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Bergamo, città dei pipistrelli: 23 colonie tra edifici storici e parchi cittadini

I chirotteri non sono creature pericolose, ma alleati naturali dell’ambiente. Imparare a convivere con loro e proteggerli significa rendere le città più sostenibili e migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti, umani e non.

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    A Bergamo, i pipistrelli non sono solo creature della notte che volano silenziose nei cieli oscuri, ma vere e proprie sentinelle dell’ecosistema urbano. Spesso considerati animali inquietanti, in realtà sono fondamentali per l’equilibrio naturale, contribuendo alla regolazione di popolazioni di insetti e alla biodiversità locale. Negli ultimi anni, la loro presenza in città è aumentata in maniera significativa. Se fino al 2023 erano censite 13 colonie, oggi il numero è salito a 23, confermando Bergamo come uno dei luoghi italiani con la più alta concentrazione di chirotteri.

    Ma dove sono questi pipistrelli? Li puoi trovare vecchi palazzi e colonnati

    I pipistrelli trovano rifugio in zone inaspettate. Per esempio sotto gli stemmi del Seminario vescovile, nei sottotetti della Basilica di Santa Maria Maggiore e tra le mura dell’Agenzia delle Entrate. La città ospita ben sette specie diverse di chirotteri, tutte protette da normative nazionali ed europee. Alcuni vivono tra i parchi e le grondaie, altri si annidano nelle fenditure delle antiche mura di città alta. Tra le specie più interessanti a Bergamo si possono trovare il Molosso del Cestoni, un chirottero dal volo alto e potente, con grandi orecchie arrotondate e una coda libera dal patagio. Al calar del sole, il Molosso prende il volo e si nutre di insetti, svolgendo un ruolo prezioso nella regolazione di zanzare e altri piccoli volatili.

    Sessanta bat-box accolgono le nuove colonie

    La prima ricerca approfondita sulla popolazione di pipistrelli bergamaschi risale al periodo 2011-2013, con uno studio condotto dalla Riserva naturale di Valpredina e dal Museo civico di Scienze naturali Caffi. La metodologia utilizzata prevedeva la raccolta e l’analisi di segnali bioacustici emessi dai pipistrelli durante la loro attività notturna, permettendo così di individuare le diverse specie presenti e la loro distribuzione. Per favorire e consolidare la presenza dei chirotteri, nel corso degli anni sono state installate 60 bat-box, rifugi artificiali che offrono protezione e punti di nidificazione. Tuttavia, molte specie continuano a trovarsi in uno stato di conservazione sfavorevole, motivo per cui la città ha deciso di riprendere il monitoraggio nel 2023, individuando dieci nuove colonie.

    Aperto lo sportello pipistrelli per la tutela della specie

    A Bergamo è attivo uno speciale sportello pipistrelli, gestito dal CRAS WWF di Valpredina, un servizio che informa i cittadini e offre supporto per il soccorso di animali feriti o in difficoltà. La presenza dei chirotteri è un tema che divide la popolazione: alcuni li temono, considerandoli pericolosi, altri invece cercano modi per preservarli e proteggerli. L’assessora alla Transizione Ecologica, Oriana Ruzzini, ha evidenziato come la città debba rafforzare la sensibilità su questo tema e diventare capofila di un progetto di tutela dei chirotteri. Il suo obiettivo non è solo proteggere le colonie già esistenti, ma anche rendere Bergamo più attenta dal punto di vista ambientale, con una revisione dell’illuminazione urbana.

    Troppe luci artificiali per i pipistrelli

    Un aspetto spesso trascurato riguarda l’impatto dell’illuminazione notturna sulla fauna urbana. Le luci artificiali possono alterare l’orientamento e l’attività dei pipistrelli, rendendo difficile la caccia agli insetti e la sopravvivenza delle colonie. In alcuni paesi europei, come la Francia, è ormai prassi spegnere completamente l’illuminazione pubblica dalle 23:00 fino all’alba, sia per risparmiare energia che per proteggere l’avifauna. In Italia, questa sensibilità è meno sviluppata, e città come Bergamo potrebbero iniziare a riconsiderare la necessità di mantenere illuminati parchi e aree urbane che rimangono chiuse di notte. Secondo Ruzzini, esistono alternative più consapevoli per illuminare le città senza danneggiare gli animali notturni. Ad esempio, alcuni pipistrelli del Seminario vescovile si affacciano su Città Alta e rimangono disorientati dalle potenti illuminazioni delle Mura, compromettendo la loro capacità di cacciare e nutrire la colonia.

    Un impegno per la conservazione della biodiversità urbana

    La protezione dei pipistrelli non riguarda solo la loro salvaguardia, ma anche la salute dell’intero ecosistema. Questi animali, spesso sottovalutati, contribuiscono a ridurre la presenza di insetti dannosi e a mantenere in equilibrio la biodiversità urbana. Per questo motivo, l’amministrazione di Bergamo sta cercando di promuovere un approccio più attento alla gestione ambientale, incoraggiando la cittadinanza a segnalare la presenza di pipistrelli, anche se morti, per raccogliere dati utili alla tutela delle colonie.

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      Lavare il cane in casa. Si può fare… a patto di utilizzare i prodotti giusti e alcune accortezze

      Lavare il cane con il giusto tipo di sapone o shampoo non solo manterrà il tuo amico a quattro zampe pulito, ma contribuirà anche a preservare la sua salute e il suo benessere.

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        C’è chi dice che il cane non si lava. Molti veterinari sostengono che non è una buona abitudine lavare il cane. Altri invece sostengono che lavare il nostro pelosetto almeno una volta al mese è cosa buona e giusta. Tutto dipende da dove si vive, quanto tempo il nostro cane trascorre all’aria aperta, se corre nel bosco o su litorali, incontra spesso altri simili. E soprattutto di che stazza è. Perché è logico che se abbiamo un Chiwawa basta un lavandino bello grande o una bacinella, ma se abbiamo un San Bernardo o un Bovaro Bernese beh allora …cambiano le prospettive al mondo… come cantava il cantautore Franco Battiato.

        A ciascuno il suo shampoo

        Il lavaggio regolare aiuta a rimuovere lo sporco, la polvere e i parassiti come pulci e zecche che possono annidarsi nel pelo del cane. Una buona igiene riduce il rischio di infezioni cutanee, allergie e altri problemi dermatologici. Il lavaggio con prodotti specifici può migliorare l’aspetto del pelo, rendendolo più lucido e morbido al tatto. Inoltre può aiutare a ridurre la perdita di pelo, soprattutto nelle razze a pelo lungo. E inoltre è un momento in cui poter notare eventuali problemi di salute come masse, ferite, irritazioni o parassiti.

        Prima del bagno, è consigliabile spazzolare accuratamente il pelo del cane per rimuovere nodi, grovigli e peli morti. Questo renderà il lavaggio più efficace e meno stressante. Inoltre ça va sans dire è bene assicurarsi di avere a portata di mano tutto ciò che ci servirà: shampoo specifico, asciugamani, spazzola, tazza per sciacquare e, se necessario, un tappetino antiscivolo per la vasca o il lavandino.

        Evitare di usare prodotti per umani

        La pelle dei cani ha un pH diverso da quella umana, quindi è fondamentale utilizzare uno shampoo specifico per cani per evitare irritazioni e secchezza. Esistono shampoo per cani a pelo lungo, a pelo corto, per pelle sensibile, ipoallergenici, e per vari tipi di parassiti. Meglio evitare gli shampoo con profumi forti o sostanze chimiche aggressive. I cani hanno un olfatto molto sensibile e questi profumi possono essere fastidiosi o causare allergie. Quando si tratta di scegliere il sapone giusto per lavare il nostro cane, ci sono diverse opzioni disponibili sul mercato. Ecco un elenco dei tipi più comuni di saponi e shampoo per cani, suddivisi per categoria.

        Shampoo generico per cani

        I neutri sono adatti per la maggior parte dei cani con pelle normale e senza problemi specifici. Sono formulati per pulire delicatamente senza irritare come Pet Head, Earthbath All Natural Pet Shampoo.

        Per pelli sensibili

        Gli ipoallergenici cono ideali per cani con pelle sensibile o allergie. Questi shampoo sono formulati senza profumi e coloranti artificiali come Vet’s Best Hypo-Allergenic Shampoo, Burt’s Bees Oatmeal Shampoo.

        Quelli medici

        Gli antiparassitari contengono ingredienti che aiutano a prevenire e trattare infestazioni di pulci e zecche come Adams Plus Flea & Tick Shampoo, Sentry Flea & Tick Shampoo. e per quanto riguarda gli antibatterici e antifungini che vanno utilizzati per trattare infezioni della pelle come dermatiti batteriche o fungine possono andare bene Curaseb Antifungal & Antibacterial Shampoo, Malaseb Shampoo.

        Shampoo naturali e biologici

        Sono prodotti formulati con ingredienti biologici come l’avena, l’aloe vera, la camomilla e l’olio di cocco. Sono delicati sulla pelle e sul pelo. Tra questi il 4-Legger Organic Dog Shampoo, Earthbath Oatmeal & Aloe Shampoo. Per i cani a pelo lungo sono consigliati prodott che aiutano a districare i nodi e a mantenere il pelo morbido e setoso come Isle of Dogs Silky Coating Shampoo, Chris Christensen White on White Shampoo (per pelo chiaro).
        Invece chi ha un pelo corto può testare FURminator deShedding Ultra Premium Shampoo, TropiClean PerfectFur Short Coat Shampoo.

        La scelta del lavaggio a secco

        Si tratta di shampoo senza risciacquo utili per una pulizia rapida senza bisogno di acqua. Sono pratici per rinfrescare il pelo tra un bagno e l’altro. Tra questo Burt’s Bees Waterless Shampoo, Vet’s Best Waterless Dog Bath. Natralmente non mancano Shampoo condizionanti con balsamo integrato per rendere il pelo del cane più morbido e lucente, riducendo i grovigli.
        Alcuni esempi: in tal senso Buddy Wash Original Lavender & Mint Dog Shampoo & Conditioner, Nature’s Miracle Supreme Odor Control Shampoo & Conditioner.

        Prodotti per cani con problemi specifici

        I prodotti antiodore sono formulati per neutralizzare gli odori forti. Vanno bene Nature’s Miracle Odor Control Shampoo, Arm & Hammer Super Deodorizing Shampoo. Per ridurre la perdita eccessiva di pelo si consiglia uno shampoo come Furminator deShedding Ultra Premium Shampoo. Naturalmente se il nostro cane ha problemi di pelle, allergie o altre condizioni, è sempre meglio consultare il veterinario prima di scegliere un prodotto e leggere sempre bene le etichette assicurandoci che lo shampoo non contenga ingredienti nocivi come parabeni, solfati o coloranti artificiali.

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          La felicità a quattro zampe: 10 modi per capire se il tuo cane è felice

          Capire se il tuo cane è felice richiede attenzione e sensibilità. Osservare il linguaggio corporeo, il comportamento e la salute generale del tuo cane è un modo amorevole per assicurarti che il tuo amico peloso conduca una vita soddisfacente e gioiosa.

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            Il benessere del tuo cane è una priorità, e comprendere il linguaggio e il comportamento canino è fondamentale per garantire la sua felicità. In questo articolo, esploreremo 10 modi per osservare e interpretare i segnali che indicano che il tuo cane è felice. Un amico a quattro zampe gioioso è un compagno sano e appagato.

            Scodinzolii e vibrazioni di felicità

            La coda del tuo cane è un indicatore chiave del suo stato d’animo. Una coda sventolante, specialmente se associata a vibrazioni del corpo, è un chiaro segno di felicità e eccitazione.

            Espressione facciale amichevole

            Un cane felice avrà un’espressione facciale amichevole. Gli occhi saranno luminosi, le orecchie sollevate e il muso rilassato. Se il tuo cane ti guarda con occhi dolci, è probabile che sia in uno stato d’animo positivo.

            Comportamento di coda bassa e posizione del corpo

            Una coda bassa e una posizione del corpo rilassata indicano un cane a suo agio e felice. Quando il tuo cane è rilassato, è più propenso a esprimere il suo carattere gioioso.

            Salti di gioia e movimenti energici

            Un cane felice è spesso pieno di energia positiva. Salti di gioia, corse in cerchio o movimenti vivaci sono modi attraverso i quali il tuo cane può esprimere la sua felicità.

            Contatto fisico e tante coccole

            Il tuo cane cerca il contatto fisico quando è felice. Se si avvicina per ricevere carezze, offre il suo ventre per essere grattato o appoggia la testa sulle tue gambe, è un chiaro segno di affetto e felicità.

            Appetito salutare

            Un cane felice mostra un sano appetito e manifesta entusiasmo durante il pasto. Un cagnolino che mangia con gusto e mostra interesse per il cibo è un segno di soddisfazione.

            Riposo sereno e rilassato

            Il riposo sereno è un indicatore di felicità. Se il tuo cane si stende per un pisolino, si arrotola in modo rilassato o addirittura sbadiglia, è probabile che stia godendo di un momento di pace e tranquillità.

