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Gossip

Michelle Hunziker e Stefano Rosso, passeggiate, sorrisi e ora anche la figlia: è davvero solo amicizia?

A Milano, Michelle cammina fianco a fianco con Stefano Rosso e la piccola Rania, figlia dell’ex Francesca Chillemi. Mentre la conduttrice si prepara all’Eurovision, il gossip impazza: affetto familiare o love story sottotraccia?

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    Quando una donna affascinante cammina accanto a un uomo altrettanto noto, i flash si accendono. Se poi nel quadretto compare anche una bambina – la figlia di lui – i sospetti diventano certezze sussurrate. Michelle Hunziker e Stefano Rosso, figlio del patron di Diesel e presidente del Vicenza Calcio, sono stati immortalati di nuovo insieme. Ma questa volta con un elemento in più: la piccola Rania, nata dalla relazione dell’imprenditore con l’attrice Francesca Chillemi. E la domanda che molti si fanno è sempre la stessa: che succede davvero tra Michelle e Stefano?

    Il settimanale Diva e Donna parla di «inaspettata familiarità». Parole misurate, ma taglienti. Non si grida all’amore, non si sbandierano baci o effusioni, ma si lascia intendere che tra i due potrebbe esserci qualcosa di più di una semplice amicizia. Le immagini parlano da sole: sguardi complici, passeggiate rilassate per le vie di Milano, la presenza di una bambina che sembra perfettamente a suo agio anche con Michelle. Non è poco, nel linguaggio non detto dei paparazzi.

    Certo, per ora tutto è nel regno dell’ipotesi. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessun cuore postato su Instagram, nessuna paparazzata compromettente. Ma nemmeno smentite. Né da lei, che di solito sdrammatizza volentieri, né da lui, sempre molto riservato. Anche perché nel frattempo, pure la ex Francesca Chillemi è stata beccata in dolce compagnia, in vacanza a Capri con l’imprenditore Eugenio Grimaldi. Coincidenze? Forse. O forse, semplicemente, ciascuno ha voltato pagina a modo suo.

    Michelle, intanto, è tutta proiettata sulla finale dell’Eurovision Song Contest, che si terrà a Basilea dal 13 al 17 maggio. In teoria avrebbe dovuto esserci anche nelle due semifinali, ma la fedeltà a Striscia la Notizia ha avuto la meglio: “Essendo in onda tutti i giorni con Striscia fino al 10 giugno, non potevo andare contro noi stessi. Mi è stato concesso al sabato per la Finale e sono molto grata per questa cosa”, ha spiegato lei stessa su Instagram, durante una sessione di Q&A con i fan.

    Ma che l’Eurovision sia la priorità assoluta, resta da vedere. Perché se Michelle ama il palcoscenico, è altrettanto vero che ha sempre difeso con grinta la propria vita privata, anche nei momenti più chiacchierati. Ed è proprio questo suo equilibrio tra pubblico e privato a renderla irresistibilmente interessante. La Hunziker di oggi non è più solo l’ex moglie di Eros Ramazzotti, la showgirl tutto sorriso e lustrini. È una donna che sa scegliere, anche quando non dice nulla.

    Stefano Rosso, dal canto suo, non è nuovo alle storie con donne dello spettacolo, ma raramente è finito così spesso sotto i riflettori. La sua relazione con Francesca Chillemi è stata lunga, solida e molto riservata. Il fatto che oggi la figlia Rania sia accanto a Michelle in una tranquilla passeggiata milanese racconta più di quanto potrebbero fare mille post sui social. Le foto non gridano “famiglia”, ma sussurrano “serenità”. E forse è proprio questa la chiave di lettura: una nuova stagione affettiva, che si affaccia piano, senza proclami.

    Intanto, tra Eurovision, Striscia e passeggiate discrete, Michelle Hunziker si gode il momento. E se c’è un amore in corso, lo scopriremo, come sempre, a puntate.

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      Gossip

      Natalia Paragoni “incriccata” dopo il weekend con Andrea Zelletta: ironia social, cerotti e confessioni che fanno sorridere i fan

      Natalia Paragoni scherza nelle stories di Instagram sul mal di schiena e tira in ballo il fidanzato Andrea Zelletta. Tra cerotti caldi, ironia e battute sul padre da “bloccare”, la coppia torna protagonista del gossip con un racconto leggero e senza filtri.

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        Un cerotto caldo, una smorfia di dolore e quella spontaneità social che ormai è diventata la cifra di Natalia Paragoni. La giovane influencer ha raccontato ai follower di essere rimasta dolorante dopo un fine settimana particolarmente intenso insieme al compagno Andrea Zelletta, trasformando un piccolo acciacco in un siparietto che ha fatto sorridere il web.

