Cronaca
Garlasco, Angela Taccia racconta: «Io e Andrea Sempio siamo stati insieme». L’avvocata ammette la relazione con il suo assistito
Prima l’amore, poi l’amicizia. Oggi un rapporto completamente diverso, quello tra avvocata e assistito nel cuore della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Angela Taccia racconta il passato sentimentale che la lega ad Andrea Sempio e ammette apertamente di avere avuto una breve relazione con l’uomo che adesso difende dall’accusa più pesante: l’omicidio di Chiara Poggi.
Una rivelazione che aggiunge inevitabilmente un risvolto personale a uno dei casi giudiziari più seguiti d’Italia. Taccia conosce Sempio da moltissimi anni, faceva parte della stessa cerchia di amicizie e, per un breve periodo, tra loro ci fu qualcosa di più.
«Io l’ho frequentato per due o tre mesi al massimo», racconta l’avvocata.
La storia finì, ma i due non si persero di vista. Rimasero amici. Quasi vent’anni dopo, il destino li ha riportati uno accanto all’altra in circostanze che nessuno dei due avrebbe potuto immaginare: lui indagato per l’omicidio di Garlasco, lei nel collegio di avvocati chiamato a difenderlo.
Angela Taccia e Andrea Sempio, la relazione durata pochi mesi
Taccia non racconta particolari intimi della storia, ma utilizza quella conoscenza personale per spiegare chi sia, secondo lei, l’uomo dietro il nome che da mesi occupa le cronache.
«È sempre stato un ragazzo molto sensibile, molto rispettoso», afferma. Poi rivela un particolare sul passato sentimentale di Sempio: sarebbe rimasto in buoni rapporti anche con le altre donne con le quali ha avuto storie importanti.
«Sono rimasta sua amica, come tutte le ragazze con cui ha avuto una relazione più approfondita. Questo dovrebbe far capire che tipo di persona sia anche quando una relazione si chiude».
Un’osservazione che Taccia contrappone direttamente al ritratto di Sempio emerso attraverso alcuni elementi recuperati dal suo passato.
La legale conosce dunque il proprio assistito su due piani molto diversi. Conosce gli atti dell’inchiesta da avvocata, ma conosce Andrea da prima che il suo nome diventasse inseparabile dal giallo di via Pascoli.
«Dopo che ci siamo lasciati siamo rimasti amici»
È proprio il dopo, nel racconto di Taccia, a diventare importante.
La relazione dura soltanto qualche mese, poi si interrompe senza trasformarsi in una guerra tra ex. Taccia insiste sul fatto che l’amicizia sia sopravvissuta e sostiene che lo stesso sarebbe accaduto con altre donne frequentate da Sempio.
La sua conclusione è chiara: quel comportamento racconterebbe molto più dell’uomo rispetto ad alcuni vecchi messaggi recuperati online.
Taccia contesta infatti il tentativo di ricostruire la personalità del suo assistito attraverso frasi scritte molti anni fa sui forum. Alcune mostrerebbero un Sempio spaccone, provocatorio e capace di utilizzare espressioni che la stessa avvocata definisce non condivisibili.
Ma, sostiene, fermarsi a quelle significherebbe raccontarne soltanto una parte.
I vecchi messaggi di Sempio: «Se li pubblicate, pubblicateli tutti»
«Se viene diffuso qualche messaggio in cui ha fatto il gradasso con frasi non condivisibili, non significa che stesse esprimendo il suo vero io», sostiene Taccia.
Poi lancia la sfida: «Se volete pubblicarli, pubblicateli tutti».
Secondo l’avvocata esisterebbero infatti numerosi altri interventi online nei quali emergerebbe un atteggiamento completamente differente nei confronti delle donne. In alcuni casi, racconta, sarebbe stato addirittura Sempio a richiamare altri utenti invitandoli a non seguire o infastidire una ragazza.
Taccia rifiuta quindi qualsiasi automatismo tra quelle frasi e il delitto del 13 agosto 2007: «Non vedo alcuna connessione tra quello che lui ha scritto e un’azione omicidiaria. Non si può giudicare una persona sulla base di qualche messaggio».
La sua difesa, questa volta, supera però il perimetro degli atti processuali. Quando dice che Andrea è «sensibile» e «rispettoso», parla anche la donna che lo ha conosciuto sentimentalmente.
