Cronaca
Come funziona il Conclave: le regole per eleggere il successore di Papa Francesco
Isolati nella Cappella Sistina, i cardinali voteranno due volte al giorno finché non sarà eletto un nuovo Papa con almeno i due terzi dei consensi. Al nono giorno, scatta il ballottaggio. Solo allora arriverà l’“Habemus Papam”.
Con la morte di Papa Francesco, avvenuta lunedì 21 aprile, si è aperta ufficialmente la Sede Vacante. Questo significa che ha preso avvio il processo solenne e riservato che porterà all’elezione del nuovo Papa, il 267° successore di San Pietro. Il nome di questo processo è Conclave: una parola che deriva dal latino “cum clave”, “con la chiave”, e che richiama l’isolamento assoluto dei cardinali elettori nella Cappella Sistina.
Secondo le norme attuali, aggiornate da Giovanni Paolo II nel 1996 con la costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” e modificate da Benedetto XVI nel 2007, il Conclave può eleggere qualsiasi maschio battezzato e celibe. Nella prassi moderna, però, l’elezione ricade sempre su un cardinale.
Possono partecipare al Conclave solo i cardinali che, al momento della morte del Papa, non abbiano ancora compiuto 80 anni. Attualmente sono 140 i cardinali con diritto di voto. Di questi, ben 110 sono stati nominati da Papa Francesco, segno che il futuro Pontefice potrebbe proseguire la sua linea riformista. I cardinali con più di 80 anni non votano, ma possono partecipare alle congregazioni generali che precedono il Conclave, utili per discutere lo stato della Chiesa.
Nel periodo che precede l’elezione, la guida della Chiesa è affidata al Collegio cardinalizio, ma i suoi poteri sono limitati. Non può modificare leggi né nominare vescovi.
Il Conclave comincia ufficialmente stamattina con la messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, celebrata nella Basilica di San Pietro e aperta a tutti i cardinali. Da lì, gli elettori si trasferiscono in processione nella Cappella Sistina, dove resteranno isolati da ogni contatto con l’esterno.
All’interno della Cappella vengono allestiti i banchi per i cardinali, un altare e la celebre stufa che servirà a bruciare le schede di ogni votazione. Prima di iniziare, tutti i presenti giurano fedeltà al segreto assoluto sull’intero procedimento. Dopo il giuramento, il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncia la celebre formula “Extra omnes”, ovvero “fuori tutti”, e da quel momento restano nella Sistina solo i cardinali elettori.
Ogni giorno si svolgono due scrutini la mattina e due il pomeriggio, per un totale di quattro votazioni. Se non si raggiunge un risultato, i voti vengono bruciati nella stufa e dal comignolo sopra la Cappella Sistina si leva una fumata nera. Se invece viene eletto un Papa, la fumata è bianca.
Per essere eletto, un candidato deve ottenere i due terzi dei voti. Ogni cardinale riceve una scheda con la frase “Eligo in Summum Pontificem”, su cui scrive il nome prescelto. Le schede vengono raccolte in un’urna e contate. Se tutto è regolare, si procede allo spoglio. Se nessun nome raggiunge la soglia richiesta, si vota di nuovo.
Dopo 33 scrutini senza esito, si passa a un ballottaggio tra i due cardinali più votati. Questi, però, non possono votare per se stessi.
Quando un candidato raggiunge la maggioranza necessaria, gli viene chiesto se accetta l’elezione. Se risponde di sì, gli viene domandato quale nome desidera assumere. Nella sacrestia detta “Stanza delle lacrime” indossa i paramenti papali bianchi e rientra nella Cappella per il canto del Te Deum.
Infine, il cardinale protodiacono si affaccia dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro e pronuncia la formula “Habemus Papam”, annunciando al mondo il nome del nuovo Pontefice.
Da quel momento, la Chiesa ha di nuovo un Papa.
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Politica
Sylvie Lubamba sempre più vicina a Roberto Vannacci: dalla sezione milanese di Futuro Nazionale alla canzoncina contro il Pd
Sylvie Lubamba ha stretto un sodalizio politico e mediatico con Roberto Vannacci. La showgirl sarebbe diventata la numero due della sezione milanese del movimento Futuro Nazionale e, secondo alcune voci, potrebbe perfino occuparsi della comunicazione. Intanto ha già lanciato il suo slogan: «È arrivata Sylvie e nessuno più vota Pd».
