Connect with us

Salute

Disturbi digestivi ricorrenti: quando il problema potrebbe essere un’intolleranza alimentare

Disturbi digestivi ricorrenti: quando il problema potrebbe essere un’intolleranza alimentare

Avatar photo

Pubblicato

il

Disturbi digestivi

    Pancia gonfia, digestione lenta, mal di testa o una fastidiosa sensazione di stanchezza dopo aver mangiato: disturbi che molte persone sperimentano con regolarità e che spesso vengono sottovalutati o attribuiti allo stress. In realtà, quando questi segnali si ripetono nel tempo, potrebbero indicare una intolleranza alimentare, una condizione diversa dall’allergia ma comunque in grado di compromettere il benessere quotidiano.

    A differenza delle allergie, che coinvolgono il sistema immunitario e possono provocare reazioni immediate anche gravi, le intolleranze agiscono in modo più subdolo. I sintomi compaiono spesso ore dopo l’assunzione dell’alimento e variano da persona a persona, rendendo difficile individuare la causa scatenante.

    I segnali da non ignorare

    Tra i disturbi più frequentemente associati alle intolleranze ci sono gonfiore addominale, meteorismo, diarrea o stipsi alternata, nausea e crampi. In alcuni casi possono comparire anche manifestazioni extra-intestinali come mal di testa, difficoltà di concentrazione, affaticamento persistente o irritazioni cutanee. Il lattosio e il glutine (in soggetti non celiaci ma sensibili) sono tra i più noti, ma anche alcuni zuccheri fermentabili, come i FODMAP, possono causare problemi digestivi.

    Come capire se si tratta davvero di un’intolleranza

    Il primo passo è osservare con attenzione il proprio corpo. Tenere un diario alimentare, annotando cosa si mangia e quali sintomi compaiono nelle ore successive, può offrire indicazioni preziose. È importante però evitare il fai-da-te drastico, come eliminare intere categorie di alimenti senza un criterio preciso.

    Dal punto di vista medico, esistono test riconosciuti per alcune condizioni specifiche, come il breath test per l’intolleranza al lattosio o gli esami per escludere la celiachia. Al contrario, molti test commerciali basati su prelievi di sangue o capelli non hanno solide basi scientifiche e rischiano di portare a diagnosi errate e restrizioni inutili.

    Il ruolo dello specialista

    In presenza di disturbi persistenti, il confronto con un medico o un nutrizionista è fondamentale. Lo specialista può valutare i sintomi, prescrivere gli esami appropriati ed eventualmente impostare una dieta di esclusione temporanea, seguita da una reintroduzione controllata degli alimenti per individuare quelli problematici senza compromettere l’equilibrio nutrizionale.

    Vivere meglio partendo dall’ascolto

    Capire se un disturbo digestivo è legato a un’intolleranza non significa rinunciare al piacere della tavola, ma imparare a scegliere in modo più consapevole. Intervenire con metodo e informazioni corrette permette di ridurre i sintomi, migliorare la qualità della vita e ristabilire un rapporto sereno con il cibo, evitando allarmismi e soluzioni improvvisate.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Salute

      Addio dentiere e impianti? Dal Giappone arriva il farmaco che promette di far ricrescere i denti perduti: ecco come funziona e quando arriverà

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Perdere un dente potrebbe non significare più dover ricorrere a un impianto o a una protesi. In Giappone, i ricercatori della Toregem Biopharma, start-up nata come spin-off dell’Università di Kyoto, stanno sviluppando un farmaco sperimentale capace di stimolare la formazione di nuovi denti. Una prospettiva rivoluzionaria per milioni di persone, anche se i risultati ottenuti finora sugli animali devono ancora trovare conferma negli studi clinici sull’uomo.

        Come funziona il farmaco che fa ricrescere i denti

        Il segreto è una proteina chiamata USAG-1, che ostacola alcuni processi coinvolti nello sviluppo dentale. Il professor Katsu Takahashi e il suo gruppo hanno sviluppato un anticorpo monoclonale capace di neutralizzarla, favorendo l’attività dei segnali biologici che permettono ai denti di formarsi. Negli esperimenti condotti su topi e altri animali, il trattamento ha prodotto risultati incoraggianti, facendo emergere nuovi denti dove prima mancavano.

        La sperimentazione sull’uomo e i bambini nati senza denti

        Il programma clinico ha previsto una prima fase su 30 adulti sani, tra i 30 e i 64 anni, con almeno un dente posteriore mancante. La somministrazione endovenosa serve innanzitutto a valutare la sicurezza del farmaco, prima di estendere la ricerca ai pazienti per i quali è stato inizialmente concepito.

        Tra questi ci sono i bambini affetti da agenesia dentale congenita, una condizione che impedisce la formazione di alcuni denti permanenti. Il progetto prevede di coinvolgere piccoli pazienti tra i 2 e i 7 anni, con l’obiettivo di verificare se il trattamento possa stimolare lo sviluppo dei denti mancanti.

        Quanto costerà il farmaco e quando sarà disponibile

        La data indicata come possibile traguardo commerciale è il 2030, ma tutto dipenderà dall’esito degli studi e dalle autorizzazioni sanitarie. Anche il prezzo resta ipotetico: le prime stime parlano di circa 9.000 euro per il trattamento, una cifra destinata a essere rivalutata in caso di commercializzazione.

        La priorità dei ricercatori è curare le persone nate senza alcuni denti, ma l’ambizione è molto più grande: arrivare un giorno a sostituire anche quelli perduti per carie, incidenti o malattie gengivali. Se la ricerca riuscirà a mantenere le sue promesse, impianti e dentiere potrebbero finalmente avere un’alternativa biologica.

          Continua a leggere

          Salute

          Raffreddore, i 5 trucchi per non ammalarsi quando arriva il freddo: cosa mangiare, come proteggersi e i rimedi che funzionano davvero

          Vitamine, abitudini e piccoli segreti per tenere a bada i malanni stagionali, senza farsi prendere alla sprovvista dai primi colpi di tosse

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno tornano naso chiuso, starnuti e mal di gola. Ma il freddo, da solo, non provoca il raffreddore: la causa sono i virus respiratori, che circolano più facilmente quando trascorriamo molto tempo in ambienti chiusi e affollati. Alcune semplici abitudini possono ridurre le possibilità di contagio e aiutare l’organismo ad affrontare meglio la stagione.

            Alimentazione e idratazione: cosa serve davvero

            Bere regolarmente aiuta a mantenere idratate le mucose, mentre tè e tisane calde possono alleviare il fastidio alla gola. Un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, fornisce vitamine e minerali necessari al normale funzionamento del sistema immunitario.

            Agrumi, kiwi, carote, zucca e verdure a foglia verde sono ottime scelte. La vitamina D svolge un ruolo importante nelle difese immunitarie, ma gli integratori non prevengono automaticamente il raffreddore: sono utili soprattutto quando esiste una carenza accertata.

            Donna avvolta in uno scialle mentre beve una tisana calda in casa

            onemedical.com

            Lavare le mani e proteggere il naso

            Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver frequentato luoghi affollati, riduce la possibilità di trasmettere virus. Non serve un detergente antibatterico: un normale sapone è sufficiente. È utile anche evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche.

            I lavaggi nasali con soluzione fisiologica possono alleviare congestione e secchezza, ma non garantiscono di prevenire le infezioni.

            Riscaldamento, aria e sbalzi di temperatura

            Gli ambienti troppo caldi e secchi possono irritare le mucose. Meglio mantenere una temperatura confortevole, arieggiare regolarmente le stanze e controllare l’umidità, evitando che diventi eccessiva. Sciarpe e indumenti adeguati proteggono dal freddo, ma non sostituiscono le misure contro il contagio.

            Sonno, movimento e probiotici

            Dormire a sufficienza e praticare attività fisica regolare favoriscono il buon funzionamento delle difese immunitarie. Anche yogurt e alimenti fermentati possono far parte di una dieta equilibrata, mentre le prove sull’efficacia dei probiotici nella prevenzione del raffreddore restano limitate.

            I rimedi della nonna: quali aiutano?

            Brodo caldo, tisane allo zenzero e bevande con miele possono dare sollievo quando compaiono i primi sintomi. Il miele, in particolare, può calmare la tosse, ma non va somministrato ai bambini sotto un anno.

            Attenzione invece ai suffumigi con acqua bollente e oli essenziali: i benefici sono incerti e il rischio di ustioni è concreto. Per il naso chiuso, le soluzioni saline rappresentano un’alternativa più sicura.

              Continua a leggere

              Salute

              Birra o vino, quale fa più male alla salute? Uno studio rivela cosa mangiano i bevitori e sfata il mito del bicchiere di vino salutare

              I bevitori di birra hanno una dieta di qualità inferiore, sono meno attivi e hanno maggiori probabilità di fumare sigarette rispetto alle persone che bevono vino o liquori.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

                Meglio una birra o un bicchiere di vino? Quando si parla di salute, la risposta è meno scontata di quanto sembri. Uno studio della Tulane School of Medicine, presentato al Liver Meeting dell’American Association for the Study of Liver Diseases, ha analizzato le abitudini alimentari di oltre 1.900 adulti americani, scoprendo differenze significative tra chi preferisce birra, vino e superalcolici. E mettendo in discussione alcuni dei luoghi comuni più diffusi.

                Chi beve birra mangia peggio: i risultati dello studio

                I ricercatori hanno valutato la qualità dell’alimentazione attraverso l’Healthy Eating Index, un indicatore che assegna un punteggio da 0 a 100. I bevitori di birra hanno ottenuto il risultato peggiore, con una media di appena 49 punti, contro i 55 dei consumatori di vino e i 53 di chi preferisce liquori e cocktail.

                Nessuno dei gruppi ha raggiunto gli 80 punti, soglia indicativa di una dieta di buona qualità. Lo studio, tuttavia, evidenzia un’associazione tra bevanda preferita e abitudini alimentari, non dimostra che sia la birra a provocare direttamente una dieta peggiore.

                Un bicchiere di birra e uno di vino rosso su una tavola apparecchiata

                thecrownandpunchbowl.co.uk

                Perché i bevitori di birra seguono una dieta meno sana?

                Secondo la ricerca, chi consuma prevalentemente birra tende a introdurre più calorie, praticare meno attività fisica e fumare più frequentemente. Nel campione esaminato, i bevitori di birra erano inoltre più spesso uomini giovani e appartenenti a fasce di reddito inferiori.

                Una possibile spiegazione riguarda le occasioni di consumo: la birra viene frequentemente associata a barbecue, eventi sportivi, snack salati e cibi fritti. Il vino, invece, accompagna più spesso pasti strutturati, nei quali possono trovare spazio anche verdure e altri alimenti nutrienti.

                Il vino rosso fa bene al cuore? Il mito da sfatare

                Il vino rosso gode da tempo della reputazione di bevanda salutare grazie ai polifenoli, sostanze presenti anche nell’uva e in numerosi alimenti vegetali. Ma la presenza di questi composti non cancella gli effetti dell’alcol.

                I bevitori di vino analizzati nello studio avevano mediamente una dieta migliore rispetto agli altri gruppi, senza raggiungere comunque livelli ottimali. E soprattutto, non esiste una quantità di alcol completamente priva di rischi per la salute: bere vino non è una strategia consigliabile per proteggere il cuore.

                Fegato, cirrosi e calorie: i rischi da non sottovalutare

                Madeline Novack, principale autrice dello studio, ha richiamato l’attenzione sulle malattie epatiche, ricordando il ruolo dell’abuso di alcol nella cirrosi e la crescente diffusione della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, conosciuta come MASLD.

                La distinzione fondamentale, quindi, non riguarda soltanto la scelta tra birra e vino. Contano la quantità di alcol assunta, la frequenza del consumo e le abitudini complessive.

                Ridurre l’alcol, mangiare più frutta, verdura e fibre, mantenersi fisicamente attivi ed evitare il fumo sono interventi ben più importanti della scelta del bicchiere. Perché una dieta equilibrata può aiutare la salute, ma non neutralizza i danni provocati dall’alcol.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Speciale Ballando con le stelle27 minuti ago

                  Massimo Ghini eliminato da Ballando con le Stelle, esplode la polemica: «È stato fatto apposta». Catena Fiorello spiazzata, Balivo frena

                  Benessere57 minuti ago

                  Zone Blu, il segreto dei centenari: dalla Sardegna al Giappone, ecco le cinque terre dove si vive più a lungo e cosa possiamo imparare

                  Salute2 ore ago

                  Addio dentiere e impianti? Dal Giappone arriva il farmaco che promette di far ricrescere i denti perduti: ecco come funziona e quando arriverà

                  Gossip2 ore ago

                  Beatrice Arnera, lo sfogo sulle amiche sparite dopo la rottura con Andrea Pisani: «Sembravo l’appestata». E su Raoul Bova sorprende tutti

                  Auto e moto3 ore ago

                  Toyota Yaris Cross Full Hybrid, oltre 500 ospiti al JustMe Milano per la presentazione del nuovo SUV tra motori, musica e spettacolo

                  Valeria Marini in lacrime al Grande Fratello Vip: chi è la sorella Claudia e il retroscena della lettera che ha commosso la showgirl
                  Speciale Grande Fratello3 ore ago

                  Valeria Marini come Gloria Swanson in Viale del tramonto: «Sono sola, una fallita in amore». Poi arriva la lettera della sorella Claudia

                  Cesare Cremonini, la frecciata a Giorgia Cardinaletti nascosta in Paparazzi? Il verso sospetto e il gelo social dopo la fine dell'amore
                  Musica15 ore ago

                  Cesare Cremonini, la frecciata a Giorgia Cardinaletti nascosta in Paparazzi? Il verso sospetto e il gelo social dopo la fine dell’amore

                  Libri16 ore ago

                  Claudio Macarelli racconta I custodi della ragione: da Delfi alla Venezia sommersa, il mistero che attraversa tremila anni e sfida il futuro

                  Nuove ombre sulla vita sentimentale di Jannik Sinner: l'indiscrezione sui messaggi a Greta Galassi e la svolta con Laila
                  Gossip16 ore ago

                  Jannik Sinner e Laila Hasanovic, aria di crisi: spuntano le chat segrete con l’ex Miss Italia Greta Galassi e un altro uomo per la modella

                  Animali17 ore ago

                  Perché i gatti miagolano con noi ma quasi mai tra loro? Il segreto del linguaggio che hanno sviluppato per ottenere attenzioni e coccole

                  Ultime notizie