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Punti di svista

Sinner: uno smash in faccia agli invidiosi

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    È giovane, è simpatico, è educato. È il figlio che ogni mamma vorrebbe avere. Ma soprattutto Jannik Sinner è un tennista fortissimo, attuale numero 2 al mondo e prossimo a scalare la vetta. Ma quando da simpatico diventi anche vincente succede una cosa particolare.

    La fama genera mostri (d’invidia)

    Oltre a quelli che continuano a guardarti con simpatia, ecco spuntare quelli che non vedono l’ora di un tuo passo falso, che aspettano il momento di colpirti, che sperano di poterti in qualche modo criticare. Solo e soltanto perché mossi da un sentimento tanto triste quanto diffuso: l’invidia.

    Una ragazza così non è per tutti… e c’è chi rosica

    E sia mai dunque che il giovane Jannik si trovi una fidanzata, ancor di più se bellissima e famosa. E la collega Anna Nikolajevna Kalinskaja, numero 25 al mondo, è entrambe le cose. Da poco i due hanno ufficializzato la loro storia e apriti cielo. «Sì, è vero: stiamo insieme, ma teniamo alla nostra vita privata», hanno detto. Fosse facile. Oltre al nomignolo «Kalinskinner» appioppato alla coppia, ecco spuntare quelli che «non vincerà più perché è distratto» e quelli che «ecco, lo rovinerà», dimenticando due cose fondamentali.

    Abnegazione totale

    La prima è che per arrivare al livello raggiunto da Sinner c’è davvero poco spazio per la vita mondana e lui è uno che si allena con metodo, cura e attenzione costante e non sarà certo una relazione a distrarlo dalla sua carriera. Anzi, da che mondo e mondo se qualcuno è appagato e felice nella sua vita privata renderà meglio anche sul lavoro. Vale per uno sportivo top come per un qualunque impiegato. La seconda è ancora più semplice: ma saranno affaracci suoi cosa f o non fa fuori dal campo??! Ovviamente sì ma vallo a spiegare agli invidiosi…

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      Nel nome di Satnam

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        Aveva un nome, Satnam, e un cognome, Singh. E sarebbe bello che tutti se lo ricordassero. Non soltanto ora che giornali e tv hanno puntato i riflettori sulla sua vicenda perché la sua morte, anzi, la sua uccisione, fa notizia. Sarebbe bello se di questo ragazzo indiano ci si ricordasse a lungo. Perché l’unico modo che la sua morte, anzi, la sua uccisione, non sia inutile, è che qualcosa cambi nel suo nome.

        Costretto a farsi sfruttare

        Perché lui, non era solo un bracciante, un immigrato, uno degli ultimi anelli della nostra società di cui quando ci fa comodo andiamo tanto fieri. Lui non era uno dei pochi derelitti che sopravvivono come possono. Era uno dei tanti che invisibili che non sono. Lui lavorava, si dava da fare e sognava un futuro per se e la sua famiglia. Era nel nostro Paese perché di lui il nostro Paese aveva bisogno per fare un lavoraccio che pochi riescono a fare. Ed era costretto a farsi sfruttare, perché lavorare nei campi per 4 euro all’ora è sfruttamento.

        Una vergogna

        È illegale. È disumano. Fa ribrezzo. Specie per chi adesso ha la faccia tosta di dire “che la sua leggerezza ci costerà tanto”. No, caricatura di imprenditore e sottospecie di uomo. L’abitudine criminale di chi sfrutta essere umani gli è costata la vita. E chi se ne frega quanto costerà a te.

        Cerchiamo di ricordarci di lui

        Dall’Agro pontino alla Calabria a chissà quanti altri posti, come lui ce ne sono tanti. Troppi. Sotto gli occhi di tutti, probabilmente ignorati di proposito. Ma sarebbe bello se la sua morte, anzi, la sua uccisione, diventasse utile. Se nel suo nome, qualcosa potesse finalmente cambiare. Sì, nel suo nome. Perché aveva un nome, Satnam, e un cognome, Singh. E dopo una vita da invisibile, ora che è morto, anzi, che è stato ucciso, sarebbe bello se tutti lo ricordassero.

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          Il coraggio e la forza di Kate

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            Sei mesi di silenzi, di dubbi di paure. Di riflettori puntati nel Paese in cui il gossip è quasi una religione. Eppure lei, la principessa Kate Middleton, ha tenuto sempre un profilo «Reale», a tutti gli effetti. Andando anche oltre.

            Faccia a faccia con la malattia

            Non è facile per nessuno convivere con un tumore. Nemmeno se vivi in una situazione di costante privilegio. La nuova icona della casa Reale ha scelto di essere semplice, di non nascondersi, di dire la verità, anche se quella verità fa male. Diventando così un simbolo.
            Bella, ricca e famosa, ha avuto il coraggio e la forza di mostrarsi fragile e spaventata. Umana. Dimostrando a tutti che anche una malattia terribile può essere affrontata. Una vera principessa del popolo, che ha saputo raccogliere quella pesantissima eredità di Lady Diana che tra i sudditi inglesi rimane amatissima.

            Una futura Regina

            Se Kate già prima della malattia era amata e ammirata, un momento così difficile l’ha fatta entrare ancora di più nei cuori della gente. E mostrandosi in pubblico dimagrita ma sorridente, preoccupata ma con i suoi bambini, vera, dopo mesi di terapie e timori, ha fatto capire a tutti di essere pronta. La principessa borghese è già diventata Regina del popolo.

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              Il nonno della politica (e un po’ di tutti noi)

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                Negli Europei di atletica di Roma dominati dall’Italia, c’è un vincitore che non ha corso, non ha saltato, non ha lanciato pesi. Ma ha vinto, eccome se ha vinto, per l’ennesima volta. Perché Sergio Mattarella non è semplicemente il presidente della Repubblica. Nel suo abbraccio sincero e genuino con Gianmarco Tamberi dopo l’oro conquistato nel salto in alto, c’è molto di più che la presenza istituzionale di un politico a un evento pubblico. Ci sono l’orgoglio di rappresentare la nostra bandiera, la semplicità discreta di un potere mai ostentato, la classe nell’essere sempre un passo di lato e non voler mai rubare la scena.

                Un uomo fuori dal comune

                Con i suoi modi gentili anche se decisi quando serve, quell’aspetto bonario da nonno affettuoso e quella enorme cifra istituzionale, Mattarella rappresenta alla perfezione quello che è un presidente di cui essere fieri e un nonno a cui voler bene. E non è affatto comune in un mondo di squali come quello della politica.

                Stima istituzionale e amore umano

                Chi si è azzardato a criticarlo scioccamente mettendone in dubbio le qualità nel corso degli anni, è stato clamorosamente travolto e messo in un angolo perché Mattarella uomo e Mattarella presidente sono un orgoglio per tutto il Paese. Il presidente di tutti. È, un po’, anche il nonno di tutti noi. Impossibile non stimarlo come presidente. Impossibile non volergli bene come nonno.

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