Gossip
Scintille social tra Lucarelli e la madre di Fedez: il rapper sotto accusa per i legami con la curva del Milan
Selvaggia Lucarelli punta il dito sui legami di Fedez con gli ultrà del Milan e la ‘ndrangheta, mettendo in dubbio l’autenticità delle sue iniziative benefiche. Tatiana Berrinzaghi, madre del rapper, non resta in silenzio e risponde con ironia.
La tensione sui social sale alle stelle con lo scontro tra Selvaggia Lucarelli e la madre di Fedez, Tatiana Berrinzaghi. Il tutto è partito da una serie di storie Instagram della Lucarelli, che ha collegato gli arresti di alcuni capi ultrà della Curva Sud milanista agli stretti legami con il rapper. Non solo: Lucarelli ha insinuato che, nonostante la recente inaugurazione di una casa famiglia a Roma (immobile confiscato alla mafia), Fedez avesse pianificato affari con personaggi legati alla ‘ndrangheta, come Luca Lucci.
“Ma non piacevano gli amici della moglie” ha commentato ironicamente Lucarelli, facendo riferimento alle tensioni tra il rapper e l’entourage di Chiara Ferragni. Il riferimento diretto a Lucci, capo ultrà del Milan e pregiudicato, ha acceso ulteriormente il dibattito.
Un doppio volto?
Lucarelli ha puntato il dito contro l’apparente dualismo di Fedez: da un lato benefattore, dall’altro legato a figure controverse. Le intercettazioni che coinvolgono il rapper nella gestione di una discoteca milanese insieme a Lucci hanno alimentato l’accusa di ambiguità: “Fa beneficenza con fotografi e intanto si accorda per aiutare un pregiudicato a gestire un locale”, ha sintetizzato la giornalista.
Mamma Fedez risponde con sarcasmo
Tatiana Berrinzaghi non ha gradito l’attacco alla famiglia e ha risposto prontamente, proponendosi di “insegnare” alla Lucarelli come si fa la beneficenza. La giornalista, però, non ha esitato a controbattere, dichiarando di saper già fare la sua parte, senza bisogno di fotografi o pubblicità.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Gossip
Andrea Roncato si pente della vita da playboy: “Fa schifo”. Ma poi ricorda Moana, Stefania Orlando e Elena Sofia Ricci
Da Moana Pozzi a Stefania Orlando, passando per Elena Sofia Ricci e Corinne Clery: Andrea Roncato ripercorre le sue storie sentimentali e ammette di essere stato “un donnaiolo pentito”.
“La vita del playboy fa schifo”. Detta da uno come Andrea Roncato, la frase suona quasi come una resa definitiva dopo decenni trascorsi tra set cinematografici, flirt, storie d’amore e fama da irresistibile cacciagonnelle della commedia italiana. Oggi l’attore ha 79 anni, due film nelle sale, una nuova serie tv in arrivo e soprattutto una consapevolezza diversa del passato.
“Sono un donnaiolo pentito”, racconta al settimanale Oggi. Anche se, in realtà, nel corso dell’intervista finisce inevitabilmente per ripercorrere quasi tutte le donne più famose passate nella sua vita.
Moana Pozzi e quel “sette pieno”
Tra i ricordi più curiosi spunta naturalmente Moana Pozzi. Roncato parla di lei con affetto e rispetto, ricordando persino il voto ricevuto nel celebre libro delle “pagelle agli amanti”.
“Mi diede un sette pieno. Non nego di essere fiero della sua valutazione”, scherza l’attore. Ma subito dopo il tono cambia. “Per me non era una pornostar. Era una persona meravigliosa, intelligentissima. Parlavamo di cinema, musica, filosofia. Ancora non mi capacito che sia morta tanto precocemente”.
Un ricordo sorprendentemente delicato, lontano dall’immagine scandalistica che spesso ha accompagnato Moana negli anni.
Elena Sofia Ricci e i tradimenti mai provati
Parlando di Elena Sofia Ricci, Roncato sceglie parole molto morbide. “Era convinta che la tradissi. Ma sbagliava”, racconta. E aggiunge: “È una donna di personalità. Siamo rimasti amici”.
Una frase che lascia intravedere quanto quella storia sia rimasta importante nella memoria dell’attore, nonostante il carattere tempestoso della relazione e la fama che lui stesso si era costruito negli anni Ottanta e Novanta.
Stefania Orlando: “Ha fatto bene a lasciarmi”
Più freddo invece il passaggio dedicato a Stefania Orlando, sua ex moglie. “Lei mi ha mollato e non serbo rancore. Ha fatto bene a lasciarmi”, dice Roncato con un disincanto quasi brutale.
Poi l’ammissione più sincera: “Sono stato abbandonato un sacco di volte. Giusto così. Significa che me lo meritavo”.
Parole che sembrano il vero cuore dell’intervista. Perché dietro il personaggio simpatico, il latin lover e il comico da commedia sexy all’italiana emerge improvvisamente un uomo molto più fragile e autocritico.
Corinne Clery e le verdure
Spazio anche a Corinne Clery, ricordata con una battuta irresistibile: “Durò poco. Mangiava solo verdure. Era una salutista integralista. Andava sempre a correre. Non riuscivo a starle dietro”.
Una frase perfettamente nello stile di Roncato, capace di passare dalla malinconia alla commedia nel giro di pochi secondi.
E forse è proprio questo che rende ancora oggi l’attore così amato dal pubblico: la capacità di raccontare i propri fallimenti senza atteggiarsi a vittima, mescolando ironia, rimpianto e un pizzico di auto-distruzione tutta italiana.
