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Gossip

Vip e inglese: il prof che dà i voti alle star. «Ferragni? B2. Meloni? Qualche errore. Ma la rivelazione è…»

L’insegnante d’inglese Riccardo Quinto Cirillo ha conquistato il web con le sue pagelle sui vip. Da Chiara Ferragni a Matteo Renzi, fino a Victoria De Angelis e Giorgia Meloni, il 32enne smonta accenti e grammatica con ironia. Ma chi è davvero il peggiore? E chi invece merita il massimo dei voti?

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    Dare i voti ai vip? Si può. E, a quanto pare, funziona. Basta chiedere a Riccardo Quinto Cirillo, insegnante d’inglese di 32 anni, che su Instagram ha trasformato una passione per la fonetica e la grammatica in un vero fenomeno social. Con 109mila follower, smonta accenti e costruzioni linguistiche di politici, cantanti e sportivi, valutando il loro livello d’inglese con i classici standard europei: A1 per principianti assoluti, B2 per chi ha una discreta fluidità e C1 per chi è quasi madrelingua.

    Un’idea nata quasi per caso, come racconta lui stesso: «Un mio amico mi chiese di commentare lo scherzo telefonico dei comici russi a Giorgia Meloni e di valutare il suo inglese. L’ho postato sulle storie e ha avuto un successo incredibile. Da lì ho iniziato ad analizzare altri personaggi famosi».

    La pagella dei vip: promossi e bocciati

    Da allora, decine di celebrità sono finite sotto il suo giudizio. Alcuni escono a testa alta, altri meno.

    • Chiara Ferragni si porta a casa un B2 pieno: «Il suo inglese è fluente, anche se ha qualche problema di pronuncia».
    • Victoria De Angelis dei Måneskin? Promossa senza dubbi: «Non ha difficoltà a comprendere e rispondere, ha una naturalezza da madrelingua».
    • Angelina Mango, nonostante il successo a Eurovision, è ancora indietro: «Direi un livello tra Beginner e Intermediate».
    • Matteo Berrettini, invece, stupisce: «Ha il giusto flow, parla con naturalezza e senza sforzo».

    E poi c’è il caso Giorgia Meloni. Il verdetto? B1.2, quindi intermedio superiore: «Ha una buona fluidità, ma alcuni errori svelano una costruzione molto italiana. Ad esempio, usa “for” in modo arcaico al posto di “because” e dice “mistakes we did” invece di “mistakes we made”».

    I peggiori? «Fitto e Renzi»

    Ma chi sono quelli messi peggio? Cirillo non ha dubbi: Raffaele Fitto e Matteo Renzi. Il primo, europarlamentare e ministro per gli Affari europei, ha sfoderato un inglese talmente stentato da scatenare l’ironia in aula e online: «Ha problemi di pronuncia che compromettono la comprensione».

    Renzi, invece, pur con un’ottima dialettica in italiano, quando passa all’inglese si perde: «Ha delle basi, ma servirebbe molto lavoro per renderlo fluente».

    E poi c’è Alessandro Cattelan, che in tanti credevano bilingue grazie agli anni su MTV. «Peccato che non sia così. È comprensibile, ma non del tutto sciolto»., ammette Cirillo.

    La rivelazione? Un’attrice di Gomorra

    Ma c’è anche una sorpresa: Cristiana Dell’Anna, attrice di Gomorra e del biopic su Lino Banfi, è una delle poche italiane a essere veramente bilingue: «Parla perfettamente, senza alcun accento».

    Bene anche la giornalista Barbara Serra, volto di Al Jazeera, che ha costruito la sua carriera interamente in lingua inglese.

    «Non giudico, voglio solo aiutare»

    Ma Cirillo non si sente un professore con la penna rossa: «Non faccio sentenze, sono solo stime basate sulle interviste che ascolto».

    E un consiglio per migliorare l’inglese? «Io ho vissuto sei mesi in Australia e all’inizio ero frustrato. Poi ho capito che la chiave è la motivazione. Ho studiato da autodidatta, ho letto tantissimo e mi sono fatto seguire da tutor».

    La lezione è chiara: non importa quanto sei famoso, l’inglese non perdona.

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      Gossip

      Eva Herzigová e Gregor Marsiaj, nozze dopo vent’anni: dalle foto del tradimento all’albo pretorio di Torino

      La pubblicazione di matrimonio apparsa sull’albo pretorio del Comune di Torino riaccende i riflettori sulla top model ceca e sull’imprenditore torinese, coppia sopravvissuta a crisi, gossip e tradimenti.

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        Dopo più di vent’anni insieme, tre figli e una storia sentimentale passata attraverso gossip, crisi e vecchie ferite mai del tutto dimenticate, Eva Herzigová e Gregor Marsiaj sembrano davvero pronti a sposarsi. Stavolta non si tratta solo dell’ennesima indiscrezione da salotto mondano: a rendere tutto più concreto è la comparsa della pubblicazione di matrimonio sull’albo pretorio del Comune di Torino, dettaglio che ha immediatamente riacceso l’attenzione sulla coppia.

        La pubblicazione che cambia tutto

        A raccontare la novità è il Corriere della Sera, secondo cui la top model ceca e l’imprenditore torinese starebbero finalmente preparando le nozze. Un passaggio sorprendente, soprattutto perché nel corso degli anni il matrimonio tra i due era stato evocato più volte senza mai arrivare davvero al dunque. Ora invece quel documento pubblico sembra segnare un cambio di passo. Dopo una relazione così lunga, vissuta in gran parte lontano dai riflettori ma mai del tutto al riparo dal gossip, Eva e Gregor potrebbero essere arrivati al momento del sì.

        Dalla ragazza del Wonderbra alla vita torinese

        Per molti Eva Herzigová resterà sempre la ragazza del Wonderbra, il volto che negli anni Novanta trasformò una campagna pubblicitaria in un fenomeno pop globale. Oggi, a 53 anni, la supermodella ceca continua a essere una delle icone più riconoscibili della moda internazionale. Accanto a lei c’è da oltre due decenni Gregor Marsiaj, 49 anni, imprenditore legato a una nota famiglia industriale torinese. I due si sarebbero conosciuti nel 2001 a Varigotti, in Liguria, durante i giorni successivi agli attentati dell’11 settembre, quando il blocco del traffico aereo prolungò la permanenza della modella in Italia.

        Il tradimento, Belve e la scelta di restare

        La loro storia, però, non è stata una favola liscia come una passerella. Nel 2011 Marsiaj finì al centro del gossip dopo alcune fotografie pubblicate dalla stampa scandalistica che lo ritraevano a Praga con un’altra donna. Un episodio doloroso, sul quale Eva Herzigová è tornata anche a Belve, raccontando la sofferenza vissuta dopo quel tradimento e spiegando di aver scelto di restare soprattutto per proteggere la famiglia e i figli. Ed è forse proprio questo a rendere le nozze ancora più significative: non un colpo di testa romantico, ma l’approdo tardivo di una relazione che ha attraversato tempeste vere. Dopo vent’anni, tre figli e parecchie cicatrici, il sì sembra arrivare con tutto il peso delle storie sopravvissute.

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          Gossip

          Valeria Marini shock: “A 14 anni stavo con un uomo di oltre 30”. E oggi quel racconto fa esplodere il dibattito

          La showgirl racconta la relazione vissuta da giovanissima con un uomo molto più grande di lei: “Mi rapiva, a volte non andavo neanche a scuola”. E sui social si riapre il tema dei confini tra costume e abuso.

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            Ci sono confessioni televisive che scivolano via nel giro di poche ore e altre che invece riescono a spalancare discussioni enormi su come siano cambiati i tempi, la sensibilità e perfino il concetto stesso di normalità. Quella fatta da Valeria Marini appartiene decisamente alla seconda categoria. La showgirl ha raccontato senza filtri una storia d’amore vissuta quando aveva appena 14 anni con un uomo che, come ha spiegato lei stessa, aveva “più di 30 anni”.

            “Mi rapiva, a volte non andavo a scuola”

            Valeria Marini ha descritto quel rapporto con toni romantici e nostalgici. “Io ero molto innamorata”, ha raccontato, ricordando una relazione vissuta con grande intensità emotiva e fisica. “C’era molta passione, quindi quella relazione l’ho vissuta bene”. Poi però arrivano dettagli che oggi inevitabilmente fanno sobbalzare parecchie coscienze: “Mia madre non era molto contenta di questo rapporto, perché praticamente mi rapiva: a volte non andavo neanche a scuola”. Una frase che nel 2026 pesa in modo completamente diverso rispetto a come forse sarebbe stata percepita decenni fa.

            Il web si divide tra scandalo e “altri tempi”

            Sui social il racconto ha immediatamente acceso il dibattito. Da una parte chi sottolinea come oggi una relazione del genere verrebbe letta inevitabilmente attraverso il tema dello squilibrio di potere e della tutela dei minori. Dall’altra chi invita a contestualizzare la vicenda nel periodo storico in cui è avvenuta, ricordando quanto fossero diversi i costumi e la percezione sociale di certi rapporti. Ed è proprio qui che la confessione della Marini diventa quasi uno specchio generazionale: ciò che ieri poteva essere raccontato come una passione travolgente, oggi viene osservato con occhi molto più severi.

