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Gossip

Le Gemelle Kessler: «Una pacca sul sedere? Solo un complimento»!

Ellen e Alice Kessler, le celebri gemelle tedesche che hanno incantato il pubblico come un duo inseparabile, hanno recentemente suscitato polemiche con le loro dichiarazioni in un’intervista al settimanale Gente. E il dibattito infuria…

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    Ellen e Alice Kessler, le celebri gemelle tedesche, 88enni, che hanno incantato il pubblico televisivo del varietà italiano, hanno suscitato polemiche con le loro dichiarazioni in un’intervista al settimanale Gente. Le ex ballerine, note per la loro carriera negli anni ’60 e ’70, hanno espresso la loro opinione sulle molestie sessuali.

    Le storiche icone dello spettacolo italiano, sono dunque finite al centro di una polemica sulle molestie sessuali, perché hanno espresso un punto di vista inaspettato sul tema del rispetto delle donne, minimizzando l’impatto di gesti come una pacca sul sedere.


    “Una pacca sul sedere non è così grave, al contrario la trovo divertente”, ha dichiarato Ellen Kessler. Anche Alice ha condiviso un’opinione simile, definendo tali gesti “un complimento”, paragonabili a un apprezzamento sull’aspetto fisico.


    Le dichiarazioni delle Kessler hanno provocato un’ondata di reazioni contrastanti, con molti utenti sui social media che hanno espresso sconcerto e disapprovazione. In molti hanno sottolineato come questi commenti minimizzino l’impatto psicologico delle molestie e contribuiscano a perpetuare una cultura che giustifica comportamenti inappropriati.

    La triste situazione si è concentrata poi sull’importanza del consenso e sulla necessità di educare al rispetto dei confini personali e che tali dichiarazioni siano pericolose e dannose, in quanto legittimano comportamenti che ledono la dignità delle donne.

    “Se ti vesti in modo provocante, non ti meravigliare”! Pare sia stata Alice che ha espresso la sua visione critica riguardo alla percezione attuale delle molestie solo perché un presunto molestatore guarda il seno di una donna.

    Inoltre, Alice ha dichiarato che le donne non dovrebbero meravigliarsi se ricevono attenzioni indesiderate quando si vestono in modo provocante, facendo riferimento alla tendenza delle star di sfilare sui red carpet in abiti rivelatori. Queste affermazioni hanno suscitato interrogativi sul confine tra espressione personale e comportamento inappropriato.

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      Gossip

      L’altra faccia dell’amore: Elodie e Franceska inseparabili, tra libertà, Pride e nuove narrazioni sentimentali

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      Elodie vola in Thailandia senza Iannone: le immagini con Franceska Nuredini accendono il gossip

        «La cantante e la ballerina Franceska Nuredini sono sempre più inseparabili. Eccole uscire da casa di Elodie per andare dal parrucchiere e poi tornare insieme». È così che il settimanale Chi introduce una sequenza di immagini apparentemente ordinarie, ma cariche di significato mediatico. Due donne che condividono tempo, spazi e gesti quotidiani diventano immediatamente racconto, osservazione, interpretazione.

        Il titolo che dice e non dice
        Il titolo scelto dal settimanale è volutamente sibillino: L’altra faccia della felicità. Un’espressione che lascia spazio a letture multiple, allusive, mai esplicite. Parafrasando il cinema queer di culto, viene naturale pensare a L’altra faccia dell’amore: non una provocazione, ma una narrazione alternativa, più libera, meno ingabbiata.

        Il passato recente con Iannone
        Chi ricorda come Elodie, fino a poche settimane fa, fosse legata ad Andrea Iannone. Una relazione nota, vissuta senza segreti ma anche senza spettacolarizzazioni forzate. La fine di quel rapporto, sottolinea il settimanale, non viene letta come una rottura “per” qualcuno, ma come la naturale conclusione di un sentimento.

        Una visione dell’amore mai nascosta
        Elodie non ha mai fatto mistero di apprezzare la bellezza femminile. In primis la propria, certo, ma anche quella altrui. Un rapporto sereno con il corpo, il desiderio, l’identità, che nel tempo è diventato parte integrante del suo racconto pubblico, senza mai trasformarsi in slogan.

        Dai Pride alla coerenza personale
        Madrina del Roma Pride 2022, protagonista al Pride di Milano nel 2024, Elodie ha sempre rivendicato una presenza autentica, lontana da operazioni di facciata. Non per convenienza, non per diventare un’icona, ma per esprimere libertà e solidarietà. Un posizionamento che oggi appare coerente anche nella sfera privata.

        Nessuna presa in giro, nessuna smentita
        Il punto centrale, sottolinea Chi, è l’assenza di contraddizioni: Elodie non ha mai preso in giro i suoi ex, né rinnegato relazioni precedenti. Se una storia finisce, non è perché si ama una donna, ma perché si smette di amare un uomo. Una distinzione semplice, ma ancora sorprendentemente necessaria nel racconto pubblico.

        Un racconto che cambia tono
        In un panorama mediatico spesso affamato di definizioni e categorie, la storia raccontata dal settimanale resta sospesa, volutamente aperta. Più che una dichiarazione, è un frammento di vita. E forse è proprio questa l’altra faccia dell’amore: non dover spiegare tutto.

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          Reali

          Harry contro il Daily Mail: “Continuano a perseguitarmi, hanno distrutto la vita di mia moglie”

          Voce rotta e toni durissimi in aula. Il duca di Sussex racconta anni di intrusioni e silenzi imposti dalla Casa reale: “Sono diventato paranoico. Difendo non solo me stesso, ma chiunque venga colpito dalla stampa”

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            Il volto teso, la voce incrinata dall’emozione. Principe Harry si presenta così davanti al tribunale di Londra, dove è chiamato a testimoniare nel processo contro il Daily Mail, accusato di aver spiato per anni la sua vita privata attraverso l’uso di microspie e investigatori privati. Un racconto crudo, personale, che va ben oltre la battaglia legale e diventa un atto d’accusa contro un sistema mediatico che, secondo il principe, non ha mai conosciuto limiti.

            “Hanno reso la nostra vita un inferno”

            “Continuano a perseguitarmi, hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto”, ha dichiarato Harry davanti ai giudici. Un riferimento diretto a Meghan Markle, bersaglio – a suo dire – di attacchi feroci, intrusioni costanti e articoli spesso invasivi, talvolta apertamente razzisti. “Le intrusioni nella mia vita mi hanno reso paranoico oltre ogni immaginazione”, ha aggiunto, spiegando come quella pressione abbia inciso profondamente sul suo equilibrio personale e familiare.

            La regola del silenzio imposta dalla monarchia

            Nel suo intervento, Harry ha anche chiamato in causa la famiglia reale. “Sono stato condizionato dall’istituzione e ho accettato per anni la regola del ‘mai lamentarsi, mai spiegare’”, ha raccontato. Una disciplina che, secondo il principe, ha finito per proteggere la stampa più aggressiva invece che chi ne subiva gli effetti. Il punto di rottura arriva quando la relazione con Meghan diventa pubblica: da lì, il senso di abbandono e la frustrazione per l’assenza di reazioni ufficiali contro le campagne mediatiche più violente.

            Accuse di spionaggio e metodi illegali

            Il processo ruota attorno a presunte pratiche illecite: intercettazioni, raccolta illegale di informazioni, pedinamenti. Harry sostiene che nulla della sua vita fosse davvero al sicuro. “Quello che faccio è nell’interesse di tutti”, ha detto, rivendicando il valore pubblico della sua battaglia. Non una vendetta personale, ma – nelle sue parole – un tentativo di fermare meccanismi che continuano a colpire personaggi pubblici e cittadini comuni.

            Una battaglia che va oltre Harry

            Il procedimento giudiziario in corso a Londra rappresenta l’ennesimo capitolo dello scontro frontale tra il duca di Sussex e i tabloid britannici. Ma il messaggio lanciato in aula è più ampio: la richiesta di responsabilità a un’informazione che, secondo Harry, ha superato da tempo il confine tra diritto di cronaca e persecuzione.

            Una testimonianza che pesa, destinata a riaccendere il dibattito sul rapporto tra potere mediatico, privacy e istituzioni. E che, comunque vada il processo, segna un altro strappo definitivo tra il principe ribelle e il mondo da cui ha scelto di allontanarsi.

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              Gossip

              Marini contro Elia, la guerra non si ferma: Valeria lascia l’agente condiviso dopo gli insulti della rivale

              Il caso Elia-Marini si allarga dal salotto tv alle retrovie del lavoro: Valeria ha deciso di interrompere il rapporto con l’agente che la seguiva da anni perché rappresenta anche la rivale. Un gesto che conferma quanto lo scontro sia diventato personale e senza ritorno

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                Altro che pace fatta: tra Valeria Marini e Antonella Elia la frattura si allarga e travolge tutto ciò che sta intorno a loro, perfino i rapporti professionali. Dopo gli insulti volati in diretta – con la Elia che ha definito la collega «una personalità di merda» e la Marini che ha annunciato a Storie al bivio di aver presentato denuncia – la vicenda compie un nuovo scatto in avanti. Valeriona ha deciso di mollare il suo agente storico, Luca Di Nardo, colpevole ai suoi occhi di rappresentare anche la “nemica”.

                La rottura con il management
                Fino a pochi giorni fa le due condividevano non solo studi televisivi e passerelle, ma anche lo stesso riferimento professionale. Un equilibrio saltato in un attimo: la Marini avrebbe comunicato la decisione di interrompere il rapporto con Di Nardo ritenendo incompatibile continuare a lavorare con chi tutela pure gli interessi di chi l’ha attaccata pubblicamente. Una scelta drastica, che dice molto del clima rovente creatosi.

                Nel mondo dello spettacolo cambiare agente non è mai un dettaglio: significa riorganizzare contratti, presenze, strategie mediatiche. Farlo sull’onda di una lite dimostra quanto la showgirl abbia preso sul serio l’affondo dell’Elia e quanto poco creda in un possibile ricomponimento.

                Dalla tv ai tribunali
                Lo scontro era esploso in televisione con toni durissimi, trasformandosi in poche ore in materia legale. Valeria aveva parlato di offese intollerabili e di tutela della propria immagine; Antonella, dal canto suo, non aveva arretrato di un millimetro. Il pubblico ha assistito a un copione che mescola rivalità antiche e caratteri opposti, ma ora la partita esce dal ring mediatico e tocca interessi concreti.

                Un’amicizia mai decollata
                Le due non si sono mai amate davvero, ma per anni avevano mantenuto una convivenza professionale civile. Condividere lo stesso agente sembrava la prova che, al di là delle scintille, si potesse lavorare fianco a fianco. Oggi quel ponte è crollato e il gesto della Marini suona come una dichiarazione definitiva: niente più zone grigie, niente più mediazioni.

                Cosa succede adesso
                Resta da capire come reagirà Di Nardo e se la Elia continuerà a essere seguita dallo stesso manager. Intanto il caso promette nuovi capitoli, tra querele, ospitate e inevitabili prese di posizione. In questo teatro permanente, Valeria ha scelto la linea dura: chi sta con Antonella, non può stare con lei.

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