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Cronaca

Edoardo Raspelli: “Dal fritto misto alla corruzione il passo è breve”

Il critico gastronomico Edoardo Raspelli parla dell’indagine che la magistratura sta portando avanti in merito presunti favori in cambio dell’affidamento di un incarico di promozione della sagra del fritto misto alla piemontese.

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    Fondi pubblici e favori. Ma per cosa? Per… la sagra del fritto misto! Un’inchiesta avviata dalla procura di Torino iscrive nel registro degli indagati cinque persone, tra cui Luca Ferrua, giornalista del Gruppo Gedi e direttore dal 2021 della testata Ilgusto.it, verticale dedicato al mondo del cibo e del vino.
    Vedi“, dice Edoardo Raspelli, giornalista esperto di vini e gastronomia che al quotidiano La Stampa ci lavorava dal 1982 “una cosa mi è rimasta impressa quando sono riuscito a parlare con Ferrua. Un giorno mi disse sai Edoardo “Sono contento del mio nuovo lavoro al gusto.it anche se vorrei fare di più il giornalista che il cercatore di pubblicità“.

    Alla luce dei fatti incriminati parole importanti

    Certo. Appena ho letto la notizia mi sono ritornate in mente quelle parole e devo dirti la verità sono rimasto senza parole davanti alle accuse della Magistratura. Per due anni Ferrua non ha mai risposto alle mie telefonate, alle domande sul trattamento che mi veniva riservato“.

    E che cosa avresti voluto chiedergli?

    Da quando aveva preso le redini del portale non abbiamo potuto dialogare su come proseguire la mia collaborazione, in maniera coordinata, dandogli nuovi indirizzi, strategie, cose così. Si è sempre negato. Lui procede dritto con una squadra di 4/5 redattori e una miriade di collaboratori. Lo conoscevo certo ma da prima che diventasse direttore della testata ilgusto.it quando era capo redattore de La Stampa“.

    E poi cosa è successo?

    E’ successo che ai primi di gennaio di quest’anno ho ricevuto la comunicazione del mio allontanamento definitivo dal Gruppo GEDI a partire dal mese di febbraio motivata con la frase “risparmi aziendali”. Inspiegabile, inspiegato e scorretto. Non pensavo certo che le sue attenzioni fossero soprattutto dedicate al fritto misto. Un piatto che piace molto anche a me ma non avrei mai immaginato che il pezzetto di fegato o la mela fritta potessero portare con loro una accusa di corruzione”.

    Insomma ci eri rimasto male. Hai cercato di contattare Ferrua?

    Certo che sì ma non ha mai risposto alle mie chiamate. Né prima e né figurati dopo il mio allontanamento. Contro di lui non emetto alcun giudizio. Ci mancherebbe. C’è una indagine in corso che faccia il suo decorso. Certo che con la crisi economica e psicologica di questi tempi, con la carenza di soldi che attanaglia tutti, i giornali sono finiti. Restano quelli online sul web. Va bene solo quello che raccontano i food blogger e i blogger in generale. Assistiamo a un dilagante malcostume che ormai avviluppa tutti. O quasi“.

    Ma alla fine questo malcostume è così diffuso?

    Nel nostro settore non lo so. Il CdS ha realizzato una storia perfetta, ragionata. Ferrua avrebbe convinto l’ente turismo della Regione Piemonte a sponsorizzare una manifestazione che a sua volta ha delegato per l’organizzazione della stessa una società che per metà avrebbe come riferimento Luca Ferrua. Il consigliere comunale di opposizione ha denunciato cifre e spese non rendicontate. E così la magistratura si è mossa“.

    Beh insomma se fosse tutto vero è un karma che si rivolge conto la persona a cui forse non eri molto gradito.

    Mi scandalizzo e mi fa repulsione. Tutto qui. Quella della Magistratura è solo una indagine non è il terzo grado di giudizio. Il CdS fa balenare l’ipotesi che sia una cosa sistematica. Ora la magistratura non si limiterà a guardare solo la faccenda del fritto misto. Andrà a fare le pulci anche ad altri manifestazioni“.