Da ex fidanzata ad avvocata: quasi vent’anni dopo lo difende dall’accusa di omicidio
È questo il cortocircuito che rende particolare la loro storia.
Quando Angela Taccia frequentava Andrea Sempio, nessuno poteva immaginare che molti anni più tardi lui sarebbe diventato l’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Né che proprio lei sarebbe entrata nella squadra incaricata di difenderlo.
Il loro rapporto ha attraversato fasi completamente diverse: conoscenti, fidanzati per pochi mesi, ex rimasti amici e infine avvocata e assistito.
Oggi Taccia respinge la ricostruzione della Procura e combatte sul terreno giudiziario per dimostrare l’estraneità di Sempio al delitto. Ma quando il confronto si sposta sulla personalità dell’indagato può attingere anche a una conoscenza che precede di molti anni fascicoli, consulenze e interrogatori.
Ed è proprio questa doppia prospettiva a rendere le sue parole inevitabilmente destinate a far discutere.
Taccia tira in ballo Stasi: «Vedo una forte ipocrisia»
L’avvocata allarga infine il discorso ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo Taccia, attorno a Sempio si starebbe riproducendo lo stesso meccanismo che per anni molti hanno contestato nel trattamento pubblico riservato all’ex fidanzato della vittima.
«Non mi pare che la storia di Stasi abbia insegnato qualcosa», afferma. E attacca chi oggi difende Stasi ma, a suo giudizio, avrebbe già emesso una sentenza nei confronti del nuovo indagato: «Vedo persone che sostengono Stasi comportarsi con Sempio esattamente come all’epoca era stato trattato Stasi. Ci vedo una forte ipocrisia».
Ma questa volta, più delle schermaglie tra le due difese, a conquistare la scena è inevitabilmente la storia personale rimasta finora sullo sfondo.
Angela Taccia e Andrea Sempio sono stati insieme. Poco, «due o tre mesi al massimo». Poi la relazione è finita e l’amicizia è rimasta. Oggi, quasi vent’anni dopo, lei siede al suo fianco come avvocata mentre lui affronta l’accusa di avere ucciso Chiara Poggi.
Un legame nato molto prima che entrambi potessero immaginare dove li avrebbe portati la storia di Garlasco.
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Cronaca Nera
Garlasco, spunta un’impronta che potrebbe scagionare sia Stasi sia Sempio: «La scarpa è un 39». De Rensis annuncia nuove prove
Nuove indiscrezioni sul delitto di Garlasco: un’impronta di scarpa trovata nella villetta di Chiara Poggi potrebbe non essere compatibile né con Andrea Sempio né con Alberto Stasi. Milo Infante anticipa la possibile svolta, mentre la difesa prepara nuovi depositi.
Un’impronta di scarpa rinvenuta nella villetta di Chiara Poggi potrebbe aprire un nuovo fronte nel delitto di Garlasco. Secondo le indiscrezioni anticipate da Milo Infante durante Le verità nascoste, la difesa di Andrea Sempio avrebbe individuato elementi che metterebbero in discussione la compatibilità dell’impronta non soltanto con il proprio assistito, ma anche con Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio del 13 agosto 2007.
Si tratta, per il momento, di informazioni non ufficiali, che dovranno essere valutate alla luce delle consulenze tecniche e degli atti depositati.
Garlasco, l’impronta sarebbe di una scarpa numero 39
A commentare le anticipazioni è stato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha riferito di aver ricevuto informazioni analoghe sulla possibile misura della scarpa.
«Indiscrezioni parlerebbero di un’impronta più vicina al 39 che non al 40, quindi molto lontana dalla calzata di Andrea Sempio, ma anche lontana da quella di Alberto Stasi. Chi può dirlo? Lo scopriremo», ha dichiarato.
Se confermata, la valutazione potrebbe assumere rilievo nell’analisi delle tracce presenti sulla scena del crimine. Tuttavia, la sola misura attribuita a un’impronta non sarebbe sufficiente a escludere definitivamente una persona dalla ricostruzione del delitto.
Garlasco, la difesa di Sempio prepara una «prova formidabile»
Il 18 ottobre scadrà il termine indicato per il deposito delle controconsulenze della difesa di Andrea Sempio, attualmente indagato per omicidio aggravato dalla Procura di Pavia.
