Gossip
Fedez svende su Vinted i suoi abiti usati, mutande comprese
Fedez ha recentemente messo in vendita una selezione dei suoi abiti usati su Vinted, con prezzi che vanno da 25 a 300 euro. La sua “collezione” ispirata al Coachella ha attirato l’attenzione e ha fatto sold out in meno di 48 ore, guadagnandosi recensioni positive e 68mila nuovi follower su Vinted. Tra i pezzi in vendita spiccano marchi come Gucci, Saint Laurent e Dior, dimostrando che Fedez non perde mai l’opportunità di far parlare di sé, anche quando si tratta di svuotare il suo armadio.

Quando si parla di Fedez, sembra che il talento per l’auto-promozione non conosca limiti. Appena atterrato dopo il suo jet-set vacanziero negli States, il rapper non perde tempo e torna subito ai suoi affari, ma stavolta non si tratta di qualche nuova hit da lanciare, bensì del suo guardaroba da sfoggiare.
Con un tocco di genialità o forse solo un pizzico di narcisismo, Fedez decide di svuotare il suo armadio e spargere il suo stile su Vinted, l’app di abbigliamento di seconda mano tanto amata dagli amanti del risparmio e della moda. E così, come se fosse il prossimo vincitore di Project Runway, il rapper mette in vetrina una collezione di “capolavori” ispirati al Coachella, il festival californiano che fa sognare tutti coloro che non hanno ancora trovato il modo di far decollare il proprio jet privato.
E quale miglior modo per far parlare di sé che mettere in vendita un giubbotto in denim di Gucci a 300 euro su una piattaforma di seconda mano? La genialità (o follia?) di Fedez non si ferma qui: dalla faccia di Jim Morrison stampata su una t-shirt a 25 euro fino ai brand più blasonati come Saint Laurent e Dior, sembra che il rapper abbia deciso di trasformare il suo armadio in una sorta di santuario della moda, dove ogni pezzo ha il potere di trasformare chi lo indossa in una diva del red carpet. Ci sono persino alcune paia di boxer, ovviamente usati.

E nonostante alcuni alzano un sopracciglio interrogativo davanti alla decisione di un milionario di vendere abiti usati su Vinted, le recensioni degli utenti non mentono: tutti a cinque stelle per il re del rap italico! E chissà, forse tra i suoi 68mila nuovi seguaci in due giorni si nasconde anche qualche fashionista in erba pronto a imitare il suo stile da “rapper di successo che sa fare shopping”. Ma alla fine, chi siamo noi per giudicare? Se Fedez vuole trasformare il suo armadio in un’attrazione turistica, ben venga! Forse, la prossima volta, potrebbe mettere in vendita anche la sua collezione di cappellini da rapper autografati. Chi lo sa, potrebbero essere l’accessorio must-have della stagione!
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi
Falsissimo sbarca a teatro mentre i tribunali incombono: Corona rilancia la sfida a Mediaset
Mentre la querelle giudiziaria si allarga e i riflettori restano accesi, Fabrizio Corona annuncia il tour teatrale di Falsissimo
Mentre avvocati, giudici e comunicati stampa si rincorrono, lui va avanti come se nulla potesse davvero fermarlo. Anzi, rilancia. Fabrizio Corona porta Falsissimo a teatro e lo fa con un titolo che è già una dichiarazione di guerra: Scacco matto al potere dei media. La notizia arriva mentre la querelle giudiziaria resta apertissima e i fronti, invece di restringersi, sembrano moltiplicarsi. Il messaggio, neppure troppo cifrato, è chiaro: se il web diventa un terreno minato, il palcoscenico resta uno spazio ancora libero, o almeno così viene raccontato.
Un comunicato per il tour
Il comunicato diffuso da Gruppo Anteprima parla senza giri di parole di “Fabrizio Corona nei teatri italiani” e annuncia le prime date del tour, tutte concentrate nel mese di maggio. Si parte da Milano il 7 maggio all’Eco Teatro, poi Catania il 14, Napoli il 21, Roma il 22 e Padova il 23. Una sequenza rapida, quasi una staffetta, che sembra voler capitalizzare l’onda lunga delle polemiche prima che l’attenzione si sposti altrove o che arrivino nuovi stop. Perché la domanda, inevitabile, è proprio questa: arriveranno? E se sì, con quali strumenti?
Da You Tube al palco
Il passaggio dal tubo catodico di YouTube alle luci del teatro non è solo una scelta artistica o commerciale. È una mossa politica nel senso più stretto del termine: cambiare campo di gioco quando il terreno diventa scivoloso. Falsissimo, negli ultimi mesi, è stato il detonatore di uno scontro frontale con il mondo dell’intrattenimento televisivo e con i suoi volti più riconoscibili. Un format costruito sull’attacco, sulla denuncia urlata, sulla promessa di verità “che nessuno vuole farvi sapere”, e che ora si reinventa come spettacolo dal vivo, con tanto di biglietto, platea e applausi.
Alle porte una maratona giudiziaria
Nel frattempo, mentre i manifesti teatrali vengono preparati, sul fronte giudiziario il calendario si riempie. È stata fissata per il 21 settembre, davanti al Tribunale civile di Milano, la prima udienza della maxi causa civile intentata dal gruppo Mediaset insieme a Pier Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi, oltre a Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. La richiesta complessiva di risarcimento è di 160 milioni di euro, una cifra che da sola basterebbe a spiegare la durezza dello scontro. L’accusa è quella di una vera e propria campagna di odio e diffamazione, caratterizzata – secondo gli atti – da una violenza verbale definita “inaudita”, con conseguenze reputazionali e patrimoniali.
Causa da 160 milioni
Una causa che pesa come un macigno e che segna un salto di scala rispetto alle polemiche social. Qui non si parla più solo di video rimossi o profili oscurati, ma di responsabilità civili, di danni quantificati, di un contenzioso che promette di essere lungo e molto esposto mediaticamente. Eppure, anche di fronte a questo scenario, Corona non arretra. Anzi, continua a occupare lo spazio pubblico, cercando varchi alternativi.
Reclamo contro la chiusura
C’è poi il capitolo del ricorso contro il blocco dei video. Il 6 febbraio è stato depositato un atto di reclamo contro l’ordinanza del giudice civile di Milano Roberto Pertile che, il 26 gennaio, aveva imposto a Corona di non diffondere ulteriori contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini, di rimuovere quelli già presenti su web e social e di consegnare tutto il materiale utilizzato per le puntate di Falsissimo: documenti, chat, immagini, video. Un provvedimento netto, che secondo il giudice mirava a fermare un meccanismo capace solo di alimentare un “pruriginoso interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”.
Accuse gravissime
Nelle motivazioni si parla di accuse gravi, di condotte immorali e penalmente rilevanti attribuite senza il conforto di prove, con l’unico obiettivo di offendere la dignità personale e ricavare profitto. Una lettura che la difesa contesta frontalmente. Per l’avvocato Ivano Chiesa, quel provvedimento si fonderebbe su un presupposto errato: non l’intenzione di parlare dei gusti sessuali del conduttore, ma la volontà di denunciare l’esistenza di un sistema che avrebbe comportato la commissione di reati, con denunce e un’indagine in corso.
Da qui il reclamo, che sposta il baricentro del discorso sulla libertà di espressione tutelata dalla Costituzione e contro ogni forma di censura preventiva. Sarà ora un collegio di giudici civili a dover fissare un’udienza e a valutare se il confine tra diritto di critica, denuncia e diffamazione sia stato superato oppure no. Un passaggio tecnico, certo, ma anche altamente simbolico in un clima in cui la parola “censura” viene agitata come una clava.
In questo quadro, il ritorno – o presunto tale – di Corona su Instagram il 5 febbraio aggiunge un ulteriore livello di ambiguità. Espulso dai social, poi di nuovo attivo, almeno per qualche ora o con profili che spuntano e scompaiono: un gioco del gatto e del topo che contribuisce a tenere alta l’attenzione e a ribadire un messaggio di fondo. Non importa dove, non importa come: l’importante è esserci.
Il teatro, allora, diventa l’ennesima arena. Un luogo fisico, con un pubblico pagante, dove il racconto può cambiare forma ma non sostanza. Resta da capire se le istituzioni e i tribunali considereranno questa trasposizione come un semplice spettacolo o come la prosecuzione, con altri mezzi, di un conflitto già esploso altrove. Per ora, le date sono lì, nero su bianco. E la sensazione è che, almeno fino a maggio, la sfida sia appena cominciata.
Gossip
Federico Fashion Style lancia l’appello a Maria De Filippi: “Mettetemi sul trono”. E sogna Gianni Sperti come corteggiatore
L’hair stylist dei vip si propone come tronista e rilancia l’idea del Trono Gay. Tra ironia, sogni sentimentali e battute, indica anche il suo uomo ideale: “Affettuoso, simpatico, bello e con i capelli”.
Federico Fashion Style torna a far parlare di sé con una dichiarazione che mescola ironia, televisione e voglia di mettersi in gioco. L’hair stylist più noto del piccolo schermo ha detto di essere pronto a sedersi sul trono di Uomini e Donne, magari accanto a Tina Cipollari, rilanciando apertamente l’idea di una nuova esperienza sentimentale sotto i riflettori.
L’appello è diretto e senza giri di parole: “Maria, mettimi sul trono!”. Un messaggio rivolto a Maria De Filippi, che negli anni ha trasformato il dating show di Canale 5 in un fenomeno popolare capace di reinventarsi stagione dopo stagione.
