Cronaca
Equalize: dossieraggi, spionaggio e potere. L’inchiesta che svela i segreti dei potenti
Dossier riservati, spionaggi internazionali e giochi di potere: l’inchiesta Equalize svela una rete di influenze illecite che coinvolge figure di spicco della politica, imprenditoria e intelligence in Italia. Tra intercettazioni e profili riservati, emergono i tentativi di spionaggio sui vertici del Paese, come Ignazio La Russa e Matteo Renzi, la profilazione di magistrati e prefetti, e l’interesse per colossi energetici e sportivi.
L’inchiesta sulla piattaforma Equalize, accusata di spionaggio sistematico e dossieraggi illeciti, ha scosso l’Italia, portando alla luce una rete oscura che coinvolge politici, imprenditori e società di rilievo. Gestita da Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, e Carmine Gallo, ex poliziotto, la società si avvaleva di un sofisticato sistema di spionaggio, promettendo ai propri clienti accesso a informazioni riservate e, in alcuni casi, strumenti per influenzare rivali e ottenere vantaggi.
Nelle 1.217 pagine di richiesta di 16 misure cautelari da parte della Procura di Milano e nelle 513 pagine di ordinanza di custodia cautelare da parte del gip del Tribunale ci sono centinaia di intercettazioni. Alcune apparentemente clamorose anche se si tratta spesso di chiacchiere “da bar” tra i soci di Equalize che commentavano questo o quel fatto.
Nell’inchiesta su Equalize emergono per esempio conversazioni esplosive che coinvolgono Silvio Berlusconi e i suoi presunti rapporti con la mafia, stando agli scambi tra Nunzio Samuele Calamucci e Massimiliano Camponovo, intercettati e agli atti dell’inchiesta della Procura di Milano con la Direzione distrettuale antimafia.
La conversazione risale al 9 maggio 2023, con Camponovo che chiede a Calamucci aggiornamenti su alcune questioni. A un certo punto, l’investigatore domanda: “Ma cos’è quella roba lì invece del…di quella trascrizione?”. Calamucci risponde con una frase che sorprende l’interlocutore: “Quella è la vera prova di colpevolezza di Silvio Berlusconi di come ha preso i soldi dalla mafia…”.
Camponovo reagisce, incuriosito: “Wauuu dopo me la leggo anch’io allora…”, mentre Calamucci, ridendo, commenta: “Non l’hanno mai fatta pubblicare…”. L’investigatore replica: “Porca miseria… eh roba pesante insomma”. “Sì, sì,” conferma Calamucci, “vabbè era giusto, sai quelle letture così da…”. Camponovo prosegue: “Ma quindi non era vittima… Quindi era in affari che diverso”. Calamucci conferma: “Esatto: vittima le palle”. Il socio insiste: “Allora è vero quello che si legge in giro, insomma che era proprio in affari…”, a cui Calamucci risponde: “Sì, sì, sì…”.
Camponovo continua a cercare chiarimenti, chiedendo: “Non era… Non era a rischio di sequestro dei figli per cui passava i soldi… sai che c’era”. Calamucci chiarisce: “Ah… allora no… non so se… se lo vedi all’inizio ma troverai anche il carabiniere nome e cognome del carabiniere, che per casualità conosciamo anche che… ha fatto questa intercettazione in carcere”, riferendosi probabilmente a chi aveva redatto l’atto in esame.
La natura del documento commentato rimane incerta, e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese riferiscono che la trascrizione citata rimane non identificata. Ma sottolinea quanto in profondità si fossero spinti gli affari illeciti di Equalize. Samuele Calamucci, hacker di punta e braccio destro di Gallo, si vantava intercettato: “Noi abbiamo la fortuna di avere clienti top in Italia”.
Dalle indagini della Procura di Milano emergono nomi di banche, colossi industriali, studi legali e aziende energetiche tra i clienti di Equalize. Se in alcuni casi i dossier reputazionali richiesti provenivano da fonti aperte, in altri la società mascherava come legale il risultato di accessi abusivi a dati sensibili.
