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Cronaca Nera

Garlasco, i diari segreti di Sempio fanno esplodere la sua ex Angela Taccia: «Suicidio e autolesionismo? Non c’è nessuna diagnosi»

Nei diari del 38enne compaiono riferimenti al suicidio, mentre riemerge una registrazione nella quale proprio Taccia lo definiva «problematico». Lei contrattacca: «Si faceva tanti problemi con le donne, non significa che avesse problemi psichici». Poi l’affondo contro Perri: «Un giorno capirà di aver sbagliato e chiederà scusa».

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Angela Taccia

    Nel giallo infinito di Garlasco ormai entrano anche gli ex fidanzati. E quando a discutere pubblicamente della personalità di Andrea Sempio è Angela Taccia, la faccenda assume inevitabilmente un sapore diverso: perché l’avvocata che oggi lo difende, prima ancora di diventare una delle figure più presenti nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, con Sempio ha avuto una relazione sentimentale e lo conosce da moltissimi anni.

    Così, quando durante il confronto con Albina Perri finiscono sul tavolo i diari dell’indagato, le frasi sul suicidio e persino un vecchio audio nel quale la stessa Taccia lo definiva «una persona problematica», la temperatura sale rapidamente. Perri guarda a quelle parole come a elementi utili per interrogarsi sulla personalità del 38enne. Taccia reagisce invece con durezza e contesta alla radice qualsiasi tentativo di trasformare confidenze, pensieri e pagine private in una sorta di diagnosi psicologica a distanza.

    E stavolta a parlare non è soltanto l’avvocata di Sempio. È anche una donna che con quell’uomo ha condiviso una parte della propria vita.

    «Andrea era problematico»: rispunta il vecchio audio della sua ex

    A rendere il confronto ancora più singolare è proprio una registrazione del 2017 nella quale sarebbe stata Angela Taccia a descrivere Sempio come «una persona problematica». Una frase che oggi, alla luce della nuova indagine, acquista inevitabilmente un peso completamente diverso da quello che poteva avere in una conversazione privata di quasi dieci anni fa.

    Taccia, però, non ci sta. E spiega che quel «problematico» non aveva alcuna connotazione clinica: descriveva semplicemente un ragazzo che tendeva a tormentarsi e a farsi «tanti problemi su come comportarsi», soprattutto nei rapporti sentimentali e con le donne.

    Una precisazione che diventa ancora più interessante proprio conoscendo il passato tra i due. Taccia non sta parlando per sentito dire del carattere di Sempio: è stata la sua fidanzata e rivendica quindi una conoscenza personale dell’uomo che oggi assiste come legale.

    Il punto dello scontro diventa allora un altro: quanto può raccontare davvero una frase pronunciata da una ex fidanzata in un contesto privato? E soprattutto quanto è corretto rileggerla oggi alla luce di un’accusa di omicidio?

    Nei diari spunta il suicidio e Taccia perde la pazienza

    La discussione si incendia definitivamente quando Perri introduce i passaggi dei diari nei quali Sempio avrebbe scritto di suicidio e porta il confronto sul terreno dell’autolesionismo.

    Taccia interrompe immediatamente quella ricostruzione: «Io non sto parlando di suicidio, non cominciamo a cambiare le parole degli altri». Poi traccia una linea netta tra ciò che una persona può affidare alle pagine di un diario e ciò che un medico può certificare dopo averla visitata.

    «Non abbiamo nessuna diagnosi che parli di autolesionismo, io mi fido di un referto di un professionista, non di uno che scrive. Un conto è scrivere su un diario, un conto è un referto medico».

    Parole che arrivano mentre proprio la personalità di Sempio è diventata uno dei nuovi terreni dell’inchiesta. La Procura di Pavia ha affidato allo psichiatra Roberto Catanesi una consulenza sulla capacità di intendere e di volere e sulla presunta pericolosità sociale dell’indagato, ma Sempio ha scelto di non sottoporsi personalmente all’incontro con il consulente.

    Dall’amore alla difesa: Angela Taccia al fianco di Sempio

    È questo intreccio a rendere il ruolo di Angela Taccia uno degli elementi più curiosi dell’intera nuova stagione del caso Garlasco. Prima fidanzata, poi amica di lunghissima data, oggi avvocata: mentre attorno a Sempio vengono riesumati diari, telefonate, vecchie frasi e conversazioni private, lei si trova nella posizione insolita di conoscere direttamente una parte dell’uomo che gli altri cercano di ricostruire attraverso quelle carte.

    Nel frattempo Sempio resta l’unico indagato nella nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi e continua a proclamarsi innocente. La Procura ha raccolto 21 circostanze che considera rilevanti nella costruzione dell’accusa, dal materiale genetico rinvenuto sulle unghie della vittima all’impronta palmare numero 33, fino alle telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto. La difesa contesta la lettura accusatoria degli elementi scientifici e investigativi.

    Ma in televisione, per qualche minuto, il Dna e le impronte lasciano spazio a qualcosa di molto più intimo: chi era davvero Andrea Sempio quando nessuno parlava ancora di lui?

    Taccia contro Perri: «Un giorno chiederà scusa»

    Nel finale Angela Taccia abbandona definitivamente i toni diplomatici e attacca direttamente Perri per il modo in cui racconta il suo ex fidanzato e oggi assistito: «Lei non si pone mai un minimo di metodo e di rispetto per le persone di questa storia».

    Poi arriva la stoccata più pesante: «Un domani si renderà conto che tutto questo astio e modo irrispettoso di scrivere di questo indagato non ancora imputato, per lei è stato un errore e chiederà scusa. C’è un limite».

    A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, dunque, Garlasco entra persino nei vecchi rapporti sentimentali di Andrea Sempio. I suoi diari diventano materia di discussione, una frase pronunciata dalla ex nel 2017 torna improvvisamente d’attualità e la stessa donna che un tempo gli stava accanto oggi indossa la toga per difenderlo.

    Con il 28 settembre, termine indicato per la chiusura delle indagini preliminari, sempre più vicino, la battaglia giudiziaria entra nella fase decisiva. Quella mediatica, invece, è già diventata incandescentemente personale.

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      Cronaca Nera

      Andrea Sempio e i diari di Garlasco: la frase «Io aiutato», il mistero del meccanico Ferri e le analisi in diretta tv

      Nella puntata di Mattino Cinque del 2 novembre 2026 condotta da Federica Panicucci, è emerso un clamoroso scoop legato all’inchiesta sul delitto di Garlasco: un appunto manoscritto estratto dai diari di Andrea Sempio, sequestrati a maggio 2025. Nel documento, il 38enne cita i suicidi di vari ragazzi del paese, la figura dell’avvocato Giada Bocellari, un “uomo misterioso”, la famiglia Poggi e il nome di Giovanni Ferri — il meccanico vicino di casa trovato morto nel 2010, il cui caso è stato riaperto per omicidio volontario —, concludendo con la frase “Io aiutato”.

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      Andrea Sempio e i diari di Garlasco: la frase «Io aiutato», il mistero del meccanico Ferri e le analisi in diretta tv

        Prima puntata della settimana per Mattino Cinque, in onda oggi, 2 novembre 2026, non poteva mancare uno spazio ad hoc come di consueto dedicato al caso Garlasco, curato da Federica Panicucci. Il programma questa volta può contare su uno scoop importante, un appunto scritto a mano da Andrea Sempio, che mette in evidenza una serie di suoi ragionamenti che non erano mai emersi prima. Un tassello rilevante che arricchisce il quadro degli elementi al vaglio degli inquirenti e dei consulenti tecnici.

        L’appunto manoscritto sui suicidi e il legame con la morte di Giovanni Ferri

        Spicca un documento esclusivo, trovato proprio dall’inviato Emanuele Canta in uno dei diari del 38enne, oggetto di sequestro il 14 maggio 2025 nell’abitazione di Voghera dove lui viveva. Qui è presente una pagina dove parla dei suicidi e dove è presente il nome di Giovanni Ferri, il meccanico che era suo vicino di casa, trovato senza vita nel 2010 in un pertugio in paese, inizialmente archiviato come suicidio, ma oggetto recentemente di una riapertura dell’inchiesta per omicidio volontario. Tutto è scritto in stampatello, facendo riferimento a un “uomo misterioso”.

        E il manoscritto viene mostrato in diretta da Federica Panicucci: «Partito da Giada, immaginiamo Bocellari, a seguito di mia interc suicidi. Sotto c’è la parola Ferri, abbiamo cercato di tradurlo e interpretarlo». Questa è l’interpretazione fatta dalla redazione: «Partito a Giada a seguito di mia interc. suicidi. Giada – ragazzi – Ale – Ferri. Uomo misterioso – Inter miei. Sapevano (o sapevamo) la versione Poggi? Sapevano (o sapevamo?) quando si sarebbe chiusa. Ale sì, io aiutato. Parla con Lov». Canta ricorda che Lov indica l’avvocato Lovati e che il foglio fa riferimento all’indagine difensiva del 2017 legata ai suicidi a Garlasco. Sulla questione è intervenuto l’avvocato Fabrizio Gallo, legale della vedova Ferri: «Questo foglio importantissimo non fa parte del compendio probatorio del nuovo pubblico ministero che si sta occupando della morte di Ferri, sarà mio compito portarglielo mercoledì. Gli chiederò di sentire Andrea Sempio per dare una spiegazione».

        Le ricerche sul web e il materiale rinvenuto nell’hard disk

        Ricerche inquietanti, video, immagini e contenuti dal significato da chiarire. Questo è quanto ritrovato dagli inquirenti nell’hard disk di Andrea Sempio, che potrebbe contribuire a ricostruire i suoi pensieri e i suoi interessi. Gli investigatori si concentrano sulle sue ricerche fatte sul web dal 2012 al 2015, legate a stupro, violenze e al delitto di Garlasco.

        Il 38enne avrebbe cercato Alberto Stasi anche su Facebook, mostrando interesse per la vicenda giudiziaria e soffermandosi su un possibile nuovo prelievo del DNA di Stasi e su come rintracciare un cellulare spento.

        L’analisi dei video e le valutazioni degli esperti in studio

        A questo si aggiungono i video personali dove Sempio analizza le dinamiche delle aggressioni e spiega come usare le armi. Il professor Galassi ha commentato in studio: «Stava forse ripetendo una lezione, sono contenuti assai inquietanti. Credo vadano valutati con grande attenzione, sul piano scientifico e comportamentale non vanno sminuiti».

        L’indagato ha provato a minimizzare in una dichiarazione a Quarto Grado: «Non ho la minima idea di cosa ci sia in quei video perché per me è roba vecchia e sepolta. È solo un flusso di coscienza per mettere giù tutte le informazioni su quell’argomento». I Carabinieri hanno inserito questi file tra gli elementi in grado di supportare il quadro probatorio, inviando parte del materiale al perito psichiatrico Roberto Catanesi.

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          Cronaca Nera

          Omicidio Pier Paolo Pasolini: la Procura di Roma riapre il caso a 51 anni dal delitto con un nuovo testimone e prove inedite

          A 51 anni esatti dalla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un nuovo fascicolo d’indagine sull’omicidio del grande intellettuale e regista italiano. La svolta arriva in seguito all’istanza presentata nel novembre 2025 e integrata nel maggio 2026 dall’avvocato Stefano Maccioni.

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          Omicidio Pier Paolo Pasolini: la Procura di Roma riapre il caso a 51 anni dal delitto con un nuovo testimone e prove inedite

            Pier Paolo Pasolini, la procura di Roma apre una nuova indagine: «Ci sono elementi inediti». La svolta a 51 anni dalla morte. Una decisione che riporta al centro dell’attenzione uno dei casi più complessi e dibattuti della storia repubblicana, su cui continuano a pesare zone d’ombra mai del tutto chiarite a livello giudiziario. L’iniziativa della Procura capitolina riaccende le speranze di ricostruire in modo cristallino quanto accaduto all’Idroscalo di Ostia.

            Il nuovo esposto e le evidenze presentate dalla difesa

            La riapertura del caso nasce dall’intenso lavoro svolto dal legale Stefano Maccioni, autore del nuovo esposto. «La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa», ha spiegato l’avvocato. Un lavoro di ricostruzione meticoloso che supera i precedenti rigetti e offre spunti d’indagine ritenuti meritevoli di verifica immediata. Il legale non ha nascosto la propria soddisfazione per la scelta della magistratura di tornare a indagare sulle dinamiche che portarono all’uccisione del poeta.

            Il testimone mai ascoltato e il riesame dei filmati d’epoca

            Tra le principali novità che hanno spinto la Procura ad avviare le nuove verifiche c’è la presenza di un testimone inedito, mai ascoltato dagli investigatori nei decenni passati. La sua testimonianza potrebbe fornire indicazioni cruciali sulla presenza di altre persone sul luogo del delitto, smentendo la ricostruzione che vedeva l’allora diciassettenne Pino Pelosi agire in totale solitudine.

            L’istanza si avvale inoltre di una rielaborazione tecnica dei dati e dell’analisi di immagini storiche del telegiornale Rai dell’epoca. L’incrocio di questi dettagli suggerisce il coinvolgimento di un gruppo di persone nella violenta aggressione subita dall’intellettuale.

