Reali
Arresto dell’ex principe Andrea: 96 ore di custodia, cella “standard” e poi la scelta obbligata tra incriminazione e rilascio. Cosa succede adesso
Dopo l’arresto dell’ex principe Andrea, la procedura britannica prevede fino a 24 ore di custodia, estendibili fino a 96. Poi dovrà essere incriminato o rilasciato, anche con eventuali condizioni. L’ipotesi di reato è la cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, collegata al ruolo di inviato commerciale del Regno Unito e a presunti rapporti con Jeffrey Epstein. La polizia: “Nessun trattamento speciale”.
Quando la cronaca entra a palazzo, lo fa sempre con un suono metallico: quello della porta che si chiude. L’arresto dell’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor, raccontato oggi dalla stampa britannica e legato a un’indagine per presunta cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, apre una fase procedurale molto precisa, con tempi e passaggi che non lasciano spazio alla sceneggiatura.
Il punto centrale, anche per chi cerca scorciatoie narrative, è uno: questa indagine, per come viene descritta, non riguarda le accuse di stupro. Il sospetto, invece, è che Andrea possa aver passato informazioni sensibili a Jeffrey Epstein quando ricopriva l’incarico di inviato commerciale del Regno Unito. Un’ipotesi pesantissima, che va maneggiata con un’unica bussola: i fatti verificabili e ciò che le autorità sostengono di stare accertando.
Le 96 ore e la regola “incrimina o rilascia”
In Regno Unito la custodia dopo l’arresto ha una cornice temporale netta. La polizia può trattenere una persona fino a 24 ore senza incriminazione, con possibilità di richiedere estensioni fino a un massimo assoluto di 96 ore. Scaduto quel limite, non esistono zone grigie: o si procede con un’incriminazione formale, oppure si rilascia l’indagato, anche in attesa di ulteriori approfondimenti e con eventuali condizioni.
Nelle ore di custodia Andrea potrà essere interrogato e, come previsto, avrà diritto alla consulenza legale e alla presenza di un avvocato. Ogni dichiarazione resa durante l’interrogatorio potrà confluire nel fascicolo che verrà sottoposto al Crown Prosecution Service, l’organo chiamato a valutare se vi siano gli elementi per un’accusa.
Cella standard, nessun trattamento speciale
Nel racconto che circola, la polizia avrebbe già chiarito un principio destinato a diventare slogan: nessun trattamento speciale. Tradotto in pratica, quando non è in interrogatorio l’ex principe verrebbe detenuto in una cella “standard”, spoglia, con letto e bagno. L’immagine fa effetto perché ribalta l’idea di immunità sociale, ma sul piano giuridico è la normalità della procedura. L’unica vera eccezione istituzionale in materia di immunità resta quella del sovrano.
L’ipotesi di reato e il nodo Epstein
La contestazione ipotizzata è quella di cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, un reato considerato tra i più gravi nel diritto britannico, per il quale viene indicata una pena massima che può arrivare fino all’ergastolo. Qui, però, la distinzione è cruciale: pena massima non significa pena automatica, e ipotesi investigativa non significa colpevolezza. È la fase in cui si raccolgono elementi, si confrontano testimonianze, si valutano documenti.
Sul fronte politico-istituzionale, nel materiale che circola vengono citate prese di posizione pubbliche e il fatto che Gordon Brown avrebbe consegnato un memorandum alla polizia con “informazioni aggiuntive”. Anche questo, al momento, va letto per ciò che è: un tassello dichiarato, non una sentenza.
Il resto lo dirà solo la procedura: interrogatori, riscontri, valutazioni del CPS. Nel frattempo, la domanda che rimbalza è semplice e brutale come un timer: allo scadere delle 96 ore, quale sarà la decisione?
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Reali
Kate Middleton conquista le tre vette del Regno Unito: la sfida dopo il tumore emoziona il Paese
In sole 24 ore Kate ha scalato le montagne più alte di Inghilterra, Scozia e Galles. Ad attenderla all’arrivo c’erano William, i tre figli e tutta la famiglia Middleton.
Kate Middleton ha scritto un’altra pagina della sua rinascita. La principessa del Galles ha completato nel fine settimana la Three Peaks Challenge, la celebre impresa che consiste nello scalare, nell’arco di 24 ore, le tre montagne più alte di Inghilterra, Scozia e Galles. Una sfida affrontata da sola, accompagnata soltanto dal team di soccorso, e dedicata a una causa che le sta particolarmente a cuore: sostenere il Royal Marsden, l’ospedale dove è stata curata per il tumore.
