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Italia

L’inflazione riparte (e picchia duro sul carrello): vacanze, spesa e frutta fresca, quanto ci costa vivere

Frutta, carne e voli nazionali guidano la classifica dei rincari. Per una famiglia con due figli si parla di 630 euro in più all’anno, di cui oltre 300 solo per mangiare e bere. Vacanze più costose su ogni fronte: alberghi, traghetti, musei, persino il gelato. Unica consolazione? Il lieve calo dei costi energetici. Ma non basta a fermare la stangata d’estate.

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    L’inflazione rialza la testa. E lo fa dove fa più male: nel carrello della spesa e nei costi delle vacanze estive. I dati definitivi dell’Istat per il mese di giugno 2025 parlano chiaro. L’indice generale dei prezzi al consumo sale all’1,7% su base annua, in lieve aumento rispetto all’1,6% di maggio. Ma il dato che preoccupa di più le famiglie italiane è un altro: i beni di uso quotidiano, come alimentari, prodotti per la casa e la persona, salgono del +2,8%. E per molte famiglie, già provate da mesi di aumenti a singhiozzo, si traduce in una stangata da centinaia di euro all’anno.

    Carne, frutta, bollette e traghetti: la somma fa il totale

    Le associazioni dei consumatori non si fanno attendere. L’Unione nazionale consumatori fa i conti della serva: per una famiglia con due figli, l’aumento del costo della vita si traduce in una spesa extra di 630 euro su base annua. Di questi, ben 337 euro sono legati al rincaro del “carrello della spesa” — ovvero i beni alimentari e di prima necessità — con i soli prodotti alimentari e bevande analcoliche che incidono per 320 euro. E no, non si tratta di beni di lusso: parliamo di frutta, verdura, carne, pane, latte.

    I beni alimentari non lavorati registrano un’accelerazione netta: dal +3,5% al +4,2% rispetto a giugno 2024. A pesare di più sono le carni, che passano da +4,1% a +4,4%, e la frutta fresca o refrigerata, che segna un balzo dal +4,2% al +7,2%. “Aumenti che di mese in mese possono sembrare marginali — sottolinea l’Unc — ma che sommati diventano insostenibili, soprattutto per chi già fa fatica ad arrivare a fine mese”. Insomma, non serve una crisi strutturale per svuotare il portafoglio: basta una spesa normale al supermercato.

    Vacanze più care, e non di poco

    Ma la vera mazzata, per molti italiani, arriva sul fronte vacanze. Il Codacons lancia l’allarme: “Altro che boccata d’ossigeno, quest’estate è un salasso. I dati Istat confermano che ogni voce legata al turismo è aumentata sensibilmente”. E i numeri parlano chiaro: voli nazionali +38,7%, traghetti +19,6%, pacchetti vacanza +8,7%, villaggi +3,6%, hotel +2,9%, B&B e case vacanza +5,9%. Aumenti che non risparmiano neppure i piccoli piaceri: un gelato, una birra, l’ingresso in un museo. Ristoranti +3%, bar +3,8%, gelaterie idem. Anche per divertirsi in piscina o al parco divertimenti tocca spendere di più: +7,7%.

    Ecco allora che la gita al mare o in montagna diventa una voce critica del bilancio familiare. Un lusso, per alcuni. Un sacrificio, per molti. Il Codacons sottolinea l’incongruenza: “Abbiamo un’inflazione teoricamente sotto controllo, ma per i cittadini la realtà è diversa. I prezzi delle vacanze stanno esplodendo”.

    Una piccola boccata d’ossigeno: calano (un po’) le bollette

    Unica nota positiva: il rallentamento dei prezzi dell’energia. L’Istat rileva un calo complessivo del -2,1% sui beni energetici, in leggero miglioramento rispetto al -2,0% del mese precedente. Un risultato dovuto soprattutto al freno sui prezzi della componente regolamentata (gas, elettricità), passati dal +29,3% al +22,6%. Ma è una consolazione magra. Perché, nel frattempo, continua a salire tutto il resto.

    Più tasse, meno consumi?

    Con l’autunno alle porte, l’orizzonte non promette grandi schiarite. L’inflazione importata resta una minaccia, il costo del denaro è ancora alto, e i margini di manovra per nuovi interventi pubblici sono stretti. Il timore delle associazioni è che, se il trend dei rincari proseguirà, si assisterà a un nuovo freno dei consumi. E con i consumi in calo, il rischio è l’avvitamento: meno entrate per lo Stato, più incertezza per le famiglie, meno investimenti per le imprese.

    Nel frattempo, l’unica certezza è che tutto — ma proprio tutto — costa di più. Anche solo restare a casa.