            La ricerca della verità storica e giudiziaria a mezzo secolo dal delitto

            La decisione di procedere con nuovi accertamenti riapre la strada alla ricerca di una verità completa su una pagina drammatica della cultura italiana. A distanza di oltre mezzo secolo, gli inquirenti dovranno valutare se gli elementi emersi siano in grado di portare a un’effettiva riabilitazione della memoria di Pasolini e all’individuazione delle responsabilità rimaste coperte dal tempo. I prossimi passaggi investigativi serviranno a vagliare l’attendibilità delle dichiarazioni e l’efficacia delle analisi scientifiche depositate dagli avvocati.

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              Garlasco, la lettera di Andrea Sempio sul no alla perizia psichiatrica: «Mai avute alterazioni», ma esplode il caso dei video

              Durante la puntata di Quarto Grado di venerdì 30 ottobre, è stata mostrata la lettera datata 4/9/2026 inviata da Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco, al perito della Procura Roberto Catanesi.

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                È arrivata in tv la lettera con cui Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco, ha riferito a Roberto Catanesi i motivi per cui ha deciso di non sottoporsi alla perizia psichiatrica. Nella missiva, Sempio ha spiegato di non aver “mai ravvisato l’esigenza” di ricorrere a una valutazione specialistica di questo tipo.

                La lettera di Andrea Sempio indirizzata a Roberto Catanesi, lunga “una ventina di righe” e datata 4/9/2026, è stata mostrata nel corso della puntata di venerdì 30 ottobre di Quarto Grado. Nel testo si legge: “Non ho mai ravvisato l’esigenza di ricorrere a una valutazione specialistica di natura psichiatrica”. E poi: “Non ho mai, inoltre, riferito né sperimentato condizioni di alterazione dello stato psicofisico o del funzionamento mentale”. Roberto Catanesi è il medico a cui la Procura ha affidato la perizia psichiatrica di Andrea Sempio nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco.

                Le valutazioni della psicologa e la reazione della famiglia Poggi

                Dopo aver mostrato la lettera in tv e in riferimento anche ad alcuni video contenenti riflessioni di Andrea Sempio sulle donne e lo stupro, il conduttore Gianluigi Nuzzi ha chiesto a Paolo Reale, consulente tecnico e perito di parte civile per la famiglia Poggi nel delitto di Garlasco, nonché cugino della vittima Chiara Poggi: “Voi familiari cosa pensate? Ha ragione Catanesi o ha ragione Sempio?”. Paolo Reale, ospite in studio, ha commentato: “Io non riesco a esprimermi sui contenuti psicologici. Sicuramente è deprecabile quello che abbiamo sentito dire, ne prendiamo tutti le distanze”. L’ingegnere ha poi aggiunto: “C’è un aspetto che deve essere in qualche modo ricondotto a quella scena del crimine e io questo collegamento non riesco comunque a vederlo. Nessuno in 20 anni ha descritto questa scena come un’aggressione di natura sessuale”.

                La psicologa Gabriella Marano ha analizzato in tv i video di Andrea Sempio sulle donne e lo stupro. La sua riflessione: “Sicuramente si individuano degli interessi sessuali atipici. Quando Sempio parla dello stupro e delle conseguenze di come la donna lo vive, c’è una normalizzazione della violenza delle donne. C’è un’ossessione sessuale verso la figura femminile”.

                La ferma posizione dell’avvocata Angela Taccia in difesa di Sempio

                Anche Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio nel caso del delitto di Garlasco, era tra gli ospiti in studio che hanno commentato i filmati del suo assistito. In un passaggio del suo intervento, la legale ha dichiarato: “Voglio ribadire per la centesima volta che tutta questa parte personologica non ha alcun valore probante relativamente all’inchiesta e all’omicidio di Chiara Poggi nel 2007”.

                Angela Taccia ha poi aggiunto: “A oggi, ahimè, si parla di questo forse perché ancora la Procura di Pavia non ha collocato in modo cristallino Sempio sulla scena del crimine. Altrimenti, parleremo di altre cose molto più importanti e giuridiche. Tutto questo attiene alla sfera privata del nostro cliente”.

                Il dibattito sui confini tra vita privata ed edizioni dell’inchiesta

                La vicenda continua così a dividere l’opinione pubblica, mantenendo al centro del dibattito mediatico il limite tra gli aspetti caratteriali e gli elementi strettamente probatori raccolti dagli inquirenti. La posizione della difesa punta a riposizionare l’attenzione sulle evidenze scientifiche e sulla ricostruzione dei fatti accaduti nel 2007. Le prossime mosse della Procura di Pavia chiariranno se gli elementi personologici emersi possano trovare un effettivo riscontro nello sviluppo del procedimento giudiziario.

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