Tra i clienti, anche Erg, colosso delle rinnovabili, che avrebbe pagato 117.500 euro per monitorare alcuni dipendenti. A questi ultimi, Equalize avrebbe installato software di intercettazione sui dispositivi, includendo messaggi WhatsApp, in un’operazione qualificata dagli inquirenti come “intercettazione abusiva”.
Un’altra azienda citata è Eni, che avrebbe versato 377.000 euro per produrre un dossier sull’imprenditore Francesco Mazzagatti. “Eni ribadisce di non essere mai stata, e di non essere, al corrente di eventuali attività illecite condotte da Equalize”, ha dichiarato l’azienda. Eppure il direttore legale Stefano Speroni risulta indagato per concorso in accesso abusivo.
Il controllo di Equalize su diversi politici è documentato dalle intercettazioni. Nel 2022, in vista delle elezioni regionali lombarde, Pazzali chiedeva a Gallo di fare uno screening dei candidati della lista Lombardia Migliore di Letizia Moratti, rivale di Attilio Fontana, che aveva nominato Pazzali ai vertici di Fondazione Fiera. “C’è un sacco di gente, guarda se conosci qualcuno. Se c’è qualcuno d’interessante da verificare,” dice Pazzali. “Sì, sì, li guardo tutti,” risponde Gallo.
L’indagine ha documentato accessi illeciti alle banche dati della polizia per verificare legami della squadra Moratti, con il supporto di Giuliano Schiano, finanziere della Dia di Lecce. “Anche grazie alle informazioni ottenute nell’agosto 2022 su Mariani,” afferma l’informativa, “Pazzali approccia quest’ultimo per ottenere informazioni sulla campagna elettorale della Moratti”.
L’inchiesta chiama in causa Attilio Fontana, governatore lombardo, che avrebbe richiesto a Enrico Pazzali informazioni compromettenti su Paolo Scaroni, presidente di Enel e del Milan, al fine di ostacolarne la nomina come CEO delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. In una telefonata, Pazzali riferisce che Fontana gli avrebbe chiesto di “accertare se Scaroni avesse dei precedenti o delle ‘cose in corso’”, con l’intento di “renderlo impresentabile” e bloccarne la candidatura.
“Lo vediamo, sì”, risponde l’ex poliziotto Carmine Gallo, socio di Pazzali, mostrando prontezza nel reperire le informazioni richieste. Il giorno successivo, l’hacker Giuliano Schiano, anch’egli agli arresti, accede ai database della banca dati interforze SDI e a Punto Fisco dell’Agenzia delle Entrate per trovare elementi compromettenti. Tuttavia, come emerge dalle indagini, la ricerca non rivela alcun elemento utile: Schiano riferisce che Scaroni era “pulito”.
Fontana ha negato ogni coinvolgimento, affermando di “non aver mai chiesto né ricevuto informazioni” da Pazzali e di non avere alcun interesse in dossier di questo tipo. Inoltre, ha sottolineato l’autonomia della Fondazione Fiera Milano e l’assenza di poteri di controllo diretti da parte sua sulla gestione interna dell’ente, ora che Pazzali si è autosospeso dalla presidenza.
Un altro dossier ha riguardato Ignazio La Russa, presidente del Senato. Il 19 maggio 2023, Pazzali chiede a Calamucci un report completo su La Russa e i suoi figli: “Quello deve essere rosso… condannato,” esprime Pazzali, deluso quando il sistema lo valuta “arancione”.
Tra le ricerche emerge anche Matteo Renzi, ma la richiesta solleva preoccupazione tra i collaboratori: “Caspita, quello va a fare Matteo Renzi! Ci manda qua la Finanza, i servizi, i contro servizi!” dice Gallo. Tuttavia, la piattaforma Beyond di Calamucci, ospitata su server esteri, avrebbe aggirato i controlli interni. “Se lo fai Italia su Italia, ci mettono le manette… on the road, è il nostro segreto,” spiegava Calamucci.
