Connect with us

Cronaca

Extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia…

Star Bottle è un’iniziativa affascinante che non solo consente a tutti di inviare messaggi nello spazio, ma rappresenta anche un ponte tra il pubblico e l’astronomia, stimolando interesse e curiosità verso l’universo.

Avatar photo

Pubblicato

il

    E’ iniziata l’era per una nuova comunicazione spaziale con gli extraterrestri. Tutto è possibile grazie al progetto Star Bottle. Dal mese di agosto potremo inviare un nostro personale messaggio, una immagine o video nello spazio per raccontare qualcosa alle possibili civiltà aliene o semplicemente per fare gli auguri a una persona cara?

    Democratizzare l’accesso alle trasmissioni

    Presentato nella prestigiosa Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, Star Bottle consente a chiunque di trasmettere messaggi personali nello spazio, democratizzando l’accesso alle trasmissioni spaziali.

    Come funziona Star Bottle?

    Al centro dell’iniziativa c’è il centro spaziale del Fucino, dotato di 170 antenne esteso per 370.000 mq di superficie riconosciuto come il primo e più importante “teleporto” al mondo per usi civili. Il progetto, infatti, utilizza una parabola di 11 metri di diametro del Fucino, in Abruzzo, per inviare i messaggi radio. Proprio come il famoso messaggio di Arecibo inviato 50 anni fa, anche Star Bottle punta a raggiungere le profondità del cosmo, ma questa volta chiunque può decidere cosa inviare.

    Ecco quando partiranno i primi messaggi

    10 Agosto 2024. In occasione della notte di San Lorenzo quando sono ben visibili le stelle cadenti dell’estate, i primi messaggi saranno inviati verso la Via Lattea.
    21 Dicembre 2024. Il solstizio d’inverno sarà testimone di un secondo invio, simbolicamente scelto per il giorno in cui le ore di luce iniziano ad aumentare.
    La frequenza di trasmissione sarà di 2.115 MHz, assegnata al progetto Star Bottle per 20 anni dal Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

    Volete inviare il vostro messaggio…?

    Star Bottle, oltre a rivolgersi a possibili civiltà aliene, è un potente strumento di divulgazione scientifica. Walter Riva, direttore di Cosmo 2050, e Luca Perri, astrofisico e divulgatore, vedono in questo progetto un’opportunità per avvicinare le persone, soprattutto i giovani, all’astronomia e all’astrofisica. Ma quanto costa? Per inviare un messaggio di testo il costo è di 14,50 euro. Per un video si pagano 29 euro. Tutti i messaggi saranno trasformati in segnale binario e trasmessi nello spazio. Un codice etico garantirà che i contenuti inviati siano appropriati.

    Un progetto che finanzierà borse di studio

    Star Bottle si autofinanzia grazie alle tariffe dei messaggi e ad alcuni sponsor, evitando così l’uso di fondi pubblici. Inoltre, una parte degli introiti finanzierà borse di studio per giovani, finalizzate alla creazione di un potenziale “alfabeto” per comunicare con civiltà extraterrestri.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cronaca Nera

      Delitto di Garlasco: il giorno dei silenzi e delle testimonianze chiave

      Strategia della difesa e nuovi interrogatori: mentre l’indagato sceglie la linea del mutismo in Procura, i magistrati stringono il cerchio attorno alle frequentazioni della vittima e ai testimoni oculari del post-omicidio.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      Garlasco

        Un’uscita blindata, a bordo di un’auto che fende la folla di telecamere senza che un solo vetro si abbassi. Dopo circa quattro ore di faccia a faccia – o meglio, di presenza silente – nell’ufficio dei magistrati, Andrea Sempio ha lasciato la Procura di Pavia. Erano le 13:40 di questo 6 maggio quando il 38enne, unico indagato nella nuova tranche d’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, ha concluso un atto istruttorio che si è rivelato, come nelle previsioni, un muro di gomma.

        Il punto chiave: Assistito dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, Sempio ha formalizzato la scelta annunciata già nella serata di ieri: avvalersi della facoltà di non rispondere.

