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Benessere

Petting e preliminari: riprendersi il piacere con baci e carezze

Baci, massaggi, carezze, stimolazione delle zone erogene e altre pratiche fisiche e mentali sono le basi per una relazione intima piacevole.

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    Sono una parte essenziale della sessualità e comprendono una vasta gamma di attività intime, sia fisiche che emotive. I preliminari preparano e accompagnano il rapporto sessuale vero e proprio. Baci, carezze, massaggi, stimolazione delle zone erogene e sesso orale sono solo alcuni esempi delle numerose pratiche erotiche che noi umani abbiamo a disposizione. Ma i preliminari non si limitano solo al contatto fisico. Includono, infatti, tutto ciò che alimenta l’atmosfera di desiderio, come discorsi piccanti, lingerie, giocattoli erotici o video sensuali.

    Momenti di vera intimità e connessione fisica e mentale

    Tuttavia, è fondamentale ricordare che i preliminari non devono per forza culminare nel rapporto sessuale. Si tratta di momenti di intimità e connessione, che aiutano a creare un clima di sicurezza, confidenza e rilassamento tra i partner. Sentirsi a proprio agio e liberi di esplorare questi momenti fa bene alla coppia. E soprattutto è fondamentale che ogni coppia possa comunicare apertamente per capire cosa li fa sentire bene e cosa invece li mette a disagio.

    Preliminari per partire con le sensazioni giuste

    I preliminari non solo aumentano l’eccitazione sessuale, ma aiutano il corpo a rilassarsi, preparandolo al rapporto. Stimolano la produzione di ormoni come ossitocina, serotonina e dopamina, che riducono lo stress (abbassando i livelli di cortisolo) e favoriscono sentimenti di legame e piacere. Questi momenti permettono di allentare le tensioni quotidiane, facilitando un’esperienza più soddisfacente e profonda.

    Ideali per creare una connessione emotiva

    Il tocco e le carezze sono collegati nella nostra mente a sensazioni di sicurezza e affetto. I preliminari aiutano a intensificare questo legame emotivo, promuovendo una maggiore vicinanza tra i partner. Sentirsi rassicurati e in sintonia aumenta automaticamente la fiducia reciproca e rende più naturale l’espressione della sessualità.

    Perché è meglio non trascurarli mai

    Ignorare o affrettare i preliminari è un errore perché può compromettere la qualità dell’esperienza intima. Questi momenti di connessione infatti consentono di rafforzare il legame emotivo con il partner, creando un’intesa profonda e migliorano l’esperienza sessuale, poiché il corpo e la mente sono adeguatamente preparati.

    Esplorare e sperimentare per ridurre l’imbarazzo

    Proprio come qualsiasi atleta si riscalda prima di una competizione, anche i preliminari richiedono attenzione e dedizione. Non sono solo un “antipasto” del rapporto, ma rappresentano un’opportunità per esplorare e sperimentare, per ridurre l’imbarazzo e creare una sintonia più autentica.

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      Benessere

      Sindrome da rientro: cosa mettere nel piatto per ritrovare energia

      Frutta, verdura, fibre, liquidi e cibi antiossidanti sono alleati preziosi per attenuare stress, stanchezza e disfunzioni intestinali che accompagnano il ritorno alla routine. Ecco cosa consiglia la nutrizionista.

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      Sindrome da rientro

        Lo chiamano “back to work blues”: è quel senso di spossatezza, nervosismo e mancanza di concentrazione che ti accompagna nei primi giorni dopo le ferie. E se è vero che il côté psicologico gioca un ruolo preponderante, l’alimentazione può fare una differenza sostanziale nel velocizzare il ritorno a una quotidianità fluida e vitale.

        La dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, suggerisce di approfittare della stagionalità di fine agosto per rimettere in moto il corpo, facendo il pieno di cibi “tattici”. Tra questi l’uva – ricca di polifenoli e resveratrolo – che sostiene la circolazione e contrasta lo stress ossidativo. Consigliabile consumarla a pasto o dopo l’attività fisica, per evitare picchi glicemici. Verdure generose come pomodori, peperoni e melanzane restano fresche e nutrienti alleate; broccoli, cavolfiori e cavoli invece forniscono vitamine e sostanze epatoprotettive da reintrodurre gradualmente nel menu. Anche carote, finocchi e sedano sono perfetti come snack di mezza giornata, utili a sgonfiare e depurare.

        In caso di intestino lento, l’abbinamento “fibre più acqua” è una linea guida essenziale. Frutta e verdura crude e cotte aiutano non solo il transito, ma offrono anche un buon carico di micronutrienti fondamentali.

        Secondo il nutrizionista Pietro Mignano di Roma, l’alimentazione deve essere funzionale al recupero dei ritmi diurni: dopo la vacanza il ritorno al lavoro richiede energia, ma molti di noi sono privi delle scorte di vitamine, minerali e amminoacidi essenziali, anche a causa di eccessi alimentari e ridotto apporto idrico. I principali errori da evitare includono troppo zucchero raffinato, alcol, snack pronti e poca idratazione.

        Alcuni alimenti possono essere d’aiuto anche contro l’ansia del rientro. Il pesce azzurro, ricco di Omega-3, sostiene il benessere cerebrale; mentre l’uva, oltre a essere antiossidante, contiene melatonina, utile per regolare il sonno.

        In sintesi, ecco i food hero da mettere nel carrello post-ferie:

        • Carica di antiossidanti e circolazione: uva a pasto
        • Freschezza e nutrienti: pomodori, peperoni, melanzane
        • Depurazione e detox: broccoli, cavoli, carote, finocchi, sedano
        • Regolarità intestinale: abbondanti fibre + acqua
        • Gestione della stanchezza e stabilità mentale: Omega-3 da pesce azzurro

        Per un rientro dolce e in salute, mescola questi alimenti con un piano quotidiano equilibrato—metti la frutta nella colazione, una cena leggera di pesce e verdure, e spuntini detox sparsi nella giornata.

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          Benessere

          Come dire addio alla malinconia delle vacanze e riprendere la routine con energia

          La sindrome da malinconia delle vacanze è un fenomeno comune che colpisce molti al rientro in città. Ecco come affrontare il ritorno alla normalità, ritrovando energia e benessere, senza lasciare che il ricordo delle vacanze diventi un peso.

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            Gli ultimi giorni di agosto portano con sé il ritorno alla routine, e con essa anche una sensazione diffusa di malinconia. Questa “sindrome da malinconia delle vacanze”, conosciuta anche come post-vacation blues, può manifestarsi con sintomi come stanchezza, irritabilità e un senso di vuoto, legato al ricordo dei giorni spensierati trascorsi lontano dalle preoccupazioni quotidiane.

            Come si manifesta

            La sindrome post-vacanze è un disagio psicologico che colpisce molte persone al ritorno dalle ferie. Dopo settimane di relax, il ritorno alla vita frenetica, agli impegni lavorativi e alle responsabilità può sembrare opprimente. Questa condizione è spesso accompagnata da una sensazione di perdita del tempo libero e del benessere mentale conquistato durante le vacanze.

            Come superarla: piccoli accorgimenti quotidiani

            Fortunatamente, ci sono diversi modi per affrontare e superare questa sensazione di malinconia:

            1. Pianifica il ritorno con gradualità: Evita di rientrare al lavoro il giorno dopo il rientro dalle vacanze. Prenditi un paio di giorni per adattarti gradualmente alla routine, sistemare le valigie e riprendere i ritmi quotidiani.

            2. Ricrea il benessere delle vacanze: Integra nella tua routine alcune abitudini che ti hanno fatto sentire bene durante le ferie. Ad esempio, continua a fare passeggiate all’aperto, mantieni una dieta leggera e sana, o concediti dei momenti di relax durante la giornata.

            3. Imposta nuovi obiettivi: Tornare al lavoro può essere meno pesante se hai nuovi progetti o obiettivi da raggiungere. Pensa a un hobby che vorresti coltivare o a qualcosa di speciale che potresti fare nel fine settimana.