Tra gli accertamenti figurerebbe anche un approfondimento sulle impronte di scarpa, che l’avvocato Liborio Cataliotti ha definito «una prova formidabile». Non sono ancora disponibili elementi sufficienti per stabilire quale sia il contenuto effettivo della consulenza.
Garlasco, De Rensis torna sulle analisi del Dna
Antonio De Rensis è intervenuto anche sulle contestazioni relative agli accertamenti effettuati nel settembre 2007 sul Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta di Stasi.
Il legale ha richiamato il verbale del 24 settembre, soffermandosi sulla parola «sinora», utilizzata in riferimento ai risultati comunicati ai consulenti presenti.
Secondo De Rensis, quel termine potrebbe assumere particolare importanza per ricostruire quali informazioni fossero effettivamente conosciute dai consulenti e dagli investigatori.
Garlasco, la difesa di Stasi annuncia nuovi documenti
Il penalista ha inoltre commentato le recenti dichiarazioni dell’avvocata Giada Bocellari, che aveva anticipato la scoperta di un ulteriore episodio ritenuto grave riguardante gli accertamenti del 2007.
«È stato fatto molto lavoro quest’estate da parte di Giada e da parte mia. Sono elementi molto importanti che non verranno svelati qui, ma verranno depositati», ha spiegato De Rensis.
La difesa intende quindi presentare formalmente nuovi elementi, senza anticiparne pubblicamente il contenuto. Il loro eventuale valore probatorio dovrà essere esaminato nelle sedi competenti, mentre la condanna definitiva di Stasi rimane pienamente valida e Sempio conserva la presunzione di innocenza.
Cronaca Nera
Garlasco, la difesa di Alberto Stasi annuncia nuove rivelazioni sui laboratori del Ris: «Abbiamo scoperto qualcosa di gravissimo»
Nuovo colpo di scena nel delitto di Garlasco. L’avvocata Giada Bocellari annuncia di aver individuato un altro episodio controverso nei laboratori del Ris di Parma. Intanto Andrea Sempio incontra i suoi legali a Roma per preparare le controdeduzioni.
Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni dell’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Durante la trasmissione Quarta Repubblica, la difesa ha annunciato di aver individuato nelle carte un nuovo episodio riguardante i laboratori del Ris di Parma, che considera di gravità almeno pari alle contestazioni già sollevate sugli accertamenti effettuati sulla bicicletta di Stasi.
«Adesso non posso dire, ma vi posso garantire che non è finita qui», ha dichiarato Bocellari, anticipando possibili ulteriori sviluppi senza rivelare la natura delle nuove criticità individuate.
Garlasco, la difesa di Stasi contesta le analisi del Ris
Al centro delle dichiarazioni della legale ci sono le contro-analisi relative al campione che aveva evidenziato la presenza del Dna di Chiara Poggi sulla bicicletta di Alberto Stasi. Secondo la ricostruzione della difesa, successivi accertamenti con esito negativo avrebbero potuto contribuire a scagionare il suo assistito già diciannove anni fa.
Bocellari sostiene che quei risultati non siano stati acquisiti nei procedimenti che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi. Si tratta di contestazioni avanzate dalla difesa, che non modificano automaticamente il valore della sentenza.
Garlasco, Bocellari annuncia un’altra scoperta nei laboratori
La legale ha spiegato che l’esame della documentazione non è ancora concluso e che sarebbero emersi ulteriori elementi meritevoli di approfondimento.
«Due cose gravissime che sono accadute, non sono però le uniche, perché stiamo andando avanti a leggere», ha affermato, aggiungendo: «C’è qualcosa di una gravità almeno pari a questa. Avviene sempre in quei famosi laboratori».
Bocellari non ha fornito dettagli sufficienti per valutare la nuova contestazione. Sarà quindi necessario attendere che la difesa renda pubblici gli elementi ai quali fa riferimento.
Garlasco, Andrea Sempio incontra i legali a Roma
Parallelamente prosegue la nuova inchiesta della Procura di Pavia, nella quale Andrea Sempio, 38 anni, risulta indagato per omicidio aggravato. Sempio ha incontrato i propri avvocati al centro Genomica di Roma per preparare le controdeduzioni alle conclusioni degli accertamenti.
