Connect with us

Animali

Il tuo cane soffre quando litighi: ecco cosa dice la scienza

Gli umani litigano, i cani ascoltano e soffrono. Non capiscono le parole, ma percepiscono tutto: la tensione nell’aria, il tono della voce che si alza, i gesti bruschi, le espressioni dure. E reagiscono. A modo loro.

Avatar photo

Pubblicato

il

    C’è chi si nasconde sotto il tavolo, chi abbassa le orecchie e guarda con occhi imploranti, chi inizia a camminare avanti e indietro senza pace. Alcuni piagnucolano, cercano di mediare, si infilano tra i litiganti con una zampa sulla gamba, un muso che si insinua tra le mani. Altri, i più ansiosi, tremano, si leccano compulsivamente o smettono di mangiare. Perché loro sentono tutto. E, spesso, lo stress che si accumula nel loro corpo dura molto più a lungo di una semplice discussione tra umani.

    Uno studio pubblicato su Current Biology ha dimostrato che i cani sanno riconoscere un volto arrabbiato da uno sereno e reagiscono di conseguenza. Non comprendono il significato preciso delle parole, ma leggono il linguaggio del corpo, il tono della voce, il modo in cui si muovono i loro umani. E sanno quando qualcosa non va.

    Il problema non è solo il momento del litigio. È quello che resta dopo. Gli scienziati hanno rilevato che lo stress umano può trasmettersi ai cani, influenzando il loro benessere generale. Una ricerca dell’Università di Linköping, in Svezia, ha analizzato i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e ha scoperto che quando il proprietario è ansioso o teso, il cane lo percepisce e reagisce di conseguenza. Come uno specchio emotivo, riflette gli stati d’animo di chi gli sta accanto.

    E allora che fare? La prima cosa è spezzare la tensione. Dopo una discussione, abbassare la voce, riprendere un tono rassicurante, accarezzare il cane con calma. Se il disagio è evidente, portarlo fuori per una passeggiata, fargli ritrovare una routine rassicurante. Un cane è un animale abitudinario, trova sicurezza nella ripetizione, nella stabilità. Se il clima in casa è spesso teso, potrebbe sviluppare ansie croniche, diventare più diffidente, chiudersi o, al contrario, manifestare iperattività.

    Nei casi più estremi, un litigio può scatenare traumi profondi, soprattutto nei cani che hanno già vissuto esperienze difficili. Alcuni reagiscono con paura, altri con comportamenti distruttivi, mordendo oggetti, scavando, cercando vie di fuga. Quando un cane inizia a mostrare segni di disagio persistente, la soluzione migliore è consultare un esperto, un veterinario o un comportamentalista.

    Ma, in fondo, la soluzione più semplice è anche la più ovvia: litigare meno. Se non per te, almeno per lui.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Animali

      Incantevoli veli blu: le Meduse Blubber e i segreti degli abissi

      Le meduse blu, le blubber, sono le affascinanti abitanti degli oceani australiani e del Sud-est asiatico. Queste creature marine di colore blu brillante e la loro forma rotonda e carnosa, le rende facilmente riconoscibili tra le altre specie di meduse. Ma, nonostante la loro apparente delicatezza, sono dotate di tentacoli corti e robusti, molto velenosi

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

        Le meduse blu, conosciute scientificamente come Catostylus mosaicus e comunemente chiamate meduse blubber, rappresentano una delle creature marine più affascinanti e pittoresche degli oceani. Con il loro colore blu brillante e la loro forma caratteristica, sono una presenza comune nelle acque costiere dell’Australia e del Sud-est asiatico.

        Caratteristiche fisiche
        Le meduse blu blubber sono facilmente riconoscibili grazie al loro colore intenso e alla loro forma rotonda e carnosa. La campana, o ombrella, può raggiungere un diametro di 30-45 cm e presenta una consistenza soda e gelatinosa. Al di sotto della campana, si trovano otto braccia orali corte e robuste, utilizzate per catturare il plancton, che costituisce la loro principale fonte di nutrimento. Sebbene il loro veleno non sia pericoloso per l’uomo, può causare fastidiose irritazioni cutanee e una sensazione di bruciore.


        Dove vivino
        Le blu blubber popolano prevalentemente le acque costiere dell’Australia e del Sud-est asiatico, dove trovano le condizioni ideali per la loro sopravvivenza. Prediligono le acque calde e temperate, spesso abbondanti di nutrienti grazie alla presenza di correnti costiere.


        Queste meduse tendono a formare grandi banchi, che possono essere avvistati vicino alla superficie dell’acqua. Le loro aggregazioni possono causare danni alle reti da pesca e disturbare le attività balneari. Tuttavia, comprendere meglio il loro comportamento e la loro ecologia può aiutare a mitigare questi impatti e a promuovere una convivenza sostenibile tra le meduse e le comunità costiere.

        Le meduse blu blubber sono creature straordinarie che arricchiscono la biodiversità marina con la loro presenza unica e le loro interessanti caratteristiche biologiche. Mentre continuiamo a esplorare e proteggere i mari, le meduse blu blubber rimangono un simbolo della bellezza e della complessità del mondo marino.

          Continua a leggere

          Animali

          I gatti d’estate: dove vanno (e cosa pensano) quando noi andiamo in ferie?

          Mentre prepariamo le valigie e ci preoccupiamo di affidarli alla vicina o alla cat sitter, i nostri gatti ci guardano con sufficienza e si preparano alle loro ferie alternative: casa libera, terrazzi da esplorare, letti da occupare. Ma dove vanno davvero? E soprattutto: che cosa pensano di noi e delle nostre ferie?

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Chiunque viva con un gatto sa che il concetto di “abbandono” è del tutto unilaterale. Noi ci struggiamo per lasciarli a casa, pianifichiamo tabelle di pappe e coccole con precisione militare, e loro? Ci osservano infilare il borsone nella macchina con lo stesso sguardo con cui fissano un insetto prima di farlo sparire: freddo, distante, un po’ incuriosito, ma già oltre.

            Dove vanno i gatti d’estate? Domanda errata. La vera domanda è: che cosa diventano, quando la casa resta tutta per loro? La risposta breve è: monarchi assoluti. La lunga è più interessante. Alcuni si sdraiano nella nostra metà del letto come se l’avessero aspettato da una vita. Altri si arrampicano dove avevano sempre finto di non arrivare. I più ambiziosi si trasformano in filosofi silenziosi che contemplano il tramonto dalla finestra, sognando il giorno in cui finalmente ci trasferiremo altrove, possibilmente per sempre.

            Per chi ha la fortuna (o sfortuna) di avere un giardino, i gatti d’estate diventano esploratori. Si allontanano con nonchalance, spariscono per ore, poi tornano affamati, impolverati, soddisfatti. Forse hanno visitato case altrui. Forse hanno flirtato con una gatta rossa che vive due isolati più in là. Forse hanno soltanto dormito dietro un vaso.

            E quando li chiamiamo in videochiamata? Fanno finta di non sentire. Un orecchio si muove, il mento resta saldo. Se potessero parlare, direbbero: “Ti ho lasciato le crocchette, non mi sembra il caso di esagerare con le emozioni”.

            Poi, al nostro ritorno, li troviamo indifferenti. Nessuna corsa verso la porta, nessun salto di gioia. Solo un’occhiata. Ma la notte, quando tutto è spento, li sentiamo avvicinarsi. E allora sì, ci perdonano. Perché, in fondo, la vacanza è anche per loro. Da noi.

              Continua a leggere

              Animali

              Gatti e caldo: come aiutare il tuo micio a sopravvivere all’estate senza perdere la pazienza (né i baffi)

              Tra ciotole sempre piene, posti freschi dove nascondersi e giochi che stimolano la curiosità, il benessere estivo del gatto passa da piccole attenzioni quotidiane. E no, non serve raparlo a zero.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Quando le temperature superano i 30 gradi, anche il più elegante dei gatti può trasformarsi in una sfinge ansimante sul pavimento del bagno. L’estate con un gatto non è un problema, ma richiede qualche accortezza. E no, non c’entra la tosatura: il pelo è un isolante naturale, guai a tagliarlo.

                I gatti soffrono il caldo più di quanto pensiamo, anche se non lo dimostrano. Si muovono meno, mangiano poco, cercano angoli freschi e ombrosi. Alcuni si piazzano davanti al ventilatore, altri si infilano nel lavandino. Il segreto per affrontare il caldo estivo con un gatto? Lasciarlo fare. E dargli una mano con furbizia felina.

                Prima regola: acqua fresca e ovunque. Una sola ciotola non basta. Meglio metterne almeno due o tre in punti diversi della casa, possibilmente lontani dalla lettiera. I gatti amano l’acqua pulita e, se la trovano stagnante, smettono di bere. Una fontanella a ricircolo li incuriosisce e li invoglia.

                Seconda regola: niente correnti d’aria dirette. I gatti odiano il vento in faccia (chi non lo odierebbe?) e potrebbero raffreddarsi. Meglio lasciare le finestre socchiuse e abbassare le tapparelle nelle ore più calde.

                Terza regola: spazio e quiete. Il micio ha bisogno di scegliere dove rifugiarsi. Una scatola in ombra, una coperta leggera, il ripiano più basso dell’armadio: lasciategli l’imbarazzo della scelta. E se non gioca, non forzatelo. Ma un pupazzetto in freezer, tirato fuori dopo un’ora, può diventare un passatempo refrigerante.

                Infine: se il gatto è anziano o ha patologie, attenzione ai colpi di calore. Se notate affanno, lingua fuori, tremori o letargia, contattate il veterinario. L’estate è bella anche per loro, ma solo se noi umani impariamo a leggerli con cura.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie