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Bambini e animali. C’è chi dice miao e c’è chi dice bau

Mentre il contatto con gli animali domestici può contribuire a rafforzare il sistema immunitario dei bambini, è essenziale mantenere un equilibrio tra igiene ed esposizione agli antigeni per evitare rischi di infezioni.

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    Ma è proprio vero che il sistema immunitario dei bambini migliora se sono a contatto con gli animali domestici? La maggior parte delle famiglie risponde sì è vero. Bambini e animali possono convivere e beneficiare gli uni dagli altri. E poi se non bastassero gli esperti a cui chiedere basta guardare i social. Già i social anche in questi casi non fanno che rappresentare la parte buona, la tenerezza, il divertimento e la dolcezza che emanano le immagini di cani che leccano i pargoli e gatti che si acciambellano nelle culle.

    Ma è davvero una pratica salutare?

    Kaley Cuoco, famosa per i suoi ruoli in “Big Bang Theory” e “L’assistente di volo“, è un’appassionata di animali e passa il tempo libero nel suo ranch fuori Los Angeles. Oltre a prendersi cura di cani, cavalli e animali da fattoria, Cuoco porta la sua bambina Matilda a contatto con questi amici a quattro zampe fin dalla tenera età, sperando di rinforzare il suo sistema immunitario. Ma è davvero una pratica salutare?

    Cosa c’entra il sistema immunitario

    Secondo Davide Libreri, pediatra dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ci sono numerosi studi che dimostrano come il contatto con gli animali da fattoria possa proteggere i bambini dall’asma e dalle allergie. Questo effetto benefico inizia addirittura dalla gravidanza. Per i bambini predisposti a sviluppare allergie, l’esposizione precoce agli antigeni di cani e gatti può aiutare a creare tolleranza e a prevenire lo sviluppo di allergie.

    Ma attenti ai rischi di infezioni

    Nonostante i benefici, gli animali domestici possono essere vettori di microorganismi, aumentando il rischio di infezioni. Libreri avverte che cani e gatti, che escono all’aperto, possono portare patologie come la toxoplasmosi, particolarmente pericolose per soggetti fragili, immunodepressi o gravide. Pertanto, è importante evitare comportamenti antigienici come baciare gli animali o farsi leccare sul viso.

    Norme igieniche essenziali

    Per una relazione sana con gli animali domestici, è fondamentale seguire alcune norme igieniche come lavare le mani dopo aver toccato gli animali; pulire le zampine dei cani e gatti con acqua e sapone dopo le passeggiate. E ancora evitare di condividere il letto con gli animali e infine non esagerare con la pulizia: l’uso eccessivo di igienizzanti può aumentare il numero di allergici.

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      Adottare un cane anziano cambia la vita in meglio: la guida definitiva per accogliere un pet adulto e scoprire tutti i suoi vantaggi insospettabili

      Mentre i cuccioli monopolizzano l’attenzione delle famiglie, i cani anziani restano spesso invisibili nei box. Gli etologi e i veterinari spiegano come la maturità di un animale si traduca in una convivenza priva di stress, con tempi di adattamento veloci e gratificanti.

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      Adottare un cane anziano cambia la vita in meglio: la guida definitiva per accogliere un pet adulto e scoprire tutti i suoi vantaggi insospettabili

        Il mito da sfatare sulle adozioni della terza età

        Quando si decide di allargare la famiglia accogliendo un quattro zampe, l’immaginario collettivo corre quasi sempre verso la figura di un cucciolo vivace e batuffoloso. Questa preferenza istintiva porta spesso a ignorare i tanti ospiti adulti o anziani che popolano i canili del nostro paese, condannandoli a trascorrere l’ultimo capitolo della propria vita dietro le sbarre di una gabbia. Molte persone temono che un cane maturo porti con sé traumi insuperabili, un carattere ormai rigido o troppe problematiche di salute. La realtà etologica e la pratica quotidiana nei rifugi svelano tuttavia uno scenario del tutto differente: adottare un pet anziano si rivela frequentemente una scelta vincente, capace di regalare una convivenza pacifica, consapevole e priva delle fisiologiche complicazioni legate alla crescita dei primi anni.

        I vantaggi insospettabili della maturità canina

        Un cane anziano possiede un bagaglio di competenze sociali e una stabilità emotiva che un cucciolo deve ancora costruire con fatica e pazienza.

