Cinema
Il Trono di Spade conquista il cinema: Warner Bros sviluppa un film e prepara il prequel
Dopo il successo della serie TV, l’universo di Game of Thrones si espande con un film in sviluppo e l’attesissimo prequel A Knight of the Seven Kingdoms, previsto per il 2025. Il ritorno del mondo di Westeros al cinema potrebbe diventare realtà, mentre nuovi spin-off continuano a emergere.
Il mondo di Game of Thrones potrebbe presto vivere una nuova era al cinema. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, Warner Bros. starebbe sviluppando un film basato sull’universo epico di George R.R. Martin. Questo progetto segna un passo importante nell’espansione della saga, che potrebbe portare le leggende di Westeros dal piccolo schermo al grande schermo.
Al momento, il progetto è ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Non sono stati ancora selezionati registi, sceneggiatori, né il cast, ma l’interesse per il ritorno di Game of Thrones al cinema è palpabile. Le fonti indicano che i produttori sono intenzionati a sviluppare almeno un lungometraggio, ma non è chiaro se questo film sarà legato a uno degli spin-off già annunciati, o se si tratterà di una nuova storia ambientata nell’universo di Martin.
Il film non è l’unica novità in arrivo dall’universo di Game of Thrones. L’attesa per il prequel A Knight of the Seven Kingdoms è già altissima, con la serie che è stata annunciata per il 2025. Basata sui racconti di Martin ambientati secoli prima degli eventi di Game of Thrones, la serie esplorerà nuove storie e nuovi personaggi in un periodo turbolento di Westeros.
Parallelamente, l’universo di Game of Thrones continua a espandersi con nuovi spin-off in cantiere. Tra questi, The Sea Snake, che racconta le avventure di Corlys Velaryon, e Ten Thousand Ships, che seguirà le gesta di Nymeria, la regina guerriera delle isole della Tempesta. Un altro progetto intrigante è The Golden Empire, che potrebbe portare i fan a scoprire nuove terre lontane da Westeros.
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Cinema
Sean Penn diserta gli Oscar e vola in Ucraina: riceve una statuetta simbolo fatta con metallo di guerra
Assente agli Oscar del 15 marzo, Sean Penn visita l’Ucraina e riceve una statuetta realizzata con metallo di un vagone colpito dai russi.
Mentre Hollywood celebrava se stessa, Sean Penn sceglieva un’altra scena. L’attore non si è presentato alla cerimonia degli Oscar del 15 marzo e ha preferito volare in Ucraina, in un gesto che mescola impegno politico e simbolismo.
La scelta di disertare gli Oscar
Penn ha deciso di non partecipare alla notte più importante del cinema per essere presente in un Paese ancora segnato dal conflitto. Una scelta che non è passata inosservata e che conferma il suo coinvolgimento diretto nella crisi ucraina, già manifestato negli ultimi anni.
Il regalo simbolico dall’Ucraina
Durante la visita, all’attore è stata consegnata una statuetta a forma di Oscar, ma con un significato completamente diverso. L’oggetto è stato realizzato utilizzando il metallo di un vagone ferroviario danneggiato dagli attacchi russi, trasformando un frammento di guerra in un simbolo di resistenza.
Un gesto che va oltre il cinema
La statuetta non è solo un omaggio personale, ma anche un messaggio politico e culturale. Penn, ancora una volta, si muove fuori dai confini del cinema per entrare in quelli della realtà, scegliendo un palcoscenico ben più drammatico di quello hollywoodiano.
Un gesto che divide, ma che difficilmente passa inosservato.
Cinema
“Tradita”, Manuela Arcuri torna e domina il film più trash e provocatorio della stagione
“Tradita” segna il ritorno di Manuela Arcuri: thriller erotico tra eccessi, citazioni cult e provocazioni che dividono pubblico e critica.
Preparatevi, perché “Tradita” non è un film qualunque. È uno di quei titoli che non si limitano a uscire in sala: arrivano, fanno rumore e dividono. E al centro di tutto c’è Manuela Arcuri, che torna al cinema a 49 anni in una versione che non passa inosservata.
Avvocatessa dal carattere duro, madre, detenuta, poi figura enigmatica pronta alla vendetta: il suo personaggio attraversa più identità, giocando apertamente con i codici del thriller e del cinema di genere.
Il ritorno di Manuela Arcuri
Il film segna anche il ritorno di una coppia artistica che ha fatto storia nella fiction italiana: quella con Alberto Tarallo. Il produttore le costruisce addosso un ruolo che sembra cucito su misura, tra richiami al passato e una nuova dimensione più spinta e internazionale.
Arcuri si muove con sicurezza tra registri diversi, mantenendo un’identità forte e riconoscibile. E soprattutto riporta sullo schermo una presenza che negli ultimi anni si era fatta più rara.
Un film tra culto e provocazione
“Tradita” gioca apertamente con il linguaggio del cinema anni ’70, con citazioni e atmosfere che richiamano il thriller erotico italiano. Non nasconde le sue intenzioni: esagerare, sorprendere, a volte anche spiazzare.
La storia, complessa e volutamente sopra le righe, mescola vendetta, potere e segreti, muovendosi tra ambienti oscuri e dinamiche estreme. Un racconto che non cerca il realismo, ma punta tutto sull’impatto.
Cast internazionale e atmosfera sopra le righe
Accanto alla Arcuri ci sono volti noti del panorama internazionale come William Levy e Fernando Lindez, che contribuiscono a dare al film un respiro più ampio.
Il risultato è un prodotto che oscilla continuamente tra fiction televisiva e cinema di genere, senza mai scegliere davvero da che parte stare. Ed è proprio questo equilibrio instabile a renderlo così discusso.
“Tradita” non è per tutti, ma una cosa è certa: lascia il segno. E riporta Manuela Arcuri al centro della scena, tra nostalgia, provocazione e un pizzico di puro, consapevole eccesso.
Cinema
Hathaway e Wintour agli Oscar: ingresso da film su “Vogue” e il “thank you Emily” che fa impazzire
Anne Hathaway e Anna Wintour entrano sulle note di “Vogue” e omaggiano Emily Blunt: scena iconica per i fan de Il Diavolo veste Prada.
Tra i momenti più commentati della notte degli Oscar c’è quello che unisce moda, cinema e memoria collettiva. Anne Hathaway e Anna Wintour salgono sul palco insieme e lo fanno con un ingresso studiato al millimetro.
In sottofondo parte “Vogue” di Madonna. E il riferimento è immediato.
L’ingresso iconico sulle note di Vogue
Bastano pochi secondi per trasformare la presentazione in una scena cult. Hathaway e Wintour camminano con sicurezza, perfettamente in sintonia con l’atmosfera creata dalla musica.
Un omaggio evidente al mondo della moda, ma anche a un immaginario che il pubblico riconosce al volo.
Il richiamo a Il Diavolo veste Prada
Il momento acquista ancora più forza per chi ha amato Il Diavolo veste Prada. Hathaway è stata protagonista del film, mentre Anna Wintour è da sempre considerata una delle figure che hanno ispirato quel mondo.
Il collegamento con il sequel in lavorazione rende tutto ancora più attuale.
Il “thank you Emily” che chiude la scena
A chiudere il sipario ci pensa Anna Wintour con una frase semplice ma carica di significato: “thank you Emily”, rivolta a Emily Blunt, presente tra i protagonisti del film e del nuovo capitolo.
Una battuta che diventa immediatamente virale, trasformando una presentazione in uno dei momenti simbolo della serata.
Moda, cinema e nostalgia. A volte basta una canzone giusta per mettere tutto insieme.
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