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Benessere

Allarme Canicola: Come difendersi dalle ondate di calore intenso!

Il sole è la stella più vicina alla Terra, ci fornisce luce e anche molto calore. In estate può trasformarsi in una sfida, specialmente nelle città, dove le temperature possono diventare insopportabili. Vediamo come possiamo difenderci dalla canicola imminente.

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    Il sole è una forza vitale che ci regala energia e vita, ma durante l’estate può diventare una sfida significativa, soprattutto nelle aree urbane. Prendendo le giuste precauzioni, è possibile godere del bel tempo estivo in sicurezza e comfort. Ricorda di idratarti, proteggerti dai raggi UV e cercare ambienti freschi per affrontare al meglio la canicola. Con queste semplici misure, potrai vivere un’estate serena e sicura, godendo di tutti i benefici del sole senza subirne gli effetti negativi.

    Cos’è il sole?
    Il sole è una stella che rilascia immense quantità di energia. Questa energia viaggia attraverso gli strati del sole fino a raggiungere la superficie e da lì si irradia nello spazio, arrivando sulla Terra sotto forma di luce e calore.

    L’impatto del sole d’estate in città
    Durante l’estate, l’inclinazione dell’asse terrestre fa sì che il sole sia più alto nel cielo e i suoi raggi colpiscano la Terra più direttamente. Questo porta a giornate più lunghe e temperature più elevate. Nelle città, il fenomeno dell’isola di calore urbano amplifica ulteriormente il caldo, rendendo le temperature ancora più estreme rispetto alle aree rurali. L’asfalto, il cemento e i materiali da costruzione assorbono e rilasciano il calore, aumentando la sensazione di afa.

    Come difendersi dalla canicola in città
    Affrontare il caldo estivo in città richiede alcune accortezze per proteggersi e mantenersi in buona salute.


    Idratazione costante con acqua a volontà
    Bere molta acqua è fondamentale per evitare la disidratazione. Porta sempre con te una bottiglia d’acqua e bevi regolarmente, anche se non senti sete. Inoltre, è preferibile bere acqua fresca ma non gelida per evitare una congestione nel caso la si beva sudati.

    Abbigliamento Adeguato
    Indossa abiti leggeri, di colori molto chiari come il bianco e in tessuti naturali come cotone o lino, che permettono alla pelle di respirare e assorbono meno calore.

    Protezione Solare
    Usa soprattutto in città creme solari idratanti, sia per il viso sia per le parti scoperte del corpo, come braccia, gambe e decolleté, con un alto fattore di protezione (SPF) per proteggere la pelle dai dannosi raggi UV. Indossa un cappello a tesa larga alla moda e occhiali da sole per proteggere viso e soprattutto gli occhi chiari.

    Evita le ore più calde
    Cerca di limitare il più possibile le commissioni durante le ore centrali della giornata, solitamente tra le 11:00 e le 16:00, quando il sole è più forte.

    Ambienti Freschi
    Trascorri del tempo in ambienti climatizzati come centri commerciali, biblioteche o altri luoghi pubblici freschi. Se possibile, utilizza ventilatori o condizionatori d’aria a casa.

    Alimentazione Leggera
    Mangia pasti leggeri e freschi, come frutta e verdura, che aiutano a mantenere l’idratazione e non appesantiscono il corpo con la digestione.

    Docce rinfrescati
    Fare varie docce veloci con acqua tiepida, quasi fresca, che donano al corpo ristoro e per aiutare a ridurre la temperatura corporea e offrire un sollievo immediato dal caldo.

    Attenzione ai Più Vulnerabili
    Bambini, anziani e persone con problemi di salute sono particolarmente a rischio durante le ondate di calore. Assicurati che abbiano dimore e ambienti freschi e si mantengano idratati.

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      Benessere

      Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

      Dalla tradizione orientale alle pratiche di benessere moderne: perché le vibrazioni sonore vengono sempre più usate per ridurre stress e tensioni

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      Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

        Il suono come strumento di cura accompagna l’essere umano da millenni. Tra gli esempi più affascinanti di questa antica tradizione spicca la ciotola tibetana, un oggetto apparentemente semplice che, colpito o sfregato, produce vibrazioni profonde e avvolgenti. Oggi, ciò che un tempo apparteneva esclusivamente ai rituali spirituali dell’Asia himalayana è entrato nei centri benessere. Negli studi di yoga e perfino negli ospedali, dove viene utilizzato come supporto al rilassamento e alla gestione dello stress.

        Le origini della ciotola tibetana non sono del tutto documentate, ma si ritiene che sia stata utilizzata per secoli in Nepal, India e Tibet durante pratiche meditative e cerimonie religiose. Tradizionalmente realizzate con una lega di più metalli. Queste ciotole producono suoni ricchi di armonici, capaci di creare una sensazione di immersione sonora che coinvolge corpo e mente.

