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Chiara Ferragni, crisi senza fine: Fenice a un passo dal baratro, bilancio da incubo

La società Fenice, cuore dell’impero Ferragni, registra un crollo verticale dei ricavi: da 14 milioni a meno di 2 in due anni. Perdita di 10 milioni, soci in guerra e rischio impugnazione del bilancio. Lunedì l’assemblea decisiva.

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    Per Chiara Ferragni, oggi sarà il giorno della verità. Due assemblee, una ordinaria e una straordinaria, decideranno le sorti di Fenice, la società chiave del suo impero, travolta dal pandoro-gate. I numeri parlano chiaro: il patrimonio è stato azzerato, le perdite superano i 10 milioni di euro, mentre i ricavi del 2024 sono crollati sette volte rispetto a quelli pre-scandalo, passando da 14 milioni nel 2022 a meno di 2 milioni. Ma il problema non è solo contabile: uno dei soci, Pasquale Morgese, è pronto a impugnare il bilancio e potrebbe rifiutarsi di partecipare all’aumento di capitale necessario per salvare la società.

    La situazione è delicata. Chiara Ferragni (32,5% del capitale) e i suoi soci Paolo Barletta (40%) e Pasquale Morgese (27,5%) si riuniranno per discutere i conti e il futuro dell’azienda. Al centro della discussione ci saranno due punti chiave: l’approvazione (in forte ritardo) del bilancio 2023 e una ricapitalizzazione urgente per evitare il tracollo definitivo. L’amministratore unico, Claudio Calabi, nominato a novembre dopo l’uscita di scena della Ferragni e di Barletta, presenterà il bilancio del 2023 e una fotografia aggiornata della situazione patrimoniale al 30 novembre 2024, necessaria per procedere all’aumento di capitale. Tradotto: serve che i soci mettano mano al portafoglio per coprire le perdite e garantire un altro anno di sopravvivenza alla società.

    Ma qui iniziano i problemi. Se Morgese dovesse rifiutarsi di partecipare, la società potrebbe trovarsi in una posizione di estrema debolezza. Secondo fonti vicine agli azionisti, però, ci sarebbero già garanzie sulla copertura finanziaria anche in caso di defezioni, permettendo alla ricapitalizzazione di andare avanti.

    Il bilancio 2023 mostra ricavi ancora dignitosi, intorno ai 11-12 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 14,3 milioni del 2022. Tuttavia, questi numeri non riflettono ancora appieno l’impatto dello scandalo Balocco, esploso a dicembre 2023. La vera battuta d’arresto è nel 2024: i dati aggiornati a novembre indicano un crollo verticale del fatturato, che ha raggiunto appena 2 milioni di euro. Un vero tracollo per il brand Chiara Ferragni, ormai percepito con diffidenza dai grandi player del settore moda.

    L’amministratore unico Calabi ha avviato una drastica operazione di riduzione dei costi. Nel 2025 le spese della Fenice saranno pari a un milione di euro, mentre il numero di dipendenti è stato quasi dimezzato, scendendo da sedici a otto. Perfino la sede storica della società è stata abbandonata, con il trasferimento negli uffici della holding Sisterhood, sempre di proprietà della Ferragni. Nonostante tutto, il bilancio presentato in assemblea include garanzie sulla continuità aziendale e ha ottenuto il via libera del revisore.

    Ma non tutti sono d’accordo con questa lettura. Pasquale Morgese, imprenditore pugliese delle calzature, ha fatto sapere che non condivide la gestione Calabi e potrebbe opporsi all’approvazione del bilancio. Secondo fonti vicine a lui, la continuità aziendale sarebbe tutta da dimostrare, visto che Fenice ha come unico asset il marchio Chiara Ferragni, oggi in forte crisi d’immagine.

    Le altre fonti, invece, sono più ottimiste e sostengono che la società potrebbe ancora avere sbocchi di mercato nel settore beauty, gioielleria e pelletteria, puntando ai mercati internazionali e a un pubblico giovane tra 15 e 28 anni. Tuttavia, al momento non esiste un vero piano industriale, perché l’obiettivo principale è tenere a galla l’azienda per altri dodici mesi prima di decidere sul rilancio.

    L’assemblea di lunedì si preannuncia dunque tesissima. Morgese contesta l’impostazione contabile e il peso delle perdite, considerate troppo alte, e sembra sempre più distante dalla strategia di Calabi. Eppure, il controllo dell’azienda resta saldamente nelle mani di Ferragni e Barletta, che hanno i numeri per approvare il bilancio e l’aumento di capitale anche senza il consenso del terzo socio.

    La vera incognita è capire se il divario tra i soci si allargherà o se, invece, ci sarà un margine di confronto per evitare l’impugnazione del bilancio da parte di Morgese. Un’eventuale battaglia legale, infatti, renderebbe ancora più complicato il già precario equilibrio dell’azienda.

    Per Chiara Ferragni, il futuro del suo marchio si decide ora. Tra numeri impietosi e tensioni tra i soci, l’influencer dovrà affrontare una delle sfide più difficili della sua carriera imprenditoriale.

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      Personaggi

      Francesco Totti, la confessione choc dopo la morte del padre: «Ho pensato di ammazzarmi». Il rimorso per gli abbracci e le parole mai dette

      A sei anni dalla scomparsa di Enzo Totti, morto per le complicazioni del Covid, l’ex capitano della Roma racconta nel libro “Oltre” il momento più buio della sua vita. Il dolore, il pensiero di farla finita e quel senso di colpa che non lo ha mai abbandonato.

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      Francesco Totti, la confessione choc dopo la morte del padre: «Ho pensato di ammazzarmi». Il rimorso per gli abbracci e le parole mai dette

        «E adesso mi ammazzo». Francesco Totti racconta di aver pensato anche questo quando ha saputo che suo padre Enzo era morto. Un pensiero terribile, durato un istante, che l’ex capitano della Roma ha deciso di non nascondere nelle pagine del suo libro Oltre, dove ripercorre il dolore provocato dalla scomparsa dell’uomo che più di ogni altro lo aveva accompagnato nella vita e nella carriera. «Non l’avrei fatto, ma l’ho pensato. Un momento di debolezza», precisa Totti, descrivendo lo smarrimento vissuto il 12 ottobre 2020, quando il Covid-19 gli portò via il padre, conosciuto da tutti come lo Sceriffo.

        A sei anni da quella tragedia, il ricordo è ancora doloroso. Enzo Totti non era soltanto il papà del campione che aveva fatto innamorare Roma, ma una presenza costante a Trigoria, sugli spalti degli stadi e nei ritiri della squadra. Un uomo riservato, capace di farsi amare senza cercare mai i riflettori, che aveva costruito gran parte della propria esistenza intorno alla famiglia e alla passione per il calcio del figlio. La sua morte ha lasciato in Francesco un vuoto che il tempo non è riuscito a colmare, accompagnato soprattutto dal rimorso per tutte le occasioni nelle quali avrebbe potuto stargli vicino e non lo aveva fatto.

        Francesco Totti e il pensiero di farla finita: «Stavo annegando nella disperazione»

        Nel libro Oltre, Francesco Totti descrive senza filtri lo stato d’animo nel quale precipitò dopo aver ricevuto la notizia della morte del padre. Le sue parole restituiscono la dimensione di un dolore che, per qualche istante, gli fece perdere ogni punto di riferimento.

        «Dal quadro spariscono i colori, dal camino il calore. Solo nero, solo gelo. Stavo annegando nella disperazione. Quando l’ho saputo sono andato con il pilota automatico. E adesso mi ammazzo. Non l’avrei fatto, ma l’ho pensato. Un momento di debolezza», confessa l’ex numero dieci giallorosso.

        Totti chiarisce quindi che non avrebbe trasformato quel pensiero in un gesto concreto, ma racconta di averlo attraversato nel momento di maggiore disperazione. Una confessione particolarmente intima da parte di un uomo che, per decenni, è stato abituato a mostrarsi forte davanti alle telecamere e a milioni di tifosi.

        La notizia arrivò attraverso una telefonata del medico che seguiva Enzo all’ospedale Spallanzani di Roma, dove era ricoverato a causa del coronavirus. Francesco ricorda soprattutto una parola, sufficiente a fargli comprendere immediatamente ciò che stava per sentirsi dire.

        «Appena ho sentito quel purtroppo al telefono, ho capito, il mondo è crollato», racconta, ricordando la voce del medico, ferma e gentile, mentre gli comunicava che non c’era più nulla da fare.

        La morte di papà Enzo allo Spallanzani: l’ultimo saluto che non c’è stato

        Enzo Totti morì il 12 ottobre 2020, durante uno dei periodi più difficili della pandemia. Le restrizioni sanitarie e le condizioni dei pazienti ricoverati rendevano impossibile per molte famiglie restare accanto ai propri cari, e anche Francesco dovette affrontare la malattia del padre senza poterlo raggiungere.

        «Papà Enzo, il mitico Sceriffo, se n’era appena andato come aveva vissuto: senza parlare», scrive Totti, ricordando un uomo che preferiva comunicare attraverso gli sguardi piuttosto che con le parole. Negli ultimi momenti, il padre era stato assistito da un macchinario che lo aiutava a respirare, mentre le complicazioni del Covid compromettevano progressivamente le sue condizioni.

        L’impossibilità di stargli vicino è uno degli aspetti che Francesco continua a ricordare con maggiore sofferenza. «Non potevamo andarlo a trovare, né sentirlo al telefono», racconta, spiegando di aver sperato fino all’ultimo che il ricovero potesse concludersi con il ritorno a casa.

        Quando Enzo entrò in ospedale, padre e figlio non si vedevano da quasi un mese. Una distanza che allora sembrava normale, legata agli impegni quotidiani e alla convinzione che ci sarebbe sempre stata un’altra occasione per incontrarsi. Dopo la morte, proprio quel tempo trascorso lontani è diventato per Totti una delle ferite più difficili da accettare.

        «Scusami, papà»: il rimorso di Totti per gli abbracci mancati

        Il passaggio più doloroso del racconto riguarda il senso di colpa che Francesco Totti continua a provare ripensando agli ultimi mesi di vita del padre. L’ex calciatore si interroga sulle visite rimandate, sulle parole mai pronunciate e su quella convinzione, comune a molti figli, che i genitori possano restare accanto a noi per sempre.

        «Un figlio ha sempre qualcos’altro da fare, perché pensa che ci sia tempo la volta successiva, che un genitore sia eterno», riflette Totti, ricordando come lui vivesse all’Eur ed Enzo a Casal Palocco. La distanza non era grande, ma gli impegni e la quotidianità avevano finito per rendere sempre più facile rimandare un incontro.

        Il rimpianto emerge con particolare forza quando Francesco si rivolge idealmente al padre: «Io vivo nel tormento, nel rimorso causato da una domanda che mi pongo in continuazione: Francesco, perché hai aspettato? Scusami, papà. Per tutte le volte che non ho capito. Per tutte quelle in cui non hai sentito ti voglio bene, per gli abbracci mancati e le parole non dette. Per gli sbagli che ho fatto».

        Non è soltanto il dolore per la perdita, dunque, a segnare il ricordo di Enzo Totti, ma anche la consapevolezza di non poter più recuperare quei piccoli momenti che durante la vita sembravano scontati.

        Chi era Enzo Totti, lo Sceriffo che seguiva Francesco ovunque

        Per i tifosi della Roma, Enzo Totti era una figura familiare quasi quanto il figlio. Lo chiamavano lo Sceriffo e lo incontravano spesso a Trigoria, durante gli allenamenti, nelle trasferte e nei ritiri estivi della squadra. Era un uomo imponente, riservato e generoso, capace di instaurare rapporti di amicizia con calciatori, dirigenti e tifosi senza mai sfruttare la notorietà di Francesco.

        «Era un buono, il più buono di tutti», racconta l’ex capitano, ricordando il padre come un uomo che aveva sempre scelto di restare un passo indietro rispetto a lui, per non disturbarlo e per proteggerlo.

        Enzo seguiva le partite della Roma anche lontano dalla Capitale e organizzava viaggi insieme agli amici, spesso scegliendo pulmini o automobili per consentire a tutti di partecipare. Durante i Mondiali del 2006 in Germania, quelli che avrebbero consacrato Francesco campione del mondo con la Nazionale italiana, era arrivato addirittura in camper.

        Totti racconta anche quanto il ritiro dal calcio avesse inciso sulla vita del padre. Quando Francesco smise di giocare, Enzo perse una parte importante della propria routine e, secondo il figlio, cominciò a lasciarsi andare, trovando conforto soprattutto nel cibo. L’ex capitano lo ricorda con un’espressione affettuosa: «Centocinquanta chili di tenerezza».

        Per anni la vita dello Sceriffo era stata scandita dagli impegni calcistici del figlio, dalle partite da seguire e dalle trasferte da organizzare. Con la fine della carriera di Francesco, anche per Enzo si era chiuso un capitolo fondamentale della propria esistenza.

        Il momento più difficile: dire a mamma Fiorella che Enzo era morto

        Tra i ricordi più strazianti contenuti nel libro c’è anche il momento in cui Francesco Totti dovette comunicare alla madre Fiorella la morte del marito. I genitori dell’ex capitano erano sposati da quasi mezzo secolo e avevano condiviso gran parte della loro vita, costruendo un legame che la scomparsa di Enzo interruppe improvvisamente.

