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Cucina

Cous cous estivo con zucchine, gamberi e menta: un’esplosione di freschezza

Scopri come preparare un delizioso cous cous estivo che combina la delicatezza dei gamberi, la freschezza delle zucchine e la vivacità della menta, per un pasto leggero e nutriente perfetto per le calde giornate estive.

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    Il cous cous estivo con zucchine, gamberi e menta è un piatto leggero, fresco e nutriente, perfetto per le calde giornate estive. Questo piatto combina la delicatezza dei gamberi con la freschezza delle zucchine e la vivacità della menta, creando un’esperienza gustativa unica. Dal punto di vista nutrizionale, offre un equilibrio di proteine, carboidrati complessi e vitamine, rendendolo ideale per un pasto sano e completo. Le zucchine sono ricche di vitamine A e C, mentre i gamberi forniscono proteine magre e minerali essenziali.

    Ingredienti:

    • 200 g di cous cous
    • 300 g di gamberi freschi, sgusciati e puliti
    • 2 zucchine medie, tagliate a rondelle
    • 1 mazzetto di menta fresca, tritata
    • 2 spicchi d’aglio, tritati finemente
    • 1 limone (succo e scorza grattugiata)
    • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
    • Sale e pepe q.b.
    • 500 ml di brodo vegetale caldo
    • Peperoncino (facoltativo)

    Ricetta Passo a Passo:

    1. Preparare il cous cous:
      • In una ciotola grande, versare il cous cous e aggiungere 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, mescolando bene per sgranarlo.
      • Portare il brodo vegetale a ebollizione e versarlo sul cous cous, coprendo la ciotola con un coperchio o un piatto. Lasciar riposare per circa 5-10 minuti, finché il cous cous non avrà assorbito tutto il liquido. Sgranare con una forchetta.
    2. Preparare le zucchine e i gamberi:
      • In una padella grande, scaldare 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva e aggiungere l’aglio tritato. Soffriggere per un minuto fino a che non è dorato.
      • Aggiungere le zucchine tagliate a rondelle e cuocere a fuoco medio per circa 5-7 minuti, finché non saranno tenere ma ancora croccanti. Condire con sale e pepe.
      • Aggiungere i gamberi nella padella e cuocere per altri 3-4 minuti, finché non diventano rosa e cotti. Se si desidera, aggiungere un pizzico di peperoncino per un tocco di piccantezza.
    3. Assemblare il piatto:
      • Aggiungere le zucchine e i gamberi cotti al cous cous sgranato. Mescolare bene per combinare tutti gli ingredienti.
      • Aggiungere la scorza e il succo di limone, la menta tritata e mescolare nuovamente. Aggiustare di sale e pepe a piacere.
    4. Servire:
      • Trasferire il cous cous in un piatto da portata e guarnire con qualche foglia di menta fresca. Servire caldo o a temperatura ambiente.

    Questo cous cous estivo con zucchine, gamberi e menta è ideale per un pranzo leggero, una cena estiva o come piatto da portare a un picnic. Buon appetito!

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      Cucina

      Pan di limone, la ricetta del dolce soffice che conquista con pochi ingredienti

      Facile da preparare, profumato e versatile: il pan di limone è uno dei grandi classici della cucina domestica italiana

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      Pan di limone

        Tra le torte più amate della tradizione casalinga italiana, il pan di limone occupa un posto speciale. La sua forza sta nella semplicità: pochi ingredienti, una preparazione lineare e un risultato finale che unisce sofficità e freschezza aromatica. Un dolce che attraversa le generazioni e che oggi viene riscoperto anche grazie all’attenzione crescente verso ricette genuine e facilmente replicabili in casa.

        Elemento centrale della ricetta è il limone, utilizzato sia sotto forma di succo sia di scorza grattugiata. Per ottenere un aroma intenso e naturale è fondamentale scegliere agrumi non trattati, preferibilmente provenienti da coltivazioni italiane. Le varietà più profumate, come quelle siciliane o della Costiera Amalfitana, sono particolarmente adatte grazie all’elevata concentrazione di oli essenziali presenti nella buccia.

        La lista degli ingredienti è essenziale: uova, zucchero, farina di grano tenero, olio di semi o burro, lievito per dolci e limone. Proprio questa composizione rende il pan di limone un dolce equilibrato, privo di farciture e facilmente adattabile. Non mancano, infatti, versioni che prevedono l’utilizzo di yogurt per aumentare la morbidezza dell’impasto o la sostituzione del burro con olio per una consistenza più leggera.

        Ingredienti:

        • 200 gr di farina ’00
        • 1 limone intero
        • 2 uova
        • 170 gr di zucchero
        • 130 ml di olio di semi
        • 10 gr di lievito per dolci
        • 3 – 4  cucchiai di zucchero a velo per lo sciroppo
        • succo di mezzo limone filtrato per lo sciroppo + qualche fogliolina di timo limone se gradite

        Il procedimento segue pochi passaggi chiave. Le uova vengono montate con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, fase essenziale per garantire la sofficità del dolce. A questo si aggiungono l’olio (o il burro fuso e raffreddato), il succo di limone filtrato e la scorza grattugiata. Solo in un secondo momento si incorpora la farina setacciata insieme al lievito, mescolando delicatamente per evitare di smontare l’impasto.

        La cottura avviene in forno statico a temperatura moderata, generalmente intorno ai 170-180 gradi, per circa 35-40 minuti. Come per molte torte da credenza, è consigliabile verificare la cottura con uno stecchino prima di sfornare. Una volta raffreddato, il pan di limone può essere semplicemente spolverato con zucchero a velo o accompagnato da una leggera glassa al limone.

        Senza bisogno di decorazioni elaborate, questo dolce continua a rappresentare un simbolo di cucina autentica: una ricetta accessibile, legata alla stagionalità e capace di trasformare ingredienti comuni in un risultato sempre apprezzato.

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          Cucina

          Broccoli, il segreto è come li cucini: così non perdi (quasi) nessun beneficio

          Dal taglio ai tempi di cottura, passando per un trucco poco noto: ecco cosa dicono gli esperti su come valorizzare davvero questo “oro verde” della dieta.

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          Broccoli, il segreto è come li cucini: così non perdi (quasi) nessun beneficio

            I broccoli sono considerati da anni uno degli alimenti vegetali più completi dal punto di vista nutrizionale. Appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, come cavolfiori e cavoli, racchiudono un mix prezioso di vitamine (C, K, folati), minerali (potassio, calcio), fibre e composti bioattivi che li rendono un alleato importante per la salute. Non a caso, numerosi studi scientifici hanno collegato il loro consumo regolare a un minor rischio di malattie croniche, in particolare cardiovascolari e metaboliche.

            Il merito non è solo dell’apporto di micronutrienti, ma soprattutto della presenza dei glucosinolati, sostanze che, una volta trasformate dall’organismo, danno origine a composti come il sulforafano. Quest’ultimo è oggetto di grande interesse scientifico per le sue potenziali proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e protettive nei confronti delle cellule.

            Tuttavia, secondo diversi esperti di nutrizione, il modo in cui trattiamo i broccoli in cucina può fare la differenza tra un alimento altamente benefico e uno molto più “povero” dal punto di vista funzionale. Il dottor Manuel Viso, medico e divulgatore scientifico, ha spiegato che uno degli errori più comuni è cuocerli subito dopo averli tagliati. «Spezzare i broccoli in piccole cimette e lasciarli riposare per circa 30-40 minuti prima della cottura permette di attivare la mirosinasi», un enzima naturale della pianta che trasforma i glucosinolati in sulforafano.

            Il problema nasce quando si portano immediatamente in ebollizione. La bollitura prolungata, infatti, inattiva la mirosinasi e disperde parte delle vitamine idrosolubili nell’acqua di cottura. Il risultato è un piatto che conserva il sapore, ma perde una quota significativa delle sostanze più interessanti dal punto di vista salutistico.

            Gli specialisti consigliano quindi metodi di cottura più delicati: vapore per pochi minuti, salto rapido in padella o cottura al forno a temperature moderate. L’obiettivo è ammorbidire il vegetale senza distruggerne la struttura chimica. Anche la dimensione conta: cimette più piccole cuociono più velocemente e limitano la perdita di nutrienti.

            Un altro aspetto spesso trascurato è il gambo. Molti lo scartano, ma in realtà è ricco di fibre, vitamina C e minerali. Eliminata la parte esterna più dura, può essere affettato sottilmente o tagliato a bastoncini e utilizzato in zuppe, padellate o insalate tiepide. Buttare il gambo significa rinunciare a una parte preziosa dell’ortaggio.

            E se non si ha il tempo di aspettare i 40 minuti prima della cottura? Esiste un piccolo trucco: aggiungere a crudo una fonte esterna di mirosinasi, come un pizzico di senape o ravanello. Questi alimenti aiutano comunque la formazione del sulforafano, compensando in parte la perdita enzimatica.

            La letteratura scientifica suggerisce che un consumo regolare di broccoli, inserito in uno stile di vita sano, sia associato a una riduzione del rischio di mortalità generale e di patologie cardiovascolari e oncologiche. Non si tratta di un alimento miracoloso, ma di un tassello importante di una dieta equilibrata.

            In sintesi, i broccoli fanno bene, ma solo se trattati con un minimo di attenzione. A volte basta cambiare un’abitudine in cucina per trasformare un semplice contorno in un vero investimento sulla salute.

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              La pasta e patate come la faceva la nonna (con la crosticina)

              Dalla Campania a tutta Italia, la pasta e patate è uno dei comfort food più amati: cremosa, saporita e – se fatta come si deve – con una crosticina irresistibile sul fondo. Servono pochi ingredienti, ma tanta pazienza: e magari l’aggiunta “eretica” di un pezzetto di provola o parmigiano grattugiato.

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                C’è chi la fa brodosa, chi la vuole compatta, chi non rinuncia al tocco di formaggio filante. Ma una cosa è certa: la pasta e patate, se fatta come si deve, è una delle ricette più coccolose dell’universo gastronomico italiano. Piatto povero per eccellenza, nato per saziare lo stomaco e scaldare il cuore, oggi è tornato di moda anche nei menu stellati. Merito della sua semplicità e di quella capacità tutta mediterranea di trasformare il poco in qualcosa di speciale.

                In Campania, dove questa ricetta ha le sue radici più celebri, si chiama “pasta e patane azzeccata”, dove “azzeccata” sta per “attaccata”: sul fondo della pentola, infatti, deve formarsi una leggera crosticina dorata che regala sapore e consistenza al piatto. Un dettaglio che fa tutta la differenza.

                Gli ingredienti base:

                • 400 g di patate (a pasta gialla, sode)
                • 200 g di pasta mista (o ditalini, tubetti)
                • 1 cipolla dorata
                • 1 carota e un gambo di sedano (facoltativi)
                • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
                • olio extravergine d’oliva
                • sale e pepe
                • scorza di parmigiano (opzionale)
                • provola affumicata o parmigiano grattugiato (a piacere)

                La versione tradizionale prevede la cottura in un’unica pentola, senza bollire la pasta a parte. “È proprio l’amido che rilascia la pasta a rendere cremoso il tutto, senza bisogno di panna o burro”, spiegano molti cuochi napoletani.

                Procedimento:

                In un tegame capiente, fate rosolare la cipolla tritata con un giro d’olio. Se volete arricchire il sapore, potete aggiungere sedano e carota a pezzetti. Unite le patate tagliate a tocchetti piccoli, fate insaporire qualche minuto, poi aggiungete il concentrato di pomodoro e circa un litro d’acqua calda. Salate, pepate, e lasciate sobbollire per una ventina di minuti.

                Quando le patate iniziano a sfaldarsi, unite la pasta direttamente nella pentola e mescolate spesso. Se avete una scorza di parmigiano, è il momento di buttarla dentro. Cuocete a fiamma bassa finché la pasta è cotta e il fondo è diventato bello cremoso (senza mai lasciare che si asciughi troppo). Alla fine, per i più golosi, si può aggiungere un po’ di provola a cubetti e lasciarla sciogliere.

                A questo punto, chi vuole può lasciare la pentola qualche minuto sul fuoco senza mescolare, per creare quella deliziosa crosticina. Attenzione solo a non bruciare!

                Si serve calda, magari con una macinata di pepe e un filo d’olio a crudo. E se ve ne avanza un po’? Nessun problema: riscaldata il giorno dopo, è ancora più buona.

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