Connect with us

Punti di svista

L’ipocrisia studentesca

Avatar photo

Pubblicato

il

    Partiamo da un fatto, tanto banale quanto palese: la guerra fa schifo. E fa ancora più schifo quando a pagarne il prezzo più caro sono i civili che non c’entrano nulla. Uomini, donne e bambini, tanti bambini, «colpevoli» solo di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, là dove carnefici senza scrupoli sganciano le loro bombe.

    Era dal ’68 che non si vedeva

    Da quando è iniziato il conflitto in Medioriente, c’è stata un’enorme mobilitazione per il cessate il fuoco, soprattutto chiedendo a Israele di fermarsi. Proteste legittime perchè da guerra per eliminare Hamas si è passati a una guerra senza quartiere con migliaia di innocenti uccisi. Ma quello che fa specie è la mobilitazione studentesca che non si vedeva dal ‘68. Dagli Stati Uniti fino all’Italia, occupazioni, tendopoli, convegni bloccati e decine di iniziative social. Tra chi è stato palesemente manovrato, chi ci crede davvero e chi l’ha fatto per moda, spunta una clamorosa contraddizione.

    Due pesi e due misure?

    Se è giusto, giustissimo, chiedere che non vengano uccisi civili innocenti nella Striscia di Gaza, perché nessuno ha occupato, protestato e bivaccato per chiedere di fermare la strage di civili in Ucraina? In due anni e mezzo di guerra i civili innocenti uccisi dalle bombe di Putin sono stati migliaia. Ma per loro nulla. Evidentemente ci si può girare dall’altra parte e far finta di nulla. Nemmeno una piccola occupazione. Nessun rettorato preso d’assalto. Neanche una tenda qua o là. Eh no, così non va. Comportamento da matita rossa. Si apra il dizionario alla voce ipocrisia.

      SEGUICI SU INSTAGRAM @INSTAGRAM.COM/LACITY_MAGAZINE

      Punti di svista

      Nel nome di Satnam

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Aveva un nome, Satnam, e un cognome, Singh. E sarebbe bello che tutti se lo ricordassero. Non soltanto ora che giornali e tv hanno puntato i riflettori sulla sua vicenda perché la sua morte, anzi, la sua uccisione, fa notizia. Sarebbe bello se di questo ragazzo indiano ci si ricordasse a lungo. Perché l’unico modo che la sua morte, anzi, la sua uccisione, non sia inutile, è che qualcosa cambi nel suo nome.

        Costretto a farsi sfruttare

        Perché lui, non era solo un bracciante, un immigrato, uno degli ultimi anelli della nostra società di cui quando ci fa comodo andiamo tanto fieri. Lui non era uno dei pochi derelitti che sopravvivono come possono. Era uno dei tanti che invisibili che non sono. Lui lavorava, si dava da fare e sognava un futuro per se e la sua famiglia. Era nel nostro Paese perché di lui il nostro Paese aveva bisogno per fare un lavoraccio che pochi riescono a fare. Ed era costretto a farsi sfruttare, perché lavorare nei campi per 4 euro all’ora è sfruttamento.

        Una vergogna

        È illegale. È disumano. Fa ribrezzo. Specie per chi adesso ha la faccia tosta di dire “che la sua leggerezza ci costerà tanto”. No, caricatura di imprenditore e sottospecie di uomo. L’abitudine criminale di chi sfrutta essere umani gli è costata la vita. E chi se ne frega quanto costerà a te.

        Cerchiamo di ricordarci di lui

        Dall’Agro pontino alla Calabria a chissà quanti altri posti, come lui ce ne sono tanti. Troppi. Sotto gli occhi di tutti, probabilmente ignorati di proposito. Ma sarebbe bello se la sua morte, anzi, la sua uccisione, diventasse utile. Se nel suo nome, qualcosa potesse finalmente cambiare. Sì, nel suo nome. Perché aveva un nome, Satnam, e un cognome, Singh. E dopo una vita da invisibile, ora che è morto, anzi, che è stato ucciso, sarebbe bello se tutti lo ricordassero.

          Continua a leggere

          Punti di svista

          Il coraggio e la forza di Kate

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Sei mesi di silenzi, di dubbi di paure. Di riflettori puntati nel Paese in cui il gossip è quasi una religione. Eppure lei, la principessa Kate Middleton, ha tenuto sempre un profilo «Reale», a tutti gli effetti. Andando anche oltre.

            Faccia a faccia con la malattia

            Non è facile per nessuno convivere con un tumore. Nemmeno se vivi in una situazione di costante privilegio. La nuova icona della casa Reale ha scelto di essere semplice, di non nascondersi, di dire la verità, anche se quella verità fa male. Diventando così un simbolo.
            Bella, ricca e famosa, ha avuto il coraggio e la forza di mostrarsi fragile e spaventata. Umana. Dimostrando a tutti che anche una malattia terribile può essere affrontata. Una vera principessa del popolo, che ha saputo raccogliere quella pesantissima eredità di Lady Diana che tra i sudditi inglesi rimane amatissima.

            Una futura Regina

            Se Kate già prima della malattia era amata e ammirata, un momento così difficile l’ha fatta entrare ancora di più nei cuori della gente. E mostrandosi in pubblico dimagrita ma sorridente, preoccupata ma con i suoi bambini, vera, dopo mesi di terapie e timori, ha fatto capire a tutti di essere pronta. La principessa borghese è già diventata Regina del popolo.

              Continua a leggere

              Punti di svista

              Il nonno della politica (e un po’ di tutti noi)

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Negli Europei di atletica di Roma dominati dall’Italia, c’è un vincitore che non ha corso, non ha saltato, non ha lanciato pesi. Ma ha vinto, eccome se ha vinto, per l’ennesima volta. Perché Sergio Mattarella non è semplicemente il presidente della Repubblica. Nel suo abbraccio sincero e genuino con Gianmarco Tamberi dopo l’oro conquistato nel salto in alto, c’è molto di più che la presenza istituzionale di un politico a un evento pubblico. Ci sono l’orgoglio di rappresentare la nostra bandiera, la semplicità discreta di un potere mai ostentato, la classe nell’essere sempre un passo di lato e non voler mai rubare la scena.

                Un uomo fuori dal comune

                Con i suoi modi gentili anche se decisi quando serve, quell’aspetto bonario da nonno affettuoso e quella enorme cifra istituzionale, Mattarella rappresenta alla perfezione quello che è un presidente di cui essere fieri e un nonno a cui voler bene. E non è affatto comune in un mondo di squali come quello della politica.

                Stima istituzionale e amore umano

                Chi si è azzardato a criticarlo scioccamente mettendone in dubbio le qualità nel corso degli anni, è stato clamorosamente travolto e messo in un angolo perché Mattarella uomo e Mattarella presidente sono un orgoglio per tutto il Paese. Il presidente di tutti. È, un po’, anche il nonno di tutti noi. Impossibile non stimarlo come presidente. Impossibile non volergli bene come nonno.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù