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Benessere

Crema lenitiva per il rossore solare fai da te

Questa crema lenitiva aiuta a ridurre il rossore, l’infiammazione e a mantenere la pelle idratata dopo l’esposizione al sole. Ricorda sempre di utilizzare la protezione solare adeguata per prevenire i danni del sole in futuro.

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    Dopo una giornata al mare, è comune ritrovarsi con la pelle arrossata e irritata. Mentre una leggera scottatura può essere trattata facilmente a casa, è importante ricordare che se sospetti un’ustione solare grave, è fondamentale consultare un medico. Le ustioni solari possono causare danni significativi alla pelle e richiedere cure mediche professionali. Per i casi di rossore lieve e moderato, puoi preparare in casa una crema lenitiva naturale con pochi ingredienti semplici e facilmente reperibili, per donare sollievo alla pelle e favorire la guarigione.

    Ingredienti:

    • Gel di aloe vera: 2 cucchiai
    • Olio di cocco: 1 cucchiaio
    • Olio essenziale di lavanda: 5 gocce
    • Miele: 1 cucchiaino (opzionale)
    • Vitamina E: 2 capsule (opzionale)

    Ricetta:

    1. Preparazione del gel di aloe vera: Se hai una pianta di aloe vera, taglia una foglia e estrai il gel interno. In alternativa, puoi utilizzare gel di aloe vera puro acquistato in negozio.
    2. Scioglimento dell’olio di cocco: Se l’olio di cocco è solido, scioglilo leggermente a bagnomaria fino a renderlo liquido.
    3. Miscelazione degli ingredienti: In una ciotola, unisci il gel di aloe vera e l’olio di cocco. Mescola bene fino a ottenere una consistenza omogenea.
    4. Aggiunta degli oli essenziali: Aggiungi le gocce di olio essenziale di lavanda alla miscela. Questo olio ha proprietà lenitive e può aiutare a ridurre l’infiammazione.
    5. Integrazione degli ingredienti opzionali: Se lo desideri, aggiungi il miele per le sue proprietà idratanti e antibatteriche, e il contenuto delle capsule di vitamina E per un’azione antiossidante.
    6. Conservazione: Versa la crema in un barattolo pulito con coperchio e conservala in frigorifero per una sensazione di freschezza ulteriore quando la applichi.

    Applicazione:

    • Pulizia della pelle: Prima di applicare la crema, assicurati che la pelle sia pulita e asciutta.
    • Uso della crema: Applica uno strato sottile di crema sulla pelle arrossata, massaggiando delicatamente fino a completo assorbimento. Ripeti l’applicazione 2-3 volte al giorno o secondo necessità.

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      Benessere

      La dieta del sesso: cioccolato, fragole e peperoncino per accendere il desiderio (e i fritti meglio lasciarli al giorno dopo)

      Dal cioccolato fondente che stimola i neurotrasmettitori al miele che potenzia il testosterone, passando per fragole e peperoncino: ecco i cibi afrodisiaci che preparano a una notte infuocata. Ma attenzione alle trappole: carni rosse, fritti e formaggi rischiano di trasformare l’incontro in una maratona digestiva.

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        Non basta l’intimo giusto o la piega fresca di parrucchiere: per presentarsi pronti a un incontro passionale serve anche la tavola giusta. Perché l’amore, lo sappiamo, passa pure dallo stomaco. E se cenare insieme è il preludio più classico all’intimità, scegliere i cibi sbagliati può essere un autogol clamoroso.

        Al primo posto della lista degli alleati dell’eros c’è il cioccolato fondente, re indiscusso tra gli afrodisiaci. Non è solo questione di gusto: i flavanoli contenuti nel cacao migliorano la circolazione sanguigna, mentre caffeina, serotonina ed endorfine danno quella spinta in più all’umore e al desiderio. Una tavoletta può valere più di una dichiarazione d’amore, specie se condivisa a lume di candela.

        Poi c’è il miele, nettare dolce che da secoli accompagna riti e leggende legati all’amore. Non a caso si parla di luna di miele: ricco di vitamine e minerali, stimola la produzione di ormoni sessuali e innalza il livello di testosterone. Non sarà magico, ma poco ci manca.

        Impossibile non citare la banana: la forma allusiva è solo la punta dell’iceberg. Dentro ci sono potassio, magnesio e vitamina B, tutti ingredienti che danno energia. E un enzima che, a detta degli esperti, aiuterebbe persino a contrastare l’impotenza.

        Le fragole sono il lato più romantico della lista. Rosse, a forma di cuore, dolci e leggere: se immerse nel cioccolato fuso diventano un rito quasi sensuale. Perfette per chi ama unire dolcezza e malizia.

        E infine il peperoncino, che con la sua capsaicina aumenta la vasodilatazione e stimola le terminazioni nervose. In altre parole, scalda davvero. Un pizzico al momento giusto può essere più efficace di mille frasi sussurrate.

        Ma se questi sono i “cibi amici” dell’eros, ci sono anche i nemici giurati del piacere. I fritti sono da dimenticare: pesanti, di difficile digestione e nemici dell’alito fresco. Le carni rosse eccessivamente elaborate rischiano di trasformarsi in zavorra sullo stomaco, mentre i formaggi stagionati aggiungono calorie e un alito poco invitante. E per i più temerari: meglio rimandare fagioli e legumi a un altro giorno, lontano da cene romantiche.

        La regola d’oro, insomma, è la leggerezza. Un incontro di passione richiede energia, non sonnolenza. Cioccolato, fragole e peperoncino sì, fritto misto e grigliata mista decisamente no. Perché nulla uccide il desiderio come una digestione difficile.

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          Benessere

          Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

          Dalla tradizione orientale alle pratiche di benessere moderne: perché le vibrazioni sonore vengono sempre più usate per ridurre stress e tensioni

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          Ciotola tibetana, quando il suono diventa terapia

            Il suono come strumento di cura accompagna l’essere umano da millenni. Tra gli esempi più affascinanti di questa antica tradizione spicca la ciotola tibetana, un oggetto apparentemente semplice che, colpito o sfregato, produce vibrazioni profonde e avvolgenti. Oggi, ciò che un tempo apparteneva esclusivamente ai rituali spirituali dell’Asia himalayana è entrato nei centri benessere, negli studi di yoga e perfino negli ospedali, dove viene utilizzato come supporto al rilassamento e alla gestione dello stress.

            Le origini della ciotola tibetana non sono del tutto documentate, ma si ritiene che sia stata utilizzata per secoli in Nepal, India e Tibet durante pratiche meditative e cerimonie religiose. Tradizionalmente realizzate con una lega di più metalli, queste ciotole producono suoni ricchi di armonici, capaci di creare una sensazione di immersione sonora che coinvolge corpo e mente.

            Secondo i sostenitori della sound therapy, le vibrazioni emesse dalla ciotola agirebbero sul sistema nervoso favorendo uno stato di calma profonda. Dal punto di vista scientifico, alcuni studi suggeriscono che l’ascolto di suoni a bassa frequenza e ripetitivi può contribuire alla riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire una risposta di rilassamento simile a quella indotta dalla meditazione o dalla respirazione profonda.

            Una ricerca pubblicata sul Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine ha evidenziato come le sessioni con ciotole tibetane possano essere associate a una diminuzione dell’ansia, della tensione e dell’affaticamento mentale in soggetti sani. Pur non sostituendo trattamenti medici o psicologici, il suono viene quindi considerato un valido strumento complementare per migliorare il benessere emotivo.

            Durante una sessione, la persona si sdraia o si siede comodamente mentre l’operatore fa vibrare una o più ciotole, talvolta appoggiate direttamente sul corpo. Le onde sonore si propagano attraverso l’aria e i tessuti, creando una percezione fisica del suono che molti descrivono come profondamente distensiva.

            Gli esperti invitano però a mantenere un approccio equilibrato. I benefici percepiti variano da individuo a individuo e dipendono anche dal contesto, dalla predisposizione personale e dalla qualità dell’esperienza. «La ciotola tibetana non è una cura miracolosa – spiegano gli specialisti – ma può favorire il rilassamento, migliorare la consapevolezza corporea e aiutare a ritagliarsi uno spazio di pausa in una vita sempre più frenetica».

            In un’epoca dominata dal rumore costante, il successo delle ciotole tibetane racconta forse un bisogno più profondo: ritrovare armonia attraverso il suono, riscoprendo il valore terapeutico del silenzio che vibra.

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              Probiotici, prebiotici e postbiotici: i tre pilastri del benessere intestinale

              Negli ultimi anni la scienza ha acceso i riflettori sul microbiota, l’universo di microrganismi che abita l’intestino e influenza la salute di tutto il corpo. Capire come mantenerlo in equilibrio è la chiave per star bene, dentro e fuori.

