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Angelina Mango e Gianluca Ginoble: amore in vista? L’assenza del fidanzato storico e il Capodanno sospetto

Angelina Mango ha davvero voltato pagina? L’assenza del fidanzato Antonio Cirigliano e la compagnia di Gianluca Ginoble scatenano i rumors. Il Capodanno passato in villa tra amici alimenta i sospetti. Solo amicizia o c’è qualcosa di più?

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    L’amore bussa alla porta di Angelina Mango? La vincitrice di Sanremo Giovani e candidata al prossimo Festival sta facendo parlare di sé non solo per la sua musica, ma anche per la sua vita privata. Dopo la pausa improvvisa per problemi di salute, le voci su una possibile svolta sentimentale si fanno sempre più insistenti.

    A lanciare la bomba è stato il settimanale Di Più Tv, che ha notato un’assenza pesante negli ultimi scatti di Angelina in vacanza: quella del suo storico fidanzato Antonio Cirigliano, che l’ha sempre accompagnata anche sul palco come chitarrista. Ma se Antonio non c’era, accanto alla cantante è spuntato Gianluca Ginoble, uno dei membri del trio Il Volo.

    Il mistero dell’assenza e le parole sospette sui social

    I fan più attenti non si sono lasciati sfuggire l’ultima frase criptica condivisa da Angelina sui suoi profili: “Sono completamente cosparsa d’amore”. Un messaggio che ha fatto impazzire il web, soprattutto alla luce delle recenti indiscrezioni.

    Nessuna conferma ufficiale, ma un dettaglio è certo: nelle festività, il suo fidanzato Antonio era sparito dai radar. Negli anni passati i due erano sempre apparsi insieme sui social, tra dediche romantiche e scatti di coppia. Ora, invece, nessuna foto, nessun segnale di presenza. E se non bastasse, il settimanale televisivo diretto da Osvaldo Orlandini ha ricordato un episodio che oggi suona ancora più sospetto:

    “Lo scorso ottobre, durante un concerto a Napoli, Angelina aveva interrotto l’esibizione per dedicare una canzone ad Antonio davanti a migliaia di spettatori. Ora, invece, nessun gesto simile”.

    Il Capodanno tra amici… e forse qualcosa di più

    Mentre Antonio sembra essere scomparso, Gianluca Ginoble è sempre più presente. Secondo le indiscrezioni, Angelina avrebbe passato il Capodanno in una villa con amici, senza sfarzi e senza eccessi, ma con una compagnia particolare: il cantante de Il Volo.

    A confermarlo è stato il titolare dell’agriturismo dove il gruppo ha festeggiato: “Hanno ordinato una cena da asporto e hanno trascorso la serata in tranquillità, tra chiacchiere e divertimento”.

    Ma l’atmosfera intima e il clima rilassato non hanno fatto altro che alimentare le voci. Un semplice incontro tra amici o l’inizio di qualcosa di più?

    Dalla pausa ai nuovi inizi: Angelina tra musica e sentimenti

    Dopo aver annunciato il suo momentaneo stop per una rinofaringite debilitante, la figlia di Pino Mango aveva detto di volersi dedicare alla sua salute e di volersi circondare solo dell’affetto più sincero.

    Ora, però, il dubbio sorge spontaneo: la sua pausa è servita anche per voltare pagina dal punto di vista sentimentale?

    Per ora, né Angelina né Gianluca hanno rilasciato dichiarazioni. Ma, si sa, nel mondo dello spettacolo il silenzio è spesso più eloquente di tante parole.

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      Gossip

      «Se continuano così Corona diventa Robin Hood»: parla l’avvocato Chiesa

      o storico avvocato di Fabrizio Corona, parla di libertà di parola, diffamazione, censura preventiva e prepara il terreno a uno scontro legale che va ben oltre il destino dell’ex re dei paparazzi.

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        «Se continuano così Fabrizio Corona diventa Robin Hood». La frase non è una provocazione social né una battuta da talk show, ma la sintesi di una strategia difensiva che promette di trasformarsi in uno scontro giudiziario di lunga durata. A pronunciarla è Ivano Chiesa, avvocato che da anni assiste Fabrizio Corona, intervenuto nel podcast Gurulandia per commentare il provvedimento del Tribunale di Milano che ha imposto all’ex agente fotografico il divieto di diffondere contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini e ha portato al blocco di due puntate di Falsissimo.

        Secondo Chiesa, quella decisione rappresenta molto più di una misura cautelare su un singolo caso: «È un precedente non solo pericoloso, ma potenzialmente un boomerang per chi l’ha messo in piedi». Il cuore del problema, spiega il legale, non è la natura del format di Corona né il fatto che Falsissimo non sia una testata giornalistica, ma un nodo più profondo e scivoloso: chi decide, prima della pubblicazione, che cosa sia diffamatorio e che cosa no.

        Nel corso dell’intervista, Chiesa richiama direttamente l’articolo 21 della Costituzione e ribadisce un principio che considera non negoziabile: il diritto di cronaca come conseguenza diretta della libertà di parola. «È una delle libertà più importanti, davanti alla quale altri diritti costituzionalmente garantiti cedono il passo», sostiene. Ed è proprio su questo punto che individua la “frattura” introdotta dal provvedimento del giudice, una frattura che rischia di estendersi ben oltre il caso Corona.

        L’avvocato contesta anche l’idea che la questione ruoti attorno alla mancanza di una qualifica giornalistica del progetto: «Se prendo gli stessi contenuti e li affido a una testata, diventano leciti? No. Il giudice dice che si applicano gli stessi principi perché si tratta di diritto di parola». Un passaggio che, nella lettura di Chiesa, apre scenari imprevedibili per tutto il sistema mediatico italiano, comprese trasmissioni televisive storicamente abituate a muoversi sul filo della satira e dell’inchiesta. Non a caso cita programmi come Striscia la Notizia e Le Iene, ricordando di aver assistito in passato numerosi soggetti che si erano sentiti danneggiati dai loro servizi: «Adesso ho uno strumento in più», osserva.

        Nonostante la critica frontale alla decisione del Tribunale di Milano, Chiesa sottolinea di aver invitato il suo assistito a rispettarla scrupolosamente. «Giusto o sbagliato che sia, va rispettata», racconta, spiegando che il divieto non riguarda il parlare di Signorini in assoluto, ma il farlo in termini diffamatori. Una distinzione che, secondo il legale, è tutto fuorché semplice: «Chi stabilisce prima che cosa è diffamatorio o no?». È qui che si annida, a suo avviso, il vero corto circuito giuridico.

        Nel ragionamento dell’avvocato rientra anche la natura delle accuse mosse da Corona. La diffamazione, ricorda, è punita nella maggior parte dei casi con una sanzione pecuniaria e diventa penalmente più grave solo in presenza di affermazioni palesemente false e gravemente lesive, come l’attribuzione infondata di reati a un magistrato. Diverso, sostiene Chiesa, sarebbe il caso di Signorini, accusato di fatti che rientrerebbero in un procedimento penale aperto: «La gente ha diritto di sapere», afferma, distinguendo tra la sfera privata e l’ipotesi di condotte penalmente rilevanti.

        Il fronte dello scontro, però, non si limita alle aule di giustizia. Dopo il blocco delle prime puntate per ordine del giudice, anche l’episodio 21 di Falsissimo è stato oscurato a seguito di uno strike per copyright richiesto da Mediaset. Una mossa che Chiesa definisce «interessante» e che ammette di non aver mai visto prima in casi simili: «La userò in futuro», dice, riconoscendo implicitamente che la battaglia si sta spostando anche sul terreno tecnico e procedurale delle piattaforme digitali.

        È in questo contesto che l’avvocato parla apertamente di «una battaglia giudiziaria potentissima». A suo dire, Mediaset starebbe utilizzando «tutti gli strumenti leciti e legali a disposizione», compresa la strada del copyright, forte di un apparato legale di alto livello. La replica di Corona, almeno nelle intenzioni del suo difensore, non sarà arretrare ma reggere l’urto, anche a costo di pagare un prezzo personale elevato.

        Chiesa si mostra tranquillo anche rispetto alle verifiche avviate dall’Agcom sul canale YouTube di Corona: «Facciano quello che devono fare», commenta, minimizzando l’impatto immediato. Il punto, ribadisce, è un altro: la censura preventiva non può diventare una prassi accettata. «Se io ti diffamo, tu mi fai causa. Se ho sbagliato, vengo condannato. Ma bloccare prima non può passare», dice, rivendicando una posizione che dichiara di sostenere prima ancora che da avvocato di Corona, da cittadino.

        Nel corso dell’intervista emerge anche il rapporto personale tra i due, raccontato con toni a metà tra l’ironia e la complicità. Chiesa descrive Corona come un uomo «molto intelligente», cambiato dagli anni e dalle esperienze giudiziarie, ma ancora animato da una spinta fuori dagli schemi. «La sua forza è non dover rendere conto a nessuno», afferma, spingendosi fino a immaginare uno scenario paradossale in cui l’ex re dei paparazzi, stretto tra divieti e querele, finisca per incarnare una figura da ribelle popolare. Da qui la metafora di Robin Hood.

        Intanto Corona continua a muoversi sul fronte social. Dopo la chiusura dei suoi profili da parte di Meta, ha aperto nuovi account su Instagram e YouTube, annunciando l’intenzione di andare avanti. Il ritorno temporaneo del profilo “originale”, durato poche ore prima di una nuova sospensione, ha aggiunto ulteriore tensione a una vicenda già incandescente. E in serata è arrivata l’ennesima escalation: una causa civile da 160 milioni intentata da Mediaset e da numerosi volti dell’azienda, da Maria De Filippi a Ilary Blasi, da Gerry Scotti a Samira Lui.

        Come finirà è impossibile dirlo. Di certo, però, la vicenda ha già superato i confini del personaggio Corona per diventare un caso che interroga il sistema mediatico, il rapporto tra giustizia e informazione e il limite sottile tra tutela della reputazione e libertà di parola. La partita è appena iniziata. E promette di essere lunga, rumorosa e carica di conseguenze che andranno ben oltre Falsissimo.

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          Ritorno di fiamma con freno a mano: Alba Parietti e Fabio Adami brindano alla riconciliazione, ma lei torna ai Parioli

          Avvistati prima in atteggiamenti teneri e poi a tavola nel ristorante romano La Barchetta, Alba Parietti e Fabio Adami sembrano aver ritrovato l’armonia. Ma la showgirl, con cautela tutta piemontese, avrebbe scelto di rientrare nella sua casa ai Parioli.

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            Il copione è quello classico delle storie che non vogliono finire davvero. Dopo essere stati avvistati alla stazione di Milano in atteggiamenti inequivocabilmente teneri, Alba Parietti e Fabio Adami sono riapparsi insieme pochi giorni dopo a Roma, seduti a un tavolo del ristorante La Barchetta, storico ritrovo dell’amica di lei.

            Attorno, un piccolo coro di amici comuni, calici alzati e sorrisi che sanno di benvenuto ufficiale. Il brindisi, raccontano i presenti, era chiaramente dedicato alla loro riconciliazione. Non una cena qualunque, ma una di quelle serate in cui si celebra un “di nuovo insieme” senza bisogno di proclami.

            Lui innamorato, lei con il freno tirato
            Si mormora che Adami si dichiari ancora perdutamente innamorato, convinto che certi legami, anche quando si spezzano, sappiano sempre ritrovare la strada. Alba, invece, avrebbe scelto una linea più misurata. Nessuna fuga romantica, nessuna convivenza bis, almeno per ora.

            La Parietti, con quella prudenza tutta torinese che negli anni è diventata quasi una cifra stilistica, avrebbe deciso di tornare comunque nella sua casa ai Parioli. Un gesto che dice molto più di mille dichiarazioni: il sentimento può anche esserci, ma l’indipendenza resta una priorità non negoziabile.

            La saggezza dell’esperienza
            Chi la conosce bene giura che non si tratti di freddezza, ma di esperienza. Dopo tanto vissuto pubblico e privato, Alba sembra applicare alla lettera una regola non scritta: i ritorni di fiamma si gustano un passo alla volta. Senza slanci avventati, senza promesse affrettate.

            Per ora, dunque, la coppia si concede cene, sorrisi e complicità ritrovata. Ma ognuno torna a casa propria. Perché, come insegnano i saggi – e come Alba sembra sapere benissimo – fidarsi è bene. Non fidarsi è meglio.

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              Can Yaman, nuova liaison a Madrid tra polemiche e minacce social.

              Avvistato a cena con la giovane influencer Lorena Ramiro, già legata in passato a Pedri, Can Yaman accende il dibattito social. La ragazza rompe il silenzio dopo insulti e minacce. Alice Campello, invece, dribbla le domande sulla separazione

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                Mentre in Italia cresce l’attesa – e la curiosità – per vederlo sul palco dell’Ariston come co-conduttore del Festival di Sanremo, Can Yaman finisce al centro della cronaca rosa spagnola. Archiviata la relazione con la DJ Sara Bluma, l’attore sarebbe stato sorpreso a cena a Madrid, nel ristorante asiatico Salvaje, in compagnia di Lorena Ramiro, 22 anni, volto già noto al gossip iberico.

                Lorena Ramiro, infatti, non è una sconosciuta: in passato è stata legata a Pedri, stella del Barcellona e della nazionale. Un dettaglio che ha contribuito a far esplodere l’attenzione mediatica – e, purtroppo, anche il lato più tossico dei social.

                Insulti e minacce dopo le foto
                Dopo la diffusione delle immagini della cena con Yaman, l’influencer è stata bersagliata da critiche, offese e persino minacce dirette sui suoi profili social. Una pressione tale da spingerla a intervenire pubblicamente con un video, nel tentativo di fermare l’escalation. “Non ho fatto nulla di male, non ho sfasciato alcuna famiglia e non ho ucciso nessuno”, ha dichiarato, visibilmente scossa ma determinata a difendersi.

                Un episodio che riaccende il dibattito sul trattamento riservato alle giovani donne coinvolte – spesso loro malgrado – nelle relazioni con personaggi famosi, soprattutto quando entrano in gioco fandom molto attivi.

                Can Yaman resta in silenzio
                Da parte dell’attore, al momento, nessun commento ufficiale. Yaman continua a mantenere il massimo riserbo sulla sua vita privata, lasciando che siano foto e indiscrezioni a parlare. Un silenzio che, inevitabilmente, alimenta ulteriori speculazioni alla vigilia della sua esposizione mediatica sanremese.

                E mentre Sanremo si avvicina e i riflettori si accendono, il gossip corre più veloce di qualsiasi scaletta.

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