        La strategia del silenzio

        L’interrogatorio era uno dei passaggi più attesi dopo la riapertura del caso, scaturita dai nuovi accertamenti genetici che avrebbero individuato il profilo di Sempio su alcuni reperti della scena del crimine. Tuttavia, l’indagato ha preferito non offrire la propria versione dei fatti, una strategia difensiva legittima che sposta ora l’intero peso del procedimento sugli accertamenti tecnici e sulle testimonianze raccolte nelle ultime quarantott’ore. I legali non hanno rilasciato dichiarazioni, limitandosi a scortare il proprio assistito lontano dal Palazzo di Giustizia.

        Il “no” di Marco Poggi ai presunti video

        Mentre Sempio sceglieva il silenzio, in un’altra ala della Procura si consumava un’audizione altrettanto delicata. Marco Poggi, fratello di Chiara e un tempo amico stretto di Andrea, è stato ascoltato in qualità di testimone. Il suo verbale doveva servire a chiarire i contorni del rapporto tra la sorella e l’indagato, con particolare riferimento a una presunta “prova regina” di cui si era vociferato nei giorni scorsi: alcuni video che avrebbero ritratto Chiara insieme a Sempio.

        Secondo quanto filtrato da fonti vicine all’indagine, Poggi sarebbe stato categorico: «Mai visto video di mia sorella con lui». Una smentita secca che depotenzia, almeno per il momento, la pista di un legame documentato da file multimediali rimasti finora nell’ombra e che costringe gli inquirenti a tornare alla ricerca di riscontri oggettivi nelle memorie digitali dei computer sequestrati all’epoca.

        Il tour de force degli interrogatori

        L’attività della Procura di Pavia in queste ore è frenetica. Prima del binario parallelo Sempio-Poggi di oggi, l’attenzione si era spostata su Milano. Nella giornata di ieri, sono state ascoltate come persone informate sui fatti le gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara. Il loro coinvolgimento mira a ricostruire il clima di quei giorni del 2007 e a verificare se vi fossero dettagli, omissioni o confidenze di cui le due sorelle fossero a conoscenza riguardo le frequentazioni della vittima.

        Analisi dello scenario

        La chiusura del cerchio sembra ancora lontana. Se da un lato il DNA rappresenta la “prova scientifica” su cui poggia l’accusa, dall’altro la mancanza di una confessione e la smentita di testimoni chiave come Marco Poggi su elementi circostanziali complicano il quadro.

        Il cronista registra una giornata di stasi apparente:

        • Andrea Sempio resta indagato, ma protetto dal silenzio dei suoi legali.
        • La famiglia Poggi continua a collaborare, pur smontando suggestioni investigative non supportate dai fatti.
        • La Procura attende ora il deposito delle relazioni tecniche finali, uniche in grado di trasformare i sospetti in una contestazione formale capace di reggere in aula.

        La cittadella giudiziaria pavese si svuota nel primo pomeriggio, ma l’eco di quel silenzio durato quattro ore continuerà a risuonare nelle prossime tappe di un giallo che non vuole scrivere la parola fine.

          Continua a leggere

          Cronaca

          Selvaggia Lucarelli contro Le Iene sul caso Garlasco: “Processi mediatici e piste false”, scontro totale

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Il caso Garlasco torna a infiammarsi, ma questa volta il fronte non è quello giudiziario: è quello mediatico. A riaccendere lo scontro è Selvaggia Lucarelli, che prende di mira Le Iene dopo gli ultimi servizi sul delitto di Chiara Poggi. Nel mirino c’è quel “ve l’avevamo detto” rilanciato dalla trasmissione, accompagnato – secondo Lucarelli – anche da suoi articoli usati come prova. Una ricostruzione che lei smonta senza mezzi termini.

            Lo scontro sul “ve l’avevamo detto”

            Lucarelli non usa giri di parole: trova “molto ridere” il modo in cui Le Iene avrebbero cercato di rafforzare la propria narrazione mostrando contenuti che, a suo dire, “non dimostrano nulla”. Il punto centrale è uno: allo stato attuale, sostiene, nessuno ha dimostrato niente di definitivo al di fuori delle sentenze già esistenti.

