Gossip
Chiara Ferragni sola ad Abu Dhabi festeggia il compleanno con una tortina e una candelina
Trentotto anni in trasferta, lontana dai figli e da Tronchetti Provera. Ma con un mantra: “Il meglio deve ancora venire”
Un compleanno fuori dai riflettori ma sotto le luci abbaglianti di Abu Dhabi. Per Chiara Ferragni il 38esimo giro di boa è stato tutt’altro che classico: niente mega party, nessun “family moment” con Fedez e i bambini, nessuna foto sul terrazzo vista skyline. Solo una tortina monoporzione, una candelina e un post su Instagram a segnare la data. «Festeggiando il mio compleanno in modo diverso, lavorando ad Abu Dhabi per 24 ore», ha scritto l’influencer. Un giorno qualunque, almeno a prima vista. Ma pieno di sottintesi.
Ferragni si trova negli Emirati per un impegno di lavoro top secret – si mormora di una collaborazione nel settore del lusso – e ha scelto di non posticipare il viaggio, accettando di passare la giornata con la sola compagnia del suo staff. Una scelta inusuale per chi, fino a un anno fa, festeggiava ogni ricorrenza in modalità royal wedding. Eppure, forse, questo compleanno sobrio dice più di mille stories.
In una breve riflessione condivisa con i suoi milioni di follower, Chiara ha parlato di «un anno diverso da tutti gli altri» e ha aggiunto: «Spero che il meglio debba ancora venire, perché è questo che accade quando vivi il tuo vero io». Una frase che suona come un mantra – o un auspicio – dopo mesi segnati da burrasche mediatiche, crisi personali e un ribaltamento d’immagine non indifferente. Dai pandori alla Procura, fino al silenzioso allontanamento da Fedez, la narrazione dorata si è incrinata. Ma lei non molla: si reinventa, viaggia, lavora. E spegne la candelina con dignità e un pizzico di malinconia.
Non sono mancati però gli auguri di chi le è davvero vicino. La madre Marina Di Guardo ha postato un tenerissimo messaggio rievocando i primi giorni di vita di Chiara, e le sorelle, Francesca e Valentina, hanno condiviso dediche affettuose e foto d’archivio che raccontano un legame famigliare sempre molto forte. Veronica Ferraro, storica amica e compagna di mille viaggi, ha rispolverato l’affetto di un’amicizia che dura da 17 anni, a riprova che, in mezzo ai follower, restano anche le presenze vere.
E poi c’è lui, l’uomo del momento: Giovanni Tronchetti Provera, rampollo della dinastia Pirelli, con cui Ferragni fa ormai coppia fissa da alcuni mesi. Di lui nessuna traccia ad Abu Dhabi. Ma chi conosce Chiara sa che certe assenze sono solo strategiche. Il legame – raccontano le voci ben informate – sarebbe solido e riservato, e non è escluso che ci sia già in programma una celebrazione a due al ritorno. D’altronde, dopo un anno in cui ogni passo è stato seguito, criticato e soppesato, una parentesi intima e lontana dai flash sembra quasi un gesto rivoluzionario.
E così, tra i grattacieli del Golfo, una tortina con la glassa rosa e lo schermo del telefono pieno di cuori e auguri, Chiara Ferragni ha spento le sue 38 candeline. Senza abiti da gala né mariti a fianco, ma con l’orgoglio discreto di chi ha imparato a far rumore anche nel silenzio. E magari con la sensazione – dolce, pungente – che il meglio, davvero, debba ancora venire.
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Personaggi
Francesco Totti, la confessione choc dopo la morte del padre: «Ho pensato di ammazzarmi». Il rimorso per gli abbracci e le parole mai dette
A sei anni dalla scomparsa di Enzo Totti, morto per le complicazioni del Covid, l’ex capitano della Roma racconta nel libro “Oltre” il momento più buio della sua vita. Il dolore, il pensiero di farla finita e quel senso di colpa che non lo ha mai abbandonato.
«E adesso mi ammazzo». Francesco Totti racconta di aver pensato anche questo quando ha saputo che suo padre Enzo era morto. Un pensiero terribile, durato un istante, che l’ex capitano della Roma ha deciso di non nascondere nelle pagine del suo libro Oltre, dove ripercorre il dolore provocato dalla scomparsa dell’uomo che più di ogni altro lo aveva accompagnato nella vita e nella carriera. «Non l’avrei fatto, ma l’ho pensato. Un momento di debolezza», precisa Totti, descrivendo lo smarrimento vissuto il 12 ottobre 2020, quando il Covid-19 gli portò via il padre, conosciuto da tutti come lo Sceriffo.
