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Curiosità

Il mondiale di corse di lumache: una gara lenta ma emozionante!

La cittadina di Congham, nel Norfolk, ospita dal 1960 i campionati mondiali di corsa di lumache, un evento che si è fermato solo durante la pandemia. Le lumache, posizionate al centro di un tavolo, devono raggiungere il bordo esterno per vincere

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    Ogni anno dal 1960, la tranquilla cittadina inglese di Congham, nel Norfolk, diventa il palcoscenico di uno degli eventi più bizzarri e affascinanti del mondo: i campionati mondiali di corsa di lumache. Questo evento straordinario, che attira centinaia di appassionati e curiosi da ogni angolo del globo, si è fermato solo per una breve pausa durante la pandemia di Covid. L’aria è carica di eccitazione e il ronzio delle conversazioni anima l’atmosfera, mentre si preparano i tavoli di gara per le lumache concorrenti.

    Le lