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Cucina

Opere d’arte dal mare: code di gambero al cartoccio!

Ogni mattina al sorgere del sole, i pescherecci tornano a riva dal mare blu scuro, dopo aver catturato abbastanza pesci. E noi, con un pizzico di abilità in cucina, trasformiamo il pescato in piatti che promettono raffinate cene.

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    Ecco un’altra delle nostre ricette creative. Questa volta abbiamo scelto i gamberi al cartoccio profumati al limone. Questo piatto promette un’esperienza culinaria deliziosa e avvincente, grazie alle combinazioni di sapori esotici e alle tecniche di cottura impeccabili con il burro.

    Code di gambero al cartoccio con limone e prezzemolo

    Ingredienti per 4 persone
    1,5 kg di gamberi rossi
    1 limone affettato sottilmente
    4 cucchiai di burro fuso
    1 piccola parte di aglio tritato
    Prezzemolo fresco tritato q.b.
    Sale e pepe q.b.

    Procedimento
    Pulisci i gamberi eliminando testa, antenne, budello, buona parte delle gambette e lascia solo la coda completa di carapace. sciacqua abbondantemente sotto il getto dell’acqua fredda, poi asciuga delicatamente.

    Taglia 4 pezzi di carta da forno abbastanza grandi da avvolgere ogni porzione di gamberi. Dividi le code di gambero tra i fogli di carta da forno. Metti uno o due pezzi di limone su ciascuna porzione di gambero, poi in una ciotola mescola il burro fuso, l’aglio tritato e il prezzemolo, aggiungi sale, pepe, mescola e versa il composto sopra i gamberi.

    Chiudi i cartocci piegando i bordi e sigillandoli accuratamente per evitare perdite durante la cottura, poi mettili su una teglia e inforna per circa 15 minuti a 170 gradi, ventilato. Sforna i cartocci e aprili direttamente in tavola con un po’ di prezzemolo fresco tritato aggiuntivo per una presentazione extra.

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      Cucina

      Ribollita, il cuore della cucina toscana: storia e ricetta originale

      Tra bollette sempre più care e attenzione ai consumi, una delle domande più frequenti riguarda l’uso corretto dei termosifoni.

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      Ribollita

        La ribollita non è solo una zuppa, ma un racconto della Toscana più autentica. Affonda le sue radici nella cucina contadina medievale, quando nulla doveva essere sprecato e il pane raffermo diventava l’ingrediente principale di piatti sostanziosi e nutrienti. Il nome deriva proprio dal gesto che la rende unica: la minestra veniva preparata il giorno prima e poi “ribollita”, cioè fatta bollire nuovamente, per essere consumata calda.

        A differenza di altre zuppe, la ribollita non prevede carne né brodi elaborati. È una ricetta povera, ma ricchissima di gusto, che varia leggermente da zona a zona, pur mantenendo alcuni capisaldi irrinunciabili: pane sciocco toscano, cavolo nero, fagioli cannellini e olio extravergine di oliva.

        Gli ingredienti della ribollita tradizionale (per 4–6 persone)

        • 300 g di fagioli cannellini secchi (oppure 600 g già lessati)
        • 1 mazzo di cavolo nero
        • 1 verza
        • 2 patate medie
        • 2 carote
        • 1 cipolla
        • 1 costa di sedano
        • 300 g di pane toscano raffermo
        • Olio extravergine di oliva toscano q.b.
        • Sale e pepe nero q.b.
        • Timo o alloro (facoltativi)

        Il procedimento passo dopo passo

        La preparazione inizia dai fagioli, che vanno messi in ammollo per almeno 12 ore e poi lessati lentamente in acqua non salata fino a renderli morbidi. Una parte dei fagioli viene frullata con la loro acqua di cottura, ottenendo una crema densa che costituirà la base della zuppa.

        In una pentola capiente si prepara un soffritto leggero con cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando solo olio extravergine di oliva. Si aggiungono quindi le verdure tagliate grossolanamente: cavolo nero (privato della costa centrale), verza e patate a cubetti. Le verdure devono cuocere lentamente, senza fretta, per almeno un’ora, coperte con acqua calda.