            E qui entra il nodo più delicato. Perché parlare di Garlasco significa inevitabilmente confrontarsi con un equilibrio fragile tra giustizia e percezione pubblica, tra ciò che è stato deciso nei tribunali e ciò che continua a muoversi nell’opinione pubblica.

            Garantismo a metà e accuse pesanti

            Secondo Lucarelli, il rischio è quello di applicare un garantismo selettivo: rigido con Alberto Stasi, che resta a tutti gli effetti un condannato per omicidio, e molto più “elastico” quando si tratta di altri nomi finiti nel mirino mediatico, come Andrea Sempio.

            È su questo punto che l’attacco diventa più duro. Le Iene vengono definite “campioni di processi mediatici”, con riferimento a un metodo fatto – secondo l’opinionista – di inseguimenti, ricostruzioni alternative e piste che spesso finiscono per rivelarsi infondate.

            Il confine tra informazione e spettacolo

            Il caso Garlasco, ancora una volta, diventa terreno di scontro tra due modi diversi di raccontare la realtà. Da una parte chi rivendica il diritto di indagare e sollevare dubbi, dall’altra chi mette in guardia dai rischi di trasformare ogni ipotesi in verità percepita.

            In mezzo resta una vicenda che, a quasi vent’anni dai fatti, continua a generare tensioni, interpretazioni e conflitti. E che, proprio per questo, sembra destinata a non uscire mai davvero dal dibattito pubblico.

              Continua a leggere

              Cronaca Nera

              Caso Garlasco, a Sempio contestata la crudeltà: perché per Stasi quell’aggravante era stata esclusa

              Stesse accuse iniziali, esiti diversi: nel caso Garlasco torna il nodo dell’aggravante della crudeltà, già esclusa per Stasi nel 2014.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Nel caso Garlasco riemerge un punto cruciale. La Procura di Pavia ha contestato ad Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, anche l’aggravante della crudeltà. Secondo i magistrati, l’efferatezza dell’azione sarebbe dimostrata dal numero e dalla gravità delle ferite, almeno dodici lesioni tra cranio e volto. A questo si aggiunge l’ipotesi di motivi abietti, legati – secondo l’accusa – a un presunto rifiuto di natura sessuale. Un impianto accusatorio pesante, che riporta al centro una questione già affrontata nel processo ad Alberto Stasi.

                Stesse contestazioni, ma esiti diversi
                All’inizio, anche a Stasi era stata contestata la stessa aggravante. Le carte del processo parlavano di un’azione violenta, con colpi ripetuti e lesioni gravissime. Tuttavia, nel corso del giudizio, l’aggravante della crudeltà fu esclusa. Una decisione che oggi riapre il confronto: come è possibile che, a distanza di anni e sullo stesso delitto, quella circostanza venga riproposta?

                La motivazione dei giudici nel caso Stasi
                La risposta sta nelle motivazioni della sentenza. I giudici chiarirono che la semplice reiterazione dei colpi non basta a configurare la crudeltà. Perché l’aggravante sia riconosciuta, è necessario che l’autore del reato abbia voluto infliggere sofferenze ulteriori rispetto a quelle necessarie a causare la morte. Nel caso di Stasi, invece, la violenza fu interpretata come parte di una “progressione criminosa” legata alla reazione della vittima e all’obiettivo finale: uccidere e simulare un incidente domestico. Un’azione unitaria, guidata da un dolo d’impeto, senza quell’intenzionalità specifica richiesta per configurare la crudeltà.

                Cosa può accadere ora
                La contestazione dell’aggravante a Sempio non significa automaticamente che verrà riconosciuta. Come già accaduto in passato, sarà eventualmente il giudice a valutare se le modalità del delitto integrino davvero quella “particolare efferatezza” richiesta dalla legge. Il prossimo passaggio sarà l’interrogatorio fissato per il 6 maggio, momento chiave prima della possibile richiesta di rinvio a giudizio.

                Il punto resta aperto. E ancora una volta, nel caso Garlasco, la differenza tra accusa e prova potrebbe fare tutta la differenza.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie