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Al cinema con il vostro cane. E anche il gatto…

Al cinema con cani e gatti
Eventi pet-friendly a Milano.
Scopriamo di più su queste innovative esperienze cinematografiche in compagnia dei nostri amici a quattro zampe.

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al cinema con il vostro cane

    Se Milano è la città più pet-friendly d’Italia, la nuova frontiera per i nostri amici a quattro zampe è il cinema. Non da attori, ma come spettatori al seguito del proprio “umano”. Il Cinemino, già pioniere con le proiezioni CineBau, ora è affiancato dall’Anteo, che sperimenta l’apertura ai quattrozampe in una delle sale di CityLife. Questa iniziativa permette a cani, gatti e altri mammiferi da compagnia abituati alla socialità di accompagnare i loro proprietari al cinema.

    I pionieri del cinema pet-friendly

    Il Cinemino ha introdotto le proiezioni CineBau sei anni fa, un’idea nata dall’amore per la beagle Birra di una dei soci del cine-bistrot, Agata De Laurentiis. Grazie a questa iniziativa, i cani sono diventati parte integrante delle proiezioni, creando un ambiente accogliente per tutti gli amanti degli animali. Ogni spettacolo delle ore 15 è contrassegnato da un muso canino sul sito del Cinemino, segnalando la precedenza ai cani.

    AristoPets è la nuova rassegna del cinema Anteo

    L’Anteo, nell’ambito delle sue iniziative speciali, ha deciso di aprire le porte ai quattrozampe con la rassegna AristoPets, in programma ogni venerdì pomeriggio di giugno. Cristiana Mainardi, responsabile delle iniziative speciali dell’Anteo, spiega che questa decisione è motivata dall’importanza crescente degli animali nella vita delle persone, soprattutto come terapia contro la solitudine. La rassegna vuole creare una nuova comunità di spettatori che condividono l’amore per gli animali.

    Regole precise per gli spettatori a quattrozampe

    Il cartellone di AristoPets include film d’autore dell’ultima stagione con protagonisti canini. Si inizia con Anatomia di una caduta di Justine Triet, seguito da Dogman di Luc Besson, Foglie al vento di Aki Kaurismaki, e The Old Oak di Ken Loach. Le regole per i quattrozampe in sala prevedono dieci poltrone dedicate, guinzaglio obbligatorio, libretto delle vaccinazioni e divieto di dare fastidio agli altri spettatori.

    Le buone esperienze al Cinemino

    Il Cinemino ha sviluppato una lunga esperienza con le proiezioni dog-friendly. Nel corso degli anni, centinaia di cani di tutte le razze e taglie hanno partecipato agli spettacoli, con alcuni diventati habitué. La componente umana è varia, con anziani inseparabili dai loro cani e molti giovani che scoprono il cinema attraverso il bar del cine-bistrot. Il Cinemino continua a innovare, pur rispettando le esigenze di tutti gli spettatori, inclusi quelli allergici.

    In prima linea per il cinema pet-friendly

    Con iniziative come CineBau e AristoPets, Milano si posiziona in prima linea nel campo del cinema pet-friendly, offrendo nuove opportunità di socializzazione e condivisione per gli amanti degli animali. Questa apertura verso i quattrozampe non solo arricchisce l’offerta culturale della città, ma contribuisce anche a creare un ambiente più inclusivo e accogliente per tutti.

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      Ma perché i gatti amano miagolare agli umani?

      Nel corso del tempo, i gatti si sono evoluti per usare segnali vocali che risuonano con i nostri istinti di accudimento. Questa comunicazione bidirezionale evidenzia la relazione unica che abbiamo sviluppato con i nostri amici felini, che si sono adattati per sollecitare cure e attenzioni da parte nostra. E molti proprietari di gatti non lo vorrebbero in nessun altro modo.

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      perchè i gatti ci miagolano

        I gatti hanno fatto molta strada, trasformandosi da solitari cacciatori notturni a fedeli compagni domestici. Il miagolio è una delle dimostrazioni più evidenti di questo addomesticamento. Escludendo le mamme con i cuccioli e i richiami sessuali, i gatti si miagolano a vicenda molto raramente. Tuttavia, con noi umani, utilizzano il loro repertorio vocale per attirare la nostra attenzione e sollecitare le nostre cure. Questo comportamento dimostra la profonda relazione che abbiamo sviluppato con i nostri amici felini, spesso erroneamente considerati distaccati e indipendenti.

        Ci considerano i loro badanti

        Secondo Grace Carroll della Queen’s University Belfast, questa storia risale a migliaia di anni fa. In origine, i gatti erano creature solitarie, preferendo vivere e cacciare da soli. Le loro interazioni sociali erano limitate alle interazioni madre-gattino. Tuttavia, quando hanno iniziato a vivere accanto agli umani, le loro vocalizzazioni hanno assunto nuovi significati. Miagolando, i gatti ci vedono come i loro badanti, simili alle loro madri feline.

        Si sono addomesticati da soli

        I gatti incontrarono per la prima volta gli umani circa 10.000 anni fa, quando gli uomini iniziarono a stabilire insediamenti permanenti. Questi insediamenti attrassero i roditori, che a loro volta attirarono i gatti. I gatti meno timorosi prosperarono, beneficiando di una scorta di cibo costante, sviluppando nel tempo legami più stretti con gli umani. A differenza dei cani, che sono stati allevati per caratteristiche specifiche, i gatti si sono addomesticati da soli. Quelli che potevano tollerare e comunicare con gli umani avevano un vantaggio di sopravvivenza.