Sylvie Lubamba entra nel mondo vannacciano dalla porta principale, e l’effetto è di quelli che fanno sobbalzare anche l’osservatore più allenato alla politica italiana. La showgirl, volto televisivo noto soprattutto per le sue apparizioni nei programmi di intrattenimento, ha stretto un rapporto sempre più forte con Roberto Vannacci, diventando una delle presenze più riconoscibili nell’area del movimento che ruota attorno al generale.
Secondo quanto circola, Lubamba sarebbe diventata la numero due della sezione milanese di Futuro Nazionale, il gruppo politico che sostiene Vannacci. Non solo: da qualche tempo si parla anche di un suo possibile ruolo come consulente della comunicazione. Una prospettiva quasi surreale, ma perfettamente in linea con una stagione politica in cui il confine tra propaganda, spettacolo e social sembra ormai dissolto.
Sylvie Lubamba numero due dei vannacciani a Milano
La nuova collocazione politica di Sylvie Lubamba ha inevitabilmente acceso curiosità e commenti. La showgirl si è avvicinata al mondo di Roberto Vannacci con entusiasmo, fino a diventare una figura interna alla struttura milanese del movimento.
Una scelta che sorprende anche per il contrasto apparente tra il personaggio televisivo e l’immaginario politico costruito attorno al generale. Eppure proprio questa distanza, forse, rende Lubamba una presenza utile sul piano mediatico: riconoscibile, divisiva, capace di attirare attenzione e di trasformare ogni uscita in materiale da social.
Il possibile ruolo nella comunicazione di Vannacci
La voce più curiosa riguarda il possibile incarico nella comunicazione. Sylvie Lubamba potrebbe infatti diventare una sorta di consulente per l’area che sostiene Vannacci, portando nel movimento il suo linguaggio diretto, televisivo e popolare.
Sarebbe un passaggio singolare, ma non del tutto incomprensibile. Vannacci ha costruito buona parte della sua forza politica sulla capacità di stare al centro della polemica, occupare lo spazio mediatico e parlare a un pubblico che spesso si riconosce più negli slogan che nei documenti programmatici. In questo senso, Lubamba potrebbe diventare un volto perfetto per una comunicazione meno istituzionale e più da piazza social.
La canzoncina contro il Pd
Per ora, la showgirl ha già dato un assaggio del suo stile con una canzoncina destinata a circolare: «È arrivata Sylvie e nessuno più vota Pd». Una rima semplice, quasi da tormentone improvvisato, che racconta meglio di molti comunicati la direzione scelta.
Più che un messaggio politico articolato, sembra una formula da palco, da video virale, da comizio trasformato in spettacolo. Ed è forse proprio questo il punto: nel nuovo ecosistema della comunicazione politica, anche una filastrocca può diventare propaganda, purché sia facile da ricordare e abbastanza provocatoria da far discutere.
Mondo
Bill e Hillary Clinton in vacanza a Panarea tra selfie, shopping e look improbabili: i pantaloni dell’ex presidente fanno discutere
Bill e Hillary Clinton sono stati avvistati a Panarea durante la loro vacanza in Italia. Passeggiata tra i vicoli, acquisti nei negozi del centro e molti selfie con turisti e residenti. Ma a rubare la scena è stato anche il look dell’ex presidente, tra pantaloni cortissimi e camicia da villeggiatura estrema.
Bill e Hillary Clinton si godono l’Italia, e questa volta la tappa scelta è Panarea. L’ex presidente degli Stati Uniti e l’ex segretaria di Stato sono stati avvistati tra i vicoli dell’isola, in una giornata di relax tra passeggiate, shopping e incontri con turisti e residenti.
La coppia non si è sottratta all’affetto dei curiosi. In tanti li hanno fermati per una foto, e i Clinton si sono concessi con sorrisi, saluti e selfie. Una scena quasi irreale: due protagonisti assoluti della politica americana a spasso per il centro di Panarea come normali vacanzieri, anche se con un codazzo inevitabile di sguardi e telefoni alzati.

Bill e Hillary Clinton tra i vicoli di Panarea
La vacanza italiana dei Clinton prosegue dunque alle Eolie, meta amatissima da vip, imprenditori e volti internazionali. Panarea, con i suoi vicoli bianchi, le boutique e il mare da cartolina, si conferma una delle destinazioni più frequentate dell’estate.
Bill e Hillary hanno passeggiato nel centro dell’isola, fermandosi in alcuni negozi e salutando le persone incontrate lungo il percorso. Nessun protocollo rigido, almeno in apparenza, ma una giornata vissuta con il passo lento di chi si concede una pausa lontano dalle tensioni della politica americana.
Il look di Bill Clinton ruba la scena
A giudicare dalle immagini, però, a farsi notare non è stata solo la presenza della coppia. Anche il look di Bill Clinton ha avuto il suo momento di gloria involontaria. Pantaloni dalla lunghezza coraggiosa, camicia da vacanza senza troppi ripensamenti e un insieme che sembrava gridare: lo stilista personale è stato arrestato ieri a Miami.
Mancavano solo le pantofole da camera, poi il quadro sarebbe stato completo. Del resto Clinton, a 79 anni, sembra ormai interessato soprattutto alla comodità. E forse fa anche bene: dopo una vita passata tra Casa Bianca, scandali, campagne elettorali e vertici internazionali, almeno in vacanza uno avrà pure il diritto di vestirsi come gli pare.
Selfie e shopping nell’estate italiana
La presenza dei Clinton ha naturalmente attirato l’attenzione di turisti e residenti. Diversi passanti hanno chiesto una foto ricordo e la coppia si è lasciata immortalare senza troppi problemi, trasformando la passeggiata in un piccolo evento mondano.
Tra un acquisto e un selfie, Bill e Hillary hanno confermato ancora una volta il loro legame con l’Italia, scelta spesso da star internazionali e personalità politiche per le vacanze estive. Panarea, dal canto suo, ringrazia: quando arrivano due Clinton insieme, anche una semplice passeggiata diventa notizia.
Cronaca
Paolo Belli sotto choc dopo l’incidente in bici: è morto Alessandro Magnani, il 41enne investito nel Reggiano
Alessandro Magnani, 41 anni, è morto all’ospedale Maggiore di Parma dopo il violento impatto. Paolo Belli, ferito in modo lieve, è sotto choc. La Polizia locale indaga sulla dinamica e valuta tutte le ipotesi.
È morto dopo circa un giorno di agonia Alessandro Magnani, il 41enne investito lunedì 13 luglio da una bicicletta condotta da Paolo Belli nelle campagne della Bassa Reggiana, tra Correggio e Campagnola Emilia. L’uomo era stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale Maggiore di Parma, dove era ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nel pomeriggio di martedì 14 luglio è stato dichiarato il decesso.
Il cantante e conduttore televisivo, coinvolto nell’incidente, ha riportato soltanto lievi conseguenze fisiche, ma è apparso profondamente provato dall’accaduto.
La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio
L’incidente è avvenuto poco dopo mezzogiorno nella zona di Cognento. Secondo una prima ricostruzione, Alessandro Magnani stava tornando verso la propria automobile dopo aver svolto un incarico per una società di servizi impegnata nella consegna di comunicazioni relative a lavori sulla rete elettrica.
Mentre percorreva la strada a piedi sarebbe stato urtato dalla bicicletta guidata da Paolo Belli, noto appassionato di ciclismo. Dopo il violento impatto il 41enne è caduto a terra riportando gravissime lesioni.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 con ambulanza, automedica ed elisoccorso, che hanno disposto il trasferimento urgente all’ospedale Maggiore di Parma.
Paolo Belli: lievi ferite ma un forte stato di choc
Anche Paolo Belli è rimasto coinvolto nello scontro. Il cantante è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla, dove gli sono stati riscontrati soltanto lievi traumi fisici. Le sue condizioni, tuttavia, sono apparse segnate soprattutto dal forte stato di choc.
Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, l’artista avrebbe chiesto ripetutamente aggiornamenti sulle condizioni del 41enne durante le ore successive all’incidente.
Le indagini e il cordoglio della comunità
La Polizia locale sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli investigatori stanno valutando ogni possibile scenario. Tra le ipotesi al vaglio vi sono le conseguenze del trauma riportato nella caduta, ma anche l’eventualità che Alessandro Magnani possa essere stato colto da un malore immediatamente prima dell’impatto.
La notizia della morte del 41enne ha suscitato profondo cordoglio nella comunità locale. Magnani era conosciuto non solo per il suo lavoro, ma anche per la passione sportiva: allenava una squadra di pallavolo ed era un grande tifoso del Napoli.
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