A sei anni da quella tragedia, il ricordo è ancora doloroso. Enzo Totti non era soltanto il papà del campione che aveva fatto innamorare Roma, ma una presenza costante a Trigoria, sugli spalti degli stadi e nei ritiri della squadra. Un uomo riservato, capace di farsi amare senza cercare mai i riflettori, che aveva costruito gran parte della propria esistenza intorno alla famiglia e alla passione per il calcio del figlio. La sua morte ha lasciato in Francesco un vuoto che il tempo non è riuscito a colmare, accompagnato soprattutto dal rimorso per tutte le occasioni nelle quali avrebbe potuto stargli vicino e non lo aveva fatto.
Francesco Totti e il pensiero di farla finita: «Stavo annegando nella disperazione»
Nel libro Oltre, Francesco Totti descrive senza filtri lo stato d’animo nel quale precipitò dopo aver ricevuto la notizia della morte del padre. Le sue parole restituiscono la dimensione di un dolore che, per qualche istante, gli fece perdere ogni punto di riferimento.
«Dal quadro spariscono i colori, dal camino il calore. Solo nero, solo gelo. Stavo annegando nella disperazione. Quando l’ho saputo sono andato con il pilota automatico. E adesso mi ammazzo. Non l’avrei fatto, ma l’ho pensato. Un momento di debolezza», confessa l’ex numero dieci giallorosso.
Totti chiarisce quindi che non avrebbe trasformato quel pensiero in un gesto concreto, ma racconta di averlo attraversato nel momento di maggiore disperazione. Una confessione particolarmente intima da parte di un uomo che, per decenni, è stato abituato a mostrarsi forte davanti alle telecamere e a milioni di tifosi.
La notizia arrivò attraverso una telefonata del medico che seguiva Enzo all’ospedale Spallanzani di Roma, dove era ricoverato a causa del coronavirus. Francesco ricorda soprattutto una parola, sufficiente a fargli comprendere immediatamente ciò che stava per sentirsi dire.
«Appena ho sentito quel purtroppo al telefono, ho capito, il mondo è crollato», racconta, ricordando la voce del medico, ferma e gentile, mentre gli comunicava che non c’era più nulla da fare.
La morte di papà Enzo allo Spallanzani: l’ultimo saluto che non c’è stato
Enzo Totti morì il 12 ottobre 2020, durante uno dei periodi più difficili della pandemia. Le restrizioni sanitarie e le condizioni dei pazienti ricoverati rendevano impossibile per molte famiglie restare accanto ai propri cari, e anche Francesco dovette affrontare la malattia del padre senza poterlo raggiungere.
«Papà Enzo, il mitico Sceriffo, se n’era appena andato come aveva vissuto: senza parlare», scrive Totti, ricordando un uomo che preferiva comunicare attraverso gli sguardi piuttosto che con le parole. Negli ultimi momenti, il padre era stato assistito da un macchinario che lo aiutava a respirare, mentre le complicazioni del Covid compromettevano progressivamente le sue condizioni.
L’impossibilità di stargli vicino è uno degli aspetti che Francesco continua a ricordare con maggiore sofferenza. «Non potevamo andarlo a trovare, né sentirlo al telefono», racconta, spiegando di aver sperato fino all’ultimo che il ricovero potesse concludersi con il ritorno a casa.
Quando Enzo entrò in ospedale, padre e figlio non si vedevano da quasi un mese. Una distanza che allora sembrava normale, legata agli impegni quotidiani e alla convinzione che ci sarebbe sempre stata un’altra occasione per incontrarsi. Dopo la morte, proprio quel tempo trascorso lontani è diventato per Totti una delle ferite più difficili da accettare.
«Scusami, papà»: il rimorso di Totti per gli abbracci mancati
Il passaggio più doloroso del racconto riguarda il senso di colpa che Francesco Totti continua a provare ripensando agli ultimi mesi di vita del padre. L’ex calciatore si interroga sulle visite rimandate, sulle parole mai pronunciate e su quella convinzione, comune a molti figli, che i genitori possano restare accanto a noi per sempre.
«Un figlio ha sempre qualcos’altro da fare, perché pensa che ci sia tempo la volta successiva, che un genitore sia eterno», riflette Totti, ricordando come lui vivesse all’Eur ed Enzo a Casal Palocco. La distanza non era grande, ma gli impegni e la quotidianità avevano finito per rendere sempre più facile rimandare un incontro.
Il rimpianto emerge con particolare forza quando Francesco si rivolge idealmente al padre: «Io vivo nel tormento, nel rimorso causato da una domanda che mi pongo in continuazione: Francesco, perché hai aspettato? Scusami, papà. Per tutte le volte che non ho capito. Per tutte quelle in cui non hai sentito ti voglio bene, per gli abbracci mancati e le parole non dette. Per gli sbagli che ho fatto».
Non è soltanto il dolore per la perdita, dunque, a segnare il ricordo di Enzo Totti, ma anche la consapevolezza di non poter più recuperare quei piccoli momenti che durante la vita sembravano scontati.
Chi era Enzo Totti, lo Sceriffo che seguiva Francesco ovunque
Per i tifosi della Roma, Enzo Totti era una figura familiare quasi quanto il figlio. Lo chiamavano lo Sceriffo e lo incontravano spesso a Trigoria, durante gli allenamenti, nelle trasferte e nei ritiri estivi della squadra. Era un uomo imponente, riservato e generoso, capace di instaurare rapporti di amicizia con calciatori, dirigenti e tifosi senza mai sfruttare la notorietà di Francesco.
«Era un buono, il più buono di tutti», racconta l’ex capitano, ricordando il padre come un uomo che aveva sempre scelto di restare un passo indietro rispetto a lui, per non disturbarlo e per proteggerlo.
Enzo seguiva le partite della Roma anche lontano dalla Capitale e organizzava viaggi insieme agli amici, spesso scegliendo pulmini o automobili per consentire a tutti di partecipare. Durante i Mondiali del 2006 in Germania, quelli che avrebbero consacrato Francesco campione del mondo con la Nazionale italiana, era arrivato addirittura in camper.
Totti racconta anche quanto il ritiro dal calcio avesse inciso sulla vita del padre. Quando Francesco smise di giocare, Enzo perse una parte importante della propria routine e, secondo il figlio, cominciò a lasciarsi andare, trovando conforto soprattutto nel cibo. L’ex capitano lo ricorda con un’espressione affettuosa: «Centocinquanta chili di tenerezza».
Per anni la vita dello Sceriffo era stata scandita dagli impegni calcistici del figlio, dalle partite da seguire e dalle trasferte da organizzare. Con la fine della carriera di Francesco, anche per Enzo si era chiuso un capitolo fondamentale della propria esistenza.
Il momento più difficile: dire a mamma Fiorella che Enzo era morto
Tra i ricordi più strazianti contenuti nel libro c’è anche il momento in cui Francesco Totti dovette comunicare alla madre Fiorella la morte del marito. I genitori dell’ex capitano erano sposati da quasi mezzo secolo e avevano condiviso gran parte della loro vita, costruendo un legame che la scomparsa di Enzo interruppe improvvisamente.
Francesco ricorda soprattutto lo sguardo della madre quando comprese ciò che era accaduto. «Mi ha guardato. Non scorderò mai la sua espressione di quel momento», racconta, descrivendo la sofferenza di una donna che aveva perso il compagno con il quale era cresciuta e aveva costruito una famiglia.
Fiorella si era sposata quando aveva soltanto sedici anni e aveva trascorso accanto a Enzo quasi cinquant’anni. Secondo Francesco, non svenne e non crollò fisicamente davanti alla notizia, ma si ritrovò improvvisamente sola, privata della persona che aveva condiviso con lei quasi ogni fase dell’esistenza.
Nel libro, Totti riflette anche sulla differenza tra la fine di un amore per scelta e la separazione imposta dalla morte. Una relazione può interrompersi perché uno dei due decide di andarsene, osserva, e con il tempo è possibile ricominciare. Quando invece a spezzare il legame è il destino, il dolore assume una dimensione completamente diversa.
Sei anni dopo la scomparsa dello Sceriffo, Francesco Totti continua a fare i conti con quel lutto e con le domande rimaste senza risposta. Il campione che ha conquistato uno scudetto con la Roma e un Mondiale con l’Italia racconta così una delle sue sconfitte più dolorose, quella davanti alla quale non sono serviti il talento, la fama o la forza dimostrata per una vita intera. E nelle pagine di Oltre trova il coraggio di pronunciare quelle parole che avrebbe voluto dire più spesso quando suo padre era ancora accanto a lui.
Speciale Grande Fratello
Grande Fratello Vip, Alessandro Roncaccia rischia la squalifica per una presunta bestemmia: il video diventa virale e scoppia la polemica
Una frase pronunciata in giardino dal concorrente scatena le proteste sui social e le richieste di espulsione. Dopo la squalifica di Simone Annicchiarico per un episodio analogo, il pubblico chiede al Grande Fratello Vip di intervenire anche su Roncaccia.
Alessandro Roncaccia potrebbe finire nei guai al Grande Fratello Vip per una presunta bestemmia pronunciata all’interno della casa. Un video che mostra il concorrente mentre conversa in giardino con Megan Ria e Giacomo Galliani è diventato virale sui social, alimentando una polemica che potrebbe avere conseguenze sul suo percorso nel reality. A scatenare le proteste è stata una frase pronunciata da Roncaccia dopo essersi accorto di non avere con sé la sigaretta, un’esclamazione che diversi spettatori hanno interpretato come una bestemmia. La registrazione ha immediatamente diviso il pubblico, tra chi chiede la squalifica e chi ritiene necessario ascoltare attentamente l’audio prima di attribuire al concorrente una violazione del regolamento.
La questione è particolarmente delicata perché nella stessa edizione del Grande Fratello Vip un altro concorrente, Simone Annicchiarico, è già stato espulso per un’imprecazione giudicata incompatibile con le regole del programma. Il precedente ha inevitabilmente acceso il confronto sui social, dove molti utenti chiedono che venga applicato lo stesso criterio anche nel caso di Roncaccia. Al momento, tuttavia, non risulta una comunicazione ufficiale della produzione che confermi la bestemmia o annunci provvedimenti nei suoi confronti.
Alessandro Roncaccia, cosa si sente nel video della presunta bestemmia
L’episodio contestato si è verificato nel giardino della casa del Grande Fratello Vip, dove Alessandro Roncaccia si trovava insieme a Megan Ria e Giacomo Galliani. I tre stavano conversando quando Roncaccia si è accorto di non avere la sigaretta e ha pronunciato un’esclamazione che ha attirato l’attenzione degli spettatori collegati alla diretta.
La clip ha cominciato rapidamente a circolare sui social, dove numerosi utenti hanno condiviso il filmato chiedendosi quali parole avesse effettivamente utilizzato il concorrente. Alcuni sostengono di riconoscere una bestemmia, mentre la registrazione, almeno sulla base delle contestazioni emerse online, non ha ancora prodotto una valutazione ufficiale da parte del programma.
È proprio questo il punto centrale della vicenda: l’interpretazione degli spettatori non basta a stabilire con certezza che Roncaccia abbia pronunciato un’espressione vietata. Per arrivare a una decisione sarà necessario valutare l’audio originale e verificare se la frase corrisponda effettivamente a quella contestata sui social.
Grande Fratello Vip, sui social chiedono la squalifica di Roncaccia
La diffusione del video ha provocato numerose reazioni tra gli appassionati del Grande Fratello Vip, soprattutto da parte di chi ritiene che la produzione debba intervenire con fermezza nei confronti di eventuali bestemmie pronunciate dai concorrenti.
Le richieste di squalifica si sono moltiplicate proprio perché il pubblico ricorda quanto accaduto a Simone Annicchiarico, allontanato dalla casa dopo un episodio che aveva portato a una decisione ufficiale del programma. Secondo diversi spettatori, qualora venisse accertata una violazione analoga, sarebbe necessario adottare un provvedimento coerente con quello già applicato.
Non tutti, però, considerano il filmato sufficiente per arrivare a una conclusione. La frase contestata deve essere interpretata nel suo contesto e la produzione potrebbe disporre di registrazioni più chiare rispetto a quelle diffuse online. Per questo motivo, almeno fino a un’eventuale comunicazione ufficiale, la presunta bestemmia di Roncaccia resta un’ipotesi e non un fatto accertato.
Il precedente di Simone Annicchiarico, espulso dopo un’imprecazione
A rendere ancora più complicata la posizione di Alessandro Roncaccia è il precedente di Simone Annicchiarico, già squalificato dal Grande Fratello Vip dopo avere pronunciato un’imprecazione mentre Giancarlo Danto era impegnato nella preparazione della pasta.