In una conversazione intercettata, Calamucci afferma l’importanza di mantenere una posizione bipartisan, spiegando a Giulio Cornelli che Pazzali è “sponsorizzato da Ignazio La Russa, Santanché, Fontana e da Silvio Berlusconi… Avendo lo sponsor di centrodestra, i contatti sono settanta per cento centrodestra, trenta il resto.” La società Equalize avrebbe anche tentato di influenzare incarichi chiave, come risulta da una telefonata di Pazzali con il ministro del Turismo Daniela Santanché.
La rete di Equalize non si fermava all’Italia: il gruppo manteneva contatti anche con intelligence straniere. L’8 febbraio 2023, i carabinieri hanno documentato l’incontro nella sede di Equalize tra Calamucci e due agenti del Mossad, pronti a pagare un milione per il monitoraggio di attacchi russi e dei flussi finanziari legati al gruppo Wagner. Calamucci confermava che il materiale fornito dagli agenti “è di sicuro interesse per Eni spa e per Stefano Speroni”.
Ma il valore delle informazioni era doppio: “Metà dei dati servono per combattere Wagner,” affermava, “mentre l’altra metà li hanno dati al Vaticano”. Nelle intercettazioni emerge una possibile collaborazione di Equalize con la Chiesa cattolica per finalità di intelligence. “La aiutiamo la Chiesa contro la Russia o no?” chiede Calamucci a Gallo. “Eh se ha bisogno!” risponde Gallo. “Ci darà un po’ di roba per l’anno prossimo?” continua Calamucci, lasciando intendere una possibile compensazione futura. Gallo replica ironico: “Se ci paga. È stato sempre gratis! Pro bono per il papa”.
Non mancavano gli sportivi.Anche la proprietà americana della AS Roma è stata coinvolta nell’indagine Equalize. Dan e Ryan Friedkin, sospettando una bonifica inefficace da parte di un’altra società, si erano rivolti a Gallo per un controllo completo della sede di Trigoria. “Mi ha spiegato lui che la proprietà è americana, sono degli americani i proprietari della società e quindi, quando hanno cambiato un pochettino la sede e tutto… Hanno affidato l’incarico a una società e si sono accorti che questa società stessa che doveva fare le bonifiche, loro stessi gli hanno messo qualcosa dentro,” raccontava Gallo.
Marcell Jacobs, oro olimpico nei 100 metri, è stato oggetto di un presunto dossieraggio commissionato da uno studio legale padovano. Dalle indagini emergono intercettazioni e tentativi di installare un trojan per monitorare Jacobs e il suo staff, incluso l’allenatore Camossi.
Non mancano nel dossier nemmeno episodi di spionaggio a sfondo personale e privato, come quello che vede coinvolto Fulvio Pravadelli, direttore generale della Veneranda Fabbrica del Duomo, il quale, in base agli atti, avrebbe incaricato Equalize di spiare il cantautore Alex Britti a causa di dissapori legati alla separazione di quest’ultimo da sua figlia. Britti, estraneo all’inchiesta, sarebbe finito inconsapevolmente nel mirino dell’agenzia che, secondo le carte, avrebbe acquisito dati riservati e tracciato le sue attività personali, confermando l’inclinazione dell’agenzia a usare metodi intrusivi, dalle intercettazioni ai dossier costruiti su commissione.
Il sistema orchestrato da Equalize si spinge fino alla sfera personale di personaggi pubblici e imprenditori, come nel caso del banchiere Matteo Arpe, che insieme al fratello Fabio avrebbe chiesto all’agenzia informazioni patrimoniali sulla moglie del padre per fini legati alla gestione dell’eredità familiare. “Notizie da usare in sede di negoziazione extragiudiziale sull’eredità” è quanto emerge dalle carte. Arpe, infatti, figura tra gli indagati per aver richiesto l’accesso abusivo alla banca dati della filiale di Alessandria di Banco BPM.