La notizia è stata raccontata da Enrica Roddolo sul Corriere della Sera e rappresenta un nuovo capitolo del percorso che la principessa ha intrapreso dopo aver annunciato, nel gennaio 2025, la remissione della malattia.
La sfida dedicata a chi combatte il cancro
Kate ha condiviso sui social una fotografia dalla cima di una delle montagne, spiegando il significato della sua impresa.
«Questa sfida sosterrà la charity del Royal Marsden», ha scritto la principessa.
Nel suo messaggio ha poi rivolto un pensiero a chi sta affrontando il cancro: «Ogni anno migliaia di persone in questo Paese sentono le parole che nessuno vorrebbe mai ascoltare. Quel che segue è un percorso che mette alla prova ogni parte di noi stessi: ci mette alla prova fisicamente, emotivamente, psicologicamente e spiritualmente».
Nel corso della spedizione Kate ha scalato lo Scafell Pike, il Ben Nevis e lo Snowdon, completando una delle prove escursionistiche più impegnative del Regno Unito.
William e i figli ad attenderla all’arrivo
Al termine dell’impresa, ai piedi dello Snowdon, ad aspettarla c’erano il principe William e i loro tre figli, George, Charlotte e Louis. Con loro anche i genitori della principessa, Carole e Michael Middleton, e il fratello James, che le sono rimasti accanto durante tutto il percorso affrontato negli ultimi anni.
La sfida ha avuto anche l’obiettivo di sostenere la raccolta fondi della charity del Royal Marsden, di cui William e Kate sono patroni dal gennaio 2025.
La nuova energia dopo la malattia
L’impresa conferma il momento positivo vissuto dalla principessa del Galles dopo il ritorno agli impegni pubblici. Già dopo il viaggio in Italia dello scorso maggio, William aveva raccontato il cambiamento della moglie.
«È tornata carica di energia», aveva detto il principe, aggiungendo anche un omaggio personale: «È una mamma meravigliosa, moglie meravigliosa e la nostra famiglia davvero non poteva farcela senza di lei. È stata bravissima».
Nei giorni scorsi, inoltre, Kate aveva condiviso una riflessione sull’importanza dell’amore e della crescita dei bambini, scrivendo: «La mia risposta è semplice: dare priorità all’amore. Non parlo di gesti troppo sentimentali e romantici, ma di un amore tranquillo e incondizionato, costruito nel tempo e con la pazienza: la gioia che si trova nelle cose quotidiane; la meraviglia quotidiana della vita stessa».
Reali
Principe William festeggia il compleanno con Charlotte, ma George e Louis spariscono dalla foto: il web si interroga
La Royal Family celebra il Father’s Day e il 43° compleanno del principe William con una fotografia insieme a Charlotte. L’assenza dei principi George e Louis nello scatto pubblicato scatena curiosità e commenti sui social.
Doppia festa in casa Windsor. La Royal Family ha celebrato il Father’s Day, che nel Regno Unito cade la terza domenica di giugno, ma quest’anno la ricorrenza coincideva anche con un’altra data speciale: il 21 giugno, giorno del compleanno del principe William. Per l’occasione è stata condivisa una fotografia destinata a celebrare il futuro re d’Inghilterra, ma un dettaglio ha catturato subito l’attenzione del pubblico.
Nello scatto, infatti, William compare soltanto accanto alla principessa Charlotte, mentre i fratelli George e Louis non sono presenti.

La foto della Royal Family per il compleanno di William
L’immagine pubblicata per celebrare il Father’s Day e il compleanno del principe William mostra un momento di grande tenerezza tra padre e figlia. Charlotte sorride accanto al padre in una fotografia dal tono familiare e spontaneo, pensata per celebrare una giornata speciale per entrambi.
Lo scatto è stato accolto con entusiasmo dai fan della famiglia reale, ma ha anche dato il via a una lunga serie di osservazioni sui social.
L’assenza di George e Louis scatena le domande
A far discutere non è tanto la presenza di Charlotte quanto l’assenza dei due fratelli. Molti utenti hanno notato subito che nella fotografia non compaiono né il principe George né il piccolo Louis, protagonisti abituali degli scatti condivisi dalla famiglia.
