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Italia

Alle elezioni di Monfalcone il partito islamico “Italia Plurale” prende meno del 3% e non entra in giunta

Italia Plurale, il primo partito islamico alle urne in Italia, non sfonda tra divisioni interne e tensioni locali.

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    Per la prima volta in Italia, un partito islamico si è presentato alle elezioni comunali. Il teatro di questa assoluta novità è stato Monfalcone, comune in provincia di Gorizia con la più alta percentuale di immigrati del Paese oltre 10 mila su 30 mila abitanti del comune. La lista a trazione islamica si chiama “Italia Plurale” (IP) ed è guidata da Bou Konate, ingegnere senegalese laureato a Trieste e già assessore del centrosinistra. Con il 34% della popolazione locale composta da cittadini di origine straniera, il partito puntava a rappresentare una comunità che include bangladesi, romeni, balcanici e altri immigrati, molti dei quali arrivati attraverso la Balkan Route. E invece pur avendo in lista solo stranieri “Italia Plurale” è andata maluccio. Ha preso solo 343 voti aggiudicandosi il 2,94 % non sufficiente per superare lo sbarramento del 3% necessario per entrare in giunta comunale.

    Un partito nato dalla necessità di rappresentanza di oltre 10 mila stranieri

    Italia Plurale è stata fondata con l’obiettivo di dare voce a una comunità spesso marginalizzata. “È stata la politica di odio contro di noi a unirci. Monfalcone sarà un esempio per gli immigrati di altre città, e Italia Plurale diventerà un simbolo“, dichiarava prima delle elezioni il capolista Jahirul Islam. Il partito presentava 18 candidati, tra cui sei donne. Un tentativo di navigare nella politica italiana per garantire un futuro migliore ai giovani delle comunità immigrate. Ed è stato questo il tema affrontato alla fine dello spoglio delle schede elettorali, da parte del candidato sindaco Bou Konate. “Sono comunque soddisfatto, questa elezione rappresenta una porta aperta per le nuove generazione. Italia Plurale punta a diventare una piccola novità politica e un simbolo per altre città italiane con una forte presenza di immigrati. La lista rappresenta un passo importante verso una maggiore partecipazione politica delle comunità straniere in Italia, anche se il cammino è ancora lungo e pieno di sfide“.

    Monfalcone è stato un esperimento politico

    Alle elezioni per il sindaco la percentuale di votanti recatisi alle urne è stata del 57%, pari a 11.853 elettori sul totale di 20.648 degli aventi diritto al voto. Un dato in crescita rispetto a quello dell’ultima tornata elettorale nazionale del 2022. Tre anni fa la percenutale fu del 52% su un totale di aventi diritto al voto molto vicino a quello odierno, per la precisione 20.630. Sul fronte delle liste, la Lega è il primo partito con il 31% dei voti. Una percentuale che ha portato alla vittoria Luca Fasan eletto con 8272. Al secondo posto la lista Cisint per Monfalcone con il 24% guidata dall’ex sindaca e attuale europarlamentare Anna Maria Cisint. Primo partito del centrosinistra è il Pd con il 10,7% dei consensi. Ha ottenuto 102 voti in più di Fratelli d’Italia, quarta forza con il 9,73%.

    Un contesto molto teso

    Negli ultimi anni Monfalcone è stata al centro di politiche restrittive nei confronti della comunità musulmana durante il mandato dell’ex sindaca leghista Anna Maria Cisint. Tra le sue misure più controverse ci sono state la chiusura di moschee abusive, il divieto di balneazione per le donne vestite e persino il divieto di giocare a cricket nei giardini comunali. Queste politiche hanno attirato l’attenzione internazionale, con articoli sull’Economist e sul Financial Times. Nonostante le tensioni, “Italia Plurale” è riuscita a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle elezioni, un risultato significativo per un partito nato da poco. Tuttavia, la comunità immigrata si è presentata divisa e spaccata su due fronti. Alcuni, come Lotfi, capocantiere tunisino, non si sono sentiti rappresentati: “Perché dovrei farmi rappresentare da un africano?“, ha detto. Altri, come un barista originario delle Mauritius, si identificano più con la cultura friulana che con il nuovo partito. Ecco perchè “Italia Plurale” non è riuscito a superare l’asticella del 3%.

    E’ stata una campagna elettorale accesa

    La presenza di “Italia Plurale” durante la campagna elettorale ha attirato l’attenzione di figure politiche nazionali. Molti i comizi di esponenti come Maurizio Gasparri, Elly Schlein e Matteo Salvini, che ha dichiarato di “non lasciare loro neanche mezzo metro quadro.” Anche Aboubakar Soumahoro, fondatore del partito, ha partecipato attivamente alla campagna elettorale, cercando voti porta a porta, invano.

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      Italia

      “La fame non va in vacanza”: il dramma delle 4.500 persone in fila ogni giorno a Milano per un piatto caldo anche nel mese di agosto

      L’afflusso davanti alla storica onlus milanese rimane altissimo anche a metà agosto. Tra extracomunitari e anziani che non riescono a coprire le spese con la pensione, l’assenza di servizi estivi e l’aumento dei prezzi mettono a dura prova centinaia di famiglie in difficoltà

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      "La fame non va in vacanza": il dramma delle 4.500 persone in fila ogni giorno a Milano per un piatto caldo anche nel mese di agosto

        Mentre la città si svuota per le ferie estive e le attività commerciali sospendono i servizi ordinari, la morsa della povertà non concede alcuna tregua. Anche durante il mese di agosto non si ferma la fila davanti alle sedi dell’associazione Pane Quotidiano a Milano, dove ogni giorno tra le 4.000 e le 4.500 persone in condizione di grave fragilità economica si rivolgono alla onlus per ricevere una razione di cibo e un sostegno concreto.

        La composizione della coda e il dramma delle pensioni basse

        A scattare la fotografia di un’emergenza sociale permanente è il presidente dell’associazione, Luigi Rossi, che sintetizza la situazione senza mezzi termini: «La coda c’è sempre perché la fame non va in vacanza». L’affluenza quotidiana si mantiene costante tutto l’anno, dimostrando come la necessità di soddisfare i bisogni primari non subisca variazioni stagionali.

        I dati raccolti dalla struttura offrono una panoramica chiara sulle componenti di questo disagio diffuso. Il 65-70% degli ospiti che si mettono in fila fin dalle prime ore del mattino è composto da cittadini extracomunitari. Il restante 30% è rappresentato invece da cittadini italiani, costituiti in gran parte da pensionati che «non arrivano alla fine del mese con la loro pensione», stretti tra spese mediche, bollette e costi alimentari.

        L’impatto del costo della vita nella metropoli milanese

        I numeri registrati in viale Toscana e viale Monza riflettono direttamente le criticità economiche che investono la città. Per Rossi il costo della vita resta infatti «un tema centrale» nella valutazione dell’impoverimento di ampie fasce di popolazione.

        La crescita dei prezzi di beni e servizi mette in sofferenza non soltanto chi vive in stato di marginalità estrema, ma erode anche le risorse del ceto medio-basso. A Milano, considerata «capitale europea a tutti gli effetti», il potere d’acquisto si erode sempre di più e «le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese», spingendo una platea sempre più vasta a chiedere aiuto alle reti di solidarietà cittadine per garantirsi un pasto.

        Il ruolo della rete solidale durante la pausa estiva

        Nel periodo estivo la chiusura di molte mense rionali e la riduzione delle attività di assistenza territoriale rendono l’operatività di Pane Quotidiano un presidio indispensabile. L’organizzazione garantisce la distribuzione gratuita di alimenti senza richiedere documenti o requisiti formali, offrendo un punto di riferimento fondamentale per quanti rischiano di rimanere invisibili e privi di sostentamento durante le settimane di agosto.

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          Italia

          Il meteo cambia e spazza via il caldo opprimente: piogge, forti temporali e crollo termico in arrivo da oggi

          Dopo settimane di grande caldo, le previsioni confermano una svolta a livello emisferico. L’arrivo di due perturbazioni porterà temporali di forte intensità partire dal Nord e un netto calo delle temperature capace di ridimensionare la morsa dell’afa su tutta l’Italia

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          Il meteo cambia e spazza via il caldo opprimente: piogge, forti temporali e crollo termico in arrivo da oggi

            Dopo settimane di caldo e afa, il quadro meteorologico sull’Italia si appresta a cambiare. Già da oggi sono previsti i primi temporali, destinati a spezzare la stabilità atmosferica e a ridurre le temperature calde registrate nell’ultimo periodo.

            A renderlo noto è iLMeteo.it con il meteorologo Mattia Gussoni, che conferma: «La giornata di domenica segnerà una prima svolta a livello emisferico con l’arrivo dei temporali su Alpi, Prealpi e vicine pianure del Nord». I rovesci si estenderanno nelle ore pomeridiane anche ai rilievi del Centro-Sud. Sul resto del Paese invece ci saranno maggiori schiarite con temperature sopra le medie climatiche di riferimento.