A volte sono semplici problemi di cuore a spingere qualcuno a rivolgersi a Pezzali e compagni. Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica, è tra i clienti di spicco di Equalize. Stando alle intercettazioni, Del Vecchio avrebbe chiesto e ottenuto dossier su suo fratello Claudio e su un’ex fidanzata, la modella Jessica Serfaty sospettata di avere una storia con un altro uomo.
La richiesta, fatta per tutelare interessi familiari, viene descritta dall’hacker Calamucci come “l’affare della vita”. “Questo mi ha detto non ho limiti di budget: pago, faccio, disfo (…) Questo c’ha un patrimonio da tre miliardi, spenderà anche 2 o 300mila euro con noi,” racconta.
Nelle intercettazioni emerge inoltre una presunta estorsione subita da Del Vecchio a Montecarlo. L’ex carabiniere Vincenzo Giuseppe De Marzio spiega che il figlio del fondatore di Luxottica era stato avvicinato da un uomo, indicato come “Farid”, per un ricatto milionaria. “Questo qui sta facendo un’estorsione, voleva un milione,” riferisce De Marzio, che si offre di intervenire: “Se a Montecarlo voi avete bisogno, abbiamo la possibilità di…”. Le indagini rivelano anche come Del Vecchio, considerato uno degli uomini più ricchi d’Italia, fosse disposto a pagare ingenti somme per proteggere i suoi interessi e tenere sotto controllo i rapporti familiari.
Con oltre 800mila persone spiate e un totale di 52.811 estrazioni abusive di dati riservati dalle banche dati delle forze dell’ordine, Equalize emerge come un’agenzia dalle operazioni pericolosamente capillari, i cui legami e clienti si estendono dal mondo politico alle aziende fino a coinvolgere figure di spicco nel panorama pubblico italiano.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Politica
Giorgia Meloni, la confessione sulla figlia Ginevra: «Quando dice che il lavoro viene prima di lei, il cuore diventa una nocciolina»
Giorgia Meloni si racconta nell’intervista a Chi: il rapporto con la figlia Ginevra, le critiche per i viaggi istituzionali insieme e la fatica accumulata. Poi esclude rimpasti e attacca Vannacci: «Un’operazione costruita per favorire la sinistra».
Giorgia Meloni ammette di sentire il peso degli anni trascorsi alla guida del governo, ma è una domanda della figlia Ginevra a metterla realmente in difficoltà. Nell’intervista concessa al settimanale Chi, la presidente del Consiglio alterna politica e vita privata, raccontando il tentativo di ritagliare «tempo lento e normalità» lontano dagli impegni istituzionali.
«La stanchezza c’è e la sento», confessa la premier. Poi affronta il tema più personale, quello del rapporto con la figlia e del tempo inevitabilmente sottratto alla famiglia: «Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina».
Una frase che rivela il senso di colpa vissuto da molti genitori e che, nel suo caso, si intreccia con un’agenda fatta di vertici internazionali, Consigli dei ministri e appuntamenti politici. Meloni non nasconde la difficoltà, ma difende la scelta di portare talvolta Ginevra con sé durante le missioni ufficiali.
Giorgia Meloni e il rapporto con la figlia Ginevra
La presidente del Consiglio racconta di cercare, nei momenti trascorsi con la figlia, una quotidianità il più possibile distante dai riflettori. L’obiettivo è recuperare una dimensione normale nonostante un ruolo che lascia pochissimo spazio alla vita privata.
Meloni esprime anche una forte preoccupazione per l’impatto che social network e intelligenza artificiale possono avere sui più giovani. Non entra nei dettagli delle misure che considera necessarie, ma parla soprattutto da madre, soffermandosi sui rischi legati alla crescita in un ambiente digitale sempre più pervasivo.
La premier risponde inoltre a chi critica la presenza di Ginevra durante alcuni viaggi istituzionali. Spiega che i leader stranieri reagiscono spesso con divertimento, mentre la solidarietà più immediata arriva dalle donne incontrate nelle missioni.
«Le altre donne mi fanno un cenno d’intesa»
«I miei omologhi sono divertiti, ma la reazione più bella è quella delle altre donne che incontro, che mi fanno un cenno d’intesa. È un linguaggio che non ha bisogno di traduzione», racconta Giorgia Meloni.
Per la presidente del Consiglio, quelle immagini possono trasmettere anche un messaggio preciso alle ragazze che guardano da casa: «Se questa immagine dice a una ragazza che non deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, sono contenta che si veda».
Meloni rivendica dunque la possibilità di non separare rigidamente il proprio ruolo pubblico da quello di madre. Una scelta che non elimina le difficoltà organizzative né il dispiacere provocato dalle domande di Ginevra, ma che prova a trovare un equilibrio tra due dimensioni della sua vita.
Meloni attacca Vannacci e chiude al rimpasto
L’intervista affronta anche i temi politici che attendono il governo alla ripresa autunnale. Giorgia Meloni esclude un rimpasto della squadra a settembre, spegnendo le indiscrezioni circolate durante l’estate.
Molto netto il giudizio su Roberto Vannacci e sul suo progetto politico Futuro Nazionale. La premier definisce il fenomeno legato all’ex generale «un’operazione costruita per favorire la sinistra», suggerendo che un’ulteriore frammentazione nell’area della destra finirebbe per avvantaggiare gli avversari.
Non arrivano aperture né tentativi di ricucitura. Meloni liquida la questione con poche parole e concentra l’attenzione sulle priorità economiche e sociali dell’esecutivo.
Tasse, potere d’acquisto e occupazione
Per i prossimi mesi, la presidente del Consiglio indica tre obiettivi: «Fare ancora meglio sulle priorità: alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile».
Meloni rivendica gli interventi sul costo dei carburanti, le misure adottate per sostenere l’occupazione e le iniziative contro la desertificazione dei centri storici. Sul clima ribadisce invece la volontà di seguire un approccio definito pragmatico, contrapponendolo a quello che chiama «ambientalismo ideologico».
La premier guarda alle scadenze del 2027 difendendo il lavoro svolto dal governo. La fatica non viene nascosta: «La stanchezza c’è e si fa sentire». Subito dopo, però, Giorgia Meloni aggiunge una rivendicazione destinata anche agli avversari politici: «Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata».
Cronaca Nera
Chiara Poggi, chi era davvero: la laurea con lode, il primo lavoro e quella vita semplice spezzata a 26 anni
Riservata, metodica e legatissima alla famiglia, Chiara Poggi aveva appena cominciato a costruire il proprio futuro. Le testimonianze delle amiche restituiscono il ritratto di una giovane donna lontana dai misteri e dalle vite segrete che le sono state attribuite negli anni.
Diciannove anni di processi, sentenze, perizie, nuove indagini e interminabili dibattiti televisivi. Il delitto di Garlasco è diventato uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia, ma nel frastuono mediatico la persona rimasta più spesso sullo sfondo è proprio Chiara Poggi.
Si parla dell’assassino, delle tracce, delle scarpe, del Dna e delle contraddizioni. Molto meno della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia, quando aveva soltanto 26 anni. Chiara oggi ne avrebbe 45 e probabilmente avrebbe costruito quella vita normale alla quale sembrava destinata: un lavoro, una casa, una famiglia e progetti ancora tutti da realizzare.
La nuova inchiesta della Procura di Pavia, nella quale Andrea Sempio è indagato mentre resta definitiva la condanna a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi, ha riportato il caso al centro dell’attenzione. Ha anche costretto i genitori Rita e Giuseppe e il fratello Marco a rivivere pubblicamente un dolore che non si è mai chiuso.
Chi era Chiara Poggi: gli studi e il primo lavoro
Chiara era nata a Vigevano il 31 marzo 1981 e viveva con la famiglia nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Era la primogenita di Giuseppe, operaio metalmeccanico, e Rita, impiegata comunale. Con loro abitava anche il fratello minore Marco.
Aveva studiato Economia e Commercio all’Università di Pavia, diventando la prima della famiglia a conseguire una laurea. Aveva concluso il percorso con il massimo dei voti e la lode. Un risultato che raccontava bene il suo carattere preciso e determinato: al padre aveva confidato di avere rifiutato un 27 perché era convinta di meritare un voto più alto.
Dopo la laurea aveva cominciato a lavorare nell’area marketing di una società milanese. Ogni mattina raggiungeva l’ufficio con i mezzi pubblici e alla sera tornava a Garlasco. Le sue giornate seguivano una routine ordinata, senza eccessi e con poche uscite serali.
«La classica brava ragazza»
Le amiche e le ex compagne di università, ascoltate nuovamente dagli investigatori, hanno descritto Chiara in modo quasi unanime: riservata, tranquilla, educata e lontana da comportamenti sopra le righe.
«Era una persona tranquillissima, la classica brava ragazza. Non ricordo di averla mai vista bere», ha raccontato una di loro. Nessuna doppia vita e nessun lato oscuro, dunque, ma una giovane donna che preferiva la tranquillità di casa alle notti nei locali.
Anche alcune suggestioni cresciute negli anni sono state ricondotte a spiegazioni molto più semplici. Il “piccione” citato in una vecchia email non era un corteggiatore misterioso, ma il nomignolo affettuoso con cui Chiara chiamava Alberto Stasi. E il presunto secondo cellulare segreto sarebbe stato utilizzato per comunicare con lui senza affrontare costi elevati quando si trovavano lontani.
La relazione con Alberto Stasi
Chiara e Alberto stavano insieme da circa quattro anni. Lui studiava Economia alla Bocconi e, con il progressivo allontanamento delle vecchie amicizie scolastiche, era diventato il centro della vita sociale della ragazza.
Le amiche ricordano una coppia innamorata, con gelosie e piccoli contrasti, ma senza crisi particolarmente gravi. Il sabato sera lui la aspettava in automobile sotto casa e insieme raggiungevano la compagnia di amici.
Chiara immaginava per sé un futuro stabile. Il lavoro era appena cominciato e la relazione sembrava avviata verso una fase più adulta. L’estate del 2007 avrebbe dovuto rappresentare anche una sorta di prova di convivenza mentre i genitori e il fratello erano in vacanza.
Il fastidio per gli amici del fratello
Dalle testimonianze è riemerso anche un dettaglio che all’epoca sembrava insignificante. Chiara si lamentava perché gli amici del fratello frequentavano spesso la villetta per giocare ai videogiochi e talvolta entravano nella sua camera per utilizzare il computer.
Tra quei ragazzi c’era anche Andrea Sempio, amico storico di Marco e oggi indagato nella nuova inchiesta. Quel fastidio non basta naturalmente a spiegare il delitto né autorizza conclusioni, ma è tornato tra gli elementi esaminati dagli investigatori quasi diciannove anni dopo.
Anche il presunto corteggiatore individuato nel corso degli accertamenti si sarebbe rivelato soltanto un collega che le aveva proposto di prendere un caffè alla macchinetta dell’ufficio.
Il 13 agosto Rita e Giuseppe Poggi, insieme al figlio Marco, ricorderanno Chiara con una messa e una visita al cimitero. «Vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo sempre fatto», ha spiegato la madre. Lontano dalle telecamere e dalle accuse, per restituire almeno per un giorno a Chiara il diritto di essere ricordata per la vita che aveva, non soltanto per il modo in cui le è stata tolta.
Cronaca
Ilaria Cucchi sposa Fabio Anselmo: «Il nostro amore è un regalo di mio fratello Stefano»
Si sono conosciuti nel 2009, nel momento più doloroso della vita di Ilaria Cucchi. Fabio Anselmo era il penalista scelto dalla famiglia per cercare verità e giustizia sulla morte di Stefano. L’amore è arrivato molti anni dopo e adesso diventerà un matrimonio: «Abbiamo deciso di non rinunciare alla possibilità di essere felici».
