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Gossip

Matteo Salvini e i like notturni a Clara: la giustificazione non convince nessuno

Dopo la rivelazione di Clara sui like notturni di Salvini, il vicepremier si difende: «Non la seguo neanche, ho solo apprezzato la canzone». Ma l’episodio alimenta il gossip e la satira politica.

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    Matteo Salvini e la sua passione per i social hanno colpito ancora. Questa volta, però, a finire sotto i riflettori non è un post sulle sue amate ruspe o sulla nazionale di calcio, bensì un like notturno a Clara, giovane cantante rivelazione del Festival di Sanremo 2025. Un dettaglio che non è sfuggito all’attenzione della diretta interessata, la quale ha raccontato l’episodio durante un’intervista con il giornalista Nino Luca, scatenando una raffica di reazioni e meme sui social.

    Il caso dei like notturni

    Tutto è iniziato con una dichiarazione di Clara, che ha rivelato di aver ricevuto alcuni apprezzamenti social da parte del leader della Lega. Nessuna menzione esplicita di messaggi privati, ma quel gesto – un like comparso a tarda ora – ha sollevato più di una curiosità.

    Interpellato sull’argomento, Salvini ha fornito la sua versione dei fatti, cercando di minimizzare l’episodio. «Se vedi qualcosa che ti interessa, metti like», ha spiegato candidamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Poi ha precisato di non seguire Clara su Instagram e di non ricordare nemmeno di aver interagito con il suo profilo: «Quando è uscita la notizia, ho guardato. Mi sono detto: “Ma per caso ce l’avevo tra gli amici?” E invece non ce l’ho».

    Il vicepremier ha quindi provato a chiudere la questione con un tono ironico: «Di notte ho altro da fare, però, se alle 11 di sera uno sul divano si guarda Instagram, non penso che tolga niente a nessuno». Un tentativo di archiviare la vicenda come un banale gesto di apprezzamento musicale.

    Il web non perdona

    Ma se l’intenzione di Salvini era spegnere sul nascere ogni polemica, il risultato è stato l’opposto. Sul web, il caso ha generato un’ondata di battute e meme, con molti utenti che hanno sottolineato come il leader leghista non perda occasione per far parlare di sé anche in contesti apparentemente lontani dalla politica.

    C’è chi lo ha paragonato a un «boomer in cerca di attenzioni sui social» e chi ha ironizzato su un possibile cambio di strategia comunicativa del vicepremier: meno selfie con i cinghiali, più like alle giovani cantanti emergenti.

    Altri hanno evidenziato la tempistica curiosa del like: non durante il Festival, quando Clara era sotto i riflettori, ma dopo, quasi a voler ribadire un interesse postumo per la sua musica.

    Clara e il mistero del like presidenziale

    E Clara? La cantante, che con il suo brano Febbre ha conquistato il pubblico e la critica, ha preso la questione con leggerezza, senza cadere nella provocazione. In fondo, in un Sanremo dominato dalle polemiche e dai colpi di scena, sapere che un vicepremier si dedica ai like notturni potrebbe persino essere un complimento.

    Ma una domanda resta: Salvini avrà davvero apprezzato la canzone o si sarà lasciato trasportare dall’algoritmo di Instagram? Forse non lo sapremo mai. Ma una cosa è certa: se l’obiettivo era far parlare di sé, ancora una volta il leader leghista ha centrato il bersaglio

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      Gossip

      Corona annuncia “La resa dei conti” del 2 marzo e alza il tiro contro Marina e Pier Silvio Berlusconi: nel mirino anche una “sentenza clamorosa”

      Fabrizio Corona annuncia per il 2 marzo una nuova puntata di “Falsissimo” intitolata “La resa dei conti” e attacca frontalmente Marina e Pier Silvio Berlusconi. Nel testo, però, l’escalation supera la provocazione: parla di puntate rimosse, pressioni e arriva a insinuare un magistrato “influenzato”, senza indicare riscontri pubblici.