        La docilità nasce dall’allevamento selettivo

        Gli esperimenti russi sulle volpi d’allevamento, iniziati negli anni ’50 da Dmitry Belyaev, mostrano come l’allevamento selettivo per la docilità può portare a cambiamenti comportamentali e fisici negli animali. Le volpi argentate allevate per essere meno timorose e aggressive sono diventate più docili, sviluppando tratti fisici simili ai cani domestici e vocalizzazioni più amichevoli.

        Modificano le fusa per richiamare la nostra attenzione

        Analogamente, anche i gatti hanno adattato le loro vocalizzazioni. Uno studio del 2009 condotto da Karen McComb ha rivelato che i gatti modificano le loro fusa per richiamare l’attenzione umana, aggiungendo una componente acuta simile a un pianto che attinge alla nostra sensibilità ai suoni di sofferenza, rendendolo difficile da ignorare.

        Anche noi umani abbiamo adattato il nostro modo di comunicare con i gatti

        Utilizziamo il “baby talk”, un tono di voce più alto e un linguaggio semplificato, simile a quello usato con i bambini, che aiuta a coinvolgere e creare un legame con i nostri animali domestici. Una recente ricerca suggerisce che i gatti rispondono positivamente a questa forma di comunicazione.

        Nel corso del tempo, i gatti si sono evoluti per usare segnali vocali che risuonano con i nostri istinti di accudimento. Questa comunicazione bidirezionale evidenzia la relazione unica che abbiamo sviluppato con i nostri amici felini, che si sono adattati per sollecitare cure e attenzioni da parte nostra. E molti proprietari di gatti non lo vorrebbero in nessun altro modo.

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          Ma è vero che i gatti rossi sono così esuberanti per colpa dei Vichinghi?

          Da miti antichi a teorie moderne, esplora l’affascinante legame tra la genetica, il comportamento e le antiche tradizioni dei Vichinghi che potrebbero aver plasmato i nostri amici felini dal mantello rosso. Sebbene la scienza non confermi del tutto le credenze popolari, questo articolo ti guiderà attraverso un viaggio intrigante nella storia e nella psicologia dei gatti rossi.

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            I gatti rossi da sempre hanno affascinato l’immaginario collettivo, suscitando teorie e superstizioni lungo il corso della storia. Da antiche credenze greche che li associavano ai demoni, fino al folklore celtico che li considerava simbolo di forza e potere, i felini dal manto rosso hanno sempre attirato l’attenzione.

            La genetica e il carattere dei gatti rossi

            Sebbene la genetica non determini direttamente il carattere dei gatti, alcuni tratti somatici possono influenzare il loro comportamento. Secondo il biologo esperto di comportamento felino Roger Tabor, i gatti rossi potrebbero aver ereditato la loro vivacità dai loro antenati norreni, i Vichinghi. Il gene responsabile del colore rosso del mantello è più diffuso in aree dove i Vichinghi hanno avuto insediamenti, suggerendo un legame tra la loro presenza e le caratteristiche dei gatti rossi.

            L’influenza dei Vichinghi

            Si ipotizza che i Vichinghi abbiano trasportato gatti rossi dalla Turchia e dalle regioni circostanti fino alla Scandinavia e al Regno Unito, diffondendo così il gene responsabile del colore rosso del mantello. Questo legame storico potrebbe aver contribuito a plasmare il comportamento dei gatti rossi, accentuando l’immagine di felini “duri” e intraprendenti.

            Il ruolo dell’ambiente e delle esperienze di vita

            Anche se non esistono prove scientifiche definitive, è interessante considerare come le migrazioni umane e gli incontri tra culture abbiano potuto influenzare il comportamento dei gatti rossi. Tuttavia, è importante ricordare che l’ambiente domestico e le interazioni con gli esseri umani giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo comportamentale di ogni gatto, indipendentemente dal loro colore del mantello.

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              Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!

              Scopri tutto sui Maine Coon, i gatti più grandi del mondo, e come potresti iscrivere il tuo amico felino al Guinness dei Primati. Originari degli Stati Uniti, questi gatti si distinguono per la loro taglia imponente e la natura affettuosa.

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                La loro taglia impressionante li rende un punto focale in molte famiglie, mentre la loro natura giocosa li rende ideali per le interazioni con i bambini e altri animali domestici. Sono i Maine Coon una razza di gatti più grandi del mondo. Originari degli Stati Uniti, dello Stato del Maine, questi gatti si distinguono per la loro taglia imponente, muscolatura robusta e mantello folto.

                Micioni dolci
                Da abili cacciatori da fattoria, a dolcissimi micioni da coccolare dalle misurazioni da record, in peso e in lunghezza, i Maine hanno la pelliccia spessa, una coda paragonabile a quella di una volpe, personalità affettuosa e miagolii morbidi e melodiosi. Ma come si fa a iscrivere il nostro gatto al Guinnes dei Primati?

                Come si partecipa?
                Il Guinness world records è un’organizzazione che raccoglie e verifica record mondiali in vari campi, dai traguardi sportivi agli eventi bizzarri e stravaganti. Fondata nel 1955 fornisce validi riferimenti per i record mondiali in diverse categorie. L’organizzazione redige un libro annuale chiamato Guinness dei record che elenca una vasta gamma di record, dai più comuni ai più insoliti.

                Rigidi protocolli
                Il processo di verifica dei record è rigoroso e coinvolge una serie di procedure e regole stabilite dall’organizzazione. Per ottenere un record mondiale ufficiale, i candidati devono presentare prove documentate e verificabili del loro record, che vengono quindi esaminate e validate dal gruppo di esperti dei primati, diventati un’icona culturale e un punto di riferimento per coloro che aspirano a raggiungere risultati eccezionali in tutto il mondo.

                E tu, possiedi un primato tutto tuo?

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