            Perturbazioni in arrivo e l’andamento della settimana

            La tendenza per la settimana prevede il passaggio di due distinte perturbazioni. La prima, da domani lunedì 17 agosto, interesserà direttamente il Nord Italia. Si attendono temporali anche di forte intensità, in particolare su aree come la Liguria di Levante, le zone alpine e prealpine e le vicine aree pianeggianti di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

            Entro la serata le precipitazioni raggiungeranno anche parte del Centro-Sud. Successivamente, nelle giornate di martedì e mercoledì tornerà il sole, accompagnato da un calo generale delle temperature che si assesteranno su valori in linea con le medie stagionali del periodo.

            La nuova svolta di giovedì con crollo termico e piogge diffuse

            La tregua garantita dal bel tempo di metà settimana sarà comunque destinata a durare poco. Nella seconda parte della settimana si attende infatti il peggioramento più deciso e diffuso.

            A partire da giovedì 20 agosto, si prevedono nuovi forti temporali diffusi soprattutto al Centro-Nord e, soprattutto, un calo delle temperature «capace di spazzare via definitivamente il caldo opprimente». Il transito della seconda perturbazione segnerà così l’interruzione della morsa dell’afa su gran parte del territorio nazionale.

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              Italia

              Gualtieri archivia il dogma dell’aria condizionata: cinema gratis e sale climatizzate contro l’ondata di caldo

              Con temperature vicine ai 40 gradi, il Campidoglio apre ai cittadini una rete di spazi climatizzati per proteggere soprattutto anziani e persone fragili. E il commento di Giorgio Gori diventa una stoccata politica: «Va bene la mitigazione, ma quanno ce vo’ serve anche l’adattamento».

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                Quando il termometro sfiora i 40 gradi, le battaglie ideologiche lasciano il posto al buon senso. È questo, in sintesi, il messaggio che arriva da Roma, dove il sindaco Roberto Gualtieri ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini una rete di luoghi climatizzati per affrontare l’ondata di caldo estremo. Un’iniziativa che ha raccolto consensi anche fuori dagli schieramenti tradizionali e che qualcuno ha già definito la fine di un vecchio tabù: quello secondo cui l’aria condizionata sarebbe quasi un simbolo da combattere.

                Cinema gratis e sale climatizzate nelle ore più calde

                Il piano predisposto dal Campidoglio prevede l’apertura gratuita di undici cinema durante le ore più torride della giornata. Ai grandi schermi si aggiungono biblioteche, teatri e altri spazi pubblici climatizzati, trasformati per l’occasione in veri e propri rifugi contro il caldo.

                L’obiettivo è semplice: offrire un luogo fresco e sicuro soprattutto ad anziani, persone sole e cittadini più vulnerabili, riducendo i rischi sanitari legati alle temperature estreme e, allo stesso tempo, contrastando l’isolamento sociale che spesso accompagna i mesi estivi.

                Giorgio Gori: «Va bene la mitigazione, ma serve anche l’adattamento»

                A rilanciare l’iniziativa è stato anche Giorgio Gori, che ha affidato ai social un commento destinato a far discutere.

                «Va bene la mitigazione del cambiamento climatico, ma quanno ce vo’ serve anche l’adattamento.»

                Una frase che, letta tra le righe, suona come una critica a quelle posizioni che negli anni hanno guardato con sospetto all’uso dell’aria condizionata in nome della sostenibilità ambientale. Per Gori, invece, quando il caldo diventa un’emergenza la priorità resta la tutela delle persone.

                Il pragmatismo contro gli slogan

                L’iniziativa di Gualtieri prova a tenere insieme due esigenze solo apparentemente inconciliabili: continuare a investire nelle politiche contro il cambiamento climatico senza rinunciare a misure immediate per proteggere i cittadini durante le ondate di calore.

                Perché piantare alberi, ridurre le emissioni e ripensare le città resta fondamentale. Ma quando fuori ci sono quaranta gradi e migliaia di persone faticano perfino a respirare, aprire le porte di un cinema climatizzato può diventare una misura di salute pubblica prima ancora che una scelta amministrativa.

                E forse è proprio questo il messaggio che emerge dall’esperienza romana: il cambiamento climatico si combatte guardando al futuro, ma si affronta anche prendendosi cura del presente.

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