Connect with us

Cronaca

Fumata nera, ancora nessun Papa: il Conclave prosegue tra attese, strategie e preghiere

Anche stamattina da San Pietro è uscita una nuova fumata nera: i cardinali restano riuniti nella Sistina alla ricerca del successore di Francesco. Prossima fumata attesa nel pomeriggio.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Niente da fare, ancora. Anche la seconda votazione del Conclave si è chiusa con una fumata nera dal comignolo della Cappella Sistina. Nessun candidato ha raggiunto, nemmeno stavolta, la maggioranza dei due terzi (almeno 86 voti su 128 cardinali elettori) richiesta per essere eletto Papa.

    La fumata ha confermato quello che molti vaticanisti avevano ipotizzato già dopo il primo scrutinio di ieri sera: i giochi sono ancora aperti, le cordate restano fluide, e il nome del nuovo Pontefice non è ancora maturato tra le mura del Conclave.

    Intanto, mentre Piazza San Pietro si riempie lentamente di pellegrini e turisti, il popolo cattolico resta col fiato sospeso. I pronostici continuano a oscillare tra alcuni nomi ricorrenti: il Segretario di Stato Pietro Parolin, il gesuita filippino Tagle, l’africano Ambongo e il conservatore Müller. Ma nel clima di assoluto riserbo imposto dal Conclave, ogni previsione è accompagnata dal beneficio del dubbio.

    Nel frattempo, i cardinali proseguono con il calendario rituale: due votazioni la mattina, due il pomeriggio. Se anche la prossima fumata — prevista intorno alle 18.30 — sarà nera, si continuerà domani, sempre con quattro voti al giorno.

    La sensazione, però, è che qualcosa si stia muovendo. I tempi non sono ancora maturi per un nome condiviso, ma le trattative proseguono — a colpi di schede, silenzi e sguardi — sotto gli affreschi michelangioleschi. In attesa che una nuova fumata, questa volta bianca, annunci al mondo che habemus Papam.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cronaca Nera

      Caso Garlasco, l’intervista ad Andrea Sempio: i chiarimenti sulle telefonate a Chiara Poggi e i dubbi sulle perizie

      Delitto di Garlasco, Andrea Sempio parla a Porta a Porta: “L’impronta 33 non è riconducibile a me, serve una certezza”

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Caso Garlasco, l'intervista ad Andrea Sempio: i chiarimenti sulle telefonate a Chiara Poggi e i dubbi sulle perizie

        Tornato al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, Andrea Sempio rompe il silenzio nel corso dell’intervista rilasciata al programma Porta a Porta. L’indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco ha ripercorso i punti chiave che lo vedono coinvolto, a partire dall’impronta 33 repertata sulla parete della villetta in cui nell’agosto del 2007 è stata uccisa la ventiseienne Chiara Poggi.

        L’analisi dell’impronta e la contestazione sul sangue rappresentano uno dei passaggi più delicati del suo intervento. Sempio ha dichiarato in merito al segno sulla parete: «Non è attribuibile a me né a nessun altro».

        Le contestazioni sulle tracce e sulla misura delle scarpe

        Entrando nel dettaglio dei rilievi scientifici, Sempio ha espresso forte scetticismo sugli esiti delle ultime consulenze tecniche relative alla presenza di materiale ematico sull’impronta a muro. «Qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa, e quindi diventa ‘la 33 è di Sempio’, va bene – ha aggiunto – ma è su un muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone. Oggi, da quello che ho visto dall’ultima consulenza non si arriva a dire che è insanguinata. Si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse il sangue. A me non serve sapere però cosa non si può escludere, serve una certezza».

        Un altro nodo centrale riguarda l’impronta lasciata sul pavimento da una scarpa taglia 42. Su questo punto l’intervistato ha chiarito la propria calzata: «Tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44. Noi la prova l’abbiamo fatta anche con le scarpe del 42 e non mi stava».

        Sulla traccia biologica rinvenuta sotto le unghie della vittima, Sempio si mostra perentorio: «La conclusione della perizia Albani è stata che con quella traccia non possiamo farci nulla. Non è una traccia solida, non è replicata, è mista, è degradata. Ogni volta che l’analizzavano, sono venuti fuori risultati differenti. A me pare che il discorso Dna ormai sia risolto».

        I rapporti con Chiara Poggi e la smentita sui video

        Nel ricostruire il legame con la vittima, Sempio ha ricordato di aver parlato con Chiara soltanto due volte. Se fosse accaduto qualcosa di anomalo durante quelle conversazioni, ha osservato, la giovane ne avrebbe fatto cenno in famiglia o al fidanzato.

        L’intervistato ha ribadito l’assenza di qualsiasi interesse personale: «Non c’è nessuno che possa dire che io gli abbia mai parlato di Chiara o che Chiara abbia mai parlato di me quindi anche questa idea che ci potesse essere un interesse non c’è da nessuna parte». Quanto ai filmati intimi della ragazza, Sempio ha precisato: «Non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media».

        La paura della reclusione e la posizione su Alberto Stasi

        La prospettiva di una svolta drammatica nella vicenda giudiziaria rimane uno dei pensieri più complessi da gestire nella vita quotidiana. «Per quanto tu puoi sentirti sicuro su certi elementi e dire ok secondo me questa cosa si può spiegare, comunque poi dovrei riuscire a spiegarla in aula e non è così automatico. Quindi il pensiero che ci possa si possa arrivare al carcere c’è. Francamente cerco di non pensarci cerco proprio di non immaginarmi quell’eventualità».

        Sempio ha poi ricordato le difficoltà vissute dalla propria famiglia, spiegando che l’ansia dei genitori è costante e definendo logica la paura in una situazione del genere. Riguardo alla posizione del fidanzato della vittima, ha infine concluso: «Per quanto riguarda Stasi, la condanna è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente, alcune cose che vengono sollevate non mi convincono».

          Continua a leggere

          Mondo

          La tragedia di Nir Oz a tre anni dalla strage: storia del kibbutz spazzato via, i dati sulle vittime e le famiglie spezzate

          Massacro nel kibbutz di Nir Oz, il luogo simbolo del 7 ottobre: le cifre ufficiali tra vittime, ostaggi liberati e dispersi

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          La tragedia di Nir Oz a tre anni dalla strage: storia del kibbutz spazzato via, i dati sulle vittime e le famiglie spezzate

            In un’oasi agricola fondata nel 1955 a meno di due chilometri dal confine con la Striscia di Gaza, il tempo si è fermato alle 6:30 del mattino del 7 ottobre 2023. A tre anni da quel drammatico evento. Il kibbutz Nir Oz resta il simbolo delle perdite più devastanti e sproporzionate di tutta l’incursione coordinata da Hamas nel sud di Israele. Una comunità di circa quattrocento persone è stata aggredita e sistematicamente distrutta prima dell’arrivo dei soccorsi militari.

            I dati e i report raccolti dalle autorità israeliane e dalle associazioni delle vittime tracciano il quadro esatto della tragedia vissuta dal kibbutz, trasformato in un teatro di devastazione e rapimenti di massa.

            Le cifre dell’attacco: un quarto della popolazione coinvolta

            Nelle ore del blitz, oltre 150 miliziani armati sono penetrati nell’area residenziale da più direzioni, superando le recinzioni di perimetro. Secondo le ricostruzioni ufficiali e i dati di tracciamento delle vittime, circa un quarto degli abitanti del kibbutz Nir Oz è stato ucciso o deportato.

