Curiosità
Si va a mangiare un club sandwich all’East Village? Sarà possibile tra qualche anno con il VDR2
Da Roma a New York in 55 minuti, da Londra a Pechino in poco più di un’ora. Sarà possibile quando verrà adottato il nuovo motore VDR2.

Da Roma a New York in appena 55 minuti, o da Londra a Pechino in poco più di un’ora. No, non è fantascienza, ma una possibilità concreta, grazie alla rivoluzione tecnologica nel settore dell’aviazione. La startup texana Venus Aerospace ha svelato il prototipo di un motore aereo ipersonico, il VDR2 (Venus Detonation Ramjet 2000 lb Thrust Engine), capace di portare i viaggi a una velocità di Mach 6 (circa 7.400 chilometri all’ora).
Il motore VDR2: una rivoluzione nell’aviazione
Il motore VDR2 non è certo un motore convenzionale. Sfrutta la detonazione rotante, una tecnologia avanzata che genera onde di detonazione cicliche anziché basarsi sulla combustione lenta del carburante, come nei motori attuali. Questo sistema consente di raggiungere velocità mai viste prima nei voli commerciali, promettendo di ridurre drasticamente i tempi di viaggio. Il primo volo di prova è previsto per il prossimo anno, e segnerà certamente l’inizio di una nuova era nell’aviazione civile e militare.
Sempre più viaggi lampo
La possibilità di volare da una parte all’altra del mondo in tempi ridottissimi non è un concetto del tutto nuovo. Il Concorde, negli anni ’70 e ’80, permetteva già di attraversare l’Atlantico da Parigi a New York in circa 3 ore e 30 minuti, grazie alla sua velocità di Mach 2. Tuttavia, problemi di sicurezza, rumore e costi operativi portarono al ritiro del supersonico nel 2003. Al giorno d’oggi, altre startup stanno cercando di perfezionare nuove tecnologie. Boom Supersonic, ad esempio, sta sviluppando l’aereo Overture, che potrebbe volare a Mach 1.7 e promette di collegare Tokyo a San Francisco in 5 ore, la metà del tempo attuale.
L’impatto del VDR2 sui viaggi futuri
Se il progetto di Venus Aerospace dovesse superare le sfide tecniche e di sicurezza, potrebbe davvero trasformare il settore dei trasporti aerei. L’idea di coprire lunghe distanze in meno di un’ora potrebbe non solo ridurre i tempi di viaggio, ma anche ridefinire il concetto di globalizzazione e connettività. Raggiungere Sydney da Londra potrebbe richiedere un paio d’ore grazie ai motori ipersonici, cambiando drasticamente il modo in cui pensiamo ai viaggi intercontinentali. E non solo.
Le tante sfide da superare
Naturalmente, lo sviluppo di tecnologie ipersoniche presenta ostacoli significativi. Questioni legate alla sicurezza, all’efficienza energetica e all’impatto ambientale dovranno essere risolte prima che tali aerei possano diventare una realtà commerciale. Inoltre, come è stato per il Concorde, anche i costi di gestione, manutenzione e il prezzo dei biglietti per i passeggeri potrebbero rappresentare un limite. Tuttavia, se superate queste sfide, il VDR2 potrebbe aprire una nuova frontiera per il trasporto umano e persino avere applicazioni militari, ampliando le possibilità di utilizzo della tecnologia.
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Curiosità
Fotografato nudo da Google Street View: poliziotto argentino vince la causa e ottiene un risarcimento
Secondo i giudici argentini, la privacy dell’uomo è stata violata in modo palese: Google dovrà risarcirlo con 12.500 dollari. Decisivo il fatto che fosse all’interno della sua proprietà, protetta da un alto muro.

Era un giorno come tanti nel 2017, quando un poliziotto argentino, in un momento di relax nel giardino di casa sua, fu immortalato nudo dalle telecamere mobili di Google Street View. L’immagine, sfuggita alle consuete procedure di oscuramento automatico, mostrava l’uomo completamente nudo dietro un muro di oltre due metri, nel cortile privato della sua abitazione. Il caso, inizialmente trascurato, si è trasformato in un lungo iter giudiziario che ha ora trovato la sua conclusione: Google dovrà risarcire l’uomo con 12.500 dollari.
La vicenda è emersa quando la foto ha iniziato a circolare online, accompagnata dal nome della via e dal numero civico, elementi ben visibili nell’inquadratura. La combinazione di questi dati ha reso l’uomo facilmente identificabile, esponendolo al ridicolo tra colleghi e residenti del piccolo centro in cui vive.
In un primo momento, un tribunale aveva respinto il ricorso del poliziotto, ritenendo che fosse stato lui a comportarsi in modo inappropriato nel proprio giardino. Ma la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza, stabilendo che non si trattava di uno spazio pubblico. Bensì privato e protetto da una barriera “più alta della media umana”. L’inquadratura è stata quindi definita come una “palese invasione della privacy”.
La corte ha evidenziato anche una falla nei protocolli di Google, che solitamente sfoca i volti e le targhe. “In questo caso non si trattava di un volto, ma dell’intero corpo nudo di una persona, un’immagine che avrebbe dovuto essere evitata con ogni mezzo”, si legge nella sentenza.
Assolte invece da ogni responsabilità la compagnia telefonica Cablevision SA e il sito di notizie El Censor, che avevano rilanciato la foto.
Il caso solleva nuove domande sull’equilibrio tra tecnologia e tutela della privacy, dimostrando che, anche nell’era del digitale, il diritto alla riservatezza rimane fondamentale.
Curiosità
Estate, sole, corna a volontà: è davvero la stagione dei tradimenti?
L’estate è da sempre la stagione delle passioni, dei colpi di sole e dei colpi di testa. Con l’aumento delle temperature aumentano anche le infedeltà, o almeno così dicono i sondaggi. Ma cosa c’è davvero dietro al picco di tradimenti estivi? E soprattutto: è colpa del bikini, del mojito o dell’aria condizionata?

C’è chi aspetta l’estate per andare in vacanza, chi per fare il cambio armadio e chi, più disinvolto, per cambiare partner. E non parliamo solo dei single: secondo numerosi studi – e anche secondo la tua amica che “ha un’amica” – durante i mesi estivi i tradimenti aumentano vertiginosamente.
Ma come mai? Semplice: fa caldo e si ragiona meno. Le endorfine galoppano, l’ormone dell’infedeltà fa stretching e il senso di colpa si scioglie come il ghiaccio nel mojito. Se poi aggiungiamo le classiche “crisi da ombrellone”, dove lui fissa la bagnina e lei flirta col barista, il cocktail è pronto. Agitare bene e servire su un lettino a due piazze.
Secondo alcune agenzie investigative (che d’estate fanno gli straordinari), il 60% dei tradimenti coniugali avviene proprio tra giugno e settembre. Il motivo? Libertà temporanea, viaggi senza il partner e la miracolosa sparizione della tuta felpata in favore di parei trasparenti e shorts assassini.
A tutto questo si aggiunge la “sindrome da estate adolescenziale”, ovvero la convinzione diffusa che a luglio valga tutto, tanto poi a settembre si torna alle buone abitudini, come se si potesse mettere un paio di corna sotto l’ombrellone e lasciarle lì a fine stagione.
Non che l’inverno sia esente da marachelle, intendiamoci, ma l’estate ha dalla sua quella luce perfetta per i selfie… e per i peccati. Si esce di più, si beve di più, si chatta di più. Le app di dating ringraziano e intanto si moltiplicano le “scappatelle da weekend” e gli “errori da aperitivo”.
La morale? Nessuna. Solo un consiglio spassionato: mettete la protezione solare e magari anche quella emotiva, ché i colpi di sole passano, ma quelli di scena… restano nei messaggi salvati.
Curiosità
Chef sexy, la nuova mania dei social: chi sono e perché fanno impazzire il web
Petto nudo, allusioni hot e milioni di follower: sui social spopola la nuova generazione di chef seducenti che trasformano la cucina in uno spettacolo a luci soffuse. Da Cedrik Lorenzen a Nara Aziza, ecco chi sono i protagonisti di questa tendenza virale.

Muscoli e mestoli, sguardi ammiccanti e piatti serviti con movenze da passerella. Non siamo su un set di un film patinato, ma nell’ultima frontiera dei social: gli chef sexy. Una nuova categoria di influencer che ha fatto breccia su milioni di utenti, mescolando in maniera sapiente food porn e seduzione esplicita. La ricetta? Pochi vestiti, molta consapevolezza del proprio sex appeal e una valanga di doppi sensi sparsi tra zucchero a velo e glassa.

Il fenomeno è ormai virale: il pubblico dei social non si accontenta più della sola bontà del piatto, vuole lo show, l’occhiolino, la battuta piccante mentre si impasta o si caramella. Uomini e donne che hanno fatto del corpo il loro ingrediente segreto e del fornello il palcoscenico perfetto per stuzzicare fantasie e palati.

Prendete Cedrik Lorenzen: chef (o presunto tale) con oltre 4,6 milioni di follower su Instagram e quasi 6 milioni su TikTok, diventato celebre per i suoi video in cui il petto nudo – da catalogo di fitness – è più protagonista del piatto finale. Tra colpi di frusta e spolverate di cacao, Cedrik gioca apertamente con le allusioni, mentre uno sguardo languido e una luce da set cinematografico completano l’opera.

Ma non è il solo a dominare la scena. Anthony, alias @thedonutdaddy, cavalca l’onda del successo con il suo stile da “bad boy” dei fornelli. I suoi muscoli scolpiti sono un must in ogni video, così come la voce roca che accompagna ogni gesto mentre impasta o decora dolcetti (rigorosamente a petto nudo). Il suo slogan non ufficiale? Donuts e testosterone a volontà.

Non mancano, ovviamente, le controparti femminili. Nara Aziza, ad esempio, incanta senza mai rinunciare a un abbigliamento ben studiato: vestiti aderenti che sottolineano le curve e una voce suadente che trasforma ogni ricetta in un gioco di seduzione. Nara ha capito perfettamente che il segreto non è solo “cosa cucini”, ma “come lo cucini” e, soprattutto, “come lo racconti”.

Il risultato è un cortocircuito perfetto tra cucina e sex appeal. Ogni piatto diventa occasione per una strizzata d’occhio al pubblico che, affascinato, si lascia travolgere da questo mix di cibo e sensualità. Il confine tra il food porn e il softcore, in certi casi, è sottilissimo.





E mentre le visualizzazioni schizzano alle stelle, il fenomeno divide. C’è chi storce il naso davanti a quella che definisce “l’ennesima spettacolarizzazione del corpo” e chi invece applaude al geniale marketing che ha saputo rivisitare la cucina in chiave pop e sexy, riportandola – letteralmente – sotto i riflettori.
Di certo c’è che gli chef sexy non cucinano solo piatti, ma veri e propri show virali, capaci di conquistare l’appetito… e non solo quello.
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