        A questo punto si uniscono i fagioli interi e la crema di cannellini. La minestra va lasciata sobbollire ancora, mescolando di tanto in tanto. Il risultato deve essere denso, non brodoso.

        Terminata la cottura, si compone la ribollita: in una terrina o direttamente nella pentola si alternano strati di pane raffermo e di minestra. Tradizione vuole che venga lasciata riposare almeno una notte.

        Il giorno seguente, la zuppa viene rimessa sul fuoco e “ribollita”, mescolando delicatamente. Solo alla fine si aggiustano sale e pepe e si completa con un generoso filo di olio extravergine a crudo.

        Un piatto che migliora col tempo

        La vera ribollita è più buona il giorno dopo: i sapori si amalgamano, il pane si scioglie e la consistenza diventa cremosa e avvolgente. È un piatto nutriente, vegetariano, stagionale e sostenibile, oggi riscoperto anche dalla cucina contemporanea.

        In poche parole, la ribollita è l’esempio perfetto di come la semplicità possa diventare eccellenza. Un piatto che racconta la storia di una terra e che, ancora oggi, scalda l’inverno e la memoria.

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          Cucina

          Burger vegan di cavolo cappuccio rosso: la ricetta sana, colorata e senza glutine

          Senza uova né addensanti, facili da preparare e personalizzabili: ecco come realizzare in casa dei burger 100% vegetali, gustosi e sostenibili.

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          Burger vegan di cavolo cappuccio rosso

            Negli ultimi anni i burger vegetali fatti in casa sono diventati una valida alternativa alla carne, non solo per chi segue un’alimentazione vegana ma anche per chi desidera ridurre il consumo di proteine animali. Tra le proposte più interessanti e sorprendenti ci sono i burger vegan di cavolo cappuccio rosso, noti anche come cavolo viola: una verdura invernale ricca di fibre, antiossidanti e vitamina C, che si presta perfettamente a preparazioni compatte e saporite.

            Uno degli aspetti più apprezzati di questa ricetta è la sua semplicità. Non servono uova, formaggi o leganti artificiali: la consistenza è garantita dall’equilibrio tra verdure e legumi. Inoltre, scegliendo ingredienti adatti, il piatto può essere naturalmente senza glutine, adatto anche a chi soffre di intolleranze o celiachia.

            Perché scegliere il cavolo cappuccio rosso

            Il cavolo cappuccio rosso è spesso sottovalutato in cucina, ma dal punto di vista nutrizionale è un vero alleato della salute. Il suo colore intenso è dovuto agli antociani, potenti antiossidanti che contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo. È povero di calorie, ricco di fibre e favorisce la sazietà, rendendolo ideale per ricette equilibrate e leggere.

            Abbinato ai legumi, come fagioli cannellini, borlotti o ceci, diventa una base completa dal punto di vista nutrizionale, capace di fornire proteine vegetali e una buona struttura all’impasto.

            Ricetta: Burger vegan di cavolo cappuccio rosso

            Ingredienti (per 6 burger)

            • 300 g di cavolo cappuccio rosso
            • 240 g di fagioli cannellini cotti (in alternativa borlotti o ceci)
            • 40–50 g di pangrattato vegano
              • (oppure grissini, cracker o gallette frullate; senza glutine se necessario)
            • 1 cipolla piccola o 1 scalogno
            • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
            • Sale e pepe q.b.
            • Spezie a piacere (paprika affumicata, cumino, aglio in polvere, erbe aromatiche)

            Procedimento

            1. Preparare il cavolo: lavate il cavolo cappuccio rosso, eliminate le parti più dure e tagliatelo finemente. Cuocetelo in padella con un filo d’olio e la cipolla tritata per circa 10 minuti, finché risulta morbido. Lasciate intiepidire.
            2. Frullare la base: in un mixer unite il cavolo cotto e i fagioli ben scolati. Frullate a impulsi fino a ottenere un composto omogeneo ma non liquido.
            3. Aggiungere il pangrattato: incorporate il pangrattato poco alla volta, fino a raggiungere una consistenza lavorabile e compatta. Regolate di sale, pepe e spezie.
            4. Formare i burger: con le mani leggermente umide, dividete l’impasto e modellate i burger.
            5. Cottura: cuoceteli in padella antiaderente ben calda per 4–5 minuti per lato, oppure in forno a 180 °C per circa 20 minuti, girandoli a metà cottura.

