Reali
William e Kate in vacanza a Mustique con i figli: tornano sull’isola cara ai reali dove la principessa Margaret scandalizzò la Corona
William e Kate cercano privacy con George, Charlotte e Louis nell’esclusiva Mustique. Un rifugio storico dei Windsor, diventato celebre anche per la relazione proibita tra la principessa Margaret e il giovane Roddy Llewellyn.
William e Kate hanno scelto ancora una volta Mustique per le vacanze con i figli George, Charlotte e Louis. Un piccolo paradiso privato nei Caraibi che offre alla famiglia del futuro re britannico qualcosa che persino il denaro fatica a comprare: la possibilità di trascorrere qualche giorno lontano da paparazzi, curiosi e teleobiettivi. Ma per i Windsor Mustique non è semplicemente un buen retiro tropicale. L’isola custodisce uno dei capitoli più scandalosi della storia recente della famiglia reale.
Prima di William e Kate, infatti, a innamorarsi perdutamente di Mustique fu la principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta II e prozia dell’attuale principe del Galles. Fu proprio qui che Margaret visse la relazione con Roddy Llewellyn, aristocratico e paesaggista appassionato di giardinaggio molto più giovane di lei, mentre era ancora sposata con Antony Armstrong-Jones, Lord Snowdon.
Quando la storia diventò pubblica, nel 1976, la fotografia della principessa insieme al giovane amante fece il giro del mondo. Per la monarchia britannica fu un terremoto e per il matrimonio di Margaret praticamente il colpo di grazia.
Mustique, il paradiso privato scelto da William e Kate
L’isola fa parte di Saint Vincent e Grenadine ed è da decenni una delle destinazioni preferite di aristocratici, miliardari e celebrity internazionali. Mustique è privata, gli accessi sono controllati e la discrezione rappresenta una delle principali ragioni del suo successo.
Per William e Kate è quindi una destinazione quasi perfetta. I principi del Galles possono trascorrere del tempo con i tre figli senza l’assedio mediatico che accompagnerebbe una vacanza in molte altre località turistiche. La famiglia conosce bene l’isola e vi avrebbe già soggiornato diverse volte negli anni.
Tra chi possiede una casa a Mustique c’è anche Mick Jagger, altra presenza ormai storica del paradiso caraibico. Il frontman dei Rolling Stones è uno dei tanti personaggi che hanno contribuito a costruire la fama dell’isola come rifugio dorato per chi desidera divertirsi senza troppi occhi indiscreti.
Una promessa di riservatezza che, almeno una volta, con la famiglia reale britannica non funzionò affatto.
Margaret e Roddy, l’amore proibito nato all’ombra dei Caraibi
La principessa Margaret aveva ricevuto un terreno a Mustique dall’amico Colin Tennant, che acquistò l’isola alla fine degli anni Cinquanta. Qui fece costruire Les Jolies Eaux, la villa nella quale trascorse lunghi periodi e che divenne il teatro della sua vita più libera, lontana dalle rigidissime convenzioni della corte britannica.
Nel 1973 iniziò la relazione con Roddy Llewellyn, di diciassette anni più giovane. Lui apparteneva a una famiglia aristocratica britannica ed era noto soprattutto per la sua passione per il giardinaggio e la progettazione del paesaggio. Lei aveva superato i quarant’anni ed era ancora sposata con Lord Snowdon, anche se il matrimonio era ormai profondamente in crisi.
Mustique diventò il loro rifugio. Margaret poteva vivere la relazione lontano da Buckingham Palace, almeno finché i fotografi non riuscirono ad arrivare anche lì.
Nel 1976 il News of the World pubblicò le fotografie della principessa insieme a Llewellyn durante una vacanza sull’isola. Lo scandalo fu enorme: una componente di primo piano della famiglia reale, sorella della regina, fotografata con un uomo molto più giovane che non era suo marito.
Lo scandalo che contribuì alla fine del matrimonio di Margaret
La relazione con Llewellyn trasformò Margaret in uno dei bersagli preferiti dei tabloid britannici. La principessa venne accusata di ipocrisia e il suo matrimonio, già deteriorato da anni, finì definitivamente sotto gli occhi dell’opinione pubblica. Nel 1978 Margaret e Lord Snowdon divorziarono, primo divorzio di un membro di primo piano della famiglia reale britannica dai tempi della principessa Vittoria Melita nel 1905.