        Nelle storie Instagram, Natalia si è mostrata con un cerotto per alleviare i dolori muscolari, spiegando che la zona cervicale e le spalle erano diventate improvvisamente rigide. Una condizione che, dice, è favorita anche da problemi di cifosi e scoliosi, accentuati dallo stress. Ma il racconto non si è fermato alla semplice spiegazione fisica.

        Il racconto social senza filtri

        Con tono leggero e ironico, Natalia ha lasciato intendere che il weekend vissuto con il fidanzato sia stato piuttosto movimentato. “Il mio Andreuccio si è dato da fare”, ha detto ridendo, attribuendo a quei giorni di relax la causa del dolore muscolare. Nessun dettaglio esplicito, solo battute e un’atmosfera scherzosa che ha immediatamente acceso i commenti dei follower.

        La Paragoni ha poi aggiunto, quasi anticipando la curiosità del pubblico, che non avrebbe raccontato particolari più intimi. Un modo per giocare con la propria community senza oltrepassare il limite, mantenendo quel tono complice che caratterizza molte coppie nate sotto i riflettori.

        Un amore nato in tv e cresciuto online

        La relazione tra Natalia e Andrea è nata negli studi di Uomini e Donne, e da allora i due non hanno mai nascosto il proprio legame. Tra momenti romantici, vacanze e ironia quotidiana, la coppia ha costruito una narrazione molto seguita sui social, dove i follower si sentono parte della loro vita.

        Non stupisce quindi che anche un episodio banale – un dolore alla schiena, un cerotto, una frase detta sorridendo – diventi subito materiale da gossip. Il pubblico oggi ama l’autenticità, o almeno l’idea di essa, e ogni confessione spontanea viene amplificata.

        La battuta sul papà e il lato più leggero

        Tra i passaggi che hanno fatto più ridere c’è la battuta sul padre di Natalia. L’influencer ha scherzato dicendo che avrebbe dovuto bloccarlo su Instagram perché “per lui resto sempre una bambina”. Una frase che ha alleggerito ulteriormente il racconto, trasformando quella che poteva essere una semplice confessione in un piccolo sketch domestico.

        Alla fine resta l’immagine di una coppia che gioca con l’ironia e con l’attenzione del pubblico, senza prendersi troppo sul serio. E in un mondo social spesso costruito e patinato, anche un cerotto caldo può diventare una notizia.

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          Reali

          Arresto dell’ex principe Andrea: 96 ore di custodia, cella “standard” e poi la scelta obbligata tra incriminazione e rilascio. Cosa succede adesso

          Dopo l’arresto dell’ex principe Andrea, la procedura britannica prevede fino a 24 ore di custodia, estendibili fino a 96. Poi dovrà essere incriminato o rilasciato, anche con eventuali condizioni. L’ipotesi di reato è la cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, collegata al ruolo di inviato commerciale del Regno Unito e a presunti rapporti con Jeffrey Epstein. La polizia: “Nessun trattamento speciale”.

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          principe Andrea

            Quando la cronaca entra a palazzo, lo fa sempre con un suono metallico: quello della porta che si chiude. L’arresto dell’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor, raccontato oggi dalla stampa britannica e legato a un’indagine per presunta cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, apre una fase procedurale molto precisa, con tempi e passaggi che non lasciano spazio alla sceneggiatura.

            Il punto centrale, anche per chi cerca scorciatoie narrative, è uno: questa indagine, per come viene descritta, non riguarda le accuse di stupro. Il sospetto, invece, è che Andrea possa aver passato informazioni sensibili a Jeffrey Epstein quando ricopriva l’incarico di inviato commerciale del Regno Unito. Un’ipotesi pesantissima, che va maneggiata con un’unica bussola: i fatti verificabili e ciò che le autorità sostengono di stare accertando.

            Le 96 ore e la regola “incrimina o rilascia”

            In Regno Unito la custodia dopo l’arresto ha una cornice temporale netta. La polizia può trattenere una persona fino a 24 ore senza incriminazione, con possibilità di richiedere estensioni fino a un massimo assoluto di 96 ore. Scaduto quel limite, non esistono zone grigie: o si procede con un’incriminazione formale, oppure si rilascia l’indagato, anche in attesa di ulteriori approfondimenti e con eventuali condizioni.

            Nelle ore di custodia Andrea potrà essere interrogato e, come previsto, avrà diritto alla consulenza legale e alla presenza di un avvocato. Ogni dichiarazione resa durante l’interrogatorio potrà confluire nel fascicolo che verrà sottoposto al Crown Prosecution Service, l’organo chiamato a valutare se vi siano gli elementi per un’accusa.

            Cella standard, nessun trattamento speciale

            Nel racconto che circola, la polizia avrebbe già chiarito un principio destinato a diventare slogan: nessun trattamento speciale. Tradotto in pratica, quando non è in interrogatorio l’ex principe verrebbe detenuto in una cella “standard”, spoglia, con letto e bagno. L’immagine fa effetto perché ribalta l’idea di immunità sociale, ma sul piano giuridico è la normalità della procedura. L’unica vera eccezione istituzionale in materia di immunità resta quella del sovrano.

