Connect with us

Salute

Attacchi di panico: riconoscerli, affrontarli e prevenirli

Gli esperti spiegano come distinguere l’attacco di panico da altre crisi d’ansia e quali strategie adottare per gestirlo. Dal respiro controllato al supporto psicologico, fino a uno stile di vita equilibrato: ecco le armi per riprendere il controllo.

Avatar photo

Pubblicato

il

Attacchi di panico

    Un cuore che batte all’impazzata, la sensazione di non riuscire a respirare, un’ondata di paura incontrollabile. Sono alcuni dei segnali tipici dell’attacco di panico, un disturbo d’ansia che può colpire all’improvviso e paralizzare chi ne soffre. In media dura tra i 20 e i 30 minuti, ma la percezione soggettiva è spesso quella di un tempo infinito. A differenza della crisi d’angoscia acuta, che si manifesta con sintomi più intensi e numerosi. L’attacco di panico si caratterizza per la rapidità con cui emerge e per l’effetto destabilizzante.

    Tra le manifestazioni più comuni compaiono palpitazioni, dolore o fastidio al petto, vertigini, nausea, vampate di calore, tremori e la sensazione di soffocamento. Sintomi che possono ricordare altre condizioni, come la spasmofilia, che però si diagnostica attraverso un elettromiogramma. Non stupisce quindi che, durante un episodio, molti temano di essere vittima di un infarto o di perdere completamente il controllo.

    Gli specialisti sottolineano però che l’attacco, pur essendo spaventoso, non mette in pericolo la vita e può essere gestito con alcune tecniche mirate. Prima di tutto è utile allontanarsi dal contesto che genera ansia – un luogo affollato, un mezzo di trasporto, una situazione percepita come insicura – e cercare un ambiente tranquillo in cui attendere la fine della crisi. Se si è in auto, meglio fermarsi e non ripartire finché i sintomi non si attenuano.

    Fondamentale anche concentrarsi sul respiro. L’iperventilazione è una reazione tipica durante l’attacco e rischia di amplificare la paura. Respirare lentamente, con la bocca chiusa e usando il diaframma, aiuta a ristabilire un ritmo più regolare. Un altro accorgimento è osservare l’orologio: il tempo oggettivo aiuta a ricordare che la crisi dura pochi minuti, non ore, e sposta l’attenzione dai sintomi a un dato concreto.

    Non meno importante il ruolo delle relazioni. Essere accompagnati da una persona cara o chiedere supporto in caso di bisogno può ridurre l’ansia e dare la sensazione di non affrontare tutto da soli. Alcuni trovano utile focalizzarsi su immagini positive, su ricordi felici o immaginare un luogo rilassante, per distrarre la mente dal vortice di pensieri negativi.

    La prevenzione è altrettanto cruciale. Attività fisica regolare, tecniche di rilassamento e una routine equilibrata tra sonno e alimentazione riducono il rischio di ricadute. Al contrario, il consumo di alcol, cannabis o alcune sostanze stimolanti può diventare un fattore scatenante.

    Quando gli episodi diventano ricorrenti o troppo invalidanti, è raccomandata la consulenza di uno psicologo o di uno psichiatra. Le terapie comportamentali e cognitive hanno dimostrato una particolare efficacia nel fornire strumenti pratici per gestire l’ansia e ridurre la frequenza degli attacchi.

    Gli attacchi di panico, spiegano gli esperti, non vanno banalizzati né demonizzati: sono un campanello d’allarme che invita a rallentare e ad ascoltare il proprio corpo e la propria mente. Affrontarli significa anche imparare a prendersi cura di sé, trasformando un’esperienza traumatica in un’occasione di crescita personale.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Salute

      Addio alla gobba da smartphone: i motivi dell’incurvamento dorsale ed i migliori movimenti quotidiani per riaprire il torace

      La comparsa di una sporgenza o di una curvatura accentuata alla base del collo e sul tratto dorsale deriva spesso da una postura scorretta prolungata e da squilibri muscolari. Eseguire movimenti mirati di estensione e rinforzo permette di contrastare la rigidità e prevenire dolori

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      Addio alla gobba da smartphone: i motivi dell'incurvamento dorsale ed i migliori movimenti quotidiani per riaprire il torace

        Notare un pronunciato incurvamento della parte alta della schiena o la comparsa di un cuscinetto prominente alla base del collo è una preoccupazione sempre più diffusa. Noto nel linguaggio comune come “gobba della vedova” o “gobba del bisonte”, questo fenomeno consiste in un’accentuazione della fisiologica curvatura dorsale (ipercifosi) oppure nell’accumulo di tessuto fibro-adiposo nella zona cervicale inferiore. Se in passato il problema riguardava prevalentemente le persone anziane, oggi l’insorgenza si registra con frequenza anche tra i giovani.

        Le cause principali: tra abitudini digitali e fattori fisici

        Alla base dell’incurvamento della colonna vertebrale vi è quasi sempre una combinazione di fattori posturali e strutturali. Mantenere la testa piegata in avanti per molte ore al giorno — per guardare lo smartphone o lavorare al computer — altera l’equilibrio della gravità sul collo. Questo atteggiamento prolungato provoca lo stiramento dei muscoli della schiena e l’accorciamento di quelli del petto, creando un vero e proprio squilibrio muscolare che stabilizza la postura errata.

        Esistono tuttavia anche cause di natura medica. Tra queste rientrano i cedimenti dei corpi vertebrali legati all’osteoporosi, le malattie reumatiche e le alterazioni metaboliche o ormonali che favoriscono l’accumulo di adipe localizzato.

        I sintomi associati e le conseguenze sulla salute

        Oltre al disagio estetico, l’incurvamento della schiena comporta rigidità cervicale, dolori diffusi alle spalle, riduzione della mobilità del collo e frequenti cefalee tensive. Nei casi più pronunciati, la compressione della gabbia toracica limita la piena espansione dei polmoni, causando difficoltà respiratorie e affaticamento precoce durante le attività quotidiane.

        Esercizi pratici di allungamento e rinforzo quotidiano

        Quando la curvatura ha un’origine prevalentemente posturale e muscolare, l’esecuzione regolare di esercizi specifici consente di riaprire le spalle e rinforzare la muscolatura di sostegno:

        • Apertura del petto alla parete: appoggiare l’avambraccio a una parete con il gomito ad altezza spalla e ruotare delicatamente il busto nella direzione opposta per allungare i muscoli pettorali, mantenendo la posizione per 20 secondi.
        • Scorrimento delle braccia al muro: con la schiena e la nuca ben adese a una parete, sollevare le braccia e far scorrere i gomiti verso il basso mantenendoli a contatto con il muro per 15 ripetizioni.
        • Retrazione del mento: spingere delicatamente il mento all’indietro come a voler formare un doppio mento, riallineando la testa sopra le spalle senza inclinare il capo verso il basso.
        • Estensione dorsale su rullo: sdraiarsi supini posizionando un piccolo rullo sotto la colonna toracica per favorire la mobilità in estensione del tratto dorsale.
          Continua a leggere

          Salute

          Malanni d’autunno al via: quando serve davvero prendere gli antibiotici e perché usarli per l’influenza è un errore pericoloso

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Malanni d'autunno al via: quando serve davvero prendere gli antibiotici e perché usarli per l'influenza è un errore pericoloso

            L’avanzare della stagione fredda porta con sé il consueto corteo di disturbi respiratori che colpiscono indiscriminatamente adulti e bambini. Febbre, naso chiuso, mal di gola e tosse spingono puntualmente molte persone a cercare sollievo immediato nella cassetta dei medicinali di casa. Tra i rimedi più frequentemente riutilizzati in modo improprio figurano gli antibiotici, spesso assunti al primo cenno di sintomatologia influenzale. Gli esperti della salute e le autorità sanitarie ricordano tuttavia che questi farmaci costituiscono un’arma preziosa ma specifica, la cui efficacia è legata esclusivamente al contrasto delle infezioni di origine batterica.

            Perché gli antibiotici non funzionano contro i virus autunnali

            La stragrande maggioranza delle affezioni respiratorie autunnali, come il raffreddore, l’influenza stagionale, la bronchite acuta e gran parte delle faringiti, ha una matrice strettamente virale. Gli antibiotici non esercitano alcuna azione contro i virus. Assumerli in presenza di un’influenza non riduce la durata della malattia, non abbassa la febbre e non previene le complicazioni. In questi casi, il decorso della patologia richiede semplicemente riposo, adeguata idratazione e, se necessario, l’impiego di farmaci sintomatici come antipiretici o antinfiammatori indicati dal medico o dal farmacista.

            Quando l’uso dell’antibiotico diventa indispensabile

            Il ricorso alla terapia antibiotica si rende necessario unicamente quando il quadro clinico evidenzia un’infezione batterica primaria o una sovrainfezione batterica sopraggiunta dopo un malanno virale. Condizioni come otiti batteriche, polmoniti, placche alla gola causate da streptococco o sinusiti acute ostinate richiedono una diagnosi precisa e una prescrizione medica mirata. Soltanto il medico curante o il pediatra possiede gli strumenti per valutare la natura dell’infezione, individuare la molecola corretta da somministrare e stabilire il dosaggio preciso.

            I pericoli del fai-da-te e il fenomeno dell’antibiotico-resistenza

            L’autosomministrazione di antibiotici e l’interruzione precoce della cura non appena i sintomi migliorano rappresentano comportamenti altamente rischiosi. L’uso improprio ed eccessivo di questi prodotti contribuisce in modo determinante all’antibiotico-resistenza, un fenomeno per cui i batteri si modificano e diventano capaci di resistere all’azione dei farmaci. Rendere gli antibiotici inefficaci significa privarsi di uno strumento salvavita fondamentale per il futuro. Rispettare la durata prescritta dal medico ed evitare di assumere avanzi di vecchie terapie garantisce la tutela della salute individuale e collettiva.

              Continua a leggere

              Salute

              Aerosol e tosse nei bambini e negli adulti, la svolta degli esperti: ecco perché spesso non funziona e quando è davvero necessario

              Utilizzato da generazioni per trattare i disturbi respiratori di adulti e bambini, l’aerosol non rappresenta sempre la soluzione corretta. Pediatri e specialisti chiariscono in quali casi la nebulizzazione di farmaci o soluzione fisiologica risulta efficace e quando va evitata.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Aerosol e tosse nei bambini e negli adulti, la svolta degli esperti: ecco perché spesso non funziona e quando è davvero necessario

                Al primo accenno di tosse o stipamento delle vie aeree, sia negli adulti sia nei bambini, la reazione immediata di molte famiglie è quella di rispolverare l’apparecchio per l’aerosol. Considerato tradizionalmente un pilastro della cura domestica dei malanni stagionali, questo strumento viene spesso impiegato come soluzione universale per qualsiasi tipo di disturbo respiratorio. Tuttavia, le principali linee guida pediatriche e polmonologiche nazionali e internazionali ridimensionano da tempo questo automatismo, precisando che l’efficacia dell’aerosol dipende strettamente dalla causa sottostante della tosse e dalla zona dell’apparato respiratorio interessata.

                Come funziona la nebulizzazione e quando risulta davvero efficace

                L’aerosolterapia nasce con uno scopo medico ben preciso: trasformare un farmaco liquido in una nebbia di micro-goccioline in grado di raggiungere direttamente le vie aeree inferiori, ovvero bronchi e polmoni. Quando la tosse è causata da patologie come l’asma, la bronchite ostruttiva o la bronchiolite nei lattanti, la nebulizzazione di principi attivi specifici, tra cui broncodilatatori e cortisonici prescritti dal medico, risulta fondamentale e insostituibile per favorire la respirazione e ridurre il broncospasmo.

                Perché l’aerosol non serve in caso di tosse grassa o da raffreddore

                Diversa è la situazione quando la tosse deriva da un semplice raffreddore o da un’irritazione della gola e delle vie aeree superiori. In presenza di catarro o di tosse grassa causata dal muco che scende dal naso verso la faringe, l’aerosol effettuato con sola soluzione fisiologica non offre vantaggi scientificamente dimostrati rispetto a metodi più semplici. Le particelle nebulizzate dall’apparecchio sono infatti troppo sottili per depositarsi efficacemente nella cavità nasale o nella gola, dove il muco si accumula. In questi contesti, i lavaggi nasali diretti e una corretta idratazione si rivelano molto più utili per fluidificare le secrezioni.

                I rischi dell’fai-da-te e l’uso corretto dei farmaci inalatori

                Ricorrere all’aerosol con farmaci cortisonici o mucolitici senza un’indicazione pediatrica o medica precisa espone a rischi e inutili effetti collaterali. L’uso improprio di mucolitici per inalazione nei bambini sotto i due anni di età è peraltro controindicato, poiché le ridotte dimensioni dei bronchi dei più piccoli possono causare un accumulo eccessivo di secrezioni anziché la loro eliminazione. Per un uso corretto dell’apparecchio, gli specialisti raccomandano di impiegare mascherine della dimensione adeguata, ben aderenti al viso, evitando di nebulizzare il farmaco a distanza o mentre il bambino dorme.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Alessandro Sortino
                  Televisione27 minuti ago

                  Alessandro Sortino lascia Le Iene: «Non sono più capace». Brugnaro quasi pianse davanti a me e capii che qualcosa era cambiato

                  Eva Henger ripercorre il passato da Caterina Balivo: le crisi della madre, la fuga di tre giorni e il tumore
                  Personaggi57 minuti ago

                  Eva Henger ripercorre il passato da Caterina Balivo: le crisi della madre, la fuga di tre giorni e il tumore

                  Cronaca Nera1 ora ago

                  Garlasco, Stasi in carcere e quei test negativi rimasti nel cassetto: bufera su Garofano. «Noi del Ris non abbiamo sbagliato»

                  Andreas Müller e Veronica Paparini
                  Speciale Grande Fratello13 ore ago

                  Andreas Müller entra al GF Vip, Veronica Peparini lo spiazza prima dell’addio: «Sei l’uomo della mia vita, ti risceglierei ogni giorno»

                  Doc 4 al via su Rai 1 con otto prime serate: le sfide di Andrea Fanti, le nuove entrate nel cast e l'ipotesi della quinta stagione
                  Televisione14 ore ago

                  Doc 4 al via su Rai 1 con otto prime serate: le sfide di Andrea Fanti, le nuove entrate nel cast e l’ipotesi della quinta stagione

                  Speciale Grande Fratello14 ore ago

                  Selvaggia Lucarelli svela il segreto del suo dimagrimento: «Non fingerò che i farmaci non siano esistiti». Tutto iniziò con quei 740 gradini

                  Garlasco, il punto di svolta su Sempio: l'impronta 33 intrisa di sangue riapre l'inchiesta sulla morte di Chiara
                  Cronaca Nera15 ore ago

                  Garlasco, il punto di svolta su Sempio: l’impronta 33 intrisa di sangue riapre l’inchiesta sulla morte di Chiara

                  Ultimo e Jacqueline Luna “Heather Parisi non conoscerà suo nipote”
                  Gossip15 ore ago

                  Heather Parisi, la confessione choc sulla figlia Jacqueline: «Non ci vediamo da 13 anni, sto soffrendo da mamma. Ma solo noi sappiamo la verità»

                  Delitto di Garlasco, spuntano due test negativi nascosti per 19 anni: la verità sulla bici di Stasi
                  Cronaca Nera16 ore ago

                  Delitto di Garlasco, spuntano due test negativi nascosti per 19 anni: la verità sulla bici di Stasi

                  Televisione16 ore ago

                  Ballando con le Stelle, Milly Carlucci cala il colpo a sorpresa: Federica Sciarelli ballerina per una notte. «Sarà scatenata, è una donna rock»

                  Ultime notizie