In quell’occasione, la produzione aveva scelto di intervenire direttamente, comunicando l’esclusione del concorrente attraverso i canali ufficiali del reality. «Il Grande Fratello ha deciso che Simone Annicchiarico deve abbandonare la Casa», recitava il messaggio con cui era stata annunciata la decisione.
Il caso aveva chiarito quanto il programma considerasse rilevanti determinate espressioni, indipendentemente dal contesto nel quale venivano pronunciate. Questo non significa, però, che Roncaccia debba automaticamente subire la stessa sorte: prima di qualsiasi provvedimento occorre stabilire se le parole pronunciate siano effettivamente riconducibili a una bestemmia.
Il confronto tra i due episodi è comunque diventato uno degli argomenti più discussi tra gli spettatori, che attendono di capire se il Grande Fratello Vip affronterà pubblicamente la questione e quale valutazione darà della registrazione.
Alessandro Roncaccia sarà squalificato dal Grande Fratello Vip?
Il destino di Alessandro Roncaccia all’interno della casa dipenderà dall’eventuale decisione della produzione. Le possibilità comprendono un chiarimento pubblico sull’episodio, un provvedimento disciplinare qualora venga accertata una violazione oppure la scelta di non intervenire se la frase non dovesse risultare contraria al regolamento.
Per il momento non è stata annunciata alcuna squalifica e non ci sono elementi sufficienti per considerare certa l’espulsione del concorrente. Il video continua però a circolare sui social e il precedente di Simone Annicchiarico contribuisce a mantenere alta l’attenzione su una vicenda che potrebbe diventare uno dei temi più discussi del reality.
Roncaccia si trova così al centro di una polemica nata da pochi secondi di conversazione in giardino, mentre gli spettatori attendono di sapere se quelle parole siano state davvero una bestemmia oppure se il filmato abbia generato un equivoco. La risposta definitiva, almeno per quanto riguarda le conseguenze nel programma, potrà arrivare soltanto dal Grande Fratello Vip.
Gossip
Selvaggia Lucarelli, la confessione su Lorenzo Biagiarelli: «Mi ha lasciata e mi sono inginocchiata davanti a lui». Poi la rivelazione sulle nozze
Ospite di Verissimo, Selvaggia Lucarelli racconta la crisi che rischiò di mettere fine alla storia con Lorenzo Biagiarelli, il gesto disperato per riconquistarlo e i progetti di matrimonio dopo undici anni insieme.
Selvaggia Lucarelli si è inginocchiata davanti a Lorenzo Biagiarelli per convincerlo a non mettere fine alla loro storia d’amore. Una confessione sorprendente, soprattutto per chi è abituato a conoscere il carattere deciso e combattivo della giornalista, che durante un’intervista a Verissimo ha raccontato uno dei momenti più difficili della relazione con il compagno. Oggi i due stanno insieme da undici anni e progettano il matrimonio, ma all’inizio della loro storia hanno attraversato una crisi che avrebbe potuto separarli definitivamente. A non voler rinunciare a quell’amore, nonostante la decisione di Lorenzo di lasciarla, era stata proprio Selvaggia.
Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, la crisi e il gesto inaspettato
Durante la conversazione con Silvia Toffanin, Lucarelli ha ricordato il momento in cui Biagiarelli aveva deciso di interrompere la relazione, quando stavano insieme ancora da poco tempo. Una decisione che lei non aveva accettato, convinta che quel rapporto meritasse di superare le difficoltà iniziali. «Io ci credevo così tanto a questa storia che, per la prima volta nella mia vita, mi ricordo che mi sono inginocchiata e gli ho detto: “Fidati di me, questa è una storia bellissima, dobbiamo crederci. Supereremo questo momento e saremo insieme per un sacco di tempo”».
Una convinzione che nasceva anche dalla differenza d’età tra i due, sedici anni che Selvaggia non ha mai considerato un ostacolo, ma che in quella circostanza le sembravano addirittura un vantaggio. «La mia esperienza, il fatto che abbia sedici anni più di te, mi fa credere profondamente in questa cosa», aveva spiegato al compagno, cercando di convincerlo che le difficoltà non avrebbero compromesso il loro futuro. Il tempo sembra averle dato ragione, visto che la relazione ha superato quel momento ed è diventata una delle più longeve e conosciute del mondo dello spettacolo.