            4. Mantieni il contatto con la natura: Se hai passato le vacanze immerso nella natura, cerca di continuare a frequentare parchi, giardini o qualsiasi spazio verde nella tua città. Anche una breve passeggiata durante la pausa pranzo può fare miracoli per il tuo umore.

            Strategie di lungo termine

            Oltre agli accorgimenti immediati, è utile adottare alcune strategie di lungo termine per mantenere alto l’umore anche dopo il ritorno:

            1. Fai attività fisica regolarmente: L’esercizio fisico è un potente antidoto contro lo stress e la malinconia. Anche solo 30 minuti al giorno di attività moderata, come camminare o andare in bicicletta, possono migliorare il tuo stato d’animo.

            2. Prenditi cura del tuo sonno: Le vacanze spesso scombussolano i nostri ritmi circadiani. Assicurati di dormire a sufficienza e di avere una routine del sonno regolare, andando a letto e svegliandoti alla stessa ora ogni giorno.

            3. Organizza piccoli momenti di evasione: Non è necessario aspettare un altro anno per rilassarsi. Pianifica brevi gite o weekend fuori porta, che ti diano qualcosa di piacevole da aspettare e da vivere al di fuori della routine quotidiana.

            Affrontare la sindrome da malinconia delle vacanze richiede un po’ di attenzione e cura verso sé stessi. Con i giusti accorgimenti, è possibile trasformare il rientro in un momento di nuova energia, evitando di cadere nella tristezza e sfruttando al meglio le sensazioni positive accumulate durante le ferie. Ricorda, il ritorno alla normalità può essere anche l’occasione per iniziare qualcosa di nuovo e stimolante.

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              Omega 3 e comportamento: una dieta ricca di acidi grassi riduce l’aggressività

              Una dieta ricca di omega 3 potrebbe essere la soluzione per ridurre l’aggressività e i comportamenti antisociali, secondo recenti studi. Questi acidi grassi essenziali, presenti in abbondanza nel pesce dei mari freddi come il merluzzo e il salmone, giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento del benessere fisico e mentale.

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                Una chiave di svolta per ridurre l’aggressività e i comportamenti antisociali. Questo è il risultato di una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania, che mette in luce il ruolo cruciale di questi acidi grassi nel mantenimento del benessere mentale. La ricerca ha analizzato una vasta gamma di studi precedenti, arrivando a conclusioni che potrebbero rivoluzionare il nostro approccio alla salute pubblica, sottolineando l’importanza di una dieta equilibrata per migliorare il comportamento e la stabilità emotiva.

                Gli esperti stanno scoprendo che l’impatto degli Omega3 nel nostro organismo si estende ben oltre il cuore. Questi nutrienti essenziali, che il nostro corpo non può produrre autonomamente, sono fondamentali per il funzionamento del cervello e per la regolazione delle emozioni. La ricerca della Penn State ha evidenziato che un apporto adeguato di omega 3 può contribuire a ridurre i livelli di aggressività e a migliorare la stabilità emotiva.


                Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato esperimenti condotti su diverse popolazioni, dai bambini agli adulti, e in differenti contesti sociali. I risultati sono stati coerenti: le persone che assumevano regolarmente omega 3 tendevano a mostrare una minore propensione all’aggressività e a comportamenti antisociali.

                Ma come funzionano esattamente gli omega 3 nel cervello?
                Gli esperti spiegano che questi acidi grassi sono componenti essenziali delle membrane cellulari dei neuroni e svolgono un ruolo critico nella trasmissione dei segnali nervosi. Inoltre, gli omega 3 aiutano a ridurre l’infiammazione nel cervello, un fattore che può contribuire a disordini dell’umore e comportamenti impulsivi.

                Implicazioni per la salute pubblica
                Le scoperte della ricerca aprono la strada a nuove strategie per affrontare problemi di comportamento e salute mentale. Integrare gli omega 3 nella dieta potrebbe diventare un intervento semplice ma efficace per migliorare il benessere psicologico e ridurre comportamenti dannosi nella società. Tuttavia, gli esperti sottolineano l’importanza di ulteriori studi per comprendere appieno il potenziale di questi nutrienti e per stabilire linee guida alimentari specifiche.

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