            Interazione positiva con gli altri

            La socializzazione positiva è essenziale per la felicità del tuo cane. Un cane che interagisce gioiosamente con altri animali o persone è probabilmente in uno stato d’animo positivo.

            Interesse per i giocattoli

            Il gioco è un modo cruciale per esprimere la felicità. Un cane felice sarà interessato ai giocattoli, li morderà, li porterà in giro o giocherà con te in modo interattivo.

            Buona salute generale

            Un cane felice è generalmente sano. Assicurati di mantenere visite regolari dal veterinario per garantire che il tuo amico a quattro zampe sia libero da malattie e dolori, contribuendo così al suo benessere generale.

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              Perché i cani mangiano l’erba? Tra istinto, digestione e falsi miti

              Dall’eredità dei lupi alle abitudini alimentari moderne: cosa dice la scienza sul perché i cani brucano prati e giardini e quando, invece, è il caso di consultare il veterinario.

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              cani mangiano l’erba

                Chi vive con un cane lo ha visto almeno una volta fermarsi durante la passeggiata per masticare fili d’erba con sorprendente convinzione. Un gesto che può generare allarme, soprattutto quando è seguito dal vomito, ma che nella maggior parte dei casi non nasconde nulla di grave. Gli studi sul comportamento animale indicano che mangiare erba è un’abitudine diffusa e antica, presente anche nei canidi selvatici.

                Un comportamento ereditato dagli antenati

                Una delle spiegazioni più accreditate è di tipo evolutivo. I cani discendono dai lupi, animali onnivori opportunisti che, oltre alla carne, consumano anche materiale vegetale, spesso ingerito indirettamente mangiando lo stomaco delle prede erbivore. L’erba, dunque, fa parte del repertorio alimentare naturale dei canidi da migliaia di anni.

                Serve davvero a farli vomitare?

                È opinione comune che i cani mangino erba per provocarsi il vomito quando hanno mal di stomaco. In realtà, le osservazioni veterinarie mostrano che la maggior parte dei cani che mangiano erba non vomita e, soprattutto, non presenta sintomi di malessere prima di farlo. Il vomito, quando avviene, sembra più una conseguenza meccanica dell’ingestione di fibre irritanti che una strategia deliberata.

                Una questione di digestione

                L’erba è ricca di fibre insolubili, utili per stimolare la motilità intestinale. Alcuni esperti ritengono che i cani possano mangiarla per favorire la digestione o regolarizzare l’intestino, soprattutto in caso di lievi stitichezze. In questo senso, il comportamento sarebbe una risposta istintiva a un bisogno fisiologico.

                Noia, curiosità e gusto

                Non va esclusa una motivazione comportamentale. Alcuni cani mangiano erba per noia, stress o semplice curiosità, soprattutto se trascorrono poco tempo all’aperto o hanno scarse occasioni di stimolazione mentale. Altri sembrano apprezzarne il sapore o la consistenza, in particolare dell’erba giovane e fresca, più tenera e zuccherina.

                Quando può essere un segnale da non ignorare

                Mangiare erba occasionalmente è considerato normale. Tuttavia, se il comportamento diventa ossessivo, è accompagnato da vomito frequente, diarrea, perdita di appetito o letargia, può indicare disturbi gastrointestinali, carenze nutrizionali o parassitosi. In questi casi, un controllo veterinario è sempre consigliato.

                Attenzione ai rischi nascosti

                Il vero pericolo non è l’erba in sé, ma ciò che può contenerla. Pesticidi, diserbanti chimici e fertilizzanti rappresentano un rischio serio per la salute del cane. È quindi importante evitare che l’animale bruchi in aree trattate o vicino a strade e spazi pubblici non controllati.

                Meglio impedirlo?

                Vietare rigidamente al cane di mangiare erba non è necessario, ma è utile monitorare il comportamento e assicurarsi che segua un’alimentazione equilibrata e adatta alle sue esigenze. Offrire passeggiate più lunghe, giochi e stimoli adeguati può ridurre il fenomeno legato a noia o stress.

                Un gesto antico, quasi sempre innocuo

                In definitiva, mangiare erba è un comportamento naturale, che raramente indica un problema serio. Come spesso accade nel rapporto con i nostri amici a quattro zampe, la chiave è osservare, conoscere e intervenire solo quando compaiono segnali anomali. Il prato, nella maggior parte dei casi, è solo un’altra pagina del loro istinto.

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