L’idea del Trono Gay e la voglia di rimettersi in gioco
Federico Fashion Style non nasconde di sentirsi perfettamente a suo agio in quel contesto. “Se riproponessero il Trono Gay, io sarei perfetto”, ha spiegato, sottolineando come il format potrebbe ancora offrire spunti nuovi e storie capaci di incuriosire il pubblico.
Il suo approccio resta dichiaratamente leggero, ma non privo di sincerità. La voglia di partecipare non nasce solo dall’esposizione televisiva, ma anche dal desiderio di raccontarsi senza filtri, sfruttando un contesto che da sempre mette al centro sentimenti, caratteri e dinamiche personali.
Il ritratto dell’uomo ideale
Nel raccontarsi, Federico Fashion Style ha anche delineato il profilo del suo partner ideale. “Io sogno un uomo affettuoso, simpatico, che abbia tante attenzioni per me, bello e con i capelli”, ha detto con tono diretto, senza rinunciare all’autoironia che lo contraddistingue.
Un elenco che non passa inosservato e che, inevitabilmente, apre la porta al gioco televisivo e alle possibili suggestioni del pubblico.
La battuta su Gianni Sperti
Tra una risata e una provocazione, arriva anche il nome di Gianni Sperti. “Gianni corrisponde al mio tipo”, ha ammesso Federico Fashion Style, aggiungendo però un dettaglio che ribalta la dinamica classica del programma: “Ovviamente è lui che dovrebbe corteggiare me”.
Una frase che sembra fatta apposta per alimentare il dibattito social e accendere la fantasia dei fan di Uomini e Donne. Resta ora da capire se l’appello verrà raccolto e se il sogno del trono potrà trasformarsi in realtà televisiva.
Gossip
“Non esiste un sistema Gerry”: Daniela Bello è la terza ex letterina che smentisce le accuse e difende Gerry Scotti pubblicamente
L’ex letterina Daniela Bello, volto di Passaparola dal 1999 al 2002, prende posizione a difesa di Gerry Scotti dopo le accuse circolate online e in tv. In una story racconta un rapporto professionale lungo e limpido: “Sempre stato serio e corretto”. Prima di lei erano già arrivate smentite pubbliche da Ludmilla Radchenko e Giulia Montanarini.
Dopo giorni di rumore, commenti e ricostruzioni, arriva un’altra smentita pubblica. Stavolta a parlare è Daniela Bello, ex “letterina” di Passaparola, che ha deciso di intervenire direttamente sui social per prendere le distanze dalle accuse rilanciate nell’ultima puntata di Falsissimo contro Gerry Scotti.
Non è un post generico, né un messaggio ambiguo: è un racconto netto, centrato sull’esperienza personale e su un rapporto professionale che, dice, dura da decenni. “Conosco Gerry Scotti da più di 30 anni e, prima di Passaparola, ho lavorato con lui in altre trasmissioni”, ha scritto in una story pubblicata su Instagram. E poi la frase più pesante, perché taglia la discussione alla radice: “Per me è sempre stato una persona seria e corretta. Mai avuto un’avance, mai una richiesta opaca”.
A parlare è una donna che ha vissuto quell’ambiente dall’interno. Daniela Bello è stata letterina dal 1999 al 2002, al fianco di Ilary Blasi e Silvia Toffanin, e sostiene di non aver mai visto, né subito, quel tipo di dinamiche che oggi vengono evocate con toni da “retroscena”. Secondo la sua versione, non c’è alcun “sistema Gerry”, né elementi solidi che reggano l’idea di rapporti extraprofessionali con le ragazze del programma.
La story che ribalta la narrazione
Il punto della sua presa di posizione è proprio questo: non una difesa “per sentito dire”, ma la descrizione di una condotta che definisce costante nel tempo. Bello sottolinea di aver lavorato con Scotti anche oltre Passaparola e di aver ricevuto sempre e solo correttezza. Una testimonianza che si aggiunge alla linea già tracciata dallo stesso conduttore, che ha respinto le accuse e negato relazioni inopportune.
Le altre smentite: Radchenko e Montanarini
Quella di Daniela Bello è la terza voce in ordine di tempo a intervenire sul tema. Prima di lei erano già arrivate dichiarazioni pubbliche di Ludmilla Radchenko e Giulia Montanarini, con una linea comune: smontare l’idea di un clima “opaco” dietro le quinte e descrivere Scotti come una figura corretta e, per molte, quasi familiare nel contesto lavorativo.
Dalla tv alla recitazione: chi è Daniela Bello
Dopo l’esperienza da letterina, Daniela Bello ha proseguito cercando altre strade, tentandone anche una da attrice nella soap Vivere. Oggi torna al centro della scena non per un ritorno televisivo, ma per una presa di parola che pesa: perché arriva da chi c’era, in quegli anni, e sceglie di metterci nome e faccia.
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