«Riusciremo a chiarire tutto appena potremo», ha dichiarato. I suoi legali stanno lavorando alle osservazioni da depositare nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
La madre di Sempio: «Attendiamo il proscioglimento»
Nei giorni scorsi anche Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, aveva ribadito pubblicamente la propria convinzione sull’innocenza del figlio, dichiarando di attendere il suo proscioglimento.
La donna aveva espresso preoccupazione per le conseguenze personali dell’inchiesta, mentre lo stesso Sempio aveva raccontato di temere un possibile errore giudiziario.
La Procura di Pavia dovrà valutare gli elementi raccolti e le osservazioni difensive. Nel frattempo, le nuove dichiarazioni dell’avvocata Bocellari riaccendono il confronto sugli accertamenti scientifici del caso Garlasco, senza che le contestazioni annunciate costituiscano, allo stato, una prova di irregolarità.
Cronaca Nera
Ricina, svolta nelle indagini a Pietracatella: controllati 21 computer nel liceo dove insegna un’amica di Gianni De Vita
Gli investigatori cercano tracce digitali sul veleno che ha ucciso Sara e Antonella Di Vita. Acquisiti i dati del liceo di Riccia dove lavora un’amica di lunga data di Gianni Di Vita. Sotto esame ricerche online, accessi al dark web e file cancellati.
L’inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella entra in una fase decisiva con l’analisi delle tracce informatiche custodite nei computer di alcuni istituti scolastici del Molise. Questa mattina, 14 ottobre, gli investigatori hanno effettuato accertamenti al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Riccia, dove insegna matematica Monia, un’amica di lunga data di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, Antonella e Sara, morte tra il 27 e il 28 dicembre scorso.
L’indagine della Procura di Larino riguarda un’ipotesi di duplice omicidio volontario aggravato dall’utilizzo di veleno ed è attualmente a carico di ignoti. La docente, già ascoltata come persona informata sui fatti, non risulta indagata.
Ricina, controllati 21 computer nel liceo di Riccia
Gli accertamenti, coordinati dalla Squadra Mobile di Campobasso con il supporto del Servizio centrale operativo, sono cominciati alle 9.15 e si sono conclusi poco dopo le 14. Le operazioni informatiche sono entrate nel vivo intorno alle 13, dopo l’arrivo del tecnico specializzato.
Sono stati esaminati 21 computer, senza procedere al sequestro delle apparecchiature. Presente Giovanni Alfonso, consulente informatico della difesa di Gianni e Alice Di Vita, parti offese nel procedimento.
L’attenzione si concentra sui dati conservati dal server centrale e sulle attività effettuate attraverso le postazioni scolastiche, accessibili mediante credenziali personali.
Ricina, gli investigatori cercano ricerche online e file cancellati
Gli specialisti stanno verificando cronologie di navigazione, accessi informatici e informazioni eventualmente eliminate. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbero già emersi alcuni elementi considerati rilevanti, dei quali non è stato precisato il contenuto.
Il decreto della Procura prevede ricerche relative alla ricina, ai veleni e a sostanze chimiche potenzialmente collegate alla loro preparazione. Gli accertamenti riguardano anche eventuali collegamenti al dark web, l’utilizzo di Tor e il recupero di dati cancellati.
L’obiettivo è individuare possibili tracce digitali utili a ricostruire le circostanze dell’avvelenamento.
Ricina, verifiche anche nelle scuole di Campobasso e Casacalenda
Le operazioni al Galileo Galilei seguono quelle effettuate ieri nell’Istituto Agrario di Riccia, dove sono stati controllati altri 71 computer, portando a 92 il numero complessivo delle postazioni finora esaminate.
Domani, 15 ottobre, gli accertamenti proseguiranno al Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, frequentato dalle sorelle Di Vita. Venerdì sarà invece la volta del Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, collegato a Laura Di Vita, cugina di Gianni.
Le persone ascoltate nell’ambito delle verifiche scolastiche mantengono la posizione di testimoni. Separatamente, cinque operatori sanitari risultano ancora indagati nel primo procedimento per omicidio colposo.
La Procura punta ora a ricostruire eventuali collegamenti tra le attività digitali e il veleno responsabile delle due morti, senza che gli accertamenti finora descritti consentano di attribuire responsabilità individuali.
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