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Cronaca

Parto record per Flavia, sessantaquattrenne italiana

La storia di Flavia è un esempio di determinazione e coraggio, ma solleva anche interrogativi etici e medici. La sua esperienza evidenzia le sfide e i sacrifici che alcune donne affrontano per realizzare il sogno della maternità in età avanzata.

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Flavia la 64enne ha partorito i Viareggio.

    Mamma a 63 anni, si può. Ma forse… qualche scrupolo bisognerebbe averlo. Certo mettersi
    nei panni di Flavia che ha dato alla luce un bambino con parto cesareo d’urgenza all’ospedale “Versilia” di Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, non si può fare. Che ne sappiamo, soprattutto noi maschi, della voglia di maternità. Una voglia che a volte diventa incontrollabile, che ti sovrasta. Una voglia senza ma e senza se. E le donne comprendono, sono capaci di assolvere, non colpevolizzare, una femmina che desidera diventare madre a tutti i costi. E’ un voglia ancestrale quella. Questo evento straordinario ha reso Flavia la mamma più anziana d’Italia, suscitando ammirazione. E anche molto dibattito.

    In viaggio per la fecondazione

    La storia di Flavia è iniziata otto mesi fa quando ha viaggiato a Kiev, Ucraina, in piena guerra, per sottoporsi a un trattamento di fecondazione in vitro. Nonostante il conflitto in corso, ha affrontato le difficoltà per realizzare il suo sogno. La fecondazione eterologa è stata effettuata con embrioni donati da un bagnino e una maestra di nuoto. In Ucraina non ci sono limiti di età per questi trattamenti.

    Un percorso minato

    Flavia aveva già tentato una volta nel 2022, ma purtroppo aveva subito un aborto spontaneo alla quattordicesima settimana di gravidanza. Questa volta, nonostante alcune complicazioni, è riuscita a portare a termine la gravidanza fino alla trentunesima settimana e quattro giorni, quando è stato necessario il cesareo d’urgenza a causa di valori della pressione elevati e un leggero sanguinamento.

    Assistita dai suoi medici di fiducia

    Il ginecologo Andrea Marsili, che ha seguito Flavia per anni, ha elogiato la sua determinazione. “Flavia è una donna caparbia. Si è organizzata in piena autonomia per i viaggi in Ucraina di cui sono stato messo a conoscenza solo a cose fatte.” Il bambino pesa 2 kg, è in buone condizioni nel reparto prematuri e potrà tornare a casa una volta raggiunto il peso adeguato.

    Quanto le è costato?

    A parte il costo emotivo il trattamento di fecondazione in vitro a cui Flavia si è sottoposta in soldoni le è costato circa 15 mila euro. Esclusi i costi di viaggio e le difficoltà burocratiche legate al recarsi in un paese esterno all’Unione Europea e per di più in stato di guerra.

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      Italia

      «Bella quella C come Calabria»: quando Berlusconi intuì il successo di LaC e incoraggiò il progetto di Domenico Maduli

      Nel 2014 Silvio Berlusconi salutò la nascita del network calabrese con parole di grande stima per l’editore Domenico Maduli. Stasera alle 21.30, sul canale 11, LaC Tv ripropone quello storico colloquio.

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        «Bella questa “C”, come Calabria. Vuol dire che ci sono ancora persone che sanno sognare». Bastano poche parole per fotografare lo spirito con cui Silvio Berlusconi accolse, nel 2014, la nascita di LaC. Un progetto che all’epoca muoveva i primi passi e che oggi, a dodici anni di distanza, è diventato una realtà consolidata dell’informazione del Sud Italia.

        A tre anni dalla scomparsa del presidente, LaC Tv ha deciso di riproporre quella storica intervista concessa ad Antonella Grippo, un documento che racconta non solo il rapporto di Berlusconi con il mondo della televisione e dell’editoria, ma anche la fiducia che nutriva nei confronti di una sfida imprenditoriale nata in una terra spesso costretta a fare i conti con stereotipi e difficoltà.

        Quando Berlusconi vide il potenziale del progetto

        Nel colloquio registrato nel 2014, il Cavaliere, seduto dietro la sua scrivania, accolse con entusiasmo la nascita del network e spese parole di grande apprezzamento nei confronti dell’editore Domenico Maduli.

        «Mi piace l’idea che ci sia stato un imprenditore che abbia voluto impegnarsi in un momento in cui tutto è più difficile, specie per le società editoriali», spiegò Berlusconi.

        Parole che assumevano un significato particolare in un periodo storico in cui il settore dell’informazione e delle televisioni locali attraversava una fase estremamente complessa.

        «Mi piace moltissimo questo atto di speranza e auguro all’impresa i migliori successi e ai telespettatori calabresi di trovare in questa nuova voce risposte convincenti e che parlino di una realtà, spesso dimenticata in un angolo», aggiunse il presidente.

        Dodici anni dopo, una scommessa vinta

        Quello che nel 2014 appariva come un progetto ambizioso è diventato nel tempo una realtà editoriale articolata e radicata sul territorio. Oggi il network del gruppo Diemmecom conta due canali televisivi e numerose testate giornalistiche online.

        Una crescita che, riletta attraverso le parole pronunciate allora da Berlusconi, viene considerata quasi una conferma della sua capacità di cogliere in anticipo il potenziale delle iniziative imprenditoriali nelle quali credeva.

        Non è un caso che proprio quella intervista sia stata scelta come uno dei documenti simbolici per ricordare il presidente a tre anni dalla sua morte.

        L’appuntamento in tv

        La storica conversazione con Antonella Grippo verrà riproposta questa sera alle 21.30 su LaC Tv, canale 11.

        Un’occasione per riascoltare le parole con cui Silvio Berlusconi incoraggiò la nascita del network e per tornare a un momento che, dodici anni dopo, viene ricordato come una delle prime attestazioni di fiducia ricevute da un progetto destinato a crescere.

        A tre anni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, il nostro Network rende omaggio alla sua figura riproponendo l’intervista esclusiva rilasciata ai nostri microfoni nel 2014! Seguila alle 21:30 𝘀𝘂 𝗟𝗮𝗖 𝗧𝘃 | 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝟭𝟭 𝗗𝗧𝗧 | 𝗶𝗻 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺𝗶𝗻𝗴 𝘀𝘂 𝗟𝗮𝗖 𝗣𝗹𝗮𝘆

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          Cronaca

          Pier Silvio Berlusconi torna sul palco dopo l’incidente e commuove tutti: «Poteva essere una tragedia, qualcuno l’ha trasformata in un miracolo»

          A meno di ventiquattr’ore dal violento incidente stradale, Pier Silvio Berlusconi è apparso al campus di Cologno Monzese per l’evento dedicato a Silvio Berlusconi. A Gerry Scotti ha confidato: «Sto benissimo». Poi le parole d’amore per il padre hanno emozionato i dipendenti Mediaset.

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            Lo spavento è stato enorme, ma Pier Silvio Berlusconi ha voluto presentarsi ugualmente all’appuntamento più importante dell’anno per la famiglia Mediaset. Poche ore dopo il violento incidente stradale avvenuto sulla provinciale tra Villasanta e Arcore, l’amministratore delegato del gruppo è salito sul palco del campus di Cologno Monzese per “Mediaset siamo Noi”, la serata organizzata nel terzo anniversario della morte di Silvio Berlusconi.

            Davanti a circa 1.500 collaboratori, Pier Silvio è apparso in ottime condizioni, deciso a rassicurare tutti dopo le notizie delle ultime ore.

            La domanda di Gerry Scotti e la risposta che ha emozionato la platea

            A rompere il ghiaccio è stato Gerry Scotti, che ha chiesto direttamente all’amico e amministratore delegato come stesse dopo l’incidente.

            «Sto benissimo», ha risposto Pier Silvio Berlusconi.

            Poi ha raccontato quanto accaduto, facendo riferimento allo schianto frontale provocato da un’auto che aveva invaso la sua corsia.

            «Ieri ho avuto una disavventura. Lo dico onestamente: poteva essere una tragedia. Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo. E quando si esce consci di avere vissuto dei miracoli, si è più forti di prima. Forza, forza Mediaset. Mediaset siamo noi tutti, voi».

            Parole accolte da un lungo applauso e che hanno definitivamente allontanato le preoccupazioni sulle sue condizioni di salute.

            Il ricordo di Silvio Berlusconi a tre anni dalla scomparsa

            La serata è coincisa con il terzo anniversario della morte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno 2023. Un momento particolarmente sentito per Pier Silvio, che ha voluto ricordare il padre davanti ai dipendenti del gruppo.

            «Sono passati tre anni ma per me questo continua a essere un momento emozionante e addirittura commovente. Questa sera non sarà una serata di commemorazione, non sarà nemmeno soltanto una serata di celebrazione».

            L’ad ha invitato tutti a trasformare il ricordo in una festa.

            «Dobbiamo rendere grazie alla sua energia, al suo entusiasmo, alla sua capacità di volere bene che sono parte indelebile del nostro Dna. Questa sera deve diventare e sarà una serata di festa, la festa per Silvio Berlusconi, la festa di Mediaset, la festa di tutti noi».

            «Ti amo papà»: la dedica finale e il concerto dei Pooh

            Nel suo intervento, Pier Silvio Berlusconi ha anche tracciato un bilancio dello stato di salute dell’azienda, ricordando i valori che ha imparato in quasi quarant’anni di lavoro: dedizione, passione e centralità delle persone.

            Ma il momento più intenso è arrivato nel finale.

            «Siamo partiti da qualcosa e quel qualcosa era dentro qualcuno che ci sta guardando di sicuro e sorride. Noi siamo te e tu sei tutti noi. Grazie Presidente. Ti amo papà».

            La serata è proseguita con la proiezione in anteprima del documentario di Toni Capuozzo “Caro Presidente, ti racconto”, dedicato a Silvio Berlusconi, e con il concerto esclusivo dei Pooh, che hanno accompagnato i presenti con alcuni dei loro brani più celebri.

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              Cronaca

              PizzAut entra alla Iulm, la prima pizzeria gestita da ragazzi autistici dentro un’università: venti assunzioni e un patto vero d’inclusione

              Nico Acampora annuncia l’accordo con l’università milanese: venti nuovi ragazzi saranno formati e assunti. Non una mensa, ma un ristorante aperto a tutti, pensato per trasformare l’inclusione in lavoro vero.

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                izzAut fa un altro passo avanti e questa volta lo fa entrando in università. Non come caso di studio, non come bella storia da raccontare in un convegno, ma con un ristorante vero, gestito da ragazzi autistici, dentro la Iulm di Milano. È il terzo locale del progetto fondato da Nico Acampora e, secondo quanto annunciato dallo stesso fondatore, sarà il primo al mondo aperto all’interno di un ateneo.

                «Facciamo la storia, apriamo il primo ristorante al mondo gestito da ragazzi autistici dentro l’università», ha scritto Acampora sui social, spiegando di aver siglato l’accordo per l’apertura del nuovo spazio. Dopo Cassina De’ Pecchi, inaugurata il primo maggio 2021, e Monza, aperta nel 2023 alla presenza del presidente della Repubblica, PizzAut arriva così nel cuore di una delle università milanesi più legate alla comunicazione, alle lingue, al turismo, alla moda e alla cultura.

                Venti nuovi assunti per il terzo ristorante PizzAut

                La nuova apertura porterà alla formazione e all’assunzione di venti ragazzi, che si aggiungeranno ai quaranta già inseriti stabilmente nei due ristoranti esistenti. Il punto, ancora una volta, non è l’assistenza, ma il lavoro. Contratti veri, autonomia, professionalità e dignità: la ricetta di PizzAut resta questa, semplice solo in apparenza.

                Acampora lo ha ricordato con parole nette: quando il progetto è nato, in molti sostenevano che i ragazzi autistici non avrebbero mai potuto lavorare. La risposta è arrivata con i fatti, con due ristoranti funzionanti e ora con un terzo locale dentro un’università.

                Non una mensa, ma un ristorante aperto a tutti

                Il locale della Iulm non sarà una mensa universitaria. Sarà un ristorante di eccellenza, aperto non soltanto agli studenti, ma anche al pubblico esterno e alla sera, quando l’università sarà chiusa. L’obiettivo è creare uno spazio vivo, inclusivo e professionale, dove studenti, docenti, cittadini e ragazzi autistici possano incontrarsi senza retorica e senza barriere.

                La scelta dell’università non è casuale. Acampora vuole che i manager e i comunicatori di domani crescano vedendo lavorare persone autistiche, riconoscendone competenze e qualità. Così, un giorno, assumere una persona autistica potrà diventare una decisione normale e intelligente, non un gesto di beneficenza o un obbligo di legge.

                Il patto tra PizzAut e Iulm

                L’accordo con la rettrice Valentina Garavaglia prevede anche un percorso formativo più ampio, con l’avvio di un corso universitario e di un master dedicati al disability management e alla comunicazione legata alla disabilità. Il progetto coinvolgerà inoltre studenti interessati a fare volontariato e stage con PizzAut, trasformando l’inclusione in esperienza concreta.

                Nei prossimi mesi partiranno la formazione dei venti ragazzi, i lavori per il nuovo ristorante e la ricerca di partner pronti a sostenere l’iniziativa. «Noi siamo pronti», ha scritto Acampora. E l’immagine scelta per raccontare questa nuova avventura è quella che accompagna PizzAut fin dall’inizio: cambiare il mondo, un pezzo di pizza alla volta.

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