            Nel corso della sola giornata dell’incursione si sono contati 47 morti diretti sul posto, inclusi alcuni civili in fuga dal vicino festival musicale Re’im. Il bilancio complessivo delle vittime collegate al kibbutz – sommando le persone assassinate nelle abitazioni a coloro che sono deceduti successivamente durante la prigionia – ha raggiunto la quota di 69 morti accertati. Oltre il 60% delle abitazioni e delle strutture comunitarie è stato incendiato o raso al suolo dai miliziani e dai saccheggiatori giunti nelle ore successive.

            I numeri dei rapimenti e le fasi delle liberazioni

            Oltre ai morti sul campo, la comunità di Nir Oz ha subito il numero più alto di rapimenti individuali. Nel complesso, 76 persone sono state prese in ostaggio dalle milizie e trasportate all’interno del territorio della Striscia di Gaza.

            Tra gli ostaggi figuravano intere famiglie, neonati, donne e anziani, comprese figure storiche dell’attivismo per la pace come la novantenne Yaffa Adar e Yocheved Lifshitz. Quest’ultima è stata tra le prime persone a essere rilasciate per motivi umanitari nelle settimane successive al blitz. Durante le tregue e gli accordi di scambio avvenuti nel corso del tempo. Diversi residenti hanno potuto fare ritorno a casa, portando sollievo parziale ma lasciando ancora diverse famiglie nel limbo e nell’attesa della restituzione delle salme.

            Chi è sopravvissuto e la condizione attuale della comunità

            I residenti rimasti illesi o scampati alla cattura nascondendosi nelle stanze blindate (mamad) sono stati evacuati nelle ore successive all’intervento dell’esercito e trasferiti temporaneamente nelle strutture ricettive del Paese.

            A tre anni di distanza, Nir Oz resta un luogo profondamente segnato, presidiato da volontari e dai lavoratori impiegati nella gestione dei campi agricoli di arachidi, avocado e grano. La piena ricostruzione e il rientro definitivo restano legati al ricordo delle vittime e al completamento dei processi di riparazione e memoria storica.

              Continua a leggere

              Cronaca Nera

              Pietracatella, chi cercava la ricina online? Reddit cancella gli IP dopo 100 giorni e adesso nel giallo entra anche l’FBI

              Gli investigatori cercano gli autori di alcuni inquietanti messaggi comparsi sulla piattaforma prima e dopo il duplice avvelenamento. Ma una parte degli indirizzi IP potrebbe non essere più disponibile. La Procura frena: nessun legame tra quei post e le vittime è stato finora dimostrato.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Ricina a Pietracatella, famiglia de vivo

                Chi cercava informazioni sulla ricina online? È una delle domande più inquietanti emerse nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita a Pietracatella. Gli investigatori stanno passando al setaccio alcuni contenuti comparsi su Reddit e hanno chiesto anche la collaborazione dell’FBI, ma si sono trovati davanti a un ostacolo: la piattaforma americana cancella automaticamente dopo 100 giorni alcuni indirizzi IP collegati all’attività degli utenti.

                Quel messaggio sui «veleni ad azione rapida»

                Tra i post sotto osservazione ce n’è uno pubblicato alle 2.13 del 25 dicembre 2025 da un account chiamato “Expensive_Estate1897”. L’utente chiedeva informazioni sui «veleni ad azione rapida» e nella conversazione compariva anche un riferimento alla ricina. La coincidenza ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli investigatori, che ora cercano di capire chi si nascondesse dietro quel profilo.

                Esiste poi un’altra conversazione, molto più recente, nella quale un utente chiedeva quale veleno potesse uccidere un personaggio di fantasia rendendo difficile individuarne la causa. Tra le risposte compariva ancora la ricina. Nessuno dei due contenuti, però, risulta finora collegato sul piano probatorio al duplice omicidio di Pietracatella.

                Reddit cancella alcuni IP dopo 100 giorni

                A complicare le verifiche intervengono le politiche di conservazione dei dati di Reddit. Alcuni indirizzi IP vengono eliminati dopo 100 giorni, compreso quello associato alla pubblicazione di un contenuto. Diverso il caso dell’IP utilizzato al momento della creazione dell’account, che può essere conservato più a lungo.

                Anche recuperare quest’ultimo dato, però, non basterebbe da solo a identificare chi abbia materialmente scritto un determinato messaggio. Gli investigatori dovranno incrociare le eventuali informazioni disponibili con altre tracce digitali per provare a ricostruire identità, connessioni e tempi.

                Entra in campo l’FBI, ma la Procura frena

                Proprio per approfondire il filone informatico gli inquirenti italiani hanno chiesto il supporto dell’FBI. Questo non significa, però, che sia già stato individuato negli Stati Uniti chi effettuò le ricerche sulla ricina. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha frenato sulle indiscrezioni: «Non ci sono risposte di nessun genere sulla ricina».

                L’inchiesta procede per duplice omicidio volontario aggravato dall’uso del veleno, al momento a carico di ignoti. E mentre proseguono gli accertamenti scientifici, resta aperto un interrogativo diventato centrale nel giallo: chi cercò quelle informazioni sulla ricina e, soprattutto, quelle ricerche hanno davvero qualcosa a che fare con la morte di Antonella e Sara?

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Malinconia autunnale, come ritrovare l'energia con i rimedi naturali: dalla luce del sole alle piante giuste per battere il calo d'umore
                  Cucina18 minuti ago

                  Malinconia autunnale, come ritrovare l’energia con i rimedi naturali: dalla luce del sole alle piante giuste per battere il calo d’umore

                  Caso Garlasco, l'intervista ad Andrea Sempio: i chiarimenti sulle telefonate a Chiara Poggi e i dubbi sulle perizie
                  Cronaca Nera48 minuti ago

                  Caso Garlasco, l’intervista ad Andrea Sempio: i chiarimenti sulle telefonate a Chiara Poggi e i dubbi sulle perizie

                  Quale sale comprare al supermercato?
                  Salute1 ora ago

                  Quale sale comprare al supermercato? Tutte le differenze tra sale iodato e normale, le indicazioni per la salute e le controindicazioni

                  La tragedia di Nir Oz a tre anni dalla strage: storia del kibbutz spazzato via, i dati sulle vittime e le famiglie spezzate
                  Mondo2 ore ago

                  La tragedia di Nir Oz a tre anni dalla strage: storia del kibbutz spazzato via, i dati sulle vittime e le famiglie spezzate

                  Fresco, speziato e facile da servire: la guida completa per realizzare il gelo di cannella monoporzione con acqua aromatizzata e amido
                  Cucina2 ore ago

                  Fresco, speziato e facile da servire: la guida completa per realizzare il gelo di cannella monoporzione con acqua aromatizzata e amido

                  Personaggi e interviste3 ore ago

                  Bruno Barbieri, la confessione sul successo e la gavetta: «Fino a quarant’anni non avevo un soldo. Ho sputato sangue per arrivare»

                  Mantenere l'attenzione a lungo è possibile: i passi fondamentali per organizzare lo spazio, gestire il tempo e concentrarsi subito
                  Lifestyle3 ore ago

                  Mantenere l’attenzione a lungo è possibile: i passi fondamentali per organizzare lo spazio, gestire il tempo e concentrarsi subito

                  Cinema4 ore ago

                  Nicole Kidman si racconta dopo il divorzio da Keith Urban: «Frequentavo i locali trans. Per Tom Cruise avrei rinunciato a tutto»

                  Ricina a Pietracatella, famiglia de vivo
                  Cronaca Nera16 ore ago

                  Pietracatella, chi cercava la ricina online? Reddit cancella gli IP dopo 100 giorni e adesso nel giallo entra anche l’FBI

                  Speciale Grande Fratello17 ore ago

                  Jonathan smascherato nella Casa, Andreas non ne può più: «Mi sta sulle palle». E spunta il piano contro Marina La Rosa

                  Ultime notizie