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Connessi ma soli, la dolce vita nell’era dei selfie

Ostentare la propria relazione online è un comportamento sempre più comune nell’era dei social media. Diverse motivazioni spingono le persone a condividere aspetti della loro vita sentimentale su piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok. Vediamo perché!

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    Rendere pubblica la propria relazione online è un fenomeno complesso e multifattoriale, influenzato da bisogni emotivi, sociali e psicologici. Mentre per alcuni può essere un modo di condividere la propria felicità e rafforzare il legame di coppia, per altri può derivare da insicurezze o pressioni sociali. Ma l‘eccessiva ostentazione della propria relazione online può comportare alcuni aspetti negativi come creare un’immagine distorta e irreale della relazione, alimentando il paragone sociale con altre coppie apparentemente “perfette”. Questo confronto può portare a sentimenti di inadeguatezza e insicurezza, soprattutto se la propria relazione non rispecchia gli standard di perfezione spesso rappresentati online.

    La ricerca di like, commenti e approvazione virtuale da parte di follower e amici può diventare un’ossessione, portando a una dipendenza da feedback esterni per validare la propria felicità e la propria relazione. Questo tipo di dipendenza può danneggiare l’autostima e la capacità di vivere l’amore in modo autentico e indipendente dalle opinioni altrui.

    Ma, d’altro canto, la condivisione di foto e aggiornamenti sulla propria relazione può essere un modo per cercare l’approvazione e il riconoscimento dagli altri. I “like”, i commenti positivi e le reazioni dei follower possono rafforzare l’autostima e la sensazione di essere amati e accettati. I social media offrono una piattaforma per costruire e rafforzare la propria identità pubblica.

    Pressione sociale e invidia per dimostrare che si è meglio degli altri
    La pressione sociale può giocare un ruolo significativo nel motivare le persone a mostrare la loro relazione online. Vedere altre coppie che condividono momenti della loro vita può creare un senso di obbligo a fare lo stesso, per non sentirsi esclusi o inadeguati.
    In alcuni casi, le persone possono ostentare la loro relazione online per suscitare invidia o per competere con altre coppie. Questo comportamento può derivare da insicurezze personali o dal desiderio di dimostrare che la propria vita è migliore di quella degli altri.

    Viviamo, dunque, in quella che può essere definita a pieno titolo una società iperconnessa. Questa iperconnettività portato con sé numerosi vantaggi, ma anche nuove sfide e complessità.

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      Lifestyle

      Pubblica le foto dei clienti che non saldano il conto nel ristorante di sushi: cosa dice la legge sulla divulgazione delle immagini

      Dopo l’episodio dei clienti allontanatisi da un ristorante di sushi senza saldare il conto, il titolare ha diffuso sui social i fermi immagine delle telecamere di sicurezza. L’iniziativa ha riaperto il dibattito sui limiti della tutela della privacy e sull’esercizio dell’autotutela.

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      Pubblica le foto dei clienti che non saldano il conto nel ristorante di sushi: cosa dice la legge sulla divulgazione delle immagini

        L’ennesimo episodio di clienti che consumano la cena e si allontanano dal tavolo senza saldare il conto ha spinto il titolare di un ristorante di sushi a una reazione drastica. Per protestare contro il danno subito e tentare di identificare i responsabili, l’esercente ha estrapolato i fermi immagine registrati dall’impianto di videosorveglianza interno e li ha pubblicati sui canali social del locale, mostrando chiaramente i volti delle persone coinvolte. L’iniziativa ha riscosso un immediato seguito in rete, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene il ristoratore e chi solleva dubbi sulla legittimità dell’azione.

        Il confine tra diritto di cronaca, autotutela e normative sulla privacy

        La vicenda riporta al centro dell’attenzione un quesito giuridico frequente: è legale diffondere le immagini di persone che si sono comportate in modo scorretto o illecito? La normativa italiana ed europea in materia di protezione dei dati personali, coordinata dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), stabilisce regole rigide sull’impiego delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza.

        Gli impianti di videosorveglianza installati all’interno degli esercizi commerciali sono autorizzati esclusivamente per finalità di tutela del patrimonio e di sicurezza delle persone. L’uso dei filmati è circoscritto alla visione da parte dei soggetti autorizzati ed all’eventuale consegna alle forze dell’ordine in sede di denuncia, mentre la diffusione pubblica mediante social network non rientra tra le casistiche consentite dalla legge.

        Quali rischi corre chi pubblica le foto dei clienti sui social network

        Anche di fronte a un illecito palese come il mancato pagamento del conto, l’ordinamento giuridico non consente l’esercizio dell’autotutela privata attraverso la gogna mediatica. La pubblicazione dei volti di privati cittadini senza il loro espresso consenso costituisce un trattamento illecito di dati personali e può esporre il titolare del locale a pesanti sanzioni amministrative da parte del Garante per la protezione dei dati personali.

        Inoltre, la persona ritratta e diffusa online potrebbe sporgere querela per diffamazione o richiedere il risarcimento dei danni per violazione del diritto all’immagine. Per evitare conseguenze civili e penali, gli esperti del settore legale ricordano che l’unica strada corretta da percorrere rimane quella di sporgere regolare denuncia alle autorità competenti, mettendo a disposizione delle forze dell’ordine i filmati registrati.

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          Lifestyle

          Il trucco della scarpa nella cassaforte dell’hotel spopola sul web: come funziona la strategia geniale per non scordare i valori

          L’idea lanciata dalla hostess Esther Sturrus su TikTok supera il milione di visualizzazioni. Il meccanismo sfrutta un’associazione fisica immediata: nessuno lascia la stanza d’albergo scalzo e la calzatura mancante costringe ad aprire la cassaforte prima di fare il check-out

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          Il trucco della scarpa nella cassaforte dell'hotel spopola sul web: come funziona la strategia geniale per non scordare i valori

            Nessuno, o quasi, esce da una camera d’albergo con un piede scalzo. È proprio muovendo da questa banale certezza che nasce un trucco diventato virale tra i viaggiatori più smaliziati di tutto il mondo: la sera prima del check-out, per evitare di scordare qualcosa nella stanza, bisogna infilare una scarpa nella cassaforte insieme a passaporto, contanti e gioielli.

            L’origine del trucco virale esploso su TikTok

            A rendere popolare questa abitudine è stata Esther Sturrus, assistente di volo della compagnia aerea olandese KLM e nota content creator. L’hostess ha condiviso la trovata all’interno di un filmato su TikTok contenente sei consigli pensati per chi viaggia spesso per lavoro o per vacanza.

            Il video ha riscosso un successo immediato, superando rapidamente il milione e trecentomila visualizzazioni. La combinazione di praticità e semplicità ha spinto tantissimi utenti a replicare la strategia durante i propri soggiorni.

            Come funziona il meccanismo psicologico della scarpa mancante

            Il meccanismo alla base di questo sistema risulta essere più psicologico che tecnico. Una volta chiusa, la cassaforte esce facilmente dal campo visivo e di conseguenza dalla memoria a breve termine. Molti ospiti finiscono per dimenticare di aver lasciato qualcosa al suo interno proprio perché non vedono più gli oggetti.

            La scarpa mancante, al contrario, si rivela un promemoria impossibile da ignorare. Chi sta per lasciare la stanza la nota subito mentre si infila le calzature per uscire e si trova costretto ad aprire la cassaforte un’ultima volta prima di consegnare le chiavi. Il trucco va applicato la sera prima della partenza, nel momento in cui si ripone l’ultimo oggetto di valore, e funziona solo se diventa un’abitudine sistematica, ripetuta a ogni soggiorno e non soltanto quando si teme di dimenticare qualcosa.

            Il caos del check-out e le testimonianze dei creator

            Il consiglio riguarda soprattutto gli hotel con la cassaforte in camera, dove il rischio di dimenticare gli oggetti personali è più alto perché nascosti alla vista, a differenza di una valigia lasciata aperta sul letto. Del resto, il momento del check-out si conferma come uno dei più caotici di un viaggio: ci sono i bagagli da chiudere, gli orari stringenti da rispettare e la testa già proiettata sulla tappa successiva.

            In questa confusione la mente salta volentieri i controlli meno automatici, come la verifica della cassaforte. Creare un’associazione fisica e immediata tra la scarpa mancante e l’obbligo di calzarla aggira il problema senza richiedere alcuno sforzo mnemonico.

            Il trucco ha trovato nuova popolarità anche grazie ad altre creator, come l’imprenditrice della cosmesi Hope Smith. In un video ripreso da Fox News, l’imprenditrice ha raccontato di aver dimenticato le proprie cose in cassaforte al punto da costringere la propria assistente a tornare fino in Italia per recuperarle.

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              Cucina

              Sorbetto al limone semplicissimo zero zuccheri e zero lattosio: la ricetta lampo e rinfrescante perfetta per concludere la cena d’estate

              Un dopocena rinfrescante non deve per forza appesantire la digestione o apportare calorie in eccesso. Con pochissimi ingredienti naturali e senza l’uso della gelatiera, è possibile realizzare un dessert cremoso e purificante adatto anche a chi segue diete ipocaloriche o soffre di intolleranze

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              Sorbetto al limone semplicissimo zero zuccheri e zero lattosio: la ricetta lampo e rinfrescante perfetta per concludere la cena d'estate

                Al termine di una cena estiva, la voglia di concludere il pasto con qualcosa di fresco e leggero è una necessità condivisa da molti. I dessert tradizionali o le granite confezionate, tuttavia, si rivelano spesso ricchi di zuccheri raffinati e grassi che appesantiscono la digestione e rovinano il riposo notturno. Per coniugare la ricerca del fresco con un apporto nutrizionale bilanciato, il sorbetto al limone casalingo privo di zuccheri aggiunti e privo di lattosio rappresenta la risposta culinaria ideale.

                Gli ingredienti naturali e il segreto della dolcezza senza zuccheri

                La forza di questa preparazione risiede nell’estrema essenzialità delle materie prime impiegate. Per realizzare un sorbetto cremoso e aromatico bastano il succo di limoni freschi possibilmente biologici, dell’acqua fredda, del ghiaccio ed dolcificanti naturali a zero calorie.

                Per sostituire il comune zucchero da tavola senza alterare il profilo digestivo della preparazione, si sceglie spesso l’eritritolo o la stevia in polvere. Questi ingredienti naturali garantiscono la giusta nota dolciastra mantenendo l’indice glicemico a zero. L’assenza totale di latte, panna o derivati animali rende inoltre il composto naturalmente privo di lattosio e adatto a chi segue un’alimentazione vegana o soffre di intolleranze alimentari.

                La preparazione veloce senza gelatiera in pochi minuti

                Un altro grande vantaggio di questa ricetta risiede nella facilità di esecuzione, che non richiede l’utilizzo di gelatiere o macchinari complessi da cucina. Per prima cosa occorre ricavare il succo filtrato dai limoni freschi e grattugiare una piccola parte della scorza, prestando attenzione a evitare la parte bianca amarognola.

                Successivamente si versano nel boccale di un frullatore potente il succo d’agrumi, l’acqua, il dolcificante scelto e una generosa quantità di tubetti di ghiaccio. L’azione rapida delle lame ad alta velocità trita il ghiaccio fino a ridurlo in una neve sottilissima, amalgamando il liquido fino a raggiungere una consistenza densa, spumosa e omogenea.

                Come servire il sorbetto per un dopocena rigenerante

                Una volta pronto, il sorbetto va servito immediatamente all’interno di calici da flute o bicchieri di vetro precedentemente raffreddati in freezer per qualche minuto. Per un tocco scenografico e aromatico finale, è possibile decorare ogni porzione con qualche fogliolina di menta fresca e un pizzico di scorza di limone grattugiata.

                Il risultato è un dessert altamente digestivo, idratante e purificante, in grado di rinfrescare il palato dopo la cena senza sovraccaricare l’organismo prima di dormire.

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