    Il portale gastronomico/turistico di GEDI Gruppo EDItoriale, www.ilgusto.it , è collegato con 13 quotidiani: La Stampa, La Repubblica, Il Secolo XIX, HuffPost, La Sentinella del Canavese (Ivrea, Torino), La Provincia Pavese, Gazzetta di Mantova, Il Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi (Belluno), Messaggero Veneto (Udine), Il Piccolo (Trieste).

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      Cronaca Nera

      L’ex comandante dei carabinieri: “Frigerio ha riconosciuto Olindo spontaneamente”

      La testimonianza di Gallorini offre una prospettiva unica su uno degli eventi più tragici nella storia della comunità di Erba. La sua decisione di condividere la sua esperienza segna un passo significativo verso la comprensione e la giustizia per le vittime e le loro famiglie.

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        L’ex comandante dei carabinieri di Erba, Luciano Gallorini, ha finalmente scelto di condividere la sua testimonianza sulla tragica strage avvenuta nell’11 dicembre 2006, aprendosi esclusivamente durante un’intervista. Questo segna un momento significativo, in cui Gallorini getta nuova luce sui dettagli dell’evento che ha sconvolto la comunità.

        Durante l’interrogatorio di Mario Frigerio, l’unico sopravvissuto alla strage, Gallorini rivela un momento commovente, quando Frigerio, visibilmente scosso, ha indicato Olindo Romano come possibile assassino. “Frigerio in lacrime mi disse che poteva essere stato Olindo,” ha affermato Gallorini durante l’intervista, rivelando la gravità e l’impatto emotivo delle sue parole.

        La tragedia che si è svolta nella casa dei Castagna ha lasciato una scia di terrore, con quattro vittime innocenti, tra cui Raffaella, il figlio Youssef, Paola (nonna di Youssef) e la vicina Valeria Cherubini. Gallorini ha condiviso con “Quarto Grado” i dettagli agghiaccianti che hanno caratterizzato la scena del crimine. “Io non conosco l’inferno, ma di sicuro, quella sera, abbiamo vissuto l’anticamera dell’inferno. Acqua, fuoco, fuliggine, odore di carne umana e di sangue bruciato: solo chi l’ha avuto nel naso può ricordarselo,” ha detto Gallorini, descrivendo l’orrore che ha affrontato.

        I responsabili della strage, Olindo Romano e Rosa Bazzi, sono stati condannati all’ergastolo nonostante abbiano sempre proclamato la loro innocenza. Tuttavia, hanno continuato a ribadire la loro posizione, puntando alla revisione del processo.

        Le indagini hanno portato l’attenzione sui vicini di casa, evidenziando le tensioni con i Castagna. Gallorini ha condiviso i dettagli delle prime indagini, compresi i sospetti su Azouz Marzouk e le reazioni insolite dei Romano durante una visita alla loro casa.

        Inoltre, Gallorini ha sottolineato l’importanza di preservare la sensibilità della situazione. “Non ho indotto Frigerio a dire il nome di Olindo, che senso avrebbe avuto? Ci ha sorpreso, soprattutto, il pianto,” ha detto Gallorini, evidenziando il rispetto e la compassione che hanno guidato le indagini.

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          Mondo

          Loch Ness: Le foto di Nessie tenute segrete!

          La caccia si riaccende in Scozia con nuove immagini inedite dell’animale tenute segrete per ben 5 anni. Le immagini, scattate da una donna in vacanza, mostrano una creatura gigante simile ad un’anguilla che si muove lentamente sulla superficie del lago.

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            Chie Kelly, una donna di 52 anni, si trovava in vacanza con la famiglia sulle rive del lago, notò un animale simile ad un’anguilla muoversi nell’acqua. Qualcosa sembrava insolito e fuori dall’ordinario. Nonostante la curiosità, Chie decise di non pubblicare le foto dell’incontro, temendo di essere oggetto di derisione.

            È stato solo di recente che Chie ha deciso di condividere le foto, quando centinaia di volontari si sono mobilitati per partecipare alla ricerca del famigerato “mostro di Loch Ness”.
            All’epoca la donna non voleva affrontare una probabile derisone se avesse condiviso le foto scattate vicino una sponda del lago nel 2018. Stava scattando con la sua macchina fotografica quando a circa 200 metri dalla riva, notò una creatura muoversi da destra a sinistra a velocità costante. Un esperto cacciatore di Nessie ha definito queste immagini le più convincenti degli ultimi decenni.

            Alcune immagini degli avvistamenti a di Loch Ness

            Chi è Nessie, il mostro di Loch Ness…
            Gli avvistamenti del presunto mostro di Loch Ness sono diventati leggendari nel corso degli anni, aumentando il mistero intorno al lago più grande e profondo della Scozia. Fin dagli anni ’30, sono state riportate testimonianze di avvistamenti sia in acqua che sulla terraferma, quando alcuni studenti raccontarono di aver visto un’insolita creatura nelle paludi vicino alla baia di Urquhart.

            Ma un momento chiave nella storia degli avvistamenti è il 1933, quando una fotografia mostrava una creatura sinuosa emergere dall’acqua, alimentò ulteriormente il mito.

            Nonostante le spiegazioni razionali proposte dagli scettici, il fascino del mostro di Loch Ness rimane intatto, continuando a ispirare curiosità e speculazioni intorno a uno dei più grandi misteri della criptozoologia.

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              Italia

              I rituali pasquali del sabato santo tra silenzio e attesa

              E’ un giorno di silenzio eloquente, di trepidante attesa e di raccoglimento. È il momento in cui la Chiesa, come il seme che marcisce nella terra, attende pazientemente il germoglio della vita nuova che si manifesta nella gioia della Pasqua.

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                Il sabato santo, cuore del Triduo Pasquale, è un giorno unico e speciale nella liturgia cristiana. Si caratterizza come un tempo di attesa e silenzio, in cui la Chiesa medita sulla Passione e la morte di Cristo, sostando presso il suo sepolcro. È un giorno “a-liturgico“, privo cioè di celebrazioni eucaristiche. Ad eccezione della preghiera dell’Ufficio delle letture e delle lodi, che scandiscono il tempo in preparazione alla veglia Pasquale. Il sabato santo è soprannominato il giorno del “grande silenzio”. È un tempo sospeso, privo di alleanza, dedicato alla meditazione e all’attesa della Risurrezione. La Chiesa invita i fedeli a vivere questo giorno con raccoglimento e digiuno. È un tempo per contemplare il mistero della Passione di Cristo, della sua discesa agli inferi e della speranza nella Risurrezione.

                La mancanza di celebrazioni liturgiche

                Durante il sabato santo non si celebra l’Eucaristia. Questa peculiarità sottolinea il carattere di vuoto e attesa del giorno, riservato all’azione invisibile di Dio. Il digiuno e la preghiera diventano i mezzi principali per accompagnare Cristo nel suo riposo nel sepolcro. E come lo si fa? Con la veglia del sepolcro e l’ora della madre. In alcune tradizioni locali durante il sabato santo si valorizzano momenti di preghiera comunitaria. Infatti la veglia del sepolcro si svolge spesso con preghiere silenziose davanti al Santissimo Sacramento o alla rappresentazione del Cristo deposto. L’ora della madre, invece, è un momento dedicato a Maria, che accompagna con dolore e speranza l’attesa della Risurrezione del figlio.

                La cura del silenzio

                Il sabato santo è un giorno che invita alla contemplazione e al rispetto del silenzio. Questo silenzio non è semplice lutto, ma una trepidazione carica di speranza. I fedeli sono chiamati a custodire questo “tempo sospeso”, evitando di riempirlo con attività frenetiche, per lasciar spazio alla preparazione interiore in vista della veglia Pasquale. La mancanza di celebrazioni rappresenta il “grande intervallo” che va dalla consegna dello Spirito di Cristo sulla croce alla sua gloriosa Risurrezione. È un tempo simbolico che richiama la sepoltura di Cristo, simboleggiata dal silenzio del sepolcro in cui il seme della Risurrezione è già stato deposto.

                Come si prepara la veglia Pasquale

                Sebbene il sabato santo sia un giorno a-liturgico, è anche un momento di preparazione per la grande celebrazione della veglia Pasquale. Questa celebrazione, che inizia la sera con il crepitio del fuoco e l’annuncio “Luce di Cristo“, rompe il silenzio e inaugura l’arrivo e il trionfo della Risurrezione.

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