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        La miccia è accesa e questa volta Corona decide di non limitarsi alla solita guerra di nervi. In un post rilanciato dal profilo Instagram “Io Sono Notizia”, annuncia una nuova puntata di “Falsissimo” in uscita il 2 marzo: titolo già apparecchiato come un ring, “La resa dei conti”. Ma la notizia vera non è la data. È il livello dell’attacco.

        Corona punta dritto ai vertici e chiama in causa Marina e Pier Silvio Berlusconi. Li provoca, li sfida, li inchioda alla promessa di un episodio che, nelle sue intenzioni, dovrebbe essere “quello che non potete bloccare”. E usa una frase che suona come un avvertimento: “P.S. Marina, guarda la puntata… poi mi sa che capirai che vi siete suicidati”.

        La provocazione diventa scontro frontale

        Il post nasce come risposta a una stoccata attribuita alla presidente di Fininvest, che avrebbe definito una puntata “falsissima” e “noiosissima” aggiungendo che “se ne stanno occupando i nostri avvocati”. Fin qui, siamo nel territorio della schermaglia pubblica: dichiarazioni, contro-dichiarazioni, muscoli tesi per tenere alta l’attenzione.

        Solo che Corona, invece di restare nella cornice del botta e risposta, rilancia con un elenco di domande retoriche che dipinge uno scenario da accerchiamento: social “pagati”, puntate fatte rimuovere, contatti per “bloccarlo”, fino all’idea di un tentativo di chiudere YouTube e di una causa “temeraria” da 160 milioni. È un crescendo costruito per far sembrare la prossima puntata non un contenuto, ma un appuntamento obbligato.

        L’accusa sul giudice e il salto di livello

        Poi arriva la frase che cambia temperatura a tutto il resto: “Avete influenzato il giudice con quella sentenza clamorosa?”. Qui la polemica smette di essere show e diventa insinuazione pesantissima. Perché mettere sul tavolo un magistrato “influenzato” non è un’iperbole qualsiasi: è un’accusa che, così com’è nel post, non viene accompagnata da documenti, prove, elementi verificabili o riscontri pubblici. Viene lanciata come un mattone dentro la narrazione del “potere” che muove fili, mentre lui si presenta come la nemesi dei “supponenti”.

        È questo il punto più delicato: l’effetto mediatico è immediato, ma il peso delle parole resta lì, sospeso, senza appigli concreti. E nel frattempo l’obiettivo comunicativo è chiaro: spostare la partita dalla “lite” alla “bomba”, trasformando il 2 marzo in una scadenza.

        Ricovero, “paurina” e l’ultimatum al pubblico

        Corona porta lo stesso messaggio anche dal vivo, davanti a un pubblico, ribadendo la sua lettura della battaglia legale: “Se c’è un reato di diffamazione si fa denuncia e si aspetta l’esito del processo”. Poi la traduzione nel suo linguaggio: “Hanno paurina… il 2 marzo la resa dei conti”. E alza ancora i toni con minacce verbali e immagini di forza, fino al refrain: “Per fermarmi, mi devono sparare”.

        In mezzo inserisce anche un altro detonatore: le foto e il racconto del ricovero al Fatebenefratelli, reparto di cardiologia, con frasi sulla malattia e sul poco tempo da perdere. Un elemento emotivo che serve a blindare la narrazione del combattente: “ogni giorno vale oro”, “non posso fermarmi”.

        Alla fine, la domanda resta una sola e pesa più di tutte le altre: il 2 marzo arriveranno elementi concreti e verificabili, oppure la “resa dei conti” sarà l’ennesima guerra costruita a colpi di frasi definitive e insinuazioni senza riscontri pubblici?

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          Personaggi

          Alba Parietti volta pagina ai Parioli: nuovo manager, sguardi complici e un ex che si consola con una giornalista sportiva

          Dopo il trasloco nella nuova casa ai Parioli, Alba Parietti frequenta da mesi un manager della buona borghesia capitolina. Intanto l’ex compagno sarebbe stato avvistato a cena con una bruna giornalista sportiva. La tregua? Non pervenuta.

