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Gossip

Scandalo! Dalila Di Lazzaro rivela il bacio non gradito di De Niro

L’attrice continua a incantare il pubblico, grazie al suo fascino senza tempo e alle esperienze straordinarie di vita vissuta, con tragedie abbattutesi violentemente sulla sua vita privata e con incontri leggendari segnati dal destino.

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    Di recente Dalila in un’intervista parla del dolore e della sopravvivenza dopo la perdita del suo unico figlio. Questo dramma, unito a un brutto incidente automobilistico che le ha causato la frattura della prima vertebra del collo, ha aggiunto un ulteriore strato di dolore cronico alla sua vita già segnata dal destino.

    Ma, nonostante le avversità, Dalila non si è lasciata piegare e sostiene che le donne forti sono quelle che cadono e si rialzano imparando tante cose, e che tutto può essere affrontato con un sorriso, anche quando sembra impossibile.

    Robert De Niro e una giovane Dalila Di Lazzaro

    Bob, il mollicone
    Molti anni fa l’attrice prese parte a una cena organizzata dal regista Sergio Leone. La serata fu straordinaria, perché conobbe personalità celebri al mondo come Robert De Niro, Muhammad Alì e Gabriel García Márquez. Dalila rimase sbalordita dalla presenza di De Niro, ma fu Sergio a rivelarle l’importanza del suo ruolo in quella serata, in quanto De Niro aveva voluto essere lì quella sera solo per lei.

    Ma la serata prese una piega inaspettata quando, alla fine, Robert De Niro tentò di baciare Dalila. Lei, sconcertata, riuscì a divincolarsi e scappare via con un taxi, sentendosi finalmente libera da una situazione che le era sfuggita di mano.

    Quella cena rimase impressa nella memoria di Dalila come un mix di emozioni contrastanti: l’entusiasmo per l’incontro con icone del cinema e dello sport, mescolato alla sorpresa e alla confusione per l’inaspettato gesto di De Niro, e infine il senso di liberazione nel momento in cui riuscì a fuggire via, tornando alla sua vita quotidiana con una storia da raccontare per sempre.

    Ma con Papa Woytila ha raggiunto la serenità
    Dalila Di Lazzaro ha vissuto anche un incontro spirituale e significativo con Papa Giovanni Paolo II, che ha lasciato in lei un’impronta indelebile, durante un’udienza a Roma, e dove ebbe l’onore di essere ricevuta da Sua Santità.
    L’incontro con il Pontefice rappresentò per Dalila un momento di profonda emozione e riflessione. Sentì di essere di fronte a un uomo di grande spiritualità e saggezza, il cui carisma e umiltà lasciarono un’impressione duratura su di lei.
    Dalila ha descritto l’incontro come un momento di pace e serenità, in cui ha avvertito la presenza di una energia positiva e incoraggiante.

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      Gossip

      Cerno, festa milanese per i 51 anni tra party-giani, assenze politiche e la scena rubata da Barbara D’Urso

      Alla festa per i 51 anni di Tommaso Cerno spunta solo Licia Ronzulli dal fronte politico, mentre il parterre si popola di figure note del sottobosco mediatico. A catalizzare l’attenzione è Barbara D’Urso, in Dolce & Gabbana, con una promessa che sa di teaser mediatico.

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        Gran raduno mondano ieri sera alla casa milanese di Tommaso Cerno, che ha celebrato il suo 51esimo compleanno circondato da un parterre più mediatico che politico. Tra i presenti, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare.

        A rubare la scena, però, ci ha pensato Barbara D’Urso, stretta in un abitino firmato Dolce & Gabbana, capace di catalizzare l’attenzione dei presenti come ai tempi d’oro del prime time. La conduttrice, tra una battuta e l’altra, avrebbe deliziato gli ospiti annunciando che, dopo Fabrizio Corona, anche lei sarebbe pronta a “tirare fuori qualche vecchia magagna”. Una frase che, detta in quel contesto, suona come una promessa di nuovi capitoli nella lunga saga del racconto mediatico a colpi di rivelazioni, allusioni e vendette post-televisive.

        La serata, più che una festa privata, ha assunto i contorni di un micro-evento mondano: un incrocio tra giornalismo, televisione e quel sottobosco di relazioni, rivalità e retroscena che da sempre alimenta la narrazione pubblica. E in un contesto così, bastano poche parole per accendere nuove attese, sospetti e, inevitabilmente, future polemiche.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

          Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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            Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

            La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

            Tra confidenza e spettacolo
            Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

            La reazione della madre
            La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

            Recita per i webeti?
            Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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              Personaggi

              «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

              L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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                «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

                La smentita netta
                Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

                Il sospetto di un secondo fine
                Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

                La posizione di Scotti
                Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

                Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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