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Salute

Masticare chewingum durante lo sport aumenta i battiti cardiaci!

Masticare un chewingum è un gesto semplice e quotidiano per molti di noi. Un modo per rinfrescare l’alito, combattere la noia o semplicemente per abitudine. Ma sapevate che questo piccolo gesto può avere un impatto inaspettato sul nostro cuore? Scopriamone l’impatto, forse inaspettato, del chewingum su come potrebbe mettere a rischio la nostra salute.

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    Esistono alcune ricerche che suggeriscono che masticare chewingum durante l’esercizio fisico potrebbe aumentare leggermente la frequenza cardiaca, ma l’effetto è generalmente piccolo e trascurabile per la maggior parte delle persone. Questo perché la masticazione aumenta il flusso sanguigno al viso e alla testa, il che può comportare un lieve aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca.

    Tuttavia, l’effetto è generalmente trascurabile per la maggior parte delle persone. In uno studio, i partecipanti che masticavano chewingum durante una camminata di 30 minuti hanno avuto un aumento medio della frequenza cardiaca di solo 2 battiti al minuto rispetto a quelli che non masticavano.

    Studi sull’argomento pubblicati sul Journal of Sports Science & Medicine ha rilevato che masticare chewing gum durante un cicloergometro ha aumentato la frequenza cardiaca di circa 2 battiti al minuto nei partecipanti. Un altro studio, pubblicato sul European Journal of Applied Physiology, ha rilevato che masticare chewingum durante una corsa ha aumentato la frequenza cardiaca di circa 3 battiti al minuto nei partecipanti.

    Ma, al contrario, ci sono alcuni potenziali benefici del masticare gommine durante l’esercizio che includono maggiore flusso sanguigno al cervello che potrebbe migliorare la concentrazione e la vigilanza; una riduzione dello stress per effetto calmante e ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Aumento del consumo calorico perché aiuta a bruciare qualche caloria in più, anche se solo una piccola quantità. Ma la decisione se masticare o meno chewingum durante l’esercizio è personale. Se ritieni che aumenti la tua energia o concentrazione e non ti causa alcun fastidio, non c’è motivo di non farlo.

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      Salute

      Combattere la carenza di vitamina d in modo naturale

      Mantenere livelli adeguati di vitamina D in inverno è cruciale per la salute generale. Con una combinazione di esposizione al sole controllata, integrazione alimentare e scelte alimentari oculate, è possibile affrontare la carenza di vitamina D in modo naturale.

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        Con l’arrivo dell’inverno, molti di noi rischiano di sperimentare una carenza di vitamina D, nota come la “vitamina del sole”. La mancanza di esposizione alla luce solare può influire negativamente sulla nostra salute. In questo articolo, esploreremo rimedi naturali che possono aiutare a mantenere livelli ottimali di vitamina D durante la stagione invernale, favorendo il benessere generale.

        Importanza della vitamina D

        La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, la funzione immunitaria e il benessere generale. È sintetizzata principalmente attraverso l’esposizione alla luce solare, ma in inverno, con giornate più brevi e meno sole, è comune sperimentare una carenza di vitamina D.

        Esposizione al sole

        Nonostante le giornate più corte, cercare di trascorrere del tempo all’aperto durante le ore di luce può essere benefico. Esponi viso, braccia e gambe per almeno 10-15 minuti al giorno. Evita l’eccessiva esposizione e ricorda che la durata può variare a seconda del tipo di pelle.

        Integratori di vitamina D

        Gli integratori di vitamina D sono un modo pratico per mantenere livelli adeguati, specialmente in inverno. Consulta un professionista della salute per determinare la giusta dose, in quanto eccessi possono avere effetti negativi.

        Alimenti ricchi di vitamina D

        Integrare nella dieta alimenti ricchi di vitamina D è fondamentale. Pesce grasso come salmone, sgombro e tonno sono ottime fonti, così come uova, latte fortificato, uova e funghi.

        Olio di fegato di merluzzo

        L’olio di fegato di merluzzo è una fonte tradizionale di vitamina D. Contiene anche omega-3 benefici per la salute. Assicurati di scegliere un prodotto di alta qualità e consulta il medico prima di introdurlo nella tua routine.

        Cibi fortificati

        Controlla l’etichetta degli alimenti confezionati per verificare se sono arricchiti con vitamina D. Alcuni cereali, succhi di frutta e prodotti a base di soia sono spesso fortificati per offrire un contributo extra di questa vitamina.

        Magnesio per la vitamina D

        Il magnesio è coinvolto nel metabolismo della vitamina D. Assicurati di consumare alimenti ricchi di magnesio, come noci, semi, legumi e verdure a foglia verde.

        Luce solare artificiale

        Le lampade a luce solare artificiale possono essere utilizzate per compensare la mancanza di esposizione al sole. Assicurati di utilizzare dispositivi certificati e segui le indicazioni del produttore.

        Attività fisica all’aperto

        Un modo piacevole per ottenere vitamina D è svolgere attività fisica all’aperto. Passeggiate, jogging o semplici esercizi possono essere realizzati all’aria aperta per massimizzare l’esposizione al sole.

        Monitoraggio dei livelli di vitamina D

        Per garantire un equilibrio ottimale, è consigliabile monitorare periodicamente i livelli di vitamina D con esami del sangue. Questo aiuterà a regolare l’assunzione di vitamina D in modo personalizzato.

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          Salute

          Allarme pidocchi! Il fastidio nascosto tra i capelli

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            Quando si diventa genitori, si aprono le porte a un mondo di meraviglie, ma anche a sfide inaspettate. Una di queste sfide, che molti genitori si trovano ad affrontare prima o poi, è la pediculosi, comunemente conosciuta come infestazione da pidocchi. Si tratta di un problema diffuso che coinvolge spesso i bambini in età scolare, ma può manifestarsi in qualsiasi momento e colpire chiunque. La pediculosi può essere un’esperienza frustrante e fastidiosa, ma affrontandola con conoscenza e preparazione, è possibile superarla con successo. In questo articolo, esploreremo tutto ciò che c’è da sapere sulla pediculosi, dalle cause e sintomi alla prevenzione e trattamento.

            Cosa sono i pidocchi

            I pidocchi sono piccoli parassiti che infestano il cuoio capelluto umano e, occasionalmente, altre parti del corpo, come le ciglia e le sopracciglia. Questi insetti si nutrono del sangue del cuoio capelluto e si attaccano ai capelli, dove depongono le uova, chiamate anche lendini. I pidocchi non volano o saltano, ma si diffondono attraverso il contatto diretto con una persona infestata o con oggetti contaminati come pettini, spazzole, cappelli, asciugamani o lenzuola. Nonostante siano innocui dal punto di vista medico, i pidocchi possono causare prurito intenso e irritazione del cuoio capelluto, oltre a rappresentare un fastidio e una fonte di imbarazzo per coloro che ne sono affetti.

            Chi è più sottoposto a pediculosi

            I pidocchi non fanno distinzioni e possono infestare chiunque, indipendentemente dall’età, dallo status socio-economico o dalla pulizia personale. I bambini in età scolare sono spesso più suscettibili all’infestazione a causa del loro stretto contatto fisico con i compagni di classe. Tuttavia, i pidocchi possono diffondersi rapidamente anche tra familiari e amici.

            Lotta contro i pidocchi: armi e strategie

            La lotta contro questo problema può essere un’impresa frustrante, ma con le giuste armi e strategie, è possibile sconfiggere questi fastidiosi insetti. Ecco alcuni metodi comuni per combatterli:

            Gli shampoo antipidocchi

            Gli shampoo antipidocchi sono disponibili in farmacia e sono progettati per uccidere i pidocchi e le loro uova. Segui attentamente le istruzioni sull’etichetta e applica lo shampoo sui capelli asciutti. Lascia agire per il tempo consigliato e poi risciacqua accuratamente. Ripeti il trattamento dopo alcuni giorni per eliminare eventuali pidocchi sopravvissuti.

            L’arma segreta: il pettine antipidocchi

            Un pettine antipidocchi è uno strumento essenziale nella lotta contro i pidocchi. Utilizzalo per pettinare i capelli umidi, rimuovendo i pidocchi e le loro uova. Pettina i capelli sezione per sezione, facendo attenzione a rimuovere tutti i parassiti. Ripeti l’operazione regolarmente per assicurarti di eliminare completamente l’infestazione.

            Lavaggio a caldo

            I pidocchi non resistono al calore estremo, quindi un modo efficace per eliminare i parassiti è lavare tutti gli indumenti, la biancheria da letto e gli accessori dei capelli a temperature elevate (non meno di 60°C). Lavare tutto in acqua calda e poi asciugare a calore elevato per garantire di uccidere eventuali pidocchi o uova rimaste.

            Pulizia ambientale

            Assicurati di pulire a fondo la casa e gli oggetti personali dei bambini per evitare una nuova infestazione. Passa l’aspirapolvere su divani, poltrone e tappeti e lava a fondo i giocattoli e gli altri oggetti che potrebbero essere stati a contatto con i pidocchi. I cuscini e piumini possono essere chiusi ermeticamente nel sacchetto di plastica per due settimane, per togliere ogni possibile traccia dei parassiti.

            Con questi metodi e una buona dose di pazienza, è possibile sconfiggere i pidocchi e ripristinare la tranquillità nella tua casa. Ricorda che è importante agire tempestivamente per prevenire la diffusione dell’infestazione e per proteggere la salute e il benessere dei tuoi bambini.

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              Quando il cibo fa paura: esplorando la neofobia alimentare

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                La neofobia alimentare è una tendenza diffusa a evitare cibi nuovi o sconosciuti, un fenomeno che si manifesta tanto nell’infanzia quanto nell’età adulta. Questo comportamento è spesso caratterizzato da una preferenza per cibi familiari e può generare ansia di fronte a nuovi alimenti.

                Fattori che influenzano la neofobia alimentare

                La neofobia alimentare può essere influenzata da diversi fattori, tra cui l’educazione alimentare ricevuta durante l’infanzia e le esperienze passate con cibi nuovi. La predisposizione genetica può anche giocare un ruolo significativo. Alcune ricerche suggeriscono che questo problema possa essere correlato a una maggiore selettività alimentare e a una minore varietà nella dieta, con possibili implicazioni per la nutrizione e la salute.

                Strategie per affrontarla

                Per superare la neofobia alimentare, è importante esporre gradualmente le persone a una vasta gamma di cibi e incoraggiarle a sperimentare nuovi sapori e alimenti. Questo può avvenire attraverso l’introduzione graduale di nuovi cibi nella dieta e coinvolgendo le persone nella preparazione dei pasti. Rendere l’esperienza alimentare più divertente e piacevole può contribuire a ridurre l’ansia associata ai nuovi cibi. Se siete alla ricerca di modi per affrontare la neofobia alimentare, esplorare nuove ricette potrebbe essere un ottimo punto di partenza.

                L’Importanza della consulenza professionale

                In alcuni casi, potrebbe essere utile consultare un dietologo o uno psicologo per affrontare questo problema in modo più mirato. Questi professionisti possono fornire supporto e strategie specifiche per aiutare le persone a superare le loro paure e adottare una dieta più varia ed equilibrata.

                La comprensione della neofobia alimentare e l’adozione di approcci mirati per affrontarla possono contribuire a promuovere una dieta più varia e nutriente, migliorando così la salute e il benessere complessivo.

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