            Versatili e coloratissimi, i burger vegan di cavolo cappuccio rosso sono perfetti nel panino, accompagnati da verdure di stagione o serviti come secondo piatto leggero. Una ricetta che dimostra come la cucina vegetale possa essere semplice, nutriente e sorprendentemente gustosa, senza rinunciare al piacere della tavola.

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              Cucina

              Rösti di carote vegani: le frittelle croccanti che conquistano anche chi non rinuncia al gusto

              Semplici, dorati e senza ingredienti di origine animale: i rösti di carote sono una ricetta versatile, ideale come antipasto o piatto leggero.

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              Rösti di carote vegani

                Le frittelle croccanti di verdure sono una soluzione sempre apprezzata in cucina, soprattutto quando uniscono semplicità, leggerezza e sapore. I rösti di carote vegani reinterpretano un grande classico della tradizione europea – originariamente a base di patate – trasformandolo in un piatto adatto a chi segue un’alimentazione vegetale o semplicemente vuole portare in tavola qualcosa di diverso, sano e sfizioso.

                Le carote, protagoniste della ricetta, non sono solo economiche e facilmente reperibili tutto l’anno, ma offrono anche un buon apporto di fibre, betacarotene e antiossidanti. In questa versione non servono uova né latticini: la croccantezza si ottiene grazie alla corretta lavorazione delle verdure e a una cottura attenta, in padella o al forno.

                Perfetti come antipasto, finger food, contorno o piatto unico leggero, i rösti di carote possono essere accompagnati da salse vegetali, hummus o una semplice insalata fresca. Il risultato è un piatto equilibrato, che dimostra come la cucina vegana possa essere gustosa senza ricorrere a ingredienti complessi.

                Ingredienti (per circa 8 frittelle)

                • 400 g di carote
                • 2 cucchiai di farina di ceci (oppure farina 0)
                • 1 cucchiaio di amido di mais o fecola di patate
                • 1 piccolo spicchio d’aglio (facoltativo)
                • Sale e pepe q.b.
                • Erbe aromatiche a piacere (prezzemolo, timo o erba cipollina)
                • Olio extravergine d’oliva q.b.

                Procedimento

                1. Preparare le carote
                  Lava e pela le carote, poi grattugiale con una grattugia a fori larghi. Trasferiscile in un colino e strizzale bene con le mani per eliminare l’acqua in eccesso: questo passaggio è fondamentale per ottenere frittelle croccanti.
                2. Unire gli ingredienti
                  Metti le carote in una ciotola capiente. Aggiungi la farina di ceci, l’amido, l’aglio finemente tritato (se gradito), sale, pepe ed erbe aromatiche. Mescola fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.
                3. Formare i rösti
                  Con le mani leggermente umide, preleva una piccola quantità di impasto e modellala a forma di disco, schiacciandola delicatamente.
                4. Cuocere
                  Scalda un filo d’olio in una padella antiaderente e cuoci i rösti a fuoco medio per circa 4–5 minuti per lato, finché risultano ben dorati e croccanti. In alternativa, puoi cuocerli in forno a 200 °C per circa 20 minuti, girandoli a metà cottura.
                5. Servire
                  Lasciali riposare un paio di minuti su carta assorbente e servili caldi.

                Croccanti fuori e morbidi all’interno, i rösti di carote vegani sono la dimostrazione che una cucina senza ingredienti animali può essere appagante e ricca di carattere, perfetta per tutti, non solo per chi segue una dieta vegetale.

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