            “Aveva un carattere terribile, ma io l’amavo”

            Nel suo racconto Valeria non ha nemmeno idealizzato completamente quell’uomo. “Aveva un carattere non bello, era molto litigioso, ma io l’amavo”, ha spiegato parlando di una figura che oggi, se ancora viva, avrebbe più di novant’anni. Prima ancora aveva ricordato anche il suo primo bacio, dato a otto anni a un compagno di scuola: “Ero innamoratissima”. Una narrazione molto personale e spontanea che però, inevitabilmente, si scontra con una sensibilità contemporanea profondamente cambiata. E infatti il punto non è soltanto la storia di Valeria Marini. È il modo in cui il mondo di oggi guarda storie che ieri venivano raccontate quasi con leggerezza.

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              Personaggi

              Pizza all’ananas a Napoli? Zoe Saldana ci prova e il marito va nel panico: il siparietto social conquista il web

              L’attrice americana, in Italia per le riprese di un nuovo film con Matthew McConaughey, scherza sulla richiesta più “proibita” della tradizione gastronomica italiana. Il marito Marco Perego tenta di fermarla tra imbarazzo, risate e occhiali da sole improvvisati.

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              Pizza all’ananas a Napoli? Zoe Saldana ci prova e il marito va nel panico: il siparietto social conquista il web

                Il video che ha fatto sorridere i social

                Ci sono provocazioni che in Italia valgono più di una discussione politica. Una di queste? Chiedere una pizza con l’ananas in Campania. E proprio su questo terreno “minato” si è divertita a giocare Zoe Saldana, protagonista di un siparietto social diventato virale nel giro di poche ore.

                L’attrice hollywoodiana, nota al grande pubblico per film come Avatar e Guardians of the Galaxy, si trova in Italia per lavorare a una nuova produzione cinematografica insieme a Matthew McConaughey. Durante una pausa in un ristorante campano, però, il cinema ha lasciato spazio alla commedia quotidiana.

                Nel video pubblicato sui social, Saldana riprende il marito, l’artista italiano Marco Perego, mentre cerca disperatamente di impedirle di pronunciare quella che, a Napoli e dintorni, molti considerano quasi una bestemmia culinaria: “pizza all’ananas”.

                La “minaccia” più temuta dai pizzaioli italiani

                La scena è semplice ma irresistibile. Zoe, divertita, insiste: “Dai Marco, chiedila!”. Lui invece abbassa lo sguardo, ride nervosamente e tenta di zittirla prima che il cameriere arrivi al tavolo.

                Quando il giovane addetto si avvicina, Perego sembra quasi andare nel panico: si guarda intorno, prova a cambiare discorso e perfino indossa un paio di occhiali da sole nel tentativo ironico di “nascondersi”. Una reazione teatrale che ha fatto esplodere i commenti online.

                Il contenuto non rivoluziona certo il linguaggio dei social, ma funziona perché prende in giro uno dei dibattiti gastronomici più longevi del web: l’eterna guerra tra tradizione italiana e contaminazioni internazionali.

                Perché la pizza all’ananas divide così tanto?

                La cosiddetta “Hawaiian pizza” non nasce in Italia, ma in Canada. Fu ideata negli anni Sessanta dal ristoratore greco-canadese Sam Panopoulos, che aggiunse ananas sciroppato a prosciutto e mozzarella cercando nuovi abbinamenti agrodolci.

                Da allora il tema è diventato quasi culturale. In Italia, soprattutto nelle città simbolo della pizza tradizionale come Napoli, molti pizzaioli difendono la ricetta classica come patrimonio identitario. Non a caso l’arte del pizzaiolo napoletano è stata riconosciuta nel 2017 patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

                Questo non significa che la pizza all’ananas sia “vietata”, ma semplicemente che viene spesso vissuta come una provocazione gastronomica, soprattutto sui social.

                Hollywood incontra la tavola italiana

                Il video di Zoe Saldana e Marco Perego funziona proprio perché gioca su questo contrasto culturale. Da una parte la leggerezza americana del “proviamo tutto”, dall’altra il rispetto quasi sacro per alcune tradizioni culinarie italiane.

                E il pubblico sembra aver apprezzato. In poche ore il filmato è stato condiviso migliaia di volte, con utenti divisi tra chi rideva della scena e chi, scherzando, difendeva “l’onore della pizza”.

                Molti hanno notato soprattutto la reazione di Perego: più che arrabbiato, sembrava sinceramente terrorizzato dall’idea di essere giudicato dai presenti. Una comicità spontanea che ha reso il momento molto più efficace di tanti sketch costruiti.

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