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Benessere

Cibo: cosa mangeremo domani? Le ultime novità dal mondo del food

I cibi del futuro sono associati a soluzioni per affrontare sfide come la crescente domanda alimentare, il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare. Insetti, alghe e carne vegetale tra i più funzionali.

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    La sostenibilità è un concetto fondamentale che riguarda la capacità di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le risorse necessarie per le generazioni future. Si tratta di trovare un equilibrio tra lo sviluppo economico, la protezione dell’ambiente e il benessere umano, garantendo che le risorse naturali siano utilizzate in modo responsabile e che l’ambiente sia conservato per il lungo termine.
    In buona sostanza, la sostenibilità deve connettersi con ambiente, e società, deve mirare a garantire un futuro migliore per le generazioni presenti e future. È un principio guida fondamentale per affrontare le sfide globali come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la povertà e l’ineguaglianza sociale.

    Ecco gli alimenti in tendenza
    Prodotti a base vegetale come carne vegetale, latte vegetale e formaggi vegetali stanno diventando sempre più popolari per ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento di animali e per rispondere alle crescenti esigenze di una popolazione in aumento.

    Si stanno sviluppando sempre più alimenti a base di alghe, come alghe essiccate, spuntini a base di alghe e integratori alimentari a base di alghe.

    La carne coltivata in laboratorio, prodotta da cellule animali, potrebbe offrire un’alternativa sostenibile alla carne tradizionale, riducendo l’impatto ambientale e il benessere degli animali.

    Gli insetti sono una fonte proteica sostenibile e nutritiva. In molte culture del mondo, gli insetti sono già consumati come cibo tradizionale. Si stanno sviluppando sempre più prodotti alimentari a base di insetti, come farine di insetti, snack e barrette proteiche.

    Queste sono solo alcune delle tendenze emergenti nel settore alimentare che potrebbero influenzare la definizione dei cibi del futuro. L’innovazione continua e l’adattamento alle sfide globali come il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare saranno fondamentali per plasmare il futuro dell’industria alimentare.

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      Benessere

      Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

      Dalla tradizione orientale alle pratiche di benessere moderne: perché le vibrazioni sonore vengono sempre più usate per ridurre stress e tensioni

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      Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

        Il suono come strumento di cura accompagna l’essere umano da millenni. Tra gli esempi più affascinanti di questa antica tradizione spicca la ciotola tibetana, un oggetto apparentemente semplice che, colpito o sfregato, produce vibrazioni profonde e avvolgenti. Oggi, ciò che un tempo apparteneva esclusivamente ai rituali spirituali dell’Asia himalayana è entrato nei centri benessere. Negli studi di yoga e perfino negli ospedali, dove viene utilizzato come supporto al rilassamento e alla gestione dello stress.

        Le origini della ciotola tibetana non sono del tutto documentate, ma si ritiene che sia stata utilizzata per secoli in Nepal, India e Tibet durante pratiche meditative e cerimonie religiose. Tradizionalmente realizzate con una lega di più metalli. Queste ciotole producono suoni ricchi di armonici, capaci di creare una sensazione di immersione sonora che coinvolge corpo e mente.

        La sound therapy

        Secondo i sostenitori della sound therapy, le vibrazioni emesse dalla ciotola agirebbero sul sistema nervoso favorendo uno stato di calma profonda. Dal punto di vista scientifico, alcuni studi suggeriscono che l’ascolto di suoni a bassa frequenza e ripetitivi può contribuire alla riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire una risposta di rilassamento simile a quella indotta dalla meditazione o dalla respirazione profonda.

        Una ricerca pubblicata sul Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine ha evidenziato come le sessioni con ciotole tibetane possano essere associate a una diminuzione dell’ansia, della tensione e dell’affaticamento mentale in soggetti sani. Pur non sostituendo trattamenti medici o psicologici, il suono viene quindi considerato un valido strumento complementare per migliorare il benessere emotivo.

        La cura nelle vibrazioni

        Durante una sessione, la persona si sdraia o si siede comodamente mentre l’operatore fa vibrare una o più ciotole, talvolta appoggiate direttamente sul corpo. Le onde sonore si propagano attraverso l’aria e i tessuti, creando una percezione fisica del suono che molti descrivono come profondamente distensiva.

        Gli esperti invitano però a mantenere un approccio equilibrato. I benefici percepiti variano da individuo a individuo e dipendono anche dal contesto, dalla predisposizione personale e dalla qualità dell’esperienza. «La ciotola tibetana non è una cura miracolosa – spiegano gli specialisti – ma può favorire il rilassamento, migliorare la consapevolezza corporea e aiutare a ritagliarsi uno spazio di pausa in una vita sempre più frenetica».

        In un’epoca dominata dal rumore costante, il successo delle ciotole tibetane racconta forse un bisogno più profondo: ritrovare armonia attraverso il suono, riscoprendo il valore terapeutico del silenzio che vibra.

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          Come dormire bene, le strategie per ottenere un sonno ristoratore

          Dormire bene non è un lusso, ma una necessità. Con alcune semplici modifiche alle abitudini quotidiane, si può migliorare il sonno e il benessere generale, risvegliandosi ogni mattina più riposati e pieni di energia.

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            Dormire bene è fondamentale per la salute fisica e mentale. Eppure, molte persone tutte le sante notti lottano con insonnia, sonno agitato o risvegli frequenti. Migliorare la qualità del riposo è possibile con alcuni accorgimenti, che spaziano dalle attività fisiche, alla scelta del materasso giusto, fino alla creazione di un ambiente ideale in camera da letto.

            Movimento e luce naturale per un sonno profondo

            La luce naturale gioca un ruolo essenziale nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Esporsi alla luce del mattino, magari con una passeggiata, aiuta il corpo a sincronizzare il ciclo circadiano, favorendo un riposo notturno più profondo. In particolare, gli anziani traggono grandi benefici dall’attività fisica e dall’esposizione solare. Studi dimostrano che chi passa più tempo all’aperto riesce a dormire meglio, perché stimola la produzione di melatonina, l’ormone regolatore del sonno. Oltre alla luce, quindi, il movimento è cruciale. Ma non c’è bisogno di strafare. Basta una moderata attività fatta durante il giorno, come camminare, fare yoga o nuoto, per migliorare la qualità del riposo, riducendo stress e tensioni muscolari.

            Che ruoli hanno il sistema glinfatico e la posizione del corpo durante

            Il sistema glinfatico è lo “spazzino” del cervello, responsabile dell’eliminazione delle tossine accumulate durante la giornata. Funziona in modo ottimale durante il sonno profondo, motivo per cui un riposo frammentato o insufficiente può compromettere la memoria e la salute mentale. Anche la posizione in cui si dorme influisce. Dormire su un fianco migliora il lavoro del sistema glinfatico. Dormire supini può ridurre l’efficacia del processo di pulizia cerebrale, peggiorando il declino cognitivo.

            Il materasso giusto per un sonno ristoratore

            Il materasso è la base di un buon sonno. Uno studio ha rilevato che i materassi in schiuma o ibridi sono generalmente più confortevoli rispetto a quelli a molle. Ma un materasso non vale un’altro. Ci sono regole precise per scegliere il materasso ideale. Per esempio è necessario sostituirlo ogni 5-10 anni, evitando di dormire su un materasso troppo vecchio. Valutare rigidità e materiali, scegliendo un modello che supporti bene la colonna vertebrale. Testarlo prima dell’acquisto per verificare che sia adatto alle proprie esigenze. Regole valide anche per scegliere un buon cuscino.

            Le buone abitudini per dormire bene

            Infine, alcune regole di igiene del sonno che aiutano a prevenire l’insonnia e a migliorare la qualità del riposo. Di sera è consigliabile evitare caffeina, nicotina e alcol. Non usare smartphone e computer prima di dormire, perché la luce blu inibisce la melatonina. Cenare in modo leggero, evitando cibi pesanti o pasti abbondanti prima di coricarsi. Mantenere orari regolari, andando a letto e svegliandosi alla stessa ora ogni giorno.

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              Non riesci a dormire? La colpa potrebbe essere dello specchio in camera: l’errore che fanno quasi tutti

              Chi soffre d’insonnia spesso accusa stress o caffè, ma il problema potrebbe nascondersi nella disposizione della camera da letto. Gli esperti spiegano perché lo specchio davanti al letto può tenere il cervello in costante stato di allerta.

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                Chi soffre di insonnia lo sa bene: quando il sonno non arriva, ogni notte può trasformarsi in una battaglia infinita fatta di occhi spalancati, pensieri che corrono e ore che sembrano non passare mai. Spesso si dà la colpa allo stress, all’ansia o all’eccesso di caffeina. Ma secondo alcuni esperti del sonno, il problema potrebbe nascondersi in un dettaglio molto più banale e inaspettato: lo specchio in camera da letto.

                A lanciare l’allarme è Charli Davies, secondo cui uno specchio posizionato nel punto sbagliato della stanza potrebbe interferire seriamente con la qualità del riposo.

                Il motivo è legato soprattutto alla continua stimolazione visiva. Gli specchi riflettono luce, movimenti e cambiamenti dell’ambiente circostante, mantenendo il cervello in uno stato di attenzione anche quando dovrebbe invece rilassarsi completamente.

                Perché lo specchio davanti al letto è un problema

                Molte persone utilizzano gli specchi per rendere la camera più luminosa o visivamente più ampia. Una scelta estetica molto comune che, però, potrebbe avere conseguenze inattese sul sonno.

                Secondo gli esperti, il problema nasce soprattutto quando lo specchio si trova di fronte al letto. Durante la notte può riflettere fari delle auto, lampioni esterni, movimenti improvvisi o persino le prime luci dell’alba. Piccoli stimoli che il cervello continua inconsciamente a registrare anche durante il riposo.

                Il risultato è una sensazione costante di allerta che rende più difficile addormentarsi o mantenere un sonno profondo e continuo. In pratica, il cervello non riesce mai davvero a “spegnersi”.

                Ed è proprio per questo che la camera da letto dovrebbe diventare una sorta di santuario del relax: ordinata, tranquilla e con meno stimoli possibili.

                Dove mettere lo specchio per dormire meglio

                La buona notizia è che non serve eliminare completamente gli specchi dalla stanza. Basta semplicemente scegliere una posizione più strategica.

                Secondo i consigli degli esperti, lo specchio non dovrebbe mai essere collocato direttamente davanti al letto. Molto meglio sistemarlo lateralmente oppure in diagonale verso un angolo opposto della camera, così da limitare i riflessi diretti di luce e movimento.

                Anche la dimensione conta. Uno specchio a mezzo busto, per esempio, riduce notevolmente l’effetto riflettente rispetto a quelli a tutta parete. Inoltre sarebbe preferibile evitare di posizionarlo davanti a finestre troppo luminose o zone particolarmente trafficate all’esterno.

                L’obiettivo è trasformare lo specchio in un elemento decorativo capace di amplificare la luce naturale senza disturbare il riposo. Perché a volte, dietro una notte insonne, può nascondersi un dettaglio molto più semplice di quanto immaginiamo.

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