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      Sabato 27 giugno l’onda dell’orgoglio LGBTQIA+ invade la città: tutto su orari, percorso e super party finale

      Si parte nel pomeriggio da Stazione Centrale per un lungo pomeriggio di musica, diritti e volti noti, fino al grande show gratuito all’Arco della Pace. Caccia aperta agli ultimi volontari.

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      Sabato 27 giugno l’onda dell'orgoglio LGBTQIA+ invade la città: tutto su orari, percorso e super party finale

        La macchina del gossip e dei grandi eventi milanesi si sta scaldando per l’appuntamento più colorato, atteso e fotografato dell’anno. Sabato 27 giugno la città si fermerà per fare spazio all’attesissimo Milano Pride, l’evento pop per eccellenza che ogni estate trasforma le vie del centro in una passerella di diritti, look pazzeschi, musica travolgente e, come sempre, tantissimi volti noti dello spettacolo e dei social pronti a scendere in strada.

        Se non volete perdervi nemmeno un bacio a favore di flash o il carro della vostra star preferita, ecco la guida definitiva per vivere l’evento dall’inizio alla fine, con tutti i dettagli e gli orari da segnare in agenda.

        La scaletta della giornata: dalla Centrale all’Arco della Pace

        L’appuntamento per i primi scatti social e per scaldare i motori è fissato per il primo pomeriggio. Il programma ufficiale prevede tappe ben scandite:

        • Ore 15:30 – Il Red Carpet dell’Orgoglio: Inizia il concentramento ufficiale in via Vittor Pisani, proprio di fronte alla maestosa cornice della Stazione Centrale. È qui che i carri allegorici e i partecipanti si raduneranno per gli ultimi ritocchi al trucco e ai costumi.
        • Ore 16:00 – Si accendono i motori: La testa del corteo si muoverà ufficialmente da Piazza della Repubblica, dando il via alla vera e propria parata che sfilerà nel cuore di Milano.
        • Dalle ore 18:30 – Il Grande Show: Il traguardo finale è l’Arco della Pace. Sotto il monumentale arco milanese si accenderanno i riflettori sull’evento clou, che lascerà prima spazio alle voci più importanti degli attivisti e delle associazioni della comunità Lgbtqia+, per poi trasformarsi in un gigantesco party pubblico e completamente gratuito all’aperto, dove si ballerà fino a tarda notte.

        Un Pride per tutti: mappa dell’accessibilità e zone “relax”

        Gli organizzatori hanno pensato davvero a tutto, rendendo la manifestazione una delle più inclusive di sempre anche dal punto di vista logistico. Per chi vuole godersi la sfilata senza stress, sul sito ufficiale è disponibile una speciale mappa dell’accessibilità (scaricabile anche in formato PDF).

        La guida segnala strategicamente le aree d’ombra per sfuggire alla calura estiva, i punti di ristoro dove trovare acqua fresca e delle vere e proprie zone di decompressione per rilassarsi lontano dal caos dei carri. Non solo: la mappa evidenzia i tratti stradali più insidiosi con pavé o pendenze, suggerendo l’uso delle piste ciclabili per facilitare il passaggio di passeggini e sedie a rotelle.

        Ultima chiamata per i “Pride Helpers”

        Dietro a un evento di questa portata c’è un lavoro immenso. Se oltre a ballare e scattare selfie volete essere i veri protagonisti della giornata ed entrare nel backstage dell’organizzazione, i casting per i volontari sono ancora aperti. Basta iscriversi sul portale dedicato (volontari.milanopride.it) per dare una mano a gestire la sfilata e fare la differenza nel giorno più colorato dell’anno.

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          Italia

          Da Musk a Rowling appesi a testa in giù al Pride, Stroppa esplode: «Una setta di estremisti». Ma sui social la polemica si ribalta

          Andrea Stroppa denuncia l’esposizione di immagini di Elon Musk e J.K. Rowling appesi a testa in giù e accusa la manifestazione di essere diventata «una setta di estremisti». Ma la sua presa di posizione scatena una nuova ondata di polemiche.

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            Dove finisce la satira e dove comincia l’odio politico? È la domanda che si è riaccesa dopo il Roma Pride, finito al centro di una nuova bufera social che questa volta coinvolge direttamente Andrea Stroppa, il referente italiano di Elon Musk.

            Tutto è partito da alcune immagini comparse durante la manifestazione, nelle quali il proprietario di Tesla e SpaceX e la scrittrice britannica J.K. Rowling venivano raffigurati appesi a testa in giù. Una rappresentazione che ha indignato Stroppa, da anni molto vicino al miliardario americano.

            La denuncia di Andrea Stroppa dopo il Pride

            Attraverso i social, il collaboratore di Musk ha attaccato duramente gli organizzatori e il clima che, a suo giudizio, si respirerebbe all’interno della manifestazione. «Al Pride di Roma, la scrittrice J.K. Rowling e Elon Musk appesi a testa in giù. Un tempo festa aperta a tutti, oggi una setta di estremisti che fa business con aziende e politici compiacenti», ha scritto.

            Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito. Da una parte chi ha condannato le immagini esibite durante il corteo, giudicandole eccessive e di cattivo gusto. Dall’altra chi ha ricordato come tanto Musk quanto Rowling siano diventati negli ultimi anni bersagli privilegiati delle associazioni LGBTQ+ a causa delle loro posizioni sulle persone transgender e di numerose dichiarazioni considerate divisive.

            Le accuse a Musk e Rowling e il clima sempre più acceso

            La polemica, infatti, si inserisce in uno scontro culturale che dura ormai da tempo. J.K. Rowling è stata più volte contestata per le sue prese di posizione sul tema dell’identità di genere, mentre Elon Musk ha trasformato X in una piattaforma che ospita spesso battaglie politiche e culturali molto polarizzanti.

            Non a caso, le immagini del Pride hanno generato reazioni opposte. Per alcuni si tratta di una forma di satira politica. Per altri, invece, il ricorso a simboli così forti rappresenta un’escalation che rischia di alimentare ulteriormente un clima già estremamente teso.

            Sui social la polemica si ritorce contro il braccio destro di Musk

            Le parole di Stroppa, però, non hanno affatto spento la discussione. Anzi. Molti utenti hanno ricordato come lo stesso referente italiano di Musk fosse già finito al centro di controversie per alcune sue prese di posizione in difesa dell’imprenditore americano. In passato, inoltre, Stroppa aveva denunciato di avere ricevuto minacce con riferimenti proprio all’immagine delle persone appese a testa in giù e a Piazzale Loreto.

            Su X e sulle altre piattaforme, diversi commentatori hanno osservato che figure pubbliche estremamente polarizzanti come Musk e Rowling, protagonisti di continui scontri politici e culturali, finiscono inevitabilmente per alimentare reazioni altrettanto radicali. Un meccanismo che, secondo molti, contribuisce a trasformare ogni dibattito in una guerra permanente fatta di provocazioni, controprovocazioni e indignazione reciproca.

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              Italia

              Prezzi troppo alti: come fare a comprare casa oggi? Con il rent to buy

              n una città come Milano, dove i prezzi degli immobili restano elevati, la formula del rent to buy può essere l’unico modo per avvicinarsi alla proprietà senza dover accendere subito un mutuo.

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                Comprare casa a Milano (la città più cara d’Italia), oggi, è una sfida sempre più grande. I prezzi degli immobili sono altissimi, e per molti giovani o famiglie che vogliono comprare la loro prima abitazione, accendere un mutuo è spesso un’impresa quasi impossibile. Ma esiste una terza via, una soluzione che permette di avvicinarsi gradualmente alla proprietà senza dover sborsare subito l’intera somma: il rent to buy, noto anche come affitto con riscatto. Questa formula unisce affitto e acquisto, offrendo la possibilità di pagare una parte del prezzo nel tempo. Funziona così: l’inquilino versa un anticipo e poi paga una rata mensile, di cui una parte è canone di locazione (a fondo perduto) e una parte è acconto sul prezzo finale dell’immobile. Al termine del periodo concordato, l’acquirente può riscattare la casa, scontando gli importi già versati.

                Un esempio concreto di tent to buy

                Supponiamo che un appartamento a Milano venga messo in vendita a 350mila euro. Con il rent to buy, si potrebbe prevedere un anticipo di 20mila euro. A cui fa seguito un pagamento mensile di 1.400 euro per 10 anni, di cui 700 euro a titolo di affitto e 700 come acconto. Alla fine del decennio, il compratore avrà accumulato 104mila euro in acconti. E il prezzo da saldare per diventare proprietario sarà di 246mila euro, invece di 350mila. Il rent to buy può essere utile per chi non ha una liquidità immediata, ma vuole costruire nel tempo una base solida per l’acquisto. Una soluzione anche per chi non ha ancora i requisiti per un mutuo, o per chi vuole testare un quartiere o un’abitazione prima di compiere la scelta definitiva.

                Ma non è una formula adatta a tutti

                I canoni devono essere ragionevoli, non troppo lontani dai normali affitti della zona, e il prezzo finale della casa deve essere congruo rispetto al mercato. Perchè altrimenti si rischia di pagare più del valore effettivo dell’immobile. Inoltre, bisogna essere certi di voler rimanere a lungo nella casa scelta, perché tornare indietro senza acquistare significa aver perso il denaro versato come affitto. Dal punto di vista legale, il rent to buy è regolamentato dalla legge (Decreto Sblocca Italia 133/2014) e viene stipulato con atto notarile trascritto, il che garantisce all’acquirente di evitare sorprese sgradevoli come eventuali ipoteche sull’immobile.

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