            L’ipotesi di reato e il nodo Epstein

            La contestazione ipotizzata è quella di cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, un reato considerato tra i più gravi nel diritto britannico, per il quale viene indicata una pena massima che può arrivare fino all’ergastolo. Qui, però, la distinzione è cruciale: pena massima non significa pena automatica, e ipotesi investigativa non significa colpevolezza. È la fase in cui si raccolgono elementi, si confrontano testimonianze, si valutano documenti.

            Sul fronte politico-istituzionale, nel materiale che circola vengono citate prese di posizione pubbliche e il fatto che Gordon Brown avrebbe consegnato un memorandum alla polizia con “informazioni aggiuntive”. Anche questo, al momento, va letto per ciò che è: un tassello dichiarato, non una sentenza.

            Il resto lo dirà solo la procedura: interrogatori, riscontri, valutazioni del CPS. Nel frattempo, la domanda che rimbalza è semplice e brutale come un timer: allo scadere delle 96 ore, quale sarà la decisione?

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              Personaggi

              “La giustizia non è uguale per… Totti”: Ilary Blasi punge dopo l’archiviazione su abbandono di minore e cena del 26 maggio 2023

              Archiviata l’indagine per presunto abbandono di minore: secondo il gip, “la sera del 26 maggio del 2023” i tre figli sotto i 14 anni “non si sono mai trovati” in pericolo. Ilary Blasi reagisce con una battuta, mentre il suo avvocato contesta ricostruzione e impostazione giuridica: “Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto”. Archiviata anche la posizione della colf.

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                Quando Ilary Blasi decide di commentare, raramente lo fa con il tono del verbale. Stavolta, dopo la decisione del giudice che ha archiviato l’inchiesta su Francesco Totti e Noemi Bocchi, l’ex conduttrice ha scelto la stilettata secca, quella che ti resta in testa perché sembra una battuta e invece è una sentenza emotiva: «La giustizia non è uguale per Totti».

                Il cuore dell’archiviazione: “Mai alcun pericolo”

                Il gip ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per un rinvio a giudizio nell’indagine nata dall’accusa di abbandono di minore: la contestazione, in sintesi, era quella di aver lasciato i figli soli in casa per andare a cena fuori la sera del 26 maggio 2023. Nelle motivazioni, però, la linea è netta e non lascia spazio a interpretazioni: «La sera del 26 maggio del 2023 la figlia di Totti e i due figli di Noemi Bocchi, tutti sotto i quattordici anni, non si sono mai trovati in qualsiasi pericolo – invero anche solo potenziale o teorico – per la propria incolumità».

                Il giudice spiega anche che «è vero che i tre bambini si sono trovati a stare da soli all’interno dell’abitazione», ma aggiunge che «i minori erano stati lasciati in salute e provvisti di cibo e di denaro, al di fuori di alcuno stato di isolamento e abbandono». Un ulteriore elemento valorizzato nell’ordinanza è che, «al momento dell’intervento della p.g., gli stessi erano dormienti», e che «nemmeno risulta specificata la fonte del potenziale pericolo eventualmente corso dai minori».

                Ilary e l’avvocato: la replica che pesa

                Ilary Blasi la mette giù con ironia, ma l’avvocato Fabio Lattanzi, che la assiste, sceglie un registro molto più combattivo. «Una decisione che non capisco – dice l’avvocato Lattanzi, che rappresenta Blasi – Non ritengo corretta l’argomentazione giuridica. È errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Il fatto certo è che una bambina di sei anni è stata lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto».

                Parole che spostano la questione dal “cosa è stato ritenuto penalmente rilevante” al “come viene percepita la misura della tutela”, e soprattutto riaccendono un sospetto antico e sempre efficace: la sensazione che, quando il cognome è pesante, anche la lettura dei fatti possa sembrare più leggera.

                Il telefono, i nonni e la colf: i dettagli che chiudono il caso

                Nell’impianto dell’archiviazione pesa anche il tema delle condizioni concrete: si parla del videot telefono a disposizione durante l’assenza e di un contesto che, secondo il gip, non avrebbe esposto i minori a rischio. Viene citato anche il passaggio sui nonni materni che, dopo una prima chiamata, «si sono lealmente limitati a segnalare un episodio di difficoltà respiratoria della bambina, rimasto non meglio precisato». E ancora: «la stessa Blasi, la più sentita preoccupazione era stata che la p.g. avesse particolare cura di non spaventare la figlia».

                In parallelo, è stata archiviata anche la posizione della colf di Totti e Bocchi, indagata con l’accusa di false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Formalmente, quindi, la vicenda si chiude qui. Mediaticamente, invece, si riapre altrove: nella frase di Ilary, che suona come un titolo perfetto perché fa quello che i titoli devono fare. Punge. E resta.

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