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            Nessuna riconciliazione, nessun passo indietro. Per Alba Parietti la nuova stagione romana sembra avere il sapore deciso delle scelte definitive. Dopo il recente trasloco nella casa ai Parioli, quartiere elegante e discreto della Capitale, la showgirl è stata avvistata più volte in compagnia di un manager affascinante, volto noto nei salotti della buona borghesia romana. Tra loro sguardi lunghi, risate condivise e quella complicità che raramente si improvvisa.

            Una frequentazione che parte da lontano

            Secondo chi li ha notati insieme, la conoscenza non sarebbe affatto recente. La frequentazione risalirebbe all’estate scorsa, quando Alba avrebbe iniziato a coltivare questo rapporto lontano dai riflettori più invadenti. Nessuna ostentazione social, nessuna dichiarazione plateale: solo presenze costanti e sempre più ravvicinate. Un modo diverso di vivere la sfera privata, forse più maturo, sicuramente più protetto.

            Il manager, descritto come elegante e riservato, appartiene a quell’ambiente capitolino dove contano relazioni solide e discrezione. Un profilo distante dagli eccessi mediatici e probabilmente più in linea con l’attuale fase della vita della Parietti, che ai Parioli sembra aver trovato non solo una nuova casa, ma anche un nuovo equilibrio.

            La vendetta servita fredda

            Si dice che la vendetta sia un piatto da servire freddo. E mentre Alba si gode la sua serenità, anche l’ex non sarebbe rimasto a guardare. Di recente sarebbe stato visto in un ristorante romano in atteggiamenti di evidente complicità con una bruna e rampante giornalista sportiva. Cena lunga, conversazione fitta e sorrisi che non sono passati inosservati ai tavoli vicini.

            Coincidenze? Forse. Oppure il naturale rimbalzo di due vite che hanno scelto di separarsi senza però rinunciare a dimostrare, ciascuno a modo proprio, di aver voltato pagina. Nel gioco silenzioso delle ripartenze, nessuno sembra disposto a restare indietro.

            Nuovi equilibri ai Parioli

            Il quartiere elegante fa da sfondo a questa nuova fase. Passeggiate, incontri riservati, serate tra amici selezionati. Alba Parietti non appare in fuga, ma anzi perfettamente padrona del proprio tempo. E se la parola “riconciliazione” resta fuori dal vocabolario, quella che circola con più insistenza è “complicità”.

            Le storie finiscono, altre iniziano. A Roma, tra i palazzi signorili dei Parioli, il copione sembra già cambiato.

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              Gossip

              Lucio Presta riapre i conti con Bonolis e Amadeus: nel libro attacca Sonia Bruganelli e Giovanna Civitillo e racconta rotture, accuse e tradimenti

              Nel memoir “L’uragano” Lucio Presta ricostruisce la frattura con Paolo Bonolis e quella con Amadeus, chiamando in causa Sonia Bruganelli e Giovanna Civitillo. L’ex agente parla di una presunta accusa di tradimento, di un elenco di “presunti amanti”, di incontri registrati e di una distanza cresciuta nel tempo. Sul fronte Amadeus, sostiene di essere stato allontanato prima dell’ultimo Sanremo in Rai e accusa Civitillo di “lavorare contro di lui”.

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                Un libro, quando è scritto da un agente che per anni ha avuto in mano carriere e retroscena, non è mai soltanto un’autobiografia.È una ricostruzione, certo, ma anche un regolamento di conti. Le nuove anticipazioni che circolano su “L’uragano”, il volume in cui Lucio Presta ripercorre passaggi cruciali della sua storia professionale, sembrano muoversi esattamente in questa direzione: una narrazione che non si limita a raccontare la rottura con Paolo Bonolis e quella con Amadeus, ma individua due figure femminili come detonatori dei conflitti. Sonia Bruganelli e Giovanna Civitillo. Due nomi che, per ragioni diverse, gravitano da anni attorno a due dei volti più riconoscibili della tv italiana. E che qui diventano, nella versione dell’ex manager, il cuore di una storia di sospetti, accuse, risentimenti.

                Va detto subito, per chiarezza: si tratta del racconto di una sola parte, quello di Presta. Non di sentenze, non di verità accertate. Nel testo, però, l’ex agente parla con toni perentori, come se stesse chiudendo una pratica rimasta aperta troppo a lungo. E il punto, in questo tipo di operazioni editoriali, è proprio lì: non tanto nel fatto che un protagonista si racconti, quanto nel modo in cui chiama in causa gli altri, attribuendo intenzioni, strategie e perfino menzogne.

                Nel capitolo dedicato a Paolo Bonolis, Presta colloca l’episodio decisivo nel 2024, quando, dopo la separazione, il conduttore avrebbe iniziato a valutare un possibile ritorno in Rai. Un’ipotesi incoraggiata proprio da lui. È in quel passaggio che entra in scena Sonia Bruganelli. Secondo Presta, la ex moglie di Bonolis non avrebbe condiviso la prospettiva del servizio pubblico: nel suo racconto, un eventuale trasloco in Rai avrebbe inciso sul suo perimetro professionale, perché “non avrebbe più potuto produrre i suoi programmi”. Non solo. Sempre secondo l’ex agente, Bruganelli avrebbe avuto anche un interesse ulteriore: mantenere Bonolis a Mediaset per aumentare le possibilità di ottenere un ruolo da opinionista all’Isola dei Famosi.

                Fin qui, siamo nel terreno scivoloso delle interpretazioni: ciò che qualcuno “avrebbe voluto”, ciò che qualcuno “avrebbe temuto”. Poi, però, nella narrazione di Presta, arriva la bomba. L’ex manager sostiene che Bonolis l’accuserebbe di un tradimento, un’ipotetica relazione con Sonia Bruganelli. Lui respinge l’idea e descrive la propria reazione come immediata, dura e anche vendicativa.

                In un passaggio riportato come virgolettato, Presta scrive di aver replicato così: “Ti vorrei dire che tua moglie è stata con quel chirurgo, quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, quel dirigente e altri che vorrei evitarti, con un artista di un musical, forse una delle poche volte che l’ho vista innamorata di un uomo. E attenzione, quella persona l’hai portata con te e con me a Firenze”. Parole pesanti, che chiamano in causa “presunti amanti” senza nomi, ma con un effetto chiarissimo: alzare il livello del conflitto e spostarlo dal piano professionale a quello personale.

                Da lì, secondo Presta, il rapporto con Bonolis avrebbe iniziato a degradarsi. L’ex agente racconta una fase in cui il conduttore gli avrebbe chiesto di continuare a vedersi senza che l’ex moglie lo sapesse. Poi, “gradualmente”, sarebbe arrivato il distacco definitivo, fino alla rottura personale e professionale. Presta aggiunge un dettaglio che, nel libro, suona come una rivendicazione: sostiene di poter dimostrare quanto scritto e dice di aver registrato l’incontro con il conduttore. Anche qui: è una dichiarazione, non una prova resa pubblica. Ma è il tipo di frase che, dentro un memoir del genere, è inserita per blindare il racconto, per renderlo meno opinabile, per suggerire che esista una “documentazione” pronta a uscire.

                Nel tirare le somme, l’ex manager arriva a una definizione che sposta tutto in una dimensione psicologica quasi estrema. Nella sua lettura del legame tra Bonolis e Bruganelli, Presta scrive: “Voglio continuare a illudermi perché la sua è la sindrome di Stoccolma, probabilmente è perdutamente innamorato del suo aguzzino ed è prigioniero di un maleficio”. È una frase che dice molto più dell’autore che del bersaglio: racconta rabbia, frustrazione. Il punto, per lui, non sarebbe soltanto la fine di una collaborazione, ma l’idea che qualcuno abbia “chiuso” una porta usando una bugia come grimaldello.

                Se il capitolo Bonolis ha il ritmo di una separazione raccontata come tradimento e controllo, quello su Amadeus si muove sul terreno della gratitudine negata e dell’influenza familiare. Presta colloca la frattura alla vigilia dell’ultimo Festival di Sanremo condotto da Amadeus in Rai. Sostiene di essere stato “allontanato” poco prima del Festival e rievoca un messaggio che considera emblematico: “Mi mandò un messaggio in cui mi chiedeva di non partecipare all’ultima edizione del Festival perché la cosa lo avrebbe messo in imbarazzo”. Nella sua ricostruzione, Amadeus avrebbe scelto di proseguire senza di lui e, soprattutto, di affidarsi ai consigli della moglie Giovanna Civitillo. Ed è qui che il tono, nel libro, diventa apertamente accusatorio.

                Presta respinge l’idea che Civitillo lo abbia mai sostenuto. “Molti dicono che sia stata la moglie a consigliare ad Amadeus di avermi vicino, ma è falso. Se c’è una persona che lavora contro di me è proprio Giovanna”. Poi aggiunge un altro passaggio, che è insieme rivendicazione e rimprovero: “Le ho fatto guadagnare i soldi che mai aveva visto”. E dettaglia ciò che sostiene di aver favorito per lei, specificando di non aver chiesto percentuali.“Ho insistito molto con Costa Crociere perché la prendesse come testimonial durante il Festival. Facendola pagare una cifra che nella sua vita non ha mai guadagnato. Ho chiesto ad Antonella Clerici di chiamarla nel suo programma di mezzogiorno una o due volte a settimana e farle fare alcune televendite. L’ho sostenuta tutte le volte che ho potuto. E senza mai chiedere un euro di percentuale dai lavori che le ho procurato”.

                Nel libro, infine, l’ex manager torna sulla scelta di Amadeus di lasciare la Rai per Discovery, sostenendo che la decisione sarebbe stata presa senza consultarlo e dipingendola come una svolta sbagliata. La parola che usa è una sola, ripetuta come una sentenza: “flop”. “Mi dispiace molto per la fine della nostra storia. E quest’amarezza è ancora più accentuata dalla serie di flop che purtroppo Amadeus ha inanellato nella sua nuova avventura televisiva”. “Ha lasciato la Rai per andare a fare questa esperienza che purtroppo per lui si rivela la più dannosa per la sua carriera. Nel giro di qualche settimana ha smesso di essere il numero uno ed è diventato un artista che non ha molto da dire alla televisione”.

                Il quadro complessivo che emerge da queste anticipazioni è chiaro. Presta racconta due rotture come se fossero state causate meno da scelte di lavoro e più da dinamiche di potere domestico. Da un lato la presunta bugia di Bruganelli, dall’altro l’azione “contro” attribuita a Civitillo. È una trama che, inevitabilmente, fa rumore perché sposta il baricentro: non “ho perso un cliente”, ma “mi hanno tolto un uomo”. E quando una storia viene impostata così, lo scontro non è più tra professionisti. Ma tra cerchi di fiducia, alleanze, persone che si parlano e decidono.

                Resta una domanda, che per ora non ha risposta pubblica: quanto di tutto questo verrà contestato, smentito, replicato?Perché “L’uragano”, se davvero vuole essere un libro definitivo, difficilmente potrà restare un monologo. Ma intanto la strategia comunicativa è già scritta. Presta ha scelto le parole più urticanti, ha legato i suoi addii a due nomi che fanno notizia. E ha lasciato intendere di avere strumenti per sostenere la propria versione. Il resto, come sempre in tv, è la parte che arriva dopo. Quando il silenzio smette di essere prudenza e diventa, per forza, una risposta.

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