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Lifestyle

Basta non ce la faccio più, ti lascio! Anzi no, lasciami tu…

Riconoscere i segnali di disagio in una coppia e affrontarli con una comunicazione aperta e costruttiva può aiutare a invertire la rotta e migliorare la salute della relazione. Adottare buone pratiche di ascolto e risoluzione dei conflitti, insieme a una maggiore consapevolezza emotiva, può rafforzare la connessione di coppia e promuovere la longevità della relazione.

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    Basta ti lascio. Anzi no. Ci sono diversi campanelli d’allarme per capire se una coppia inizia a vacillare. Non se ne può più l’uno dell’altra e viceversa. Ci si irrita per poco, si alza la voce, si vuole avere ragione a tutti i costi e non si ha voglia di cambiare il proprio punto di vista. La prospettiva. E soprattutto vengono a mancare quei minimi gesti di rispetto e accoglienza l’uno per l’altra. Abbiamo selezionato quattro campanelli d’allarme che devono insospettire entrambi i partner sul vero andamento della relazione sentimentale.

    Vicini, ma lontani

    Un segnale importante dello stato di salute della coppia è l’intimità emotiva, ovvero la capacità di sentirsi profondamente connessi con il partner. Quando questa connessione si incrina, si crea una barriera invisibile che separa i partner, portando a una comunicazione ridotta e meno significativa. Le emozioni e i sentimenti diventano privati, riducendo la vitalità della relazione. Per migliorare l’intimità emotiva, è essenziale ascoltare se stessi e il partner, prestando attenzione anche al linguaggio non verbale. Osservare quei piccoli gesti quotidiani aiuta la comprensione.

    Incontro-scontro

    La frequenza e la natura dei conflitti sono un altro indicatore del benessere di coppia. Se i litigi si concentrano sempre sugli stessi argomenti e servono come valvola di sfogo, è un segnale di stress cronico e disconnessione emotiva. Affrontare i conflitti in modo costruttivo e cercare soluzioni insieme può aiutare a interrompere il circolo vizioso, promuovendo la crescita della coppia e migliorando la comunicazione. La parola magica è accoglienza.

    Forme di evitamento

    Il silenzio e l’evitamento sono segnali che indicano disagio nella relazione. Evitare conversazioni difficili può portare a un dialogo interiore frenetico e a sentimenti di rabbia o risentimento non espressi. Non chiedere scusa o non prendersi la responsabilità delle proprie mancanze lascia ferite aperte e mina la fiducia reciproca. Affrontare direttamente i problemi e chiedere scusa quando necessario è fondamentale per mantenere una relazione sana. Chiedere scusa è davvero magico per abbassare la tensione.

    Attacchi a tutto campo

    Commenti svalutanti, risposte sarcastiche e negazione del punto di vista del partner sono segnali evidenti di un problema. Frasi generalizzanti e il “brown bagging”, ovvero elencare una lunga serie di rimostranze, possono erodere la fiducia e la sicurezza emotiva. L’aggressione emotiva può essere difficile da riconoscere ma è essenziale comunicare chiaramente come ci si sente e stabilire confini rispettosi. Se l’aggressione persiste, potrebbe essere necessario valutare se la relazione è sana e soddisfacente. In certi casi potrebbe essere utile rivolgersi a psicoterapeuti specializzati in relazioni di coppia.

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      Lifestyle

      Il grande ritorno del suede: il soprabito che veste la primavera 2026

      Nata per caso nel Medioevo e diventata simbolo dello street food ligure, la farinata è uno dei piatti più amati anche nella città dei fiori. Ingredienti semplici, cottura nel forno a legna e una storia che attraversa i secoli.

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      Il grande ritorno del suede: il soprabito che veste la primavera 2026

        La primavera 2026 parla una lingua morbida. Dopo stagioni dominate da tessuti tecnici e silhouette over, le passerelle hanno riportato al centro un materiale caldo e tattile: il suede, la pelle scamosciata che torna protagonista nei soprabiti di mezza stagione. Non è una novità assoluta, ma un ritorno consapevole, che rilegge un grande classico con occhi nuovi.

        Il soprabito in suede affonda le sue radici negli anni Settanta, quando icone di stile e cinema lo trasformarono in simbolo di libertà e nonchalance. Oggi viene reinterpretato con tagli più puliti, spalle morbide e lunghezze che sfiorano il ginocchio o arrivano a metà polpaccio. Le collezioni viste sulle passerelle di Milano e Parigi hanno confermato la tendenza, proponendo modelli essenziali, spesso senza fodera pesante, pensati per accompagnare le giornate dal clima incerto.

        Il colore gioca un ruolo decisivo. Accanto ai classici cammello, cuoio e sabbia, si affacciano tonalità polverose come salvia, burro e azzurro carta da zucchero. La scelta cromatica rispecchia una voglia diffusa di naturalezza e leggerezza, in linea con un’estetica che privilegia materiali autentici e lavorazioni artigianali.

        Dal punto di vista tecnico, il suede è ottenuto dalla parte interna della pelle, lavorata per risultare vellutata al tatto. Più delicato rispetto alla pelle liscia, richiede attenzione: meglio evitare pioggia improvvisa e umidità eccessiva, proteggendolo con spray specifici e spazzolandolo con strumenti adatti per mantenere la superficie uniforme.

        Il soprabito in suede della primavera 2026 punta sulla versatilità. Di giorno si abbina a denim dritti e camicie leggere, creando un equilibrio tra casual e raffinato. La sera può completare abiti fluidi o completi sartoriali, diventando alternativa sofisticata al trench tradizionale. La sua forza sta nella capacità di adattarsi senza apparire rigido.

        Anche le linee raccontano un cambiamento. Accanto ai modelli monopetto minimal, si vedono versioni con cintura in vita che disegnano la silhouette, oppure tagli ispirati al blazer lungo, perfetti per chi ama uno stile più urbano. Non mancano dettagli rétro come tasche applicate e bottoni a vista, ma sempre calibrati per evitare l’effetto costume.

        Il ritorno del suede si inserisce in una più ampia riscoperta dei materiali naturali, spinta anche dalla richiesta di capi durevoli. Un soprabito ben realizzato può attraversare più stagioni, diventando investimento e non semplice acquisto impulsivo.

        La moda della primavera 2026 sembra così voler rallentare, scegliendo texture che invitano al tatto e colori che dialogano con la luce. In questo scenario, il soprabito in suede emerge come un ponte tra passato e presente: familiare ma rinnovato, elegante senza sforzo.

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          Moda

          Marilyn Manson apre la sfilata a Parigi tra neve finta e look total black: chiacchiere inattese con Michele Morrone

          Scena spettacolare alla sfilata parigina del brand Enfants Riches Déprimés: Marilyn Manson apre lo show tra neve artificiale e outfit nero totale. In prima fila anche Michele Morrone, con cui il cantante si ferma a chiacchierare.

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            A volte la moda sa essere più teatrale di un concerto rock. E quello che è successo a Parigi durante la sfilata del brand Enfants Riches Déprimés ne è la dimostrazione perfetta.

            Ad aprire lo show è stato Marilyn Manson, apparso sul palco con un look total black e un ingresso scenografico costruito tra luci fredde e una vera e propria bufera di neve artificiale.

            Una scena quasi cinematografica che ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico.

            L’ingresso spettacolare di Marilyn Manson

            Il cantante, icona della musica shock rock, ha fatto il suo ingresso con la teatralità che da sempre lo caratterizza.

            Tra fiocchi di neve finta e una scenografia volutamente dark, Manson ha dato il via alla sfilata trasformando la passerella in un piccolo spettacolo.

            Un’apparizione che ha ricordato quanto il confine tra musica, moda e performance sia sempre più sottile.

            L’incontro con Michele Morrone

            Tra gli ospiti presenti allo show c’era anche Michele Morrone, attore e modello italiano diventato un volto molto richiesto negli eventi internazionali della moda.

            Il momento più curioso è arrivato proprio dopo l’ingresso di Manson.

            Il cantante si è fermato a chiacchierare con Morrone, dando vita a una scena piuttosto insolita: il “diavolo” del metal accanto all’attore italiano dal fisico da modello.

            Musica, moda e spettacolo

            L’episodio conferma quanto gli eventi di moda siano diventati sempre più palcoscenici di spettacolo.

            Tra ospiti celebri, performance scenografiche e incontri inattesi, la sfilata di Enfants Riches Déprimés ha trasformato la passerella in un vero show.

            E tra neve artificiale, look total black e incontri sorprendenti, Parigi ha regalato un’altra di quelle scene in cui la realtà sembra davvero superare la fantasia.

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              Lifestyle

              Sushi a dieta: si può mangiare senza sensi di colpa? I consigli del nutrizionista

              Riso, pesce crudo e alghe sembrano leggeri, ma non tutto il sushi è davvero “diet friendly”. Ecco cosa scegliere e cosa limitare.

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              Sushi a dieta

                Il sushi è spesso considerato una scelta sana e leggera, tanto da diventare per molti un’alternativa “furba” anche quando si è a dieta. Ma è davvero così? Secondo i nutrizionisti, la risposta non è un sì o un no netto: dipende dal tipo di sushi, dalle quantità e dalla frequenza di consumo.

                Alla base della cucina giapponese c’è un equilibrio tra ingredienti semplici e di qualità: pesce crudo, riso, alghe, verdure. Tuttavia, nella versione occidentale, il sushi ha subito molte trasformazioni che ne hanno aumentato l’apporto calorico, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

                Il ruolo del riso: il vero ago della bilancia

                Il primo elemento da considerare è il riso. Quello usato per il sushi è riso bianco raffinato, condito con zucchero e aceto di riso. Una porzione abbondante può incidere in modo significativo sull’apporto calorico e glicemico del pasto. A parità di pesce, sono proprio i grammi di riso a fare la differenza tra un piatto leggero e uno sbilanciato.

                Per questo motivo, i nutrizionisti consigliano di preferire nigiri e sashimi, che contengono meno riso rispetto ai roll più elaborati, oppure di limitare il numero totale di pezzi.

                Pesce crudo: proteine sì, ma attenzione

                Il pesce crudo è una buona fonte di proteine ad alto valore biologico e di grassi buoni, in particolare omega-3, utili per la salute cardiovascolare. Salmone, tonno e sgombro sono tra le scelte più nutrienti.

                È importante però assicurarsi che il pesce sia stato correttamente abbattuto, come previsto dalle norme sanitarie, per evitare rischi legati a parassiti come l’Anisakis. Dal punto di vista dietetico, il pesce crudo è un alleato, ma non compensa eventuali eccessi di riso o condimenti.

                Attenzione a salse e fritti

                Il vero “nemico” della dieta, spiegano gli esperti, sono salse e preparazioni elaborate. Maionese, formaggio spalmabile, salsa teriyaki e tempura aumentano notevolmente calorie, grassi e sodio. Un uramaki fritto o ricco di salse può avere un apporto calorico simile a quello di un piatto di pasta condito.

                Meglio quindi limitare i roll fusion e orientarsi su preparazioni semplici, accompagnando il sushi con salsa di soia a ridotto contenuto di sale e usandola con moderazione.

                Sushi sì, ma con equilibrio

                In una dieta ipocalorica, il sushi può essere consumato una volta a settimana, inserendolo in un pasto bilanciato e evitando di abbinarlo ad altri cibi ricchi. Un buon trucco è iniziare con una zuppa di miso o un’insalata di alghe, che aumentano il senso di sazietà.

                In conclusione, il sushi non è vietato a dieta, ma va scelto con criterio. Puntare sulla semplicità, controllare le porzioni e conoscere gli ingredienti è la strategia migliore per godersi questo piatto senza compromettere gli obiettivi di benessere e linea.

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