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Gossip

Asia Argento, tra cinema e vita privata: “Non ho più voglia di sentirmi tradita”

A quasi 50 anni, Asia Argento guarda con lucidità al suo passato e al futuro, tra cinema, famiglia e riflessioni personali. “Mio padre non ha mai voluto che i miei figli lo chiamassero nonno, io invece ho cercato di creare un ambiente diverso per loro”.

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    Asia Argento è pronta a tornare sul grande schermo con Fatti vedere, film che la vede protagonista accanto a Matilde Gioli, Francesco Centorame e Pierpaolo Spollon. Ma se il cinema è una parte imprescindibile della sua vita, l’attrice non nasconde di trovarsi in un momento di riflessione profonda, complice il traguardo dei 50 anni. Un bilancio tra passato e futuro, tra successi e ferite che, come lei stessa ammette, “non si rimarginano mai del tutto”.

    Il rapporto con la famiglia, in particolare con il padre Dario Argento, è ancora un nodo irrisolto. “Avrei bisogno di un padre, ma sono anche abituata alla sua assenza”, confessa con amarezza. Non c’è astio, ma la consapevolezza che, nel tempo, il legame non si è mai rafforzato. “Da quando sono diventata madre, non ha mai voluto che i miei figli lo chiamassero nonno. Lui stesso lo ammette”. Una distanza che si è consolidata nel tempo: “Da me vorrebbe semplicemente che recitassi nei suoi film. Della mia vita di donna, di figlia, non gli interessa molto”.

    Un rapporto opposto a quello che ha costruito con la figlia Anna Lou, avuta da Morgan. “Sono cresciuta in una famiglia in cui non c’erano tanti abbracci e baci, i miei genitori si interessavano del mio lavoro, non di come stavo”, racconta. “Con i miei figli, invece, ho sempre fatto il contrario. Li ho tenuti stretti, le coccole sono una cura per me e per loro”. Il successo più grande per Asia, dice, è stato proprio costruire un ambiente familiare sano, opposto a quello in cui è cresciuta.

    L’esperienza della figlia a Ballando con le stelle è stata per lei motivo di grande orgoglio. “L’ho vista fiorire. È una ragazza insicura e timida, come tanti suoi coetanei, e poi ha vissuto momenti complessi”. Un chiaro riferimento alle difficoltà affrontate dalla giovane, cresciuta sotto i riflettori e con un’eredità ingombrante da gestire.

    Sul piano personale, Asia Argento ammette di aver imparato a proteggersi dalle delusioni. “Non ho più voglia di sentirmi tradita, come spinta sotto un autobus”, dice con una metafora tagliente. Dopo un lungo percorso in terapia, durato 16 anni, ha trovato il coraggio di dare le proprie energie solo alle persone che le meritano. Un processo di autodifesa, ma anche di consapevolezza: “Ho avuto una terapeuta meravigliosa. Se non l’avessi incontrata, oggi non potrei essere qui a parlare”.

    E l’amore? Per il momento, l’attrice sembra non voler forzare nulla. “Mi piacerebbe trovare un amico speciale, ma potrei anche scoprire di essere votata alla solitudine. Sto così bene con i miei figli che forse non ho bisogno di altro”. Un’affermazione che sa di libertà, ma anche di interrogativi ancora aperti.

    Mentre il pubblico si prepara a rivederla al cinema, Asia Argento continua il suo viaggio, tra il desiderio di esprimersi come regista e una ricerca interiore che, a 50 anni, è tutt’altro che conclusa.

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      Gossip

      Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

      Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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        Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

        La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

        Tra confidenza e spettacolo
        Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

        La reazione della madre
        La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

        Recita per i webeti?
        Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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          Personaggi

          «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

          L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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            «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

            La smentita netta
            Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

            Il sospetto di un secondo fine
            Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

            La posizione di Scotti
            Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

            Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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              Gossip

              Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla: Giulia De Lellis e il “segreto” per restare incinta tra vino rosso e leggerezza

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                Se non ci fosse, la dovremmo inventare. Perché anche quando si parla di un tema delicato come la gravidanza, Giulia De Lellis riesce a trasformarlo nell’ennesimo racconto da condividere, commentare e rimettere in circolo.

                Il racconto social della visita
                L’influencer ha spiegato ai follower il “segreto” per rimanere incinta, riportando le parole del suo ginecologo: «Il mio ginecologo è molto particolare, semplicemente mi ha fatto una visita, mi ha fatto un controllo, si è accertato che tutto fosse ok, non come magari le paranoie che ci stavamo facendo noi…». Un passaggio che sembra voler smontare ansie eccessive e paure preventive.

                Il consiglio che fa discutere
                Poi arriva la chiusura, destinata a fare rumore: «E, dopodiché, mi ha detto di andare a casa, aprire una bella bottiglia di vino rosso e godermi la serata con il mio fidanzato». Una frase che, nel racconto di De Lellis, diventa quasi una formula magica, leggera e disarmante, pronta a essere rilanciata come pillola di saggezza quotidiana.

                Tra leggerezza e semplificazione
                Il punto, come spesso accade, non è tanto il contenuto quanto il contesto. Un consiglio medico raccontato in forma colloquiale diventa immediatamente messaggio pubblico, semplificato, quasi universale. E anche un percorso intimo come quello verso la maternità si trasforma in narrazione social, con il rischio di scivolare dalla condivisione alla banalizzazione.

                L’esternazione quotidiana
                È il meccanismo che accompagna da anni ogni uscita di De Lellis: tutto è racconto, tutto è confessione, tutto è materiale da engagement. Anche il desiderio di un figlio diventa così parte di un diario pubblico continuo, in cui la linea tra esperienza personale e contenuto da consumare resta volutamente sfocata.

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