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              Probiotici, prebiotici e postbiotici

                L’intestino, il “secondo cervello” del corpo umano

                Negli ultimi decenni la ricerca ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’intestino, oggi riconosciuto come uno degli organi chiave per la salute generale. Al suo interno vive il microbiota intestinale, un complesso ecosistema di batteri, funghi e lieviti che, quando in equilibrio, favorisce digestione, immunità e benessere mentale. Quando invece si altera — a causa di stress, antibiotici o cattiva alimentazione — possono comparire gonfiore, infiammazioni e cali di energia.
                Per prendersene cura, la scienza individua tre grandi alleati: probiotici, prebiotici e postbiotici.

                I probiotici: batteri vivi amici della salute

                «I probiotici sono microrganismi vivi — batteri o lieviti — che, ingeriti in quantità adeguate, raggiungono l’intestino e contribuiscono a ripristinare l’equilibrio del microbiota», spiega la biologa nutrizionista Ilenia Grieco, fondatrice del metodo Private Nutrition.
                Si trovano naturalmente in alimenti fermentati come yogurt, kefir, crauti non pastorizzati, tempeh, miso e kombucha, ma anche sotto forma di integratori. Possono essere utili dopo una cura antibiotica, in periodi di forte stress o quando si manifestano disturbi gastrointestinali.
                Ogni ceppo probiotico ha però funzioni specifiche: alcuni migliorano la digestione, altri rinforzano le difese immunitarie o riducono l’infiammazione intestinale. Per questo, sottolinea l’esperta, è sempre bene scegliere il prodotto su indicazione di un professionista.

                I prebiotici: il nutrimento dei batteri buoni

                Se i probiotici sono i batteri “buoni”, i prebiotici rappresentano il loro nutrimento. Si tratta di fibre non digeribili che favoriscono la crescita dei microrganismi benefici e inibiscono quelli potenzialmente dannosi.
                Sono naturalmente presenti in cereali integrali, legumi, aglio, cipolla, porro, carciofi, asparagi e topinambur. Integrare questi alimenti nella dieta quotidiana aiuta a mantenere il microbiota attivo e vario.
                In alcuni casi — come stress prolungato, dieta povera di fibre o uso di farmaci — può essere utile ricorrere a integratori prebiotici, sempre su consiglio medico.

                I postbiotici: i “messaggeri” del benessere

                Meno noti ma sempre più studiati, i postbiotici non sono microrganismi vivi, bensì le sostanze prodotte dalla loro attività. Comprendono metaboliti, peptidi, acidi grassi a catena corta e altri composti bioattivi derivanti dalla fermentazione delle fibre.
                «Questi prodotti del metabolismo batterico hanno un ruolo fondamentale nel rafforzare la barriera intestinale, nel modulare il sistema immunitario e nel controllare l’infiammazione», spiega Grieco.
                Li troviamo in alcuni alimenti fermentati, ma anche in integratori specifici che stanno guadagnando spazio nella medicina preventiva.

                Un lavoro di squadra per tutto l’organismo

                Probiotici, prebiotici e postbiotici agiscono in sinergia, creando un circuito virtuoso.

                • I prebiotici nutrono i batteri buoni.
                • I probiotici colonizzano l’intestino e mantengono l’equilibrio microbico.
                • I postbiotici ne veicolano gli effetti benefici a tutto l’organismo.

                Un microbiota sano non solo migliora la digestione, ma sostiene le difese immunitarie, favorisce l’assorbimento dei nutrienti e influenza positivamente l’umore e la qualità del sonno, grazie alla produzione di neurotrasmettitori come la serotonina.

                Microbiota, pelle e benessere mentale: tutto parte dalla pancia

                La salute dell’intestino si riflette anche su pelle e benessere psicofisico. Un microbiota in equilibrio aiuta a ridurre le infiammazioni cutanee e a contrastare disturbi come acne e dermatiti.
                Inoltre, diversi studi mostrano che il microbiota partecipa alla produzione di molecole legate al buonumore e al desiderio, come la serotonina e la dopamina.
                «Un intestino sano — conclude Grieco — favorisce non solo una digestione regolare, ma anche un miglior equilibrio ormonale, più energia e persino una maggiore vitalità sessuale. Curare la flora intestinale significa davvero prendersi cura di tutto il corpo».

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