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Back to school vip: Isabel Totti torna a scuola tra nostalgia, zaino e costi da record

Tra la fine delle vacanze e il ritorno alle routine scolastiche, anche la figlia minore di Ilary Blasi e Francesco Totti inaugura il nuovo anno, accompagnata da mamma e da cifre da istituto di élite.

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    Settembre è il mese dei nuovi inizi: il sole lascia spazio all’ordine e ai calendari e mentre i più piccoli rimettono zaini e quaderni nello zainetto, per loro è tempo di back to school. Tra i protagonisti di questo ritorno sui banchi c’è anche Isabel Totti, figlia minore di Ilary Blasi e Francesco Totti, che si prepara a esordire in quarta elementare.

    Come ogni mamma orgogliosa, Ilary ha immortalato l’emozionante momento: nella foto condivisa sui social, la piccola, 9 anni, appare in posa con il suo zainetto nero effetto graffiti, affiancata dalla madre sorridente. Un ricordo destinato a diventare prezioso nel tempo, tra gioie di ritrovo e prime lezioni.

    Nel 2025/26, Isabel frequenterà l’Ambrit International School, un istituto bilingue situato nella zona Portuense di Roma, che accoglie alunni dalla materna alle medie potendo contare su strutture e programmi interdisciplinari consolidati.

    Il costo dell’istruzione in questa scuola prestigiosa è tutt’altro che simbolico. Per il livello frequentato da Isabel – quarta elementare – la retta annua sfiora i 19.100 euro, esclusa la quota di iscrizione di 4.000 euro per alunno. A questi si aggiungono 120 euro per l’uniforme sportiva e un servizio di trasporto scolastico in pulmino che ammonta a 3.400 euro andata e ritorno.

    I costi complessivi superano così i 22mila euro l’anno, cifra che non sorprende considerata la fascia alta della scuola, ma che incuriosisce e talvolta suscita dibattito pubblico su investimenti educativi così rilevanti per una sola famiglia, sia pur nota. Numerose fonti specializzate e profili di gossip sottolineano come il totale abbia superato i 20mila euro l’anno.

    Il confronto con l’anno precedente evidenzia un cambiamento: la sorella maggiore Chanel, fotografata lo scorso anno accanto alla piccola nel suo primo giorno di scuola, non appare nel nuovo scatto — mentre Isabel è la protagonista assoluta del momento.

    Al di là delle cifre si legge un messaggio: dietro la foto, dietro l’abito e lo zaino c’è la tensione dolce-amara di ogni genitore che accompagna un figlio in un nuovo capitolo, con quell’orgoglio che non impedisce alla nostalgia di farsi spazio.

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      Personaggi

      Katia Ricciarelli compie 80 anni e punge tutti: “Offesa per Baudo, Carreras il mio vero amore, con Sordi solo un flirt”

      Tra ricordi d’opera e amori celebri, la cantante rivendica il celebre “Dio vi maledica” alla Scala e confessa: “Oggi sono fidanzata con Ciuffi, il mio cane”

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        Ottant’anni portati come un do di petto: forti, vibranti e senza paura delle stonature altrui. Katia Ricciarelli taglia il traguardo del compleanno e non risparmia nessuno, a cominciare dal capitolo Pippo Baudo, che continua a bruciare come una nota sbagliata.

        La ferita su Pippo che non si chiude

        «Mi sono offesa di non essere stata informata che stava male, anzi che stava morendo», dice la soprano tornando sulla polemica con Dina Minna, storica segretaria del conduttore. Ricciarelli precisa di non aver iniziato lei lo scontro: «Io non sono stata polemica, chi mi ha risposto sì. Ma di quello che mi hanno detto non mi frega niente». Parole nette, che raccontano quanto il legame con Baudo, durato diciotto anni, non sia mai diventato un capitolo archiviato.

        Carreras, il fuoco vero

        Se con Pippo “non ha funzionato”, il cuore della cantante ha avuto un solo padrone: José Carreras. «È stato il mio grande amore, c’era attrazione fisica e passione», confessa senza girarci attorno. Un sentimento nato tra camerini e tournée, quando l’opera era ancora un affare di divi e sudore, non di algoritmi.