        La sound therapy

        Secondo i sostenitori della sound therapy, le vibrazioni emesse dalla ciotola agirebbero sul sistema nervoso favorendo uno stato di calma profonda. Dal punto di vista scientifico, alcuni studi suggeriscono che l’ascolto di suoni a bassa frequenza e ripetitivi può contribuire alla riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire una risposta di rilassamento simile a quella indotta dalla meditazione o dalla respirazione profonda.

        Una ricerca pubblicata sul Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine ha evidenziato come le sessioni con ciotole tibetane possano essere associate a una diminuzione dell’ansia, della tensione e dell’affaticamento mentale in soggetti sani. Pur non sostituendo trattamenti medici o psicologici, il suono viene quindi considerato un valido strumento complementare per migliorare il benessere emotivo.

        La cura nelle vibrazioni

        Durante una sessione, la persona si sdraia o si siede comodamente mentre l’operatore fa vibrare una o più ciotole, talvolta appoggiate direttamente sul corpo. Le onde sonore si propagano attraverso l’aria e i tessuti, creando una percezione fisica del suono che molti descrivono come profondamente distensiva.

        Gli esperti invitano però a mantenere un approccio equilibrato. I benefici percepiti variano da individuo a individuo e dipendono anche dal contesto, dalla predisposizione personale e dalla qualità dell’esperienza. «La ciotola tibetana non è una cura miracolosa – spiegano gli specialisti – ma può favorire il rilassamento, migliorare la consapevolezza corporea e aiutare a ritagliarsi uno spazio di pausa in una vita sempre più frenetica».

        In un’epoca dominata dal rumore costante, il successo delle ciotole tibetane racconta forse un bisogno più profondo: ritrovare armonia attraverso il suono, riscoprendo il valore terapeutico del silenzio che vibra.

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          In vacanza siamo davvero più felici? Cosa raccontano psicologi e neuroscienze sul benessere lontano dalla routine

          Le vacanze riducono lo stress, favoriscono il recupero mentale e migliorano la qualità del sonno, ma la felicità non dipende soltanto dalla destinazione. Psicologi e neuroscienziati spiegano cosa accade al nostro cervello quando ci allontaniamo dalla quotidianità e come prolungare i benefici anche dopo il rientro.

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            C’è chi aspetta agosto per tutto l’anno e chi conta i giorni che mancano alla partenza già da gennaio. Le vacanze rappresentano uno dei momenti più desiderati perché interrompono la routine, allontanano dalle responsabilità e regalano la sensazione di avere finalmente tempo per sé. Ma quella felicità che proviamo sotto l’ombrellone o durante un viaggio è reale oppure è soltanto una suggestione?

            Secondo psicologi e neuroscienziati, la risposta è chiara: andare in vacanza produce effetti concreti sul benessere mentale. Il cervello cambia modo di lavorare, i livelli di stress diminuiscono e molte persone sperimentano un miglioramento dell’umore già nei primi giorni di ferie. Tuttavia, la destinazione conta meno di quanto si pensi.

            Il cervello ama rompere la routine

            La nostra mente tende a trasformare le abitudini in automatismi. Questo permette di risparmiare energia, ma rende anche le giornate più prevedibili. Quando cambiamo ambiente, invece, il cervello riceve una quantità maggiore di stimoli: paesaggi nuovi, profumi diversi, lingue sconosciute e attività insolite riattivano i circuiti dell’attenzione e della curiosità.

            È uno dei motivi per cui ricordiamo così bene molti viaggi. Le nuove esperienze favoriscono la formazione dei ricordi e regalano quella sensazione di vivere giornate più intense e ricche rispetto alla normale quotidianità.

            Meno stress e sonno migliore

            Le ferie aiutano anche a ridurre i livelli di stress accumulati durante l’anno. Dormire qualche ora in più, trascorrere tempo all’aria aperta e diminuire la pressione degli impegni quotidiani permette all’organismo di rallentare.

            Molte persone riferiscono di dormire meglio già dopo pochi giorni di vacanza. Anche il semplice contatto con il mare, la montagna o il verde contribuisce a creare una sensazione di rilassamento che favorisce il recupero psicofisico.

            Naturalmente non tutte le vacanze sono uguali. Programmi troppo fitti, spostamenti continui o la necessità di essere sempre reperibili possono ridurre gran parte dei benefici.

            Perché la felicità dura meno del previsto

            Esiste però un fenomeno ben conosciuto dagli psicologi: l’adattamento. Dopo qualche giorno, anche il panorama più spettacolare smette di apparire eccezionale e il cervello tende a considerarlo normale.

            È lo stesso meccanismo che ci porta ad abituarci rapidamente a un nuovo acquisto o a un cambiamento positivo della nostra vita. Per questo motivo la felicità delle vacanze tende a raggiungere un picco iniziale per poi stabilizzarsi.

            Anche il rientro può essere difficile. Tornare improvvisamente agli orari, al traffico e alle responsabilità quotidiane provoca in molte persone una sensazione di malinconia, il cosiddetto post vacation blues, che generalmente si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni.

            Il segreto non è partire più lontano, ma vivere meglio il tempo

            Gli esperti sottolineano che il benessere dipende più dalla qualità dell’esperienza che dalla distanza percorsa. Trascorrere tempo con le persone care, ridurre l’uso dello smartphone, dedicarsi ad attività piacevoli e concedersi momenti di autentico riposo produce effetti spesso superiori rispetto a una vacanza frenetica organizzata nei minimi dettagli.

            Anche conservare alcune buone abitudini al ritorno — una passeggiata quotidiana, qualche ora in più all’aria aperta o una migliore gestione del tempo libero — può aiutare a mantenere più a lungo quella sensazione di equilibrio conquistata durante le ferie.

            In fondo, la vacanza non cambia soltanto il luogo in cui ci troviamo. Cambia soprattutto il modo in cui viviamo il tempo. Ed è proprio questa diversa percezione, più che il panorama davanti ai nostri occhi, a farci sentire davvero più felici.

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              Quando la gelosia diventa una trappola cieca e violenta: come riconoscere l’ossessione e a chi rivolgersi prima che sia troppo tardi

              La tragedia della morte di Federico Venco riaccende i riflettori sui rischi delle relazioni tossiche. Esistono strutture specializzate e percorsi di sostegno per chi avverte di perdere il controllo sui propri sentimenti.

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              Quando la gelosia diventa una trappola cieca e violenta: come riconoscere l'ossessione e a chi rivolgersi prima che sia troppo tardi

                La drammatica vicenda che ha portato all’uccisione di Federico Venco ha riaperto con violenza il dibattito sulle conseguenze estreme della gelosia ossessiva. Quando l’insicurezza e la paura dell’abbandono degenerano in un desiderio irrazionale di possesso, il confine tra sofferenza emotiva e impulso violento rischia di assottigliarsi pericolosamente. Riconoscere che le proprie emozioni stanno travalicando i limiti del rispetto reciproco rappresenta il primo e più difficile passo per spezzare una catena di pensieri che può condurre a esiti irreversibili.

                I campanelli d’allarme dell’ossessione e la perdita di controllo

                La gelosia non è un indice d’amore, ma una risposta ansiosa che nei casi più gravi assume i connotati di una vera e propria patologia. Gli psicologi e gli esperti di dinamiche relazionali spiegano che «quando il pensiero verso il partner diventa fisso, pervasivo e sordo a qualsiasi rassicurazione razionale, ci si trova di fronte a uno stato d’alterazione che richiede un intervento esterno immediato». Controllare costantemente gli spostamenti altrui, cedere a scatti d’ira incontrollabili, provare rancore cieco o fantasticare su ritorsioni fisiche sono segnali d’allarme vertiginosi che indicano una marcata perdita di lucidità emotiva.

                A chi chiedere aiuto: i centri dedicati agli uomini e i servizi territoriali

                Nessuno è costretto ad affrontare da solo una spirale d’ansia e rabbia. Su tutto il territorio nazionale sono attivi i Centri di Ascolto per Uomini Maltrattanti (CAM) e i servizi dedicati alla gestione della violenza relazionale. Si tratta di strutture pubbliche e del terzo settore dove équipe di psicologi, psicoterapeuti ed educatori offrono spazi d’ascolto riservati, non giudicanti e completamente gratuiti. Rivolgersi a questi centri permette di intraprendere percorsi individuali o di gruppo pensati per decostruire l’impulsività, elaborare il rifiuto e apprendere modalità sane di gestione dello stress emotivo.

                Contatti d’emergenza e l’importanza della prevenzione tempestiva

                Per chi avverte un’urgenza immediata o teme di compiere azioni irrazionali, esistono canali d’accesso rapido e riservato. È possibile contattare i Consultori Familiari delle ASL locali, i servizi di salute mentale (CSM) oppure comporre i numeri d’emergenza nazionali come il 112 per situazioni di crisi acuta. Gli operatori del settore ricordano con forza che «chiedere aiuto tempestivamente non è un segno di debolezza, ma un gesto di profonda responsabilità verso se stessi e verso gli altri». Interrompere la spirale del possesso prima che si trasformi in violenza è possibile, a patto di affidarsi con fiducia a professionisti preparati.

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