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La confessione di Benjamin Mascolo: vi racconto per filo e per segno come mi sento

In un lungo post su Instagram, Benjamin Mascolo racconta la sua presa di coscienza e il suo percorso di terapia nel mondo dell’autismo. Con grande coraggio e lucidità.

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    Il noto cantante del duo Benji e Fede, Benjamin Mascolo, decide di condividere col suo pubblico le annose problematiche personali, rendendo partecipi tutti i suoi fan relativamente alla scoperta delle sue condizioni di salute psico-fisiche. E lo fa attraverso un lungo post su Instagram, spiegando di aver ricevuto la diagnosi di autismo ad alto funzionamento, scoperta dopo anni di test, viaggi e tanto altro.

    Parafrasando il refrain di un suo brano

    “Non voglio che il mondo mi veda, perché non penso che capirebbero”. Questo è il ritornello della mia canzone preferita, Iris. È tutta la vita che mi chiedo se sono se sono danneggiato dentro, se sono speciale, o se sono come tutti gli altri e mi faccio solo qualche domanda di troppo”. Inizia così il suo lungo post Instagram, per spiegare come si sia sentito in questi ultimi anni e come abbia affrontato alcune situazioni della vita che, per tanti, sarebbero state normali. Ma non per lui.

    La diagnosi dice “autismo ad alto funzionamento”

    Proprio attraverso un lungo percorso di analisi con l’ausilio di uno specialista, ha ricevuto la risposta che cercava: autismo ad alto funzionamento. Questa è la diagnosi che ha ricevuto… e questa la sua risposta: !Non sono un autistico super intelligente che guarda New York da un elicottero in volo e riesce a disegnarla a memoria. Sono uno di quelli che quando apre il menù del ristorante ha una crisi di panico esistenziale perché c’è troppo scelta, uno di quelli che tutti i suoi vestiti devono essere dello stesso brand, tutti dello stesso colore, tutti stesso modello, impacchettati in buste di plastica rigida trasparente e impilati in un armadio”. Un’ammissione di fragilità e, al contempo, anche una richiesta d’aiuto ulteriore.

    La terapia lungo questi anni

    Il cantante prosegue nella sua particolarissima auto-analisi che, peraltro, denota un livello di consapevolezza tutt’altro che superficiale: “In questi anni ho seguito un percorso di terapia, io che non mi sono mai fidato fino in fondo degli adulti, io che non ho mai creduto fino in fondo nelle istituzioni e nei loro rappresentanti, che fossero professori, poliziotti o dottori. Ci sono arrivato per sfinimento, perché mi ero fatto così tanto male che non aveva più senso provare ad automedicarsi da solo, che fosse con sostanze stupefacenti o con maratone e diete salutari. E così ho deciso di fidarmi, fare ore di macchina ad Agosto con mia moglie (santa donna) al posto di andare in vacanza, per raggiungere un ospedale dall’altra parte d’Italia, fare test su test, far intervistare i miei genitori sulla mia infanzia da un grandissimo psichiatra“.

    La speranza nel rendersi conto di non essere solo

    L’esercizio di trasparenza interiore, a dir poco coraggioso, al quale Benji si è sottoposto, termina con una frase che contiene, a ben guardare, una fiammella di speranza: “E va bene così. Il dottor Rosso dice che nella diagnosi c’è già un piccolo effetto curativo, e io ci credo. Sono sempre io, con una consapevolezza in più: non sono più solo”.

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      Le confessioni di Crystal Hefner sulle violenze di Hugh Hefner: le rivelazioni in tv e l’appello accorato a Jessica Biel

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      Le confessioni di Crystal Hefner sulle violenze di Hugh Hefner: le rivelazioni in tv e l'appello accorato a Jessica Biel

        Dalla morte del marito, avvenuta nel settembre del 2017 a causa di un arresto cardiaco e insufficienza respiratoria, la vedova di Hugh Hefner, Crystal, ha raccontato spesso di come fosse miserabile la sua vita nella Playboy Mansion, fra soprusi psicologici e violenze di ogni tipo. Nella sua biografia Only Say Good Things: Surviving Playboy and Finding Myself del 2024, aveva rivelato quanto il marito la controllasse, imponendole di perdere peso e decidendo lui cosa dovesse indossare. Ad agosto di quest’anno, ospite del podcast No One Asked Her, aveva invece ammesso «di essere stata sottoposta a un completo lavaggio del cervello» durante i cinque anni di matrimonio con il 91enne fondatore di Playboy, riconoscendo però al tempo stesso che «non c’era nulla là fuori che mi desse un senso di appartenenza».

        I recenti interventi della donna tracciano un quadro ancora più cupo dell’esperienza vissuta tra le mura della celebre residenza.

        Le accuse di violenza sessuale e gli episodi nel podcast

        Ora però la donna ha alzato il tiro delle accuse, parlando apertamente di scioccanti abusi sessuali di cui sarebbe stata vittima ai tempi della sua relazione con Hefner. «Ci sono stati momenti davvero imbarazzanti in camera da letto. Succedevano cose che alla fine non andavano bene», ha spiegato Crystal nell’intervista concessa al podcast Lisa Guerrero Unleashed, quando la conduttrice le ha chiesto se pensasse di essere stata violentata. «Credo di aver fatto tutto quello che lui voleva e se questo implicava rapporti sessuali, allora ho semplicemente fatto quello che lui voleva», ha continuato la donna.

        Nel corso del colloquio, la vedova ha rievocato costrizioni estreme e pratiche degradanti imposte alle ospiti e alle modelle: «Non era delicato. Poi lui si metteva a russare e io cercavo di dormire, malgrado quello che era successo e i dolori che avevo in tutto il corpo. Non era una vera relazione, era un lavoro».

        L’appello a Jessica Biel e il rifiuto dell’operazione nostalgia

        Dopo la scomparsa del magnate, Crystal ha intrapreso una nuova fase della propria vita sposando il biologo marino James Ward ad aprile di quest’anno, ma le ferite del passato continuano a riemergere. All’inizio di ottobre, l’ex modella ha reso pubblico un messaggio inviato su Instagram all’attrice Jessica Biel per chiederle di rifiutare il ruolo di moglie nel film Playmates di Lorraine Nicholson.

        «Per favore, riconsidera di non accettare il ruolo della “moglie” di Hugh Hefner se questo film intende romanticizzare lui o il mondo di Playboy», ha scritto la donna, ricordando le tante testimonianze di altre vittime e invitando Hollywood a evitare celebrazioni nostalgiche di una realtà fatta di coercizione e condizionamento emotivo.

        Il peso delle testimonianze storiche sul mondo di Playboy

        Le rivelazioni di Crystal si aggiungono a un lungo filone di denunce che negli ultimi anni ha ridisegnato la figura pubblica di Hugh Hefner, svelando le zone d’ombra nascoste dietro l’immagine edonistica della Playboy Mansion.

        Le sue parole riaprono il dibattito culturale sulle dinamiche di potere e sugli abusi sistematici nell’industria dello spettacolo.

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          Carla Bruni senza filtri sulla lotta all’alcol: la promessa da mantenere, il ruolo di Sarkozy e la paura per i figli

          Carla Bruni è tornata a confessare le sue fragilità più intime nel libro Merci pour le non della collega Élisa Tovati, raccontando il lungo e complesso cammino contro le dipendenze da alcol e fumo.

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          Carla Bruni senza filtri sulla lotta all'alcol: la promessa da mantenere, il ruolo di Sarkozy e la paura per i figli

            Carla Bruni è tornata a parlare del suo difficile rapporto con l’alcol e il fumo, ammettendo di non considerare ancora definitivamente superate le dipendenze che hanno segnato una parte importante della sua vita. La cantante ed ex première dame francese, oggi 58enne, si è raccontata nel libro Merci pour le non, pubblicato dalla collega Élisa Tovati, spiegando come per anni abbia cercato nell’alcol e nelle sigarette un modo per affrontare emozioni e sofferenze che non riusciva a gestire diversamente. Oggi ha scelto la sobrietà, ma sa che si tratta di un equilibrio sul quale deve continuare a lavorare. Una testimonianza profonda che accende i riflettori sulla fragilità emotiva dietro i riflettori del jet set.

            Gli anni della moda, l’alcol come difesa e la serenità trovata all’Eliseo

            «Per molto tempo, le mie dipendenze dal tabacco e dall’alcol sono state per me un vero sostegno», ha confessato l’ex modella parlando della giovinezza trascorsa sotto la pressione delle sfilate internazionali. Bere e fumare le permettevano di anestetizzare sofferenze e insicurezze nate già durante l’adolescenza con il consumo eccessivo di zuccheri.

            Con il tempo, la sensazione di sollievo iniziale si è trasformata in una dipendenza difficile da arginare. La vera svolta verso la stabilità è arrivata negli anni dell’Eliseo accanto al marito Nicolas Sarkozy, la cui presenza protettiva ha contribuito a placare le sue angosce quotidiane.

            La promessa alla figlia Giulia e il cammino della sobrietà

            A dare una spinta decisiva al cambiamento è stata la figlia Giulia, nata nel 2011, che ha chiesto alla madre di rinunciare completamente agli alcolici per un anno. Accettata la proposta della ragazza, la cantante ha trasformato la sfida in un percorso di rinascita personale, trovando utilità nei principi fondamentali del programma in dodici passi degli Alcolisti Anonimi.

            Pur non avendo mai frequentato direttamente i gruppi di supporto, Bruni ritiene che l’astinenza totale sia l’unica strada percorribile per chi stenta a gestire la moderazione.

            La paura per i figli e le ferite del passato condivise in tv

            Nonostante i traguardi raggiunti, l’artista mantiene alta la guardia: «Non mi sono liberata completamente delle mie dipendenze», ha ammesso, esprimendo apprensione per la possibilità che i figli Aurélien e Giulia possano ereditare le sue stesse debolezze.

            La cantante aveva già affrontato l’argomento durante un’intervista a Belve con Francesca Fagnani nell’aprile 2024, ricordando anche il dolore provato quando la sorella Valeria Bruni Tedeschi aveva rappresentato un personaggio con problemi di alcol nei suoi film, rendendo pubblico un aspetto intimo della sua vita prima che fosse lei stessa a raccontarlo.

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              David Beckham rompe con il figlio Romeo: «Sperpera soldi tra auto, feste e donne». E gli taglia la paghetta da 30mila dollari a settimana

              Secondo le dichiarazioni attribuite all’ex calciatore, dopo anni di sostegno economico sarebbe arrivata la rottura con il figlio, accusato di spendere senza controllo.

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              David Beckham rompe con il figlio Romeo: «Sperpera soldi tra auto, feste e donne». E gli taglia la paghetta da 30mila dollari a settimana

                Trentamila dollari alla settimana, oltre un milione e mezzo all’anno. Tanto avrebbe ricevuto Romeo Beckham dal padre David, almeno secondo alcune dichiarazioni attribuite all’ex capitano della nazionale inglese che raccontano una clamorosa rottura familiare. All’origine dello scontro ci sarebbero le spese incontrollate del figlio, tra automobili, feste e donne, fino alla decisione di interrompere ogni sostegno economico.

                «Per anni l’ho sostenuto finanziariamente, gli ho dato tutto quello che potevo, ma continua a spendere soldi in modo dissoluto», avrebbe dichiarato Beckham, descrivendo un rapporto ormai compromesso dalla gestione del denaro.

                «Compra auto e sperpera denaro alle feste»

                Nel racconto attribuito all’ex stella del Manchester United e del Real Madrid, Romeo avrebbe ignorato ripetutamente le preoccupazioni paterne. «Compra auto, sperpera denaro in modo irresponsabile alle feste e lascia che alcune donne se ne vadano via con i suoi soldi senza batter ciglio».

                Accuse pesanti, soprattutto perché arriverebbero da un padre che avrebbe garantito al figlio una disponibilità economica straordinaria, senza riuscire a convincerlo a cambiare abitudini.

                La paghetta da 30mila dollari e la rottura

                La decisione finale, secondo la stessa ricostruzione, sarebbe stata drastica: «Dopo anni di delusioni, ho finalmente deciso di troncare i rapporti con lui e di interrompere la paghetta settimanale di 30.000 dollari».

                Romeo, nato nel 2002, ha intrapreso una carriera nel calcio prima di dedicarsi alla moda, seguendo anche le orme della madre Victoria. Il suo cognome gli ha aperto le porte di un mondo fatto di grandi marchi, passerelle e frequentazioni internazionali.

                La presunta rottura con David, tuttavia, resta legata a dichiarazioni delle quali non risulta accertata l’autenticità. Se confermata, segnerebbe uno strappo significativo in una delle famiglie più celebri dello spettacolo britannico.

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