        Il flirt con Sordi e l’amore per il personaggio

        Nel carnet sentimentale spunta anche Alberto Sordi: «Ho avuto un flirt con lui, ma ero innamorata del personaggio». Un modo elegante per dire che il mito, a volte, conta più dell’uomo in carne e ossa. Del resto la Ricciarelli ha sempre vissuto tra realtà e palcoscenico, dove i confini si confondono.

        Quel “Dio vi maledica” entrato nella leggenda

        Impossibile non tornare alla famigerata “Luisa Miller” dell’89 alla Scala, quando dal loggione piovvero fischi e lei rispose con un chiarissimo «Dio vi maledica». «Quello è stato bellissimo», rivendica oggi, trasformando l’incidente in medaglia. In un mondo dove tutti chiedono scusa, lei rivendica l’orgoglio dell’artista ferita.

        Oggi l’amore ha quattro zampe

        E la vita privata adesso? «Sono fidanzata, sì: con Ciuffi, il mio cane». Battuta ma non troppo: l’unico amore senza tradimenti e senza loggioni. A ottant’anni Katia Ricciarelli resta fedele a se stessa, alle sue note e alle sue spine, pronta a cantarle ancora a chiunque voglia ascoltare.

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          Personaggi

          Federica Pellegrini e la scelta del parto cesareo: «Una decisione presa per il bene di mia figlia»

          Ospite insieme al marito Matteo Giunta, Federica Pellegrini spiega perché il prossimo parto sarà programmato: una decisione personale, condivisa con i medici, nata da un’esperienza precedente complessa e dal desiderio di tutelare la salute della bambina.

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          Federica Pellegrini

            Federica Pellegrini ha scelto di raccontare senza filtri uno dei momenti più delicati della sua vita privata: la decisione di affrontare il prossimo parto con un cesareo programmato. Ospite nello studio di Verissimo, insieme al marito Matteo Giunta, l’ex nuotatrice ha spiegato con lucidità e serenità le motivazioni che l’hanno portata a questa scelta, chiarendo che non si tratta di una decisione dettata dalla paura, ma da una valutazione attenta e condivisa con i medici.

            «Sarà un cesareo programmato, perché non voglio che la bambina soffra», ha detto Pellegrini, sottolineando come l’esperienza precedente abbia inciso profondamente sulla sua consapevolezza. Durante il primo parto, infatti, si erano verificate alcune complicazioni che avevano richiesto particolare attenzione clinica. Un vissuto che l’ex atleta non ha mai nascosto e che oggi diventa parte integrante di una scelta ponderata.

            Federica Pellegrini ha spiegato di aver affrontato la gravidanza con lo stesso approccio che ha sempre avuto nello sport: ascolto del proprio corpo, fiducia nei professionisti e nessuna improvvisazione. Il parto cesareo, ha ribadito, non rappresenta una scorciatoia, ma una soluzione valutata per ridurre rischi inutili e garantire un arrivo più sereno alla nuova nata.

            Accanto a lei, Matteo Giunta ha confermato il clima di responsabilità e attenzione che accompagna la coppia in questa fase. «Siamo felici e anche un po’ preoccupati, come è normale che sia», ha ammesso, sottolineando però la serenità con cui stanno affrontando il percorso, forti di un dialogo costante con i medici e di una maggiore esperienza rispetto al passato.

            La scelta del cesareo riporta al centro anche un tema spesso oggetto di dibattito pubblico: il diritto delle donne di decidere, informate e supportate, come affrontare il parto. Pellegrini, senza voler lanciare messaggi ideologici, ha ricordato quanto sia importante evitare giudizi e semplificazioni. «Ogni gravidanza è diversa e ogni donna ha una storia clinica unica», ha lasciato intendere, invitando a rispettare decisioni che nascono da percorsi personali e sanitari specifici.

            L’ex campionessa olimpica, oggi lontana dalle corsie delle piscine ma ancora punto di riferimento per molte donne, ha scelto di condividere la sua esperienza per normalizzare un tema spesso circondato da tabù. Non una rinuncia, ma una scelta consapevole, maturata con il tempo e con l’unico obiettivo di garantire benessere e sicurezza alla bambina in arrivo.

            Un racconto intimo, misurato e autentico, che restituisce l’immagine di una Federica Pellegrini diversa ma coerente: determinata come sempre, anche quando si tratta di decisioni che non fanno rumore, ma contano più di qualsiasi medaglia.

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              James Dean mito infranto? La verità dietro lo scandalo del ricatto dell’icona di una generazione ribelle

              Un nuovo libro rivela che la leggenda del cinema pagò 800 dollari a Rogers Brackett pochi giorni prima dell’uscita del film East of Eden. Un accordo rimasto segreto per 70 anni.

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                Partiamo scrivendo a chiare lettere che non ci sarà mai alcun possibile scandalo o insinuazione che potrà scalfire la figura di James Dean. Almeno per una certa generazione. Con il suo fascino ribelle e la tragica fine, la sua figura, immagine, mito da sempre affascina il pubblico e ne siamo certi continuerà a farlo generazione dopo generazione. Ma dietro al mito hollywoodiano si nasconde un lato più complesso e tormentato, svelato in parte da un nuovo libro di Jason Colavito, “Jimmy: The Secret Life of James Dean“.

                Il ricatto e il segreto, allora, inconfessabile

                Secondo il libro, Dean fu vittima di un ricatto da parte del suo ex amante, Rogers Brackett. Nel 1954, poco prima della prima di “East of Eden“, l’attore fu costretto a pagare una somma ingente per evitare che la loro relazione omosessuale venisse resa pubblica. Un segreto che, in un’America degli anni ’50 fortemente omofoba, avrebbe potuto distruggere la sua carriera. La rivelazione ha scosso il mondo del cinema e ha riacceso il dibattito sulla sessualità di Dean. Per anni, infatti, si sono susseguite voci e indiscrezioni sulla sua vita privata, ma questa è la prima volta che emergono prove così concrete di una relazione omosessuale e di un ricatto.

                James Dean e le conseguenze del suo segreto

                Secondo Colavito la paura di essere scoperto come gay spinse Dean a vivere una doppia vita, nascondendo la sua vera natura e subendo le pressioni di una società che non accettava la diversità sessuale. Questa situazione lo portò a vivere un profondo tormento interiore, che si riflette anche nelle sue interpretazioni cinematografiche. La rivelazione del ricatto getta una nuova luce sulla figura di Dean, svelando un uomo fragile e tormentato, lontano dall’immagine del ribelle invincibile. Ma al tempo stesso, sottolinea l’ipocrisia di un’epoca che celebrava la libertà e l’individualità, ma condannava chi si allontanava dai canoni della normalità.

                Un biopic per raccontare una storia nascosta

                La storia di Dean e Brackett ha ispirato anche la realizzazione di un nuovo biopic, che si concentrerà proprio sulla loro relazione. Il film, basato sul libro di memorie di William BastSurviving James Dean“, promette di svelare nuovi dettagli sulla vita privata dell’attore e di offrire uno sguardo più intimo e autentico sulla sua personalità. La notizia del ricatto ha suscitato reazioni contrastanti nel pubblico. Da un lato, c’è chi è rimasto scioccato e deluso dalla scoperta della vera natura di Dean. Dall’altro, c’è chi ha espresso solidarietà verso l’attore, vittima di un’epoca che non lo ha compreso. E che ancora stenta a farlo.

                Quanto l’omofobia ha influenzato la vita e le scelte di James Dean

                L’omofobia dilagante negli anni ’50 ha gettato una lunga ombra sulla vita di James Dean, plasmando le sue scelte e le sue azioni in modo profondo. La rivelazione del ricatto subìto dall’attore ha aperto una finestra su un mondo di segreti e paure che lo hanno accompagnato per tutta la sua breve esistenza. Nella società americana degli anni ’50 l’omosessualità era considerata una malattia mentale e un crimine in molti Stati. Chi veniva scoperto a praticare atti omosessuali rischiava il carcere, la perdita del lavoro e l’emarginazione sociale. In questo contesto, Dean si trovava in una situazione estremamente difficile che ha condizionato notevolmente le sue scelte professionali. Essere un attore gay significava rischiare di vedere distrutta la sua carriera e di essere ostracizzato dal pubblico.

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