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Johnny, il ministrante a quattro zampe che serve messa!

Il sacerdote tutti i giorni nutre i cani randagi, ma Johnny è saltato dentro la sua auto e ha finito per farsi adottare. La tenera storia del cane fedele in una parrocchia di San Paolo, in Brasile e un cagnolino di nome Fido che assiste messa a Frosinone.

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    Johnny dal Brasile
    I devoti della parrocchia di Santa Ana e São Joaquim a Barretos, nell’entroterra di San Paolo, sono ben consapevoli della presenza di Johnny durante le celebrazioni della messa. Abituati alla sua compagnia, lo vedono seguendo e assistendo padre Luiz Paulo Soares come farebbero i chierichetti. Tuttavia, Johnny non è un bambino, ma un cane.

    Johnny fiero di assistere messa nella sua tunica da chierichetto

    Questo affettuoso animale, un foxhound americano, è stato adottato tre anni fa quando è stato trovato accanto alla chiesa della città. Oltre ai segni evidenti di maltrattamento, Johnny ha dovuto affrontare una serie di problemi di salute, tra cui soffio al cuore, infiammazione intestinale e persino un’infestazione di zecche.

    E Fido da Frosinone
    L’affettuoso e devoto cane, di nome Fido, è una presenza costante e significativa durante le celebrazioni religiose nella locale chiesa di San Giuseppe, a Frosinone. Fido è stato adottato da padre Giovanni, il parroco della chiesa, molti anni fa. Fin da subito, il legame tra il sacerdote e il cane è stato straordinario, e presto Paco è diventato una parte integrante della vita della parrocchia. La sua presenza amorevole e il suo comportamento tranquillo hanno conquistato il cuore dei fedeli, che lo hanno accolto come uno di famiglia.

    Fido che assiste il sacerdote durante la Messa domenicale

    Durante le messe domenicali, Fido si siede accanto all’altare, osservando con attenzione e partecipando silenziosamente alla liturgia come farebbe un vero chierichetto umano. La sua tranquillità e la sua serenità sembrano trasmettere un senso di pace e spiritualità a tutti coloro che partecipano alla celebrazione.

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      Fido e il divano, perché la cuccia diventa un accessorio decorativo

      Molti cani sembrano avere un’inclinazione naturale per i divani piuttosto che per le loro cucce dedicate. Diverse motivazioni, legate al comfort, alla socialità e all’istinto, possono spiegare questa preferenza.

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        I divani, si sa, sono generalmente più morbidi e confortevoli rispetto alle cucce, offrono un supporto migliore per le articolazioni e i muscoli e i tessuti sono più piacevole al tatto, per cui rispetto alle cucce, offrono un comfort superiore durante il riposo. Inoltre, durante l’inverno, il calore generato dai padroni e dai cuscini rende il divano un posto ancora più invitante.

        Perché i cani scelgono il divano
        Una delle ragioni è la posizione strategica dei nostri divani collocati spesso in zone centrali della casa, dove il cane può stare in compagnia dei suoi umani e osservare l’ambiente circostante. Il divano offre una superficie maggiore rispetto alla cuccia, permettendo al cane di muoversi, sdraiarsi e assumere diverse posizioni durante il sonno o il relax.
        I cani sono animali socievoli che amano stare vicini ai loro padroni e membri della famiglia e dunque il divano essendo spesso luogo di ritrovo per le persone, rappresenta per il cane l’occasione perfetta per stare in compagnia e sentirsi parte del gruppo. Inoltre, i nostri amici pelosi sono attratti dal calore residuo lasciato dagli umani sul divano, che ricorda la loro presenza e il contatto, in quanto il divano assorbe gli odori dei padroni, creando per il cane un ambiente familiare e confortevole e questo li fa sentire più sicuri e rilassati.

        Quindi, va da sé che, se a un cane è stato permesso di salire sul divano fin da cucciolo, può diventare un’abitudine difficile da cambiare. I cani tendono a cercare luoghi familiari e confortevoli rispetto alla cuccia, specialmente se è posizionata in una parte della casa troppo fredda o calda. Importantissimo da considerare l’imitazione dei comportamenti dei loro umani. Se vedono i membri della famiglia utilizzare il divano, potrebbero pensare che sia il posto migliore dove stare.

        Se desideri che il tuo cane utilizzi di più la sua cuccia, potresti renderla più attraente aggiungendo coperte morbide, posizionandola in una zona della casa dove passate molto tempo, e ricompensandolo quando la utilizza.  Ma non tutti i cani hanno la preferenza del divano alla loro cuccia. Difatti, molti fido apprezzano la tranquillità e la privacy della loro cuccia e la utilizzano volentieri per sonnecchiare o riposare indisturbati.

        Ma la scelta del luogo di riposo spetta al cane. Per favorire il suo benessere, è importante offrirgli sia un divano comodo e accessibile sia una cuccia accogliente e posizionata in un luogo tranquillo della casa. Inoltre, è fondamentale dedicare tempo al gioco, alle coccole e alle interazioni positive con il cane sia sul divano che nella sua cuccia, creando così associazioni positive in entrambi i luoghi.

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          Quando Fido esagera! Come gestire l’abbaiare eccessivo nei cani di piccola taglia

          I nostri amici, con o senza certificato genealogico, sono amichevoli e vivaci, ma possono manifestare comportamenti come l’abbaiare eccessivo. Questo comportamento potrebbe derivare da diverse cause, ed è importante affrontarlo con le giuste strategie.

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            Piccole pesti!
            Con o senza certificato genealogico, i cani di piccola taglia sono molto vivaci e possono essere anche felici di vivere in un appartamento, purché l’umano soddisfi le loro esigenze di esercizio fisico e mentale. Molti esemplari dovrebbero, in teoria, essere tipicamente socievoli, giocosi e vivaci, ma possono essere aggressivi verso altri cani, solo per mettersi alla prova. Vigili e consapevoli dei piccoli cambiamenti che avvengono intorno a loro, i cani di piccola taglia ringhiano a nuovi stimoli e possono finire con l’abbaiare continuamente.

            Cause dell’Abbaiare
            Ma gli abbai dei nostri piccoli amici sono un modo per comunicare con noi e con altri simili. Il tono è spesso ansioso perché hanno bisogno di attirare l’attenzione. In alcuni casi, i loro decibel aumentano quando si innesca un meccanismo di difesa per compensare la loro piccola taglia rispetto ai potenziali predatori, in quanto la loro sensibilità è stimolata da fattori esterni come rumori o movimenti, e quindi reagiscono più rapidamente abbaiando ripetutamente. Ma, ahimè se un cane piccolino non viene stimolato dal suo umano, abbaierà per noia o per frustrazione, soprattutto quando vengono lasciati soli in casa.

            Approccio e Addestramento efficace
            Quindi, è importante capire anche il motivo specifico per cui un cane piccolo abbaia ripetutamente e, per affrontare e risolvere il problema è utile consultare un veterinario o un addestratore professionista se l’abbaio del cane diventa eccessivo e per escludere problemi di salute, o magari per ridurre l’ansia da separazione.  Quindi, sì a qualche lezione di addestramento che lo possa aiutare a ricevere bene i comandi vocali del suo umano e a comportarsi in modo appropriato, sì a nuovi giochini interattivi, sì a passeggiate regolari al parco, sì a mantenere il cane impegnato e meno propenso ad abbaiare a tutto e a tutti, senza motivo.

            Consulta un professionista
            Scopri l’importanza di consultare un addestratore professionista, verificandone le referenze e pianificando incontri per sviluppare un piano di gestione personalizzato per il tuo cane di piccola taglia. Affrontare, dunque, l’abbaio eccessivo nei cani di piccola taglia richiede pazienza, impegno e l’aiuto di professionisti qualificati. Seguendo i giusti approcci e strategie, è possibile ridurre efficacemente questo comportamento e garantire il benessere del tuo piccolo amico peloso.

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              Numeri da record per Dengue e West Nile in Europa

              L’Europa si trova di fronte a una sfida sanitaria significativa con la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare. La combinazione di cambiamento climatico, viaggi internazionali e urbanizzazione rende cruciale l’adozione di misure preventive e di controllo per proteggere la popolazione da queste minacce emergenti.

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              In arrivo nelle prossime settimane alcune malattie tropicali trasmesse dalle zanzare

                Per le prossime settimane e fino alla fine dell’estate in Europa è prevista una emergenza zanzare e di diffusione di malattie tropicali.

                Finora sono sempre state considerate malattie tropicali, tranne qualche raro caso lontane migliaia di chilometri dal continente europeo. E invece… Invece l’imminente stagione estiva ci riserva l’arrivo in grande stile di Dengue, Chikungunya, West Nile e Zika. L’Europa potrebbe ritrovarsi di fronte a un’epidemia senza precedenti.

                Dengue, Chikungunya e Zika: le nuove minacce

                La febbre Dengue, nota per i suoi sintomi debilitanti e le febbri emorragiche, sta diventando sempre più comune. Nel 2023, l’UE ha registrato 130 casi autoctoni, quasi il doppio rispetto ai 71 casi del 2022. Con l’aumento dei viaggi internazionali, il rischio di casi importati ed epidemie locali è in costante crescita. L’Ecdc prevede che nel 2024 i casi di Dengue potrebbero raggiungere i 10-15 mila. La malattia è trasmessa dalle zanzare Aedes (in particolare Aedes aegypti a livello globale e Aedes albopictus in Europa), che si riproducono all’interno o intorno agli habitat umani. Endemica in più di 100 paesi in Africa, nelle Americhe, nel sud e nel sud-est asiatico e nella regione del Pacifico occidentale.

                Dalle Piramidi con furore

                Il virus del Nilo occidentale ha già causato 713 casi umani nel 2023, con 67 decessi. La diffusione geografica del virus sta aumentando, con nuove regioni colpite ogni anno. L’Europa sta già assistendo a condizioni climatiche favorevoli alla diffusione delle zanzare, che possono portare a un’ulteriore espansione di questa malattia. Il virus del Nilo occidentale viene trasmesso tra gli uccelli attraverso la puntura di zanzare Culex infette e, incidentalmente, gli esseri umani e altri mammiferi (ad esempio i cavalli) possono essere infettati. Circa l’80% delle infezioni da virus del Nilo occidentale nell’uomo sono asintomatiche.

                Non esiste alcuna profilassi o trattamento specifico

                La febbre del Nilo occidentale è la manifestazione clinica più comune ed è caratterizzata da un’insorgenza improvvisa di sintomi che possono includere mal di testa, malessere, febbre, mialgia, vomito, eruzione cutanea, affaticamento e dolore oculare. Le persone anziane e immunocompromesse sono a maggior rischio di sviluppare la malattia neuroinvasiva che può essere fatale.

                Il ruolo del cambiamento climatico e dei viaggi internazionali

                La proliferazione delle zanzare è causato soprattutto dal cambiamento climatico che sta creando ambienti ideali perché questi insetti possano colonizzare nuove aree geografiche. Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc, avverte che queste condizioni aumenteranno il rischio di epidemie locali.

                Aedes albopictus e Aedes aegypti sono i principali vettori

                La zanzara tigre (Aedes albopictus) e l’Aedes aegypti sono i principali vettori di queste malattie. L’Aedes albopictus ormai è presente in 13 paesi dell’UE/SEE – tra cui l’Italia – e continua a diffondersi. L’Aedes aegypti, vettore di febbre gialla, Dengue, Chikungunya e Zika, per ora si è stabilita a Cipro ma entro fine giugno si prevede possa emigrare sulle coste greche e italiane.

                Prevenzione e misure di controllo

                Per combattere questa crescente minaccia l’Ecdc sottolinea l’importanza di misure di protezione personale, controllo dei vettori, sorveglianza tempestiva e attività di sensibilizzazione. La rimozione dell’acqua stagnante, l’uso di indumenti protettivi e repellenti per zanzare sono fondamentali per ridurre il rischio di infezioni.

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