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Cronaca

Per volare Qatar resta la compagnia più gettonata. Lo decide ogni anno Skytrax che assegna l’Oscar dell’aviazione

Qatar Airways continua a distinguersi nel panorama dell’aviazione globale, dimostrando un impegno costante verso l’eccellenza e l’innovazione. Con questi prestigiosi riconoscimenti, la compagnia riafferma la sua posizione di leader nel settore, offrendo ai suoi clienti un servizio di altissima qualità.

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    Da molti anni Qatar Airways trionfa nel mondo dell’aviazione civile conquistando oltre la’apprezzamento dei clienti anche premi e riconoscimenti. Eletta “Compagnia aerea dell’Anno”. da Skytrax, società di rating britannica riconosciuta a livello internazionale per le sue valutazioni indipendenti nel settore aeronautico. Dal 2011 Qatar è considerata la regina dei cieli. Solo lo scorso anno aveva ceduto il primo posto a Singapore Airlines ed Emirates.

    Altri premi per Qatar Airways

    Qatar Airways ha ottenuto altri importanti riconoscimenti come la compagnia con la migliore business class del mondo, la migliore lounge di business class del mondo (Al Mourjan Lounge di Doha). E infine è stata premiata come la migliore compagnia aerea del Medio Oriente.

    Scorrendo la top 20 troviamo diverse compagnie di alto livello

    ANA-All Nippon Airways: premiata per i migliori servizi aeroportuali.
    Cathay Pacific Airways: garantisce i migliori standard di pulizia e la migliore Economy Class.
    Japan Airlines, Turkish Airlines (prima europea), EVA Air, Air France, Swiss, Korean Air, Hainan Airlines, British Airways, Fiji Airways, Iberia, Vistara, Virgin Atlantic, Lufthansa, Etihad Airways, Saudi Arabian Airlines.
    ITA Airways quest’anno ha fatto un notevole balzo in avanti, passando dalla 113esima posizione alla 74esima.

    Premi anche per l’Aeroporto Hamad di Doha

    L’Hamad International Airport di Doha, hub principale di Qatar Airways, è considerato il migliore aeroporto del mondo e migliore aeroporto del Medio Oriente. Inoltre, il Qatar Duty Free ha ricevuto il premio di “Miglior Shopping aeroportuale del mondo” per il secondo anno consecutivo.

    Skytrax World Airline Awards assegna gli Oscar dell’industria aeronautica

    Gli Skytrax World Airline Awards, assegnati dal 1999, sono considerati gli Oscar dell’industria aeronautica. I premi vengono decisi attraverso sondaggi indipendenti tra i clienti, finanziati autonomamente dagli organizzatori. L’amministratore delegato di Qatar Airways, Badr Mohammed Al-Meer, ha espresso orgoglio per il premio, sottolineando l’impegno costante della compagnia nel fornire un servizio eccellente. Edward Plaisted di Skytrax ha lodato gli elevati standard e la dedizione di Qatar Airways.

    Ma quali sono le migliori compagnie low-cost?

    Le prime tre compagnie low-cost sono: AirAsia, Scoot: compagnia low-cost per i voli di lungo raggio, e Volotea: migliore compagnia low-cost europea. Sono stati assegnati anche premi a British Airways considerata la compagnia più “family friendly”.
    Plaza Premium Lounge (Fiumicino, molo E) come migliore operatore di lounge aeroportuale indipendente. Inoltre hanno ricevuto lodi anche la Cathay Pacific per la migliore classe economica al mondo, e Japan Airlines per la migliore classe economica premium al mondo.

    Innovazione e sostenibilità

    Qatar Airways ha anche ricevuto il premio per il “Miglior sito web di una compagnia aerea al mondo” dai World Travel Tech Awards. Inoltre, è stata la prima compagnia del Medio Oriente a ottenere la certificazione del più alto livello del programma IATA di valutazione ambientale (IEnvA).

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      Mondo

      Mary Trump, psicologa e autrice dei più duri attacchi pubblici allo zio Donald, ha celebrato il matrimonio con Ronda

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        Per anni è stata la voce fuori dal coro, l’eretica della dinastia più discussa d’America. Ora Mary Trump torna a far parlare di sé, ma per una notizia che riguarda la sua vita privata: si è sposata con Ronda, la donna che definisce da tempo “la mia migliore amica”.

        La nipote ribelle della famiglia Trump

        Psicologa, scrittrice, lesbica dichiarata, Mary Trump è diventata una figura pubblica globale per le sue prese di posizione senza sconti contro lo zio Donald Trump, che ha definito più volte un “imbroglione sociopatico”, “profondamente ignorante” e “crudele”. Le sue parole, affidate a libri, interviste e saggi, hanno scardinato dall’interno il mito della famiglia Trump, trasformandola nella parente più temuta e più isolata del clan.

        Un amore nato dall’amicizia

        Il matrimonio con Ronda rappresenta per Mary una nuova fase di vita. Le due si conoscono da anni e il loro legame è cresciuto nel tempo, passando dall’amicizia profonda a una relazione sentimentale solida. Per Mary non si tratta del primo matrimonio: in passato era già stata sposata e ha una figlia, Avary Linden Trump, oggi adulta. Questa nuova unione segna però un equilibrio diverso, più consapevole, lontano dalle dinamiche familiari che l’hanno accompagnata per decenni.

        Una scelta personale che è anche un messaggio

        Senza proclami, senza esibizioni social e lontana dalle luci del gossip, la decisione di sposarsi con una donna assume comunque un valore simbolico. Mary Trump ha sempre intrecciato il privato con il pubblico, l’identità personale con l’analisi politica e psicologica del potere. In un’America ancora profondamente divisa sui diritti civili, la sua storia continua a rappresentare un’alternativa netta all’universo valoriale incarnato dallo zio.

        Una vita costruita per sottrazione: meno clamore, meno retorica, più verità. Anche questa volta.

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          Cronaca Nera

          Venere in pelliccia in tribunale: Madalina Ghenea affronta l’udienza contro la stalker

          Madalina Ghenea compare in tribunale elegante e composta per l’udienza contro la presunta stalker. Chiesto un risarcimento da 5 milioni di euro, mentre la difesa chiede l’assoluzione sostenendo che l’account incriminato non appartenga all’imputata.

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            C’è chi sceglie il silenzio, chi l’invisibilità. Madalina Ghenea ha scelto la presenza. E lo ha fatto a modo suo. L’attrice e modella romena si è presentata in tribunale per l’udienza del processo contro la donna accusata di averla perseguitata, indossando un look sofisticato, quasi cinematografico, che non è passato inosservato. Accanto a lei, la madre, presenza discreta ma centrale in una vicenda che ha segnato profondamente entrambe.

            L’ingresso in aula e la richiesta di risarcimento

            Ghenea è comparsa in aula con un outfit scuro, pelliccia e portamento da diva d’altri tempi, una scelta che ha subito acceso il dibattito mediatico. Ma dietro l’immagine c’è un procedimento giudiziario serio e complesso. Il legale dell’attrice ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro per i danni morali e psicologici subiti, mentre per la madre la richiesta ammonta a 200mila euro, a testimonianza del coinvolgimento diretto e delle conseguenze familiari della vicenda.

            Le accuse: messaggi continui e pressione psicologica

            Secondo l’accusa, l’attrice sarebbe stata bersaglio di una lunga serie di messaggi ossessivi, invasivi e reiterati, tali da configurare una condotta persecutoria. Una pressione costante che avrebbe inciso sulla serenità personale e professionale di Ghenea, costringendola a cambiare abitudini e a vivere in uno stato di allerta permanente. Un copione purtroppo noto a molte donne esposte pubblicamente.

            La difesa: “L’account non era della mia cliente”

            Di tutt’altro segno la linea della difesa della presunta stalker. L’avvocato ha chiesto l’assoluzione sostenendo che l’account da cui sarebbero partiti i messaggi non appartiene alla sua assistita. Una tesi che sposta il baricentro del processo sulla prova tecnica e sulla riconducibilità certa delle comunicazioni contestate, nodo centrale dell’intero procedimento.

            Il processo entra ora nella sua fase più delicata, mentre l’immagine di Madalina Ghenea in tribunale – elegante, composta, accompagnata dalla madre – resta come simbolo di una battaglia che va oltre l’estetica e riguarda il diritto di non essere perseguitate, neppure quando si è una diva.

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              Cronaca

              Pandoro gate, Chiara Ferragni assolta: il tribunale smonta l’accusa di truffa e chiude il caso

              Dopo mesi di polemiche e un’esposizione mediatica senza precedenti, arriva il verdetto sul Pandoro gate: Chiara Ferragni non ha commesso truffa. Il giudice esclude la volontà di ingannare i consumatori. Resta il fronte amministrativo, già chiuso, ma sul piano penale la vicenda si conclude con un’assoluzione.

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                Chiara Ferragni è stata prosciolta dalle accuse di truffa aggravata nel processo sul cosiddetto Pandoro gate. La decisione è arrivata dal Tribunale di Milano, che ha messo fine alla vicenda giudiziaria legata alle campagne promozionali del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi.

                La giudice della terza sezione penale ha stabilito che il fatto non costituisce reato, riconoscendo l’assenza del dolo, elemento centrale per configurare l’ipotesi di truffa. Secondo il tribunale, non è emersa la volontà di raggirare i consumatori né di ottenere profitti indebiti attraverso un inganno consapevole.

                Chiara Ferragni era arrivata in aula definendosi «tranquilla e fiduciosa». L’accusa aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi, sostenendo che l’influencer avesse avuto un ruolo preminente nelle campagne commerciali grazie alla sua enorme platea di follower e al controllo sugli accordi con i partner industriali. Una ricostruzione che il giudice non ha ritenuto sufficiente per configurare un reato penale.

                La difesa ha sempre sostenuto che, al massimo, si fosse trattato di un caso di pubblicità ingannevole e non di truffa. Un fronte, quello amministrativo, già chiuso nei mesi scorsi con il pagamento di sanzioni, risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro. Proprio questo aspetto ha pesato nella valutazione complessiva del caso, insieme alla documentazione prodotta sui rapporti con Balocco.

                Con la sentenza di oggi si chiude il capitolo penale di una vicenda che ha avuto un impatto enorme sull’immagine pubblica dell’imprenditrice digitale e che ha acceso un dibattito nazionale sul rapporto tra influencer marketing, beneficenza e trasparenza verso i consumatori. Dal punto di vista giudiziario, però, il Pandoro gate finisce qui, con un’assoluzione che ribalta mesi di accuse e polemiche.

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