«Per quattro anni ho respinto qualsiasi relazione»: il passato sentimentale di Selvaggia
Prima di incontrare Lorenzo Biagiarelli, Lucarelli aveva attraversato un periodo di profonda trasformazione personale, maturato dopo alcune esperienze sentimentali che l’avevano portata a interrogarsi sul proprio modo di vivere i rapporti di coppia. «Non riuscivo a pensarmi come individuo, mi sentivo sempre la metà di qualcuno. Fuori dalle relazioni, invece, sono sempre stata ben definita», ha ammesso, spiegando come quella dipendenza emotiva l’avesse spinta a cambiare radicalmente atteggiamento.
Per quattro anni aveva quindi scelto di rimanere single, rinunciando volontariamente a nuove storie per imparare a stare bene con sé stessa. «Ho recuperato tutto il mio lavoro di costruzione dell’individuo che ero io. Per quattro anni ho respinto qualsiasi tipo di relazione e soprattutto ho imparato a sentirmi piena anche da sola». L’arrivo di Lorenzo aveva segnato una svolta proprio perché, per la prima volta, non sentiva il bisogno di avere qualcuno accanto per colmare una mancanza. «Ho capito che avevo voglia di cominciare una relazione, che non mi serviva nessuno per riempire dei vuoti, ma qualcuno che arricchisse una vita già piena. Ed è stato così».
Il matrimonio in Puglia e la data che continua a slittare
Dopo undici anni insieme, Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli continuano a parlare di matrimonio, anche se la cerimonia sembra destinata a farsi attendere ancora. Interrogata da Silvia Toffanin sulle nozze, la giornalista ha preferito non prendere impegni definitivi, ricordando con ironia di aver già cambiato idea rispetto ad alcune dichiarazioni precedenti. «Non ti prometto niente, sono stata infedele alle mie dichiarazioni», ha scherzato, lasciando comunque aperta una possibilità: «Forse ci riusciremo il prossimo autunno, sempre in Puglia. Non abbiamo cambiato location».
Per Lucarelli, tuttavia, il matrimonio non rappresenta necessariamente il coronamento romantico di una relazione, ma risponde anche a esigenze concrete che diventano importanti quando si costruisce una vita insieme. «Non ci si sposa mica per l’amore. Ci si sposa perché si vuole mettere a posto tutta una serie di cose», ha spiegato, confermando il suo approccio pragmatico anche davanti a una scelta tradizionalmente associata ai sentimenti.
La lettera di Lorenzo e le difficoltà dei 52 anni
A rendere ancora più emozionante l’intervista è arrivata una lettera scritta da Lorenzo Biagiarelli, nella quale il food blogger ha ripercorso gli inizi della loro storia e le aspettative che entrambi avevano riposto in quel rapporto. «Quando ci guardiamo indietro, penso che eravamo giovani, ingenui, veramente spavaldi. Fin dall’inizio, nonostante le esperienze e le paure che ci portavamo dentro, ci credevamo», ha scritto Lorenzo, ricordando una relazione nata da un’intesa immediata e cresciuta attraverso le difficoltà.
Lucarelli ha raccontato anche il particolare momento della vita che sta attraversando, soffermandosi sui cambiamenti che accompagnano il raggiungimento dei cinquant’anni. «È chiaramente un’età complessa, perché ci sono grandi passaggi: il fatto che spesso si vivano dei lutti, perché capita di perdere i genitori, e poi la sindrome del nido vuoto, perché a quest’età i figli possono lasciare casa. Ci sono tante cose da affrontare». Una fase che la giornalista descrive come una successione di prove personali, da affrontare con una consapevolezza diversa rispetto al passato. «È una sorta di guerra quotidiana contro qualcosa. Ogni giorno si apre un nuovo fronte e quindi bisogna scendere in campo. Cerco di affrontare le nuove sfide, anche se non sarà sempre possibile farlo con la stessa energia».
Accanto a lei continua a esserci Lorenzo, l’uomo che undici anni fa aveva provato ad allontanarsi e che Selvaggia aveva convinto a dare un’altra possibilità alla loro storia. Ora resta da capire se il prossimo autunno sarà davvero quello delle nozze in Puglia, oppure se la coppia deciderà ancora una volta di rimandare un matrimonio che, almeno nelle parole della giornalista, non sembra avere bisogno di una cerimonia per dimostrare la solidità del loro rapporto.
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