Ilaria Cucchi sposa Fabio Anselmo. La senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra e l’avvocato penalista si uniranno civilmente il 29 agosto a Vallefoglia, in provincia di Pesaro e Urbino. Una cerimonia semplice, con una cinquantina di invitati e i quattro figli della coppia, due per ciascuno, nel ruolo di testimoni.
La loro storia non è nata con un corteggiamento, una cena o un incontro fortunato. Ilaria e Fabio si sono conosciuti nel 2009, dentro il dolore più grande: la morte di Stefano Cucchi e l’inizio della lunga battaglia giudiziaria condotta dalla famiglia per arrivare alla verità.
«L’amore con Fabio è un regalo di mio fratello Stefano», ha raccontato più volte Ilaria Cucchi. Una frase dolce e terribile insieme, perché lega la felicità di oggi alla tragedia che ha cambiato per sempre la sua vita.
L’incontro durante la battaglia per Stefano Cucchi
Fabio Anselmo entrò nella vita di Ilaria come avvocato della famiglia. Insieme affrontarono processi, perizie, depistaggi, sconfitte e nuovi inizi, fino all’accertamento delle responsabilità per la morte di Stefano Cucchi.
Per molto tempo tra loro esistette soltanto un rapporto professionale, costruito sulla fiducia e sulla condivisione di una battaglia che sembrava non finire mai. L’amore arrivò anni dopo, quando entrambi avevano concluso i precedenti matrimoni. Non fu quindi una passione nata nelle aule di tribunale, ma un sentimento maturato lentamente tra due persone che avevano imparato a conoscersi nel momento più difficile.
Ilaria Cucchi ha raccontato anche il senso di colpa che accompagnò l’inizio della relazione: «Come si concilia il dolore più grande della propria vita con qualcosa che comincia a somigliare all’amore?». Una domanda alla quale lei e Anselmo hanno risposto scegliendo di non permettere al lutto di divorare tutto il resto.
Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo si sposano il 29 agosto
Le nozze si celebreranno con rito civile nella campagna di Vallefoglia, un luogo particolarmente caro all’avvocato, che vi ha trascorso parte dell’infanzia. Niente cerimonia sfarzosa o lunga lista di personaggi pubblici: soltanto familiari, amici e alcuni vicini di casa.
A fare da testimoni saranno i loro quattro figli. Una scelta che trasforma il matrimonio nell’unione non soltanto di due persone, ma di una famiglia costruita dopo esperienze precedenti e anni vissuti insieme.
«Abbiamo scelto di non lasciare che il lutto diventasse l’unica cosa che siamo», ha spiegato Ilaria. La battaglia per Stefano non verrà dimenticata né separata dalla loro storia, ma non dovrà più impedire loro di cercare la felicità. Vanity Fair
Un amore nato dal dolore ma rivolto alla vita
Oggi Ilaria Cucchi è senatrice, eletta nel 2022 nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra, e continua il proprio impegno sui diritti delle persone detenute e sulle morti avvenute sotto la custodia dello Stato. Fabio Anselmo ha dedicato gran parte della carriera alle famiglie coinvolte in alcuni dei casi più dolorosi della cronaca italiana, da Federico Aldrovandi a Giuseppe Uva, Riccardo Magherini e Michele Ferrulli.
Tra Ilaria e Fabio ci sono diciassette anni di differenza, ma soprattutto diciassette anni di vita condivisa dal loro primo incontro. Hanno raccontato insieme quella battaglia nel libro Il coraggio e l’amore, pubblicato nel 2019, quando la loro unione era già diventata inseparabile dal percorso umano e giudiziario intrapreso per Stefano.
Il 29 agosto non verrà cancellato il dolore dal quale tutto ebbe inizio. Quel dolore resterà con loro, insieme al nome di Stefano. Ma nella campagna marchigiana Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo celebreranno anche ciò che sono riusciti a salvare: il diritto di continuare a vivere, amare ed essere felici.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Speciale Grande Fratello2 anni faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
