tradizionale. E Corona dovrà decidere quanto spazio concedere ai personaggi mediatici e quanto, invece, puntare su candidati capaci di dare al progetto una credibilità politica e amministrativa.

    Perché mettere un volto famoso in una lista può portare attenzione. Costruire un partito capace di arrivare alle urne è un’altra faccenda.

    Corona guarda già ai sondaggi: «Se supero il 3% sono cazzi amari»

    Che Corona voglia misurare rapidamente il peso della propria operazione lo dimostrano anche le sue parole sui primi eventuali sondaggi.

    «Vediamo tra uno o due giorni a quanto mi danno, perché se mi danno oltre il tre sono cazzi amari per tutti», ha annunciato.

    Il riferimento al 3% non è casuale nella costruzione del suo racconto politico. Corona vuole capire se il pubblico gigantesco che segue ogni puntata di Falsissimo possa diventare qualcosa di diverso da una platea digitale.

    La domanda vale milioni di visualizzazioni ma, soprattutto, potrebbe valere voti.

    Chi guarda Corona voterebbe un partito fondato da Corona? E soprattutto lo voterebbe anche sapendo che Corona non comparirebbe personalmente sulla scheda elettorale?

    È probabilmente questo il primo vero test di “Per la Verità”.

    Destra, sinistra? Corona vuole pescare voti ovunque

    Anche il programma presentato finora sembra costruito per rendere difficile una collocazione tradizionale.

    Corona parla di espulsione degli immigrati irregolari e attacca la pressione fiscale, ma contemporaneamente sostiene la legalizzazione delle droghe e la regolamentazione della prostituzione. Punta il dito contro le Big Tech, mette l’intelligenza artificiale tra i temi del futuro del lavoro e si definisce «liberale e antisistema».

    Ha inoltre attaccato direttamente Giorgia Meloni, contestando al governo di aver tradito alcuni dei principi sui quali la destra aveva costruito la propria identità.

    La strategia appare evidente: provare a intercettare il voto di chi non si riconosce più nei partiti tradizionali, indipendentemente dalla provenienza politica.

    Ed è proprio per questo che la scelta dei candidati diventerà fondamentale. Le «persone di fiducia» dovranno rappresentare un movimento che vuole pescare contemporaneamente nell’astensione, nel voto di protesta e nel pubblico che Corona ha costruito attraverso i social.

    Dopo “Falsissimo”, Corona vuole trasformare i follower in elettori

    La grande arma di Corona rimane la comunicazione.

    Con Falsissimo ha costruito un proprio sistema capace di raggiungere direttamente milioni di utenti. Con King TV vuole spingersi ancora oltre, creando una piattaforma indipendente per distribuire i propri contenuti e sviluppare un ecosistema che possa vivere senza televisioni e media tradizionali.

    Ora prova il salto più difficile: trasformare follower e spettatori in elettori.

    E la frase «metterò persone di mia fiducia» indica che Corona ha già compreso il principale ostacolo della sua operazione. Se non potrà essere lui a comparire sulla scheda, dovrà convincere il proprio pubblico a mettere una croce accanto ai nomi scelti da lui.

    È qui che il progetto smette di essere soltanto un video virale.

    Un simbolo si può disegnare in poche ore. Un programma si può annunciare davanti a una telecamera. Un movimento può nascere sui social. Ma per andare davvero alle elezioni servono uomini, donne, liste e una macchina organizzativa.

    Corona assicura di volerla costruire.

    Adesso resta soltanto da capire chi saranno le sue «persone di fiducia». Ed è molto probabile che, quando cominceranno a uscire i primi nomi, la discesa in campo di Fabrizio Corona diventi ancora più rumorosa.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Politica

      Salvini, scatta la vendetta contro chi dà voce ai ribelli della Lega: vietato andare in radio dopo l’intervista al nemico interno Massimiliano Romeo

      L’ufficio stampa del Carroccio avrebbe imposto lo stop agli ospiti leghisti di Un giorno da pecora dopo l’intervista al capogruppo dei senatori, esponente dell’ala nordista.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Salvini, scatta la vendetta contro chi dà voce ai ribelli della Lega: vietato andare in radio dopo l'intervista al nemico interno Massimiliano Romeo

        Nella Lega di Matteo Salvini la guerra interna si combatte anche davanti ai microfoni. Secondo un’indiscrezione, l’ufficio stampa del Carroccio avrebbe imposto un vero e proprio veto alla partecipazione degli esponenti del partito a Un giorno da pecora, il programma di Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Il motivo sarebbe l’intervista concessa il 29 settembre a Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e uno dei principali rappresentanti dell’ala nordista, sempre più critica nei confronti della leadership salviniana.

        Da quella puntata, secondo la ricostruzione, nessun esponente leghista sarebbe più autorizzato a partecipare alla trasmissione. Una decisione che, se confermata, rappresenterebbe un nuovo capitolo dello scontro tra il segretario e quella parte del Carroccio che rivendica maggiore autonomia politica.

        La guerra ai nordisti e il caso Garavaglia

        Il presunto boicottaggio radiofonico arriva nel pieno delle tensioni congressuali. Massimo Garavaglia, esponente dell’area critica verso Salvini, sarebbe stato oggetto di pressioni da parte dei fedelissimi del segretario per ostacolare la raccolta delle firme necessarie alla sua candidatura al congresso. Un tentativo che non avrebbe raggiunto l’obiettivo: Garavaglia è riuscito a raccogliere le sottoscrizioni e a presentarsi come sfidante.

        Al centro delle tensioni resta anche Romeo, la cui presenza televisiva sarebbe diventata sempre più rara sulle reti Rai e Mediaset, mentre continuerebbe a ricevere inviti da La7 e Sky.

        Salvini, il veto della Lega dopo l’intervista a Romeo

        Il caso di Un giorno da pecora aggiunge così un nuovo elemento alla battaglia per il controllo della Lega: non soltanto congressi e candidature, ma anche la possibilità per i dissidenti di trovare spazio nei mezzi d’informazione.

          Continua a leggere

          Politica

          Elly Schlein sorprende tutti parlando dei suoi amori: «Ho amato uomini e donne». Ma sulla fidanzata Paola Belloni resta il massimo riserbo

          La segretaria del Partito democratico ha raccontato di aver avuto relazioni con uomini e donne. Oggi è legata a Paola Belloni, ma continua a proteggere la propria vita sentimentale dalla curiosità del pubblico.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Elly Schlein è abituata a parlare di politica, elezioni e battaglie parlamentari, ma quando il discorso si sposta sulla sua vita sentimentale diventa decisamente più riservata. Eppure, in una delle rare occasioni in cui ha affrontato pubblicamente l’argomento, la segretaria del Partito democratico ha pronunciato una frase che ha attirato molta attenzione: «Sono felicemente fidanzata: ho avuto diverse relazioni in passato e ho amato molti uomini e molte donne». Una confessione spontanea che ha acceso la curiosità sul suo passato sentimentale e sulla relazione con Paola Belloni.

            Elly Schlein e gli amori del passato: dagli anni del liceo a Bologna

            Della vita sentimentale di Elly Schlein prima dell’impegno politico nazionale si conosce pochissimo. Nata a Lugano, la segretaria del Pd ha trascorso l’adolescenza in Svizzera, dove ha frequentato il liceo e coltivato una grande passione per la musica. Proprio a quel periodo risalirebbe anche un primo amore legato all’ambiente musicale, un batterista del quale non sono stati resi pubblici ulteriori dettagli.

            Successivamente Schlein si è trasferita a Bologna per studiare Giurisprudenza, entrando in contatto con l’ambiente universitario e politico della città. Anche sulle relazioni di quegli anni ha mantenuto il massimo riserbo, senza raccontare pubblicamente l’identità delle persone con cui ha condiviso la propria vita.

            Elly Schlein e Paola Belloni: la relazione lontana dai riflettori

            La relazione sentimentale conosciuta di Elly Schlein è quella con Paola Belloni, rimasta a lungo lontana dall’attenzione mediatica. La coppia è finita al centro della cronaca rosa quando sono state pubblicate alcune fotografie che hanno portato alla ribalta la loro storia.

            Belloni aveva espresso apertamente il proprio disappunto per quell’esposizione non desiderata, denunciando una violazione della sua riservatezza. Da allora la segretaria del Pd ha continuato a distinguere nettamente il proprio ruolo pubblico dalla dimensione privata, evitando di trasformare la relazione in un argomento abituale delle interviste.

            Elly Schlein, dalla musica a Ballando con le stelle: la vita privata che pochi conoscono

            Al di fuori della politica, Elly Schlein coltiva passioni piuttosto lontane dalle discussioni parlamentari. Ama suonare la chitarra, ascoltare musica e seguire concerti. Tra i suoi gusti musicali figurano Bruce Springsteen, i Cranberries, Lady Gaga e diversi artisti della scena indipendente.

            Non mancano passioni più casalinghe, come i videogiochi, il biliardo e le serate davanti alla televisione. Tra le curiosità raccontate sulla sua quotidianità c’è anche una chat nella quale commenterebbe le puntate di Ballando con le stelle insieme ad altre persone.

            Resta invece poco conosciuto il capitolo sentimentale precedente alla relazione con Paola Belloni. Schlein ha parlato apertamente dei propri amori, ma senza trasformare le persone che hanno fatto parte del suo passato in personaggi pubblici. Una scelta che continua ad alimentare la curiosità di chi vorrebbe conoscere anche il lato più romantico della leader politica.

              Continua a leggere

              Politica

              Fabrizio Corona, da Falsissimo a Santissimo: si inginocchia a Vannacci e «Il Vero Generale» diventa uno spot elettorale

              Corona promette scandali, lobby gay e segreti inconfessabili, poi cambia mestiere: da giustiziere dell’antisistema a possibile spin doctor di Vannacci. Tra domande servite su un piatto d’argento e risposte da santino elettorale, Falsissimo mette in scena una conversione quasi miracolosa

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Doveva essere il massacro mediatico di Roberto Vannacci, è diventata la sua beatificazione in diretta. Fabrizio Corona aveva annunciato «Il Vero Generale» come l’ennesima inchiesta esplosiva di Falsissimo, promettendo di scoperchiare il vaso di Pandora della politica italiana. E invece, dopo aver agitato lo spettro della «mafia gay», dei finanziamenti misteriosi e dei segreti sessuali, si è trasformato in una specie di Emilio Fede dei tempi migliori, con Vannacci al posto di Silvio Berlusconi. Mancavano soltanto il sottofondo di violini e un’aureola sopra la testa del generale.

                La «mafia gay» sparisce, arriva San Roberto da Futuro Nazionale

                All’inizio Fabrizio Corona promette fuoco e fiamme. Racconta di aver incontrato a Forte dei Marmi un proprietario di locale che sostiene di aver contribuito al successo del libro di Vannacci. «Mi dice che è stato lui a lanciare il libro, mi dice che è stato lui a dare l’idea. Dice che tutto è nato lì, mi dice che dietro tutto c’è una mafia gay», annuncia il re dei paparazzi, convinto di aver trovato lo scandalo del secolo.

                Poi incontra Vannacci e succede il miracolo. Le domande sui presunti acquisti organizzati del libro, sui finanziatori e sulle reti di potere finiscono in soffitta. Al loro posto comincia una lunghissima passerella nella quale il generale racconta quanto sia diverso dagli altri politici, quanto ami la famiglia e quanto poco gli interessino soldi e poltrone. Fabrizio Corona, anziché incalzarlo, gli offre continuamente l’assist per la risposta perfetta. È il giornalismo d’assalto trasformato in servizio di cortesia.

                Il capolavoro arriva quando Corona racconta di aver proposto al generale una collaborazione politica e comunicativa per portare Futuro Nazionale verso percentuali elettorali a doppia cifra, evocando addirittura il modello Elon Musk-Donald Trump. E pensare che poco prima aveva spiegato: «La mia è una controcomunicazione, è una comunicazione contro il potere». Evidentemente, quando il potere bussa alla porta, anche l’antisistema può trovare comoda una poltrona.

                Corona fa il cattivo, Vannacci il santo: Stanlio e Ollio della politica

                Il gioco delle parti è quasi comico. Corona provoca sugli omosessuali, sulle lobby, sulle donne, sulle identità sessuali. Vannacci, al confronto, sembra un moderato uscito da un corso di buone maniere. Corona insiste sulla moglie che comanda in casa e il generale diventa un marito innamorato. Gli chiede se perdonerebbe un tradimento e quello risponde: «Sicuramente per i figli sì». Ecco il patriarca trasformato in padre comprensivo, con Corona che gli sistema idealmente l’aureola.

                Quando si parla di politica, il generale può distribuire giudizi senza incontrare grandi ostacoli. Forza Italia è ancora di destra? «Oggi no». La Lega? «La Lega ha perso l’anima». Fratelli d’Italia? «Molto annacquato». E lui, naturalmente, non cerca incarichi: «Io non ho cominciato a fare politica per fare il ministro dell’interno». Racconta perfino di portare un orologio da 150 euro, particolare perfetto per completare il ritratto del condottiero povero ma puro, circondato da politici assetati di denaro e potere.

                Corona arriva a presentarlo come un uomo semplice, lontano dall’establishment, diverso da tutti quelli conosciuti nella sua carriera. La conversione è completa. L’inquisitore ha trovato il suo santo e l’intervista è diventata un peana.

                Da giustiziere del sistema a Emilio Fede: il miracolo di Falsissimo

                Il dettaglio più grottesco è che Corona costruisce la propria conversione come fosse una prova di credibilità. Racconta di essere partito per distruggere Vannacci e mostra perfino una telefonata al figlio Thiago, al quale annuncia che sta andando dal «generale, quello brutto e cattivo». Poi scopre che il mostro è un uomo meraviglioso. Manca soltanto la voce narrante delle favole: e vissero tutti felici e contenti, possibilmente con un bel risultato alle elezioni.

                Ma il punto non è che Corona abbia cambiato idea. È che ha cambiato ruolo. Chi prometteva di smascherare il potere si ritrova a discutere con un politico di strategie elettorali, comunicazione e possibili alleanze, mentre gli concede un’intervista nella quale persino le domande più aggressive finiscono per valorizzarlo.

                «Il Vero Generale» doveva essere un’inchiesta. È diventato il provino di Corona come spin doctor di Vannacci. E se il vecchio Emilio Fede almeno non faceva mistero della propria devozione a Berlusconi, qui la propaganda arriva impacchettata come una clamorosa rivelazione antisistema.

                Falsissimo prometteva di togliere la maschera al generale. Alla fine, quella caduta è soprattutto la maschera dell’inquisitore.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie