Cronaca
Alessandro Basciano arrestato per stalking e minacce: perseguitava Sophie Codegoni. Per il giudice è pericoloso!
Custodia cautelare a San Vittore per l’ex gieffino. La gip: «Condotta pervasiva e pericolosità sociale». Aggressioni, minacce di morte e danni per 4 mila euro: la denuncia della vittima dopo mesi di paura.
Alessandro Basciano, influencer con oltre un milione di follower e volto noto della televisione, è stato arrestato con l’accusa di stalking e minacce nei confronti della sua ex compagna, Sophie Codegoni. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dalla gip Anna Magelli, è arrivata dopo un’inchiesta condotta dalla Procura di Milano, guidata dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo.
Basciano, 35 anni, si trova ora nella casa circondariale di San Vittore. La denuncia, presentata da Sophie nel dicembre 2023, racconta di una lunga serie di comportamenti ossessivi e persecutori da parte dell’uomo, che avrebbe reagito alla fine della loro relazione con una violenza crescente, incapace di accettare la rottura.
La fine di una relazione e l’inizio delle persecuzioni
La storia tra Alessandro e Sophie, entrambi noti per aver partecipato al Grande Fratello Vip, si era conclusa a ottobre 2023 dopo mesi di crisi. Già madre della loro figlia, Celine, nata a giugno dello stesso anno, Sophie aveva deciso di mettere fine alla relazione, ma le tensioni sono rapidamente sfociate in minacce, aggressioni e atti vandalici. Tra gli episodi più gravi, la gip ha evidenziato un’aggressione a Mattia Ferrari, amico della giovane influencer, e i danni alla sua auto, stimati in circa 4 mila euro.
Nell’ordinanza, la giudice descrive un comportamento «pervasivo, controllante e violento», alimentato da una «ossessiva gelosia». Tali condotte hanno costretto la vittima a vivere in uno stato di paura costante, spingendola a cambiare abitudini personali e professionali per proteggere la propria sicurezza.
«Un pericolo attuale e concreto»
Le motivazioni della custodia cautelare in carcere parlano chiaro: il carcere è l’unica misura in grado di prevenire il rischio di ulteriori episodi. Secondo il giudice, Alessandro Basciano rappresenta un pericolo evidente, come dimostrano «la pluralità e gravità delle condotte persecutorie», la violenza anche in presenza della figlia minore e la completa incapacità di autocontrollo. Un comportamento che non lascia spazio ad alternative meno restrittive.
Da tronista a musicista: l’ascesa e la caduta di un volto noto
Il pubblico televisivo aveva conosciuto Alessandro Basciano nel 2019, quando partecipò a Uomini e donne come corteggiatore. Successivamente, era stato tentatore a Temptation Island e concorrente al Grande Fratello Vip, dove era iniziata la sua relazione con Sophie Codegoni. Negli ultimi anni, Basciano si era cimentato anche nella musica, pubblicando un brano in collaborazione con Ginevra Lamborghini.
La relazione tra Sophie e Alessandro, sotto i riflettori fin dall’inizio, si era incrinata già nei mesi estivi del 2023. Sophie aveva confermato la separazione in ottobre con un post social enigmatico, parlando di «gravi motivi» che l’avevano portata a questa decisione. Quelle ombre, ora, hanno trovato conferma nelle accuse che pesano sull’ex gieffino.
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Italia
Da Musk a Rowling appesi a testa in giù al Pride, Stroppa esplode: «Una setta di estremisti». Ma sui social la polemica si ribalta
Andrea Stroppa denuncia l’esposizione di immagini di Elon Musk e J.K. Rowling appesi a testa in giù e accusa la manifestazione di essere diventata «una setta di estremisti». Ma la sua presa di posizione scatena una nuova ondata di polemiche.
Dove finisce la satira e dove comincia l’odio politico? È la domanda che si è riaccesa dopo il Roma Pride, finito al centro di una nuova bufera social che questa volta coinvolge direttamente Andrea Stroppa, il referente italiano di Elon Musk.
Tutto è partito da alcune immagini comparse durante la manifestazione, nelle quali il proprietario di Tesla e SpaceX e la scrittrice britannica J.K. Rowling venivano raffigurati appesi a testa in giù. Una rappresentazione che ha indignato Stroppa, da anni molto vicino al miliardario americano.
La denuncia di Andrea Stroppa dopo il Pride
Attraverso i social, il collaboratore di Musk ha attaccato duramente gli organizzatori e il clima che, a suo giudizio, si respirerebbe all’interno della manifestazione. «Al Pride di Roma, la scrittrice J.K. Rowling e Elon Musk appesi a testa in giù. Un tempo festa aperta a tutti, oggi una setta di estremisti che fa business con aziende e politici compiacenti», ha scritto.
Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito. Da una parte chi ha condannato le immagini esibite durante il corteo, giudicandole eccessive e di cattivo gusto. Dall’altra chi ha ricordato come tanto Musk quanto Rowling siano diventati negli ultimi anni bersagli privilegiati delle associazioni LGBTQ+ a causa delle loro posizioni sulle persone transgender e di numerose dichiarazioni considerate divisive.
Le accuse a Musk e Rowling e il clima sempre più acceso
La polemica, infatti, si inserisce in uno scontro culturale che dura ormai da tempo. J.K. Rowling è stata più volte contestata per le sue prese di posizione sul tema dell’identità di genere, mentre Elon Musk ha trasformato X in una piattaforma che ospita spesso battaglie politiche e culturali molto polarizzanti.
Non a caso, le immagini del Pride hanno generato reazioni opposte. Per alcuni si tratta di una forma di satira politica. Per altri, invece, il ricorso a simboli così forti rappresenta un’escalation che rischia di alimentare ulteriormente un clima già estremamente teso.
Sui social la polemica si ritorce contro il braccio destro di Musk
Le parole di Stroppa, però, non hanno affatto spento la discussione. Anzi. Molti utenti hanno ricordato come lo stesso referente italiano di Musk fosse già finito al centro di controversie per alcune sue prese di posizione in difesa dell’imprenditore americano. In passato, inoltre, Stroppa aveva denunciato di avere ricevuto minacce con riferimenti proprio all’immagine delle persone appese a testa in giù e a Piazzale Loreto.
Su X e sulle altre piattaforme, diversi commentatori hanno osservato che figure pubbliche estremamente polarizzanti come Musk e Rowling, protagonisti di continui scontri politici e culturali, finiscono inevitabilmente per alimentare reazioni altrettanto radicali. Un meccanismo che, secondo molti, contribuisce a trasformare ogni dibattito in una guerra permanente fatta di provocazioni, controprovocazioni e indignazione reciproca.
Cronaca
Beatrice Arnera travolta dagli insulti per Raoul Bova: “Ucciditi”. La Procura apre un fascicolo sugli haters
Dopo la fine della relazione con Andrea Pisani e l’inizio della storia con Raoul Bova, Beatrice Arnera è stata bersaglio di centinaia di insulti. La Procura di Roma indaga per stalking, minacce e diffamazione.
«Ucciditi», «Sei una pessima madre», «Fai schifo traditrice». Non sono commenti isolati, ma alcuni dei messaggi che hanno convinto Beatrice Arnera a rivolgersi alla magistratura. L’attrice, 31 anni, finita negli ultimi mesi al centro del gossip per la relazione con Raoul Bova, ha deciso di denunciare mesi di odio e intimidazioni ricevuti sui social.
Secondo quanto riferiscono Il Messaggero e il Corriere della Sera, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo che ipotizza i reati di stalking, minacce e diffamazione.
La Procura indaga sulle minacce ricevute da Beatrice Arnera
L’esposto è stato presentato alcune settimane fa e il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Nadia Plastina. Gli accertamenti sono stati delegati alla polizia postale, che sta lavorando per identificare le persone nascoste dietro i nickname utilizzati per colpire l’attrice.
Secondo le ricostruzioni, le indagini sarebbero ormai in fase avanzata e le prime iscrizioni nel registro degli indagati potrebbero arrivare a breve.
L’odio social dopo la relazione con Raoul Bova
I primi attacchi risalgono all’autunno del 2025, quando divenne pubblica la fine della relazione tra Beatrice Arnera e il comico Andrea Pisani, padre della loro bambina, e iniziarono a circolare le voci sulla storia con Raoul Bova, allora vicino alla conclusione del rapporto con Rocío Muñoz Morales, durato tredici anni e da cui sono nate due figlie.
Per mesi l’attrice, nata ad Acqui Terme e figlia della cantante lirica Silvia Gavarotti, ha preferito non replicare, sperando che la situazione si esaurisse spontaneamente. Ma la pressione è diventata sempre più pesante.
In alcune interviste, riprese da Il Messaggero, Arnera ha raccontato di avere vissuto con angoscia persino il tour teatrale di Intanto ti calmi, arrivando a temere che qualcuno potesse alzarsi dal pubblico per insultarla.
“Dovresti morire”: la decisione di denunciare
La svolta è arrivata all’inizio del 2026. Tra i messaggi ricevuti ci sarebbero frasi come «Pu…na traditrice, dovresti morire», «Donna squallida», «Fai veramente schifo come attrice ma soprattutto come persona» e «Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira».
Con un post pubblicato su Instagram, Beatrice Arnera aveva spiegato le ragioni della denuncia: «Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio».
Nello stesso sfogo aveva rivendicato il diritto di porre fine a una relazione «senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera», collegando parte dell’escalation mediatica anche alla puntata del podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli, nella quale Andrea Pisani aveva raccontato la propria versione della separazione.
Nella denuncia, secondo quanto riferisce Il Messaggero, l’attrice ha spiegato di avere temuto non soltanto per sé stessa, ma anche per la sicurezza della figlia. E ora sarà la Procura di Roma a cercare di dare un nome e un volto agli autori di quei messaggi.
Mondo
Trump e Melania come i Nixon? Camere separate e guerra sugli arredi: il libro che svela le tensioni alla Casa Bianca
Secondo i giornalisti Maggie Haberman e Jonathan Swan, Donald Trump e Melania dormirebbero in camere separate e si sarebbero scontrati più volte su arredi e ristrutturazioni della Casa Bianca. Dal prato asfaltato agli specchi “contesi”, emergono nuovi dettagli sulla vita privata della coppia.
Donald Trump ama presentarsi come l’uomo più potente del mondo. E, a giudicare dalle anticipazioni del libro Regime Change dei giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, il presidente sembra voler esercitare il proprio gusto e la propria autorità anche tra i corridoi della Casa Bianca. Con qualche attrito domestico non da poco.
Tra gli aspetti più curiosi contenuti nel volume, infatti, c’è quello che riguarda la vita privata con Melania Trump. Secondo gli autori, la coppia presidenziale sarebbe la prima dai tempi di Richard e Pat Nixon a utilizzare regolarmente camere da letto separate.
Camere separate e mobili spostati di nascosto
Stando alle indiscrezioni riportate in un estratto pubblicato dal Daily Mail, Donald Trump avrebbe trasformato il cosiddetto “salotto” del secondo piano nella propria camera da letto privata, mentre Melania continuerebbe a utilizzare la camera padronale adiacente.
La first lady, che divide il proprio tempo tra Washington, New York e Palm Beach, lascerebbe spesso il presidente solo nella residenza ufficiale. Ed è proprio in quelle occasioni che, raccontano gli autori, Trump si dedicherebbe a una delle sue passioni meno conosciute: l’arredamento.
«Gli oggetti vengono portati di nascosto dal corridoio del secondo piano alla camera da letto del presidente», scrivono Haberman e Swan. «A volte è lo stesso Trump a trasportarli, sistemandoli a suo piacimento negli appartamenti privati».
Secondo alcune fonti citate nel libro, il presidente sembrerebbe «quasi in competizione con la moglie e determinato ad avere la stanza migliore».
Lo specchio di Melania e il personale esasperato
Uno degli episodi raccontati riguarda uno specchio con decorazioni in foglia d’oro scelto da Melania durante il primo mandato per la Camera della Regina. Oggi, secondo il libro, quell’oggetto sarebbe stato spostato lungo la cosiddetta Walk of Fame presidenziale dedicata a Trump.
Gli autori raccontano che, quando alcuni membri dello staff fecero notare al presidente che quegli arredi erano stati selezionati personalmente dalla first lady, lui avrebbe fatto capire «chiaramente che non gli importava».
L’attenzione quasi ossessiva di Trump per mobili e decorazioni avrebbe persino spinto parte del personale a desiderare il ritorno di Melania alla Casa Bianca nella speranza che riuscisse a contenerne gli entusiasmi.
La battaglia sul Giardino delle Rose
Tra i terreni di scontro più accesi ci sarebbe stato anche il celebre Giardino delle Rose, realizzato negli anni Sessanta sotto la supervisione di Jackie Kennedy.
Trump avrebbe voluto trasformarlo in uno spazio più vicino allo stile di Mar-a-Lago, con l’idea di asfaltare il prato e modificare profondamente l’area. Una prospettiva che, secondo gli autori, avrebbe fatto infuriare Melania.
Lo stesso presidente aveva raccontato con ironia le proteste della moglie: «Ho ricevuto qualche critica da mia moglie. Mi ha detto: “Tesoro, che fine ha fatto il mio prato?”. Le ho risposto: “La gente si è stancata di stare in mezzo al fango”».
Alla fine sarebbe stato raggiunto un compromesso: via libera ai lavori, ma con la conservazione dei cespugli di rose.
Il sogno di una Casa Bianca in stile Mar-a-Lago
Trump non ha mai nascosto di considerare la Casa Bianca trovata al suo arrivo «orrenda». «Le colonne stavano crollando e l’intonaco si staccava. Ora questo posto è perfetto», ha dichiarato.
Il presidente sogna una trasformazione sempre più vicina allo stile della sua tenuta di Mar-a-Lago. Il progetto della nuova Sala da ballo, inizialmente previsto da 200 milioni di dollari, sarebbe già salito a 400 milioni, con una capienza passata da 900 a 1.350 persone.
Decorazioni in foglia d’oro, lampadari di cristallo, soffitti a cassettoni e richiami alla Reggia di Versailles: un gusto opulento che, almeno secondo il libro, continua ad alimentare una piccola guerra domestica tra Donald Trump e Melania.
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