        Francesco ricorda soprattutto lo sguardo della madre quando comprese ciò che era accaduto. «Mi ha guardato. Non scorderò mai la sua espressione di quel momento», racconta, descrivendo la sofferenza di una donna che aveva perso il compagno con il quale era cresciuta e aveva costruito una famiglia.

        Fiorella si era sposata quando aveva soltanto sedici anni e aveva trascorso accanto a Enzo quasi cinquant’anni. Secondo Francesco, non svenne e non crollò fisicamente davanti alla notizia, ma si ritrovò improvvisamente sola, privata della persona che aveva condiviso con lei quasi ogni fase dell’esistenza.

        Nel libro, Totti riflette anche sulla differenza tra la fine di un amore per scelta e la separazione imposta dalla morte. Una relazione può interrompersi perché uno dei due decide di andarsene, osserva, e con il tempo è possibile ricominciare. Quando invece a spezzare il legame è il destino, il dolore assume una dimensione completamente diversa.

        Sei anni dopo la scomparsa dello Sceriffo, Francesco Totti continua a fare i conti con quel lutto e con le domande rimaste senza risposta. Il campione che ha conquistato uno scudetto con la Roma e un Mondiale con l’Italia racconta così una delle sue sconfitte più dolorose, quella davanti alla quale non sono serviti il talento, la fama o la forza dimostrata per una vita intera. E nelle pagine di Oltre trova il coraggio di pronunciare quelle parole che avrebbe voluto dire più spesso quando suo padre era ancora accanto a lui.

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          Personaggi

          Chiara Ferragni sbotta contro chi la accusa di non fare abbastanza la mamma: «Sono sempre con i miei figli». Ma perché deve giustificarsi con gli sconosciuti?

          Un commento su Instagram scatena la reazione dell’imprenditrice, che racconta i weekend trascorsi con Leone e Vittoria tra Madrid e Parigi. Ma dietro la polemica si nasconde un’abitudine difficile da sradicare: giudicare le donne anche per come fanno le madri.

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          Chiara Ferragni sbotta contro chi la accusa di non fare abbastanza la mamma: «Sono sempre con i miei figli». Ma perché deve giustificarsi con gli sconosciuti?

            Chiara Ferragni può essere criticata per tante cose, dalle scelte professionali alle strategie di comunicazione, ma c’è un terreno sul quale le polemiche social rischiano di diventare particolarmente sgradevoli: quello della maternità. L’influencer è tornata a rispondere pubblicamente a chi mette in discussione il suo rapporto con i figli, dopo che un utente di Instagram ha insinuato che non dedichi abbastanza tempo a Leone e Vittoria. Una provocazione alla quale Ferragni ha replicato con evidente irritazione, rivendicando la propria presenza nella vita dei bambini e chiedendo di smetterla di giudicare continuamente le madri.

            La questione, però, va oltre l’ennesimo botta e risposta sui social. Perché una donna che lavora, viaggia e ha una vita pubblica deve sentirsi obbligata a dimostrare di essere anche una buona madre? E soprattutto, perché dovrebbe fornire a perfetti sconosciuti il resoconto delle giornate trascorse con i propri figli?

            Chiara Ferragni risponde alle accuse: «Faccio sempre la mamma perché sono la loro mamma»

            La replica dell’imprenditrice è arrivata attraverso le storie Instagram, dopo un commento che metteva in dubbio il suo impegno come madre. Ferragni ha risposto senza nascondere il fastidio: «Seriamente? Faccio sempre la mamma perché sono la loro mamma. Quando non lavoro sto sempre con loro».

            Poi ha aggiunto un dettaglio sui recenti spostamenti, quasi a voler dimostrare che i viaggi di lavoro e gli impegni personali non escludono affatto la presenza dei bambini: «Solo nelle ultime settimane sono stati con me a Madrid e Parigi nel weekend. Possiamo smetterla di giudicare le madri? È davvero antiquato e assurdo».

            Parole che raccontano anche il paradosso nel quale finiscono spesso i personaggi pubblici. Chiara Ferragni, che ha costruito una parte importante della propria popolarità condividendo momenti della vita familiare, si ritrova a dover spiegare dove siano i figli quando non compaiono nelle fotografie o nei video pubblicati online.

            Ma davvero Chiara Ferragni deve dimostrare di essere una buona madre?

            Il punto più discutibile della vicenda non è la risposta di Ferragni, quanto la pretesa di alcuni utenti di poter valutare la qualità della sua maternità attraverso ciò che vedono su Instagram. Un viaggio, una cena o un evento pubblico diventano così indizi sufficienti per formulare giudizi su una vita familiare della quale, in realtà, si conosce soltanto una piccola parte.

            Naturalmente, l’influencer ha scelto per anni di esporre pubblicamente anche aspetti molto personali della propria esistenza, contribuendo a creare un rapporto di familiarità con milioni di follower. Ma questa esposizione non attribuisce agli spettatori il diritto di pretendere spiegazioni su ogni momento trascorso lontano dai figli.

            C’è poi un altro aspetto che merita attenzione. Quando una madre lavora molto, viaggia o si concede del tempo per sé, qualcuno sembra considerare automaticamente queste attività incompatibili con la cura dei bambini. Un criterio che non sempre viene applicato con la stessa severità ai padri, ai quali raramente si chiede di giustificare ogni assenza da casa.

            Tra social e vita privata, il confine che i follower continuano a superare

            La vicenda mostra quanto sia complicato, per chi ha trasformato la propria immagine in un’attività professionale, recuperare uno spazio di riservatezza. Chiara Ferragni ha raccontato per anni il matrimonio con Fedez, la nascita dei figli e numerosi momenti della quotidianità familiare. Dopo la separazione, l’attenzione sulla sua vita privata non è diminuita e ogni apparizione pubblica continua ad alimentare commenti e interpretazioni.

            Questo, però, non significa che i follower conoscano davvero l’organizzazione della sua vita familiare. La frequenza con cui Leone e Vittoria compaiono sui social non permette di stabilire quanto tempo trascorrano con la madre, così come la pubblicazione di fotografie scattate all’estero non dimostra che siano stati trascurati.

            Ferragni ha scelto di rispondere, probabilmente perché le accuse sulla maternità toccano una sfera molto più personale rispetto alle normali critiche rivolte a un personaggio famoso. Ma forse la risposta più efficace sarebbe stata proprio quella di non fornire alcuna giustificazione.

            Perché si può discutere di Chiara Ferragni, delle sue attività imprenditoriali e delle sue scelte pubbliche senza trasformare ogni fotografia in un processo alle sue capacità di madre. E soprattutto senza pretendere che una donna debba continuamente dimostrare agli sconosciuti di amare i propri figli.

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              Personaggi

              Giorgia Palmas incinta, la visita dal medico con Filippo Magnini sorprende i fan: «Non ho voglia di allenarmi». E il marito la sprona

              Giorgia Palmas si prepara a diventare mamma per la terza volta e condivide un divertente siparietto con Filippo Magnini. Lei confessa di avere poca voglia di allenarsi, mentre l’ex campione di nuoto insiste sull’importanza del movimento durante la gravidanza.

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              Giorgia Palmas incinta, la visita dal medico con Filippo Magnini sorprende i fan: «Non ho voglia di allenarmi». E il marito la sprona

                Giorgia Palmas è al settimo cielo per la nuova gravidanza e non perde occasione per condividere con i follower i momenti più belli di questa attesa. L’ex velina di Striscia la Notizia ha pubblicato su Instagram alcuni scatti nei quali mostra il pancione, accompagnandoli con un video girato insieme al marito Filippo Magnini. Al centro del racconto c’è una visita medica che, almeno inizialmente, potrebbe sembrare legata alla gravidanza, ma che in realtà riguarda tutt’altro: l’attività sportiva e la possibilità di continuare a fare movimento anche nei prossimi mesi.

                La showgirl racconta di essere in partenza per un appuntamento dal medico, lasciando per qualche istante i follower con la curiosità di scoprire di cosa si tratti. A chiarire la situazione è proprio lei, spiegando che la visita riguarda lo sport, un argomento sul quale il marito, ex campione mondiale di nuoto, ha naturalmente qualcosa da dire. Ne nasce un divertente scambio di battute nel quale Giorgia ammette senza troppi giri di parole di non avere una gran voglia di allenarsi, soprattutto in questo periodo.

                Giorgia Palmas incinta, la visita medica e la sorpresa per i follower

                Da quando ha annunciato la gravidanza, Giorgia Palmas sta raccontando sui social alcuni momenti della sua quotidianità, mostrando anche i cambiamenti del corpo e il pancione che comincia a farsi sempre più evidente. La nuova attesa rappresenta un momento particolarmente felice per la famiglia che ha costruito con Filippo Magnini, con il quale condivide già la gioia di essere genitore della piccola Mia.

                Nel video pubblicato su Instagram, l’ex velina spiega che deve sottoporsi a una visita medica legata alla pratica sportiva. Non si tratta dunque di un controllo ginecologico, come qualcuno potrebbe immaginare considerando la gravidanza, ma di un appuntamento che riguarda la possibilità di mantenersi attiva.

                Giorgia affronta la questione con la consueta ironia, confessando di non sentirsi particolarmente motivata all’idea di allenarsi. Una considerazione che offre immediatamente al marito l’occasione per intervenire e ricordarle quanto possa essere importante non rinunciare completamente al movimento.

                Filippo Magnini sprona la moglie: «Bisogna fare movimento»

                Filippo Magnini, che ha trascorso gran parte della propria vita tra allenamenti e competizioni internazionali, conosce bene il valore dell’attività fisica. Nel siparietto con la moglie, però, non insiste sulla necessità di praticare uno sport impegnativo, ma precisa che l’obiettivo è soprattutto quello di continuare a muoversi, naturalmente rispettando le indicazioni mediche e le esigenze della gravidanza.

                Giorgia ascolta le osservazioni del marito e, pur ammettendo che l’entusiasmo per l’allenamento non è ai massimi livelli, riconosce l’importanza di mantenere uno stile di vita attivo. Il confronto si trasforma così in un momento di complicità familiare, con l’ex nuotatore che cerca di incoraggiarla e la showgirl che risponde con ironia.

                La questione dell’attività fisica durante la gravidanza richiede naturalmente valutazioni individuali, perché intensità e tipologia degli esercizi dipendono dalle condizioni della futura mamma e dalle indicazioni degli specialisti. Ed è proprio per questo che la visita medica raccontata dalla Palmas assume un significato concreto, al di là delle battute scambiate con il marito.

                La nuova gravidanza annunciata il 5 ottobre: Giorgia Palmas mamma per la terza volta

                La notizia della nuova gravidanza è arrivata il 5 ottobre, quando Giorgia Palmas e Filippo Magnini hanno condiviso pubblicamente la felicità per l’arrivo di un altro bambino. Un annuncio accolto con entusiasmo dai loro follower, che da anni seguono la vita della coppia attraverso fotografie, racconti familiari e momenti della quotidianità.

                Per l’ex velina si tratta della terza maternità. Giorgia è già mamma di Sofia, oggi diciottenne, nata dalla precedente relazione con l’ex calciatore Davide Bombardini, e di Mia, sei anni, avuta con Filippo Magnini. Il nuovo arrivo allargherà dunque una famiglia nella quale la showgirl ha sempre raccontato di trovare uno dei punti di riferimento più importanti della propria vita.

                La coppia sta vivendo questa nuova fase con entusiasmo, senza rinunciare a condividere anche gli aspetti più semplici e divertenti dell’attesa. Il video sulla visita sportiva ne è un esempio, perché mostra una situazione quotidiana nella quale molti futuri genitori possono riconoscersi, tra consigli, piccoli cambiamenti nelle abitudini e qualche inevitabile battuta.

                Giorgia Palmas e Filippo Magnini, la complicità durante la dolce attesa

                La nuova gravidanza offre ai follower anche l’occasione di osservare ancora una volta la complicità tra Giorgia Palmas e Filippo Magnini, che spesso condividono sui social momenti della loro vita familiare. L’ex campione di nuoto, abituato a considerare l’attività fisica una componente fondamentale della quotidianità, prova a trasmettere alla moglie la propria passione, mentre lei affronta il tema con un atteggiamento decisamente più rilassato.

                Il risultato è un siparietto nel quale entrambi riescono a scherzare su una questione che, durante la gravidanza, richiede comunque attenzione e buon senso. Giorgia non nasconde la poca voglia di allenarsi, ma sembra intenzionata a seguire le indicazioni ricevute per continuare a muoversi in maniera adeguata alle sue condizioni.

                Intanto il pancione cresce e l’attesa del nuovo bambino diventa sempre più concreta. Tra una fotografia su Instagram, una visita medica e i consigli sportivi del marito, Giorgia Palmas continua a raccontare con naturalezza la felicità di una maternità che porterà un nuovo componente nella famiglia.

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                  Filippo Bisciglia, il vizio del tradimento: dopo Pamela Camassa rispunta Flora Canto, che racconta il dolore al Grande Fratello. Ma perché proprio adesso?

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