        “I cani adulti e anziani offrono una prevedibilità caratteriale straordinaria che azzera le sorprese per la famiglia accogliente”, spiegano gli esperti di etologia applicata dell’associazione Senior Pet Care Foundation nei loro manuali per l’adozione responsabile. “La personalità dell’animale è già definita, il livello di energia si adatta perfettamente ai ritmi della vita domestica e la gestione delle passeggiate risulta molto più semplice. Un cane maturo ha già superato la fase della masticazione distruttiva degli oggetti di casa, gestisce con naturalezza i bisogni fisiologici all’esterno e sa rassicurare l’ambiente familiare con una presenza calma e discreta”.

        Questa serenità di fondo si traduce in un inserimento domestico molto più rapido e privo dello stress da iperattività tipico dei cuccioli.

        Come preparare la casa per un’accoglienza perfetta

        Gestire l’arrivo di un pet anziano richiede piccoli accorgimenti pratici progettati per rispettare le sue esigenze fisiche. Il primo passo consiste nell’allestire una zona riposo confortevole, posizionando cuccette ortopediche o cuscini spessi in punti della casa riparati dalle correnti d’aria e lontani dal passaggio frequente. Se la pavimentazione risulta scivolosa, l’inserimento di tappeti antiscivolo aiuta l’animale a muoversi senza timore di perdere l’equilibrio o sforzare le articolazioni. Sul fronte veterinario, una visita di controllo approfondita permette di calibrare l’alimentazione e impostare le eventuali terapie di supporto per la mobilità. Rispettare i tempi di esplorazione dell’animale senza forzare il contatto fisico nei primi giorni crea una base di fiducia incrollabile, aprendo la strada a un legame profondo e autentico.

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          Portare il cane in spiaggia senza stress: gli errori più comuni che mettono a rischio la sua salute durante l’estate

          Dal colpo di calore alle ustioni ai polpastrelli, passando per disidratazione e colpi di sole, i veterinari ricordano che il mare può rappresentare un ambiente impegnativo anche per gli animali. Ecco gli errori più comuni da evitare per vivere la spiaggia in sicurezza.

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            Una giornata in spiaggia con il proprio cane può diventare una delle esperienze più piacevoli dell’estate. Correre sulla battigia, giocare con le onde e condividere qualche ora all’aria aperta rafforza il legame tra animale e proprietario. Ma il mare, soprattutto nelle giornate più calde, nasconde anche alcune insidie che molti sottovalutano.

            Le temperature elevate, l’esposizione prolungata al sole e l’acqua salata possono provocare disturbi anche seri. Conoscere gli errori più frequenti permette di prevenirli e di garantire al proprio compagno una giornata piacevole e sicura.

            Il caldo è il nemico numero uno

            Il rischio più importante è il colpo di calore. I cani disperdono il calore molto meno efficacemente degli esseri umani e, nelle ore centrali della giornata, possono andare rapidamente incontro a un aumento pericoloso della temperatura corporea.

            Per questo motivo è preferibile raggiungere la spiaggia al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando il sole è meno intenso. È fondamentale assicurare sempre una zona d’ombra, evitando che l’animale rimanga a lungo sotto il sole diretto.

            Tra i segnali da non sottovalutare ci sono affanno molto intenso, debolezza, difficoltà a camminare, eccessiva salivazione e disorientamento. In presenza di questi sintomi occorre spostare immediatamente il cane in un luogo fresco e contattare il veterinario.

            Acqua fresca sì, ma attenzione a quella del mare

            Molti cani, giocando tra le onde, finiscono per ingerire acqua di mare. Una piccola quantità non rappresenta generalmente un problema, ma bere molta acqua salata può provocare vomito, diarrea e disturbi gastrointestinali.

            Per questo è importante avere sempre con sé una borraccia dedicata e una ciotola pieghevole, invitando il cane a bere frequentemente acqua dolce durante tutta la permanenza in spiaggia.

            Anche dopo il bagno è consigliabile risciacquare il mantello con acqua dolce. Sale e sabbia, infatti, possono irritare la pelle, favorire prurito e seccare il pelo.

            Sabbia e polpastrelli richiedono qualche attenzione in più

            La sabbia può raggiungere temperature molto elevate nelle ore più calde. Se risulta difficile camminare a piedi nudi, lo sarà anche per il cane, che rischia piccole ustioni ai polpastrelli.