Una scelta che ha alimentato curiosità e commenti, con tanti fan che si sono chiesti il motivo di una fotografia dedicata al Father’s Day in cui sono presenti soltanto William e la figlia. Al momento, però, non è stata fornita alcuna spiegazione e non ci sono indicazioni che facciano pensare a particolari significati dietro questa scelta.
Una doppia ricorrenza per il futuro re
Per William quella di quest’anno è stata una giornata speciale sotto ogni punto di vista. Oltre alla Festa del Papà, il principe ha infatti festeggiato anche il suo compleanno, ricorrenza che coincide proprio con il 21 giugno.
Come spesso accade, ogni dettaglio legato alla Royal Family viene analizzato con attenzione dai media e dagli utenti dei social. Anche questa volta una semplice fotografia è bastata per far nascere domande e interpretazioni, trasformando uno scatto celebrativo in uno degli argomenti più commentati tra gli appassionati della monarchia britannica.
Reali
Da Greta Thunberg alle passerelle: Pierre Casiraghi si scopre stilista e rispunta il sogno segreto di Marta Marzotto
Dopo Achille Lauro, anche Pierre Casiraghi debutta nella moda con la collezione “Atlantic”. E mentre riaffiora il ricordo del viaggio con Greta Thunberg, spunta un curioso progetto mai realizzato che coinvolgeva Beatrice Borromeo e Charlotte Casiraghi.
Dopo Achille Lauro, anche Pierre Casiraghi debutta nella moda con la collezione “Atlantic”. E mentre riaffiora il ricordo del viaggio con Greta Thunberg, spunta un curioso progetto mai realizzato che coinvolgeva Beatrice Borromeo e Charlotte Casiraghi.
TESTO
Ormai sembrano voler fare tutti gli stilisti. Dopo Achille Lauro, anche Pierre Casiraghi si lascia sedurre dal mondo della moda e firma una capsule collection per Fay. Il nome scelto è “Atlantic”, un titolo che racconta perfettamente la sua storia e la sua passione più grande: il mare.
Il figlio di Carolina di Monaco, infatti, non è soltanto uno dei volti più amati della famiglia Grimaldi, ma anche uno skipper appassionato e impegnato da anni sui temi della sostenibilità.
Pierre Casiraghi e la moda ispirata all’oceano
La collezione realizzata con il marchio milanese si chiama “Atlantic” e trae ispirazione proprio dall’universo marinaro che accompagna da sempre la vita del principino. Un progetto che unisce eleganza, spirito sportivo e attenzione all’ambiente.
Del resto Pierre Casiraghi non ha mai nascosto il proprio impegno sui temi ecologici. Nel 2019 fu protagonista di una traversata destinata a fare il giro del mondo.
Quando attraversò l’Atlantico con Greta Thunberg
Pochi ricordano infatti che, a bordo della Malizia II, la sua imbarcazione a emissioni zero, Pierre Casiraghi attraversò l’Atlantico partendo da Plymouth per arrivare a New York. Al suo fianco c’era una compagna di viaggio decisamente insolita: Greta Thunberg.
L’attivista svedese era diretta al summit delle Nazioni Unite dedicato ai cambiamenti climatici e quella strana coppia, composta dal principino di Monaco e dalla giovane paladina dell’ambiente, attirò l’attenzione dei media di tutto il mondo.
Il progetto di Marta Marzotto con Beatrice e Charlotte mai diventato realtà
Dietro il legame tra Pierre Casiraghi e la moda si nasconde anche una curiosità poco conosciuta che riguarda la moglie Beatrice Borromeo e la compianta Marta Marzotto, nonna adorata della giornalista e scrittrice.
La regina dei salotti italiani aveva sempre sostenuto le scelte sentimentali della nipote e nutriva un sogno molto particolare: vedere Beatrice Borromeo e Charlotte Casiraghi lavorare insieme a un libro dedicato al mondo della moda.
L’idea, secondo chi la conosceva bene, era quella di realizzare un volume ironico e pungente, capace di raccontare quell’ambiente senza prenderlo troppo sul serio. Un progetto che però non riuscì mai a trovare finanziatori, forse proprio perché si concedeva il lusso di sorridere di un universo che spesso ama terribilmente prendersi sul serio.
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