La relazione con Roddy continuò ancora per alcuni anni, prima che lui sposasse Tatiana Soskin nel 1981. Mustique, però, rimase indissolubilmente legata all’immagine di Margaret: feste, costumi da bagno, aristocratici, champagne e una libertà che la principessa non riusciva a trovare nella vita ufficiale di corte.
Oggi William e Kate tornano sulla stessa isola per ragioni molto più tranquille, alla ricerca soprattutto di privacy e tempo da trascorrere con i figli. Ma nella memoria dei Windsor Mustique conserva ancora tutto il fascino della sua pecora nera più celebre. Dove oggi George, Charlotte e Louis giocano lontani dai paparazzi, mezzo secolo fa zia Margaret faceva impazzire Buckingham Palace con il suo giovane giardiniere.
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Reali
Lady Diana, le confessioni più dolorose sul matrimonio con Carlo: «Voglio solo essere amata. Perché non sono abbastanza per lui?»
L’amore per Carlo, i sospetti su Camilla, la paura di perdere la famiglia e quel senso di inadeguatezza che la tormentava: nelle memorie della sua insegnante di danza emerge una Diana fragile e innamorata, che non voleva arrendersi alla fine del matrimonio.
Per milioni di persone il matrimonio tra la principessa Diana e il principe Carlo rappresentò inizialmente l’incarnazione moderna della favola reale. Dietro le fotografie ufficiali, le cerimonie e l’immagine della famiglia perfetta, però, il rapporto tra i due attraversava difficoltà sempre più profonde.
Diana soffriva per la distanza emotiva dal marito e per la presenza di Camilla Parker Bowles nella vita di Carlo. Allo stesso tempo doveva continuare a sostenere il peso di un ruolo pubblico che lasciava pochissimo spazio alle fragilità personali.
A raccontare una parte particolarmente intima di quella sofferenza è Anne Allan, che fu insegnante di danza della principessa e costruì con lei un rapporto durato diversi anni. Nel libro Dancing With Diana: A Memoir, Allan ricostruisce conversazioni private, momenti di sconforto e confessioni che mostrano una Diana molto diversa dall’immagine pubblica della principessa sicura e sorridente.
Diana in lacrime: «Non sono abbastanza per lui»
La danza diventò per Diana anche uno spazio nel quale riusciva ad abbassare le difese. Secondo il racconto di Allan, durante uno dei loro incontri la principessa si sedette sul pavimento e scoppiò a piangere.
Le parole attribuitele nelle memorie restituiscono tutta la sua insicurezza: «Non riesco a fare nulla di giusto quando si tratta di mio marito. Lo amo così tanto e vorrei che fosse fiero di me, ma non credo che lui provi lo stesso».
Poi una frase ancora più dolorosa: «Non capisco perché non sono abbastanza per lui; penso che preferisca una donna più anziana».
Dietro la gelosia emergeva soprattutto la convinzione di non riuscire a conquistare l’amore dell’uomo che aveva sposato. Diana, almeno secondo quanto raccontato da Allan, non viveva ancora la crisi semplicemente come la fine di un matrimonio: continuava a desiderare Carlo e sperava di poter recuperare il loro rapporto.
Il tormento di Camilla: «So che la sta vedendo di nuovo»
Il nome inevitabile era quello di Camilla Parker Bowles. Diana avrebbe confidato apertamente alla sua insegnante i sospetti sul rapporto tra Carlo e la donna che molti anni dopo sarebbe diventata sua moglie.
«So che sta vedendo di nuovo Camilla», avrebbe detto. Ma ciò che la tormentava era anche l’idea che il ruolo reale potesse imporle di accettare quella situazione senza reagire: «Devo forse accettarlo, come le altre principesse del Galles prima di me, e chiudere un occhio sul fatto che i mariti abbiano un’amante?».
Per Diana il problema non riguardava soltanto il tradimento. Riguardava ciò che chiedeva al proprio matrimonio e che sentiva di non ricevere.
«Voglio solo essere amata. Non posso andare avanti così. Si aspettano davvero che io non dica nulla e continui. Come posso farlo?».
«Mi trovo in una situazione insopportabile»
Le memorie di Allan descrivono una donna che si sentiva progressivamente isolata. Diana avrebbe confidato all’amica anche lunghi periodi di lontananza dal marito: «Non vedo Carlo da settimane e non vuole parlarmi. Pensavo che sarebbe tornato da me, e che avremmo potuto risolvere le cose».
La domanda che segue racchiude forse meglio di qualsiasi altra il senso di abbandono raccontato nel libro: «Come posso andare avanti quando non sono desiderata?».
Diana avrebbe definito la propria condizione «una situazione insopportabile». Eppure non desiderava che il matrimonio finisse. Carlo rimaneva, nelle confidenze riportate da Allan, «l’uomo che desiderava» e la principessa continuava a inseguire soprattutto un obiettivo: «Mantenere unita la mia famiglia».
Il lato di Diana che il pubblico non poteva vedere
Il libro di Anne Allan attraversa anche altri aspetti delicati della vita della principessa, dalla maternità alla bulimia, restituendo il ritratto di una donna costretta a convivere con una distanza enorme tra ciò che mostrava pubblicamente e ciò che viveva privatamente.
Il matrimonio con Carlo sarebbe poi arrivato alla separazione e infine al divorzio, ma nelle confessioni raccolte dalla sua insegnante emerge soprattutto la fase precedente: quella nella quale Diana sperava ancora di salvare il rapporto.
È questo a rendere particolarmente doloroso il racconto. Prima delle interviste, delle rivelazioni pubbliche e della definitiva rottura con Carlo, c’era una giovane donna che continuava a domandarsi che cosa ci fosse di sbagliato in lei.
E che, lontano dagli occhi del mondo, riassumeva tutto in una richiesta semplicissima: «Voglio solo essere amata».
Reali
Camilla, il segreto rimasto nascosto per sessant’anni: «Mi aggredì sul treno». Lei si tolse una scarpa e reagì a colpi di tacco
Aveva appena 16 o 17 anni quando un uomo avrebbe cercato di molestarla durante un viaggio verso Londra. Camilla reagì usando una scarpa come arma, poi denunciò tutto alla polizia. L’episodio emerge dal libro Power and the Palace e getta una luce nuova sul suo impegno contro la violenza sulle donne.
Non era ancora regina, non aveva incontrato il destino che l’avrebbe legata a Carlo III e il suo nome non significava nulla per il grande pubblico. Camilla era soltanto una ragazza di 16 o 17 anni che viaggiava in treno verso la stazione di Paddington, a Londra, quando un uomo avrebbe cercato di aggredirla sessualmente. Lei non rimase immobile: si tolse una scarpa e cominciò a colpirlo con il tacco, trasformando ciò che aveva ai piedi nell’unica arma disponibile.
Un episodio rimasto lontano dall’attenzione pubblica per circa sessant’anni e che emerge dalle pagine di Power and the Palace, il libro del giornalista Valentine Low. Secondo il racconto, tutto accadde a metà degli anni Sessanta e Camilla riuscì a respingere l’uomo seguendo un consiglio che sua madre le aveva dato proprio per affrontare una situazione del genere.
L’uomo tenta di molestarla, Camilla si toglie una scarpa
La scena raccontata nel libro ha ben poco della favola reale. Una giovane donna si trova su un treno e deve fronteggiare un uomo che tenta di molestarla. Camilla reagisce immediatamente, si sfila una scarpa e usa il tacco per colpire ripetutamente l’aggressore.
Dietro quella reazione ci sarebbe stato l’insegnamento ricevuto dalla madre: se un uomo avesse cercato di metterle le mani addosso, avrebbe dovuto togliersi una scarpa e usarla per difendersi. Camilla ricordò quel consiglio proprio nel momento in cui ne ebbe bisogno.
La vicenda non terminò sul vagone. Una volta raggiunta la stazione, la ragazza si rivolse alla polizia e denunciò quanto era accaduto. Gli agenti riuscirono quindi a individuare e arrestare l’uomo.
Un episodio che Camilla tenne per sé per decenni
Camilla non trasformò mai quell’esperienza in un racconto pubblico. Per decenni l’episodio rimase sostanzialmente sconosciuto e soltanto molto tempo dopo ne avrebbe parlato con Boris Johnson, quando il futuro premier ricopriva la carica di sindaco di Londra.
La pubblicazione di Power and the Palace ha portato adesso la vicenda fuori dalla dimensione privata. La casa reale non ha commentato pubblicamente il racconto e non ha diffuso smentite.
Proprio il lungo silenzio rende la storia ancora più significativa se confrontata con una delle battaglie alle quali Camilla ha dedicato maggiore attenzione durante la propria vita pubblica: quella contro la violenza domestica e gli abusi sessuali.
Dall’aggressione subita all’impegno contro la violenza sulle donne
Da anni la regina incontra donne sopravvissute a violenze e sostiene iniziative dedicate alle vittime di abusi. Nel 2020 spiegò di aver conosciuto molte donne che avevano affrontato aggressioni e violenze sessuali, definendole alcune delle persone più coraggiose mai incontrate.
Il racconto della sua adolescenza aggiunge inevitabilmente una dimensione personale a quell’impegno. Secondo fonti di palazzo citate dalla BBC, Camilla avrebbe scelto di non raccontare pubblicamente ciò che le era accaduto per evitare che la propria esperienza finisse per oscurare quella delle donne alle quali voleva dare voce.
Il segreto della regina rimasto nascosto per sessant’anni
Oggi quella storia è comunque diventata pubblica. E restituisce l’immagine di Camilla molto prima dei palazzi, dei titoli e delle interminabili cronache sulla famiglia reale: una ragazza su un treno, sola davanti a un uomo che cerca di molestarla e costretta a decidere in pochi istanti come reagire.
Non aveva guardie del corpo, personale di sicurezza o privilegi reali ai quali affidarsi. Aveva una scarpa, il consiglio di sua madre e la determinazione di usarli entrambi. Poi, arrivata a Paddington, andò dalla polizia e denunciò l’aggressore.
Sessant’anni dopo, quel racconto permette anche di leggere sotto una luce diversa una parte dell’attività pubblica della regina. Dietro il suo impegno accanto alle donne che hanno subito violenza potrebbe esserci anche il ricordo di ciò che accadde a quella ragazza su un treno diretto a Londra.
Reali
Emanuele Filiberto confessa tutto da Silvia Toffanin a Verissimo: «Sono felicemente single», le parole che spiazzano il pubblico
Ospite del programma di Canale 5, il membro di casa Savoia si è raccontato a cuore aperto di fronte alla conduttrice. Tra riflessioni sul passato, il rapporto con la famiglia e i nuovi progetti personali, la dichiarazione sulla propria sfera affettiva ha sorpreso gli spettatori.
I riflettori della televisione tornano ad accendersi sulla vita privata di uno dei personaggi più chiacchierati del panorama mediatico italiano. Ospite nello studio di Verissimo, il programma condotto da Silvia Toffanin su Canale 5, Emanuele Filiberto di Savoia si è concesso a un’intervista intima e sfaccettata. Nel corso del colloquio, il discendente della casata reale ha affrontato diversi aspetti della sua quotidianità, soffermandosi in modo particolare sul suo attuale stato emotivo e sentimentale dopo le recenti evoluzioni personali.
La confessione sulla vita sentimentale e l’affermazione in studio
Interpellato direttamente dalla conduttrice sulla propria situazione affettiva e sulle indiscrezioni di gossip che lo hanno riguardato negli ultimi tempi, Emanuele Filiberto ha voluto fare chiarezza con trasparenza. Rispondendo alle domande con tono sereno e disteso, ha pronunciato una dichiarazione perentoria che non lascia spazio a dubbi: «Sono felicemente single». Con queste parole l’ospite ha smentito le voci di ipotetici nuovi legami, sottolineando di attraversare una fase di grande equilibrio e serenità individuale.
Il legame con la famiglia e la gestione degli affetti
Oltre a definire la propria posizione sentimentale, Emanuele Filiberto ha ripercorso la storia delle sue relazioni passate e l’importanza indissolubile del nucleo familiare. Il dialogo si è concentrato sul profondo rispetto mantenuto con l’ex consorte e sul ruolo centrale ricoperto dalle figlie Vittoria e Luisa, considerate il pilastro fondamentale della sua vita. Il loro benessere e la loro crescita rappresentano per l’erede di casa Savoia la priorità assoluta, al di sopra di qualsiasi dinamica di coppia o impegno lavorativo.
I nuovi progetti tra imprenditoria e impegni pubblici
Chiusa la parentesi relativa al cuore, l’intervista a Verissimo ha toccato le molteplici attività professionali in cui Emanuele Filiberto è attualmente coinvolto. Dalle iniziative imprenditoriali e sportive nel mondo del calcio fino agli impegni benefici e di rappresentanza legati alla storia familiare, il suo percorso prosegue con grande dinamismo. La consapevolezza di trovarsi in una nuova fase di maturità gli consente di guardare al futuro con ottimismo, focalizzandosi sui propri obiettivi personali e sulle passioni che ne caratterizzano il cammino.
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