            È bene evitare lunghe passeggiate sulla sabbia rovente e controllare sempre le zampe dopo il rientro, eliminando eventuali residui di sabbia, piccoli frammenti di conchiglie o corpi estranei che potrebbero provocare fastidio o infiammazioni.

            Rispettare le regole rende la spiaggia più sicura per tutti

            Prima di partire è utile verificare che la spiaggia scelta consenta l’accesso agli animali e conoscere eventuali regolamenti locali. In molte aree sono obbligatori guinzaglio, raccolta delle deiezioni e rispetto delle zone dedicate.

            Portare con sé asciugamano, acqua, ciotola, ombrellone o tenda da spiaggia e qualche gioco aiuta il cane a vivere l’esperienza con maggiore serenità, evitando stress e comportamenti indesiderati.

            Con un po’ di buon senso e qualche semplice accorgimento, una giornata al mare può trasformarsi in un momento di divertimento e benessere per tutta la famiglia, compresi i suoi componenti a quattro zampe.

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              Gatto a casa da solo mentre siete in vacanza? Ecco la guida definitiva per evitare brutte sorprese al rientro

              Quando arrivano le ferie, una delle decisioni più delicate per chi vive con un felino riguarda la sua gestione durante l’assenza. Molti proprietari sono convinti che basti riempire una ciotola di croccantini e lasciare la lettiera pulita per assicurarsi una partenza serena. Tuttavia, un’assenza prolungata nasconde insidie che possono mettere a rischio il benessere psicofisico dell’animale.

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              Gatto a casa da solo mentre siete in vacanza? Ecco la guida definitiva per evitare brutte sorprese al rientro

                I gatti sono animali fortemente territoriali e abitudinari. A differenza dei cani, soffrono enormemente il cambio di ambiente, motivo per cui lasciarli tra le mura domestiche è spesso la scelta migliore, purché si organizzino gli spazi e la gestione in modo impeccabile. Lasciare un gatto completamente solo per più di 24-48 ore senza una supervisione adeguata può trasformarsi in una fonte di forte stress o in un potenziale pericolo in caso di incidenti domestici.

                Come preparare la casa prima di chiudere la porta

                La sicurezza della casa deve essere la priorità assoluta prima di mettersi in viaggio. Finestre vasistas e balconi rappresentano i rischi maggiori: la Mayo Clinic e diverse associazioni veterinarie ricordano come le aperture a ribalta possano trasformarsi in vere e proprie trappole mortali per i felini che tentano di uscire. È indispensabile mettere in sicurezza balconi con reti apposite e chiudere le finestre potenzialmente pericolose.

                Anche l’ambiente interno richiede attenzione. Piante d’appartamento come gigli, azalee e ficus, altamente tossiche per i gatti, devono essere rimosse dagli spazi accessibili. Bisogna inoltre staccare le prese degli elettrodomestici inutilizzati e nascondere cavi elettrici, nastri e piccoli oggetti che potrebbero essere ingeriti per noia.

                Gestione di acqua, cibo e igiene durante l’assenza

                Un errore frequente consiste nel lasciare enormi quantità di cibo umido a disposizione. L’umido tende a deteriorarsi rapidamente, attirando insetti e provocando disturbi intestinali se consumato deteriorato. La soluzione ideale prevede l’uso di distributori automatici di croccantini con timer programmabile, affiancati da più ciotole d’acqua fresca distribuite in stanze diverse, oppure da una fontanella a ricircolo continuo.

                Per quanto riguarda l’igiene, una sola lettiera non basta se la permanenza da soli supera il giorno. I gatti sono estremamente puliti e potrebbero rifiutarsi di usare una cassetta sporca, sporcando altrove o trattenendo i bisogni, con il rischio di sviluppare infezioni alle vie urinarie.

                L’importanza del cat sitter e della routine

                I comportamentisti felini sottolineano quanto la presenza umana costante, anche se breve, sia fondamentale per mantenere la stabilità emotiva del gatto. Ingaggiare un cat sitter di fiducia o chiedere aiuto a un vicino permette non solo di pulire la lettiera e rinnovare acqua e cibo, ma anche di offrire al felino momenti di gioco e contatto umano.

                Pianificare visite giornaliere alla stessa ora aiuta a preservare la routine quotidiana dell’animale, riducendo l’ansia da separazione. Lasciare un capo d’abbigliamento impregnato del proprio odore e mantenere qualche punto di luce o una radio accesa a basso volume aiuta a ricreare un’atmosfera familiare durante la notte.

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