Speciale Grande Fratello
Altro che litigio: Elia, Mussolini e Volpe stanno trasformando il “drama” del Grande Fratello Vip in una perfetta operazione nostalgia
Antonella Elia si lamenta per l’invito ricevuto solo per telefono, Alessandra Mussolini la punge dandole della “rosicona” e Adriana Volpe osserva divertita. Ma ormai molti fan sono convinti: il caos social è una strategia perfetta per rilanciare la reunion del Grande Fratello Vip.
Ormai l’hanno capito tutti: stanno giocando. E probabilmente si stanno pure divertendo parecchio. Il teatrino social costruito attorno alla reunion degli ex concorrenti del Grande Fratello Vip sembra sempre meno una vera guerra tra ex gieffini e sempre più una gigantesca operazione nostalgia studiata alla perfezione.
Da una parte Antonella Elia che si lamenta per aver ricevuto l’invito soltanto per telefono. Dall’altra Alessandra Mussolini che la punge dandole della “rosicona”. In mezzo Adriana Volpe, che osserva il caos con l’aria di chi sa perfettamente come funziona il meccanismo.
E il meccanismo, in effetti, sta funzionando benissimo.
Il reality continua anche fuori dalla Casa
Il punto è questo: il Grande Fratello Vip non finisce mai davvero. Cambia semplicemente piattaforma. Prima c’è la Casa, poi arrivano Instagram, le interviste, le frecciatine e le reunion nostalgiche.
E i protagonisti storici del reality lo sanno perfettamente. Sanno che il pubblico ama ancora quelle dinamiche, quei litigi teatrali, le rivalità ironiche e le battute al veleno che sembrano autentiche ma hanno sempre dentro una componente di spettacolo.
Antonella Elia, Alessandra Mussolini e Adriana Volpe sono tre professioniste della televisione. Tre donne che conoscono perfettamente i tempi del gossip e sanno come trasformare una cena tra ex concorrenti in un mini evento mediatico.
Il “drama” social perfetto
La lamentela sull’invito telefonico è il dettaglio perfetto perché è abbastanza assurda da sembrare vera ma anche abbastanza innocua da risultare divertente. E la risposta di Mussolini, chiamandola “rosicona”, sembra uscita direttamente da una puntata del reality.
Risultato? I social parlano soltanto di loro. E la reunion dei “reduci” del GF Vip è diventata improvvisamente un appuntamento molto più interessante di quanto sarebbe stato senza tutto questo caos.
La nostalgia è il vero business della tv
La verità è che la televisione italiana vive sempre più di nostalgia. Reunion, ex gieffini, vecchie rivalità e dinamiche già conosciute funzionano perché il pubblico prova piacere nel ritrovare personaggi che conosce da anni.
E queste tre donne stanno usando esattamente quella nostalgia come carburante mediatico.
Che sia tutto spontaneo o costruito poco importa ormai. Perché il pubblico, in fondo, sembra divertirsi proprio nel gioco di capire dove finisca la realtà e dove inizi lo show.
E loro, ancora una volta, stanno vincendo la partita.
Gossip
Alejandro Claveaux e la “ricerca sul personaggio”: “Frequentavo saune gay e dark room”. Ma un amico lo smaschera
Alejandro Claveaux sostiene di aver frequentato saune gay e cinema per adulti per studiare il personaggio del suo prossimo film. Ma un amico racconta di averlo incontrato direttamente in una dark room.
Nel cinema il confine tra immedesimazione totale e scusa perfetta a volte diventa sottilissimo. Lo sa bene Alejandro Claveaux, finito al centro dell’attenzione dopo alcune dichiarazioni decisamente particolari sul metodo scelto per prepararsi a un nuovo ruolo.
L’attore ha infatti raccontato di aver frequentato saune gay e cinema per adulti come parte del lavoro di costruzione del personaggio. Secondo Claveaux, l’obiettivo era conoscere meglio quell’ambiente, osservare dinamiche, linguaggi e atmosfere così da interpretare il ruolo con maggiore autenticità.
Una spiegazione molto “Actor Studio”. Almeno fino a quando non è spuntato il retroscena raccontato da un amico.
“Ti preparavi il personaggio… in dark room?”
Secondo il racconto diventato rapidamente virale, un conoscente avrebbe infatti incrociato Alejandro direttamente dentro una dark room. E a quel punto la giustificazione artistica sarebbe diventata immediatamente materiale perfetto per l’ironia social.
Perché internet funziona così: basta una frase detta nel momento sbagliato per trasformare una preparazione attoriale in un meme collettivo.
E infatti online sono subito esplosi commenti ironici sul “metodo immersivo” dell’attore, tra chi lo paragona a Daniel Day-Lewis e chi invece sospetta che il lavoro di ricerca fosse decisamente più piacevole del previsto.
Il metodo estremo degli attori
In realtà non sarebbe nemmeno la prima volta che un attore sceglie di immergersi completamente negli ambienti raccontati dal proprio personaggio. Hollywood è piena di storie simili: attori che vivono per settimane come i protagonisti dei film che stanno preparando, frequentano determinati luoghi o adottano abitudini specifiche per entrare meglio nella parte.
Il problema, semmai, è che quando di mezzo ci sono sesso, dark room e saune, il pubblico tende inevitabilmente a guardare tutto con un certo sospetto divertito.
Tra autenticità e gossip
Alla fine la vicenda racconta perfettamente il rapporto contemporaneo tra spettacolo e voyeurismo mediatico. Un attore prova a spiegare un lavoro di ricerca artistica e nel giro di poche ore la narrazione si trasforma in gossip semi-comico.
E probabilmente Alejandro Claveaux lo sa benissimo. Perché in un’epoca dominata dai social, ogni confessione troppo sincera rischia di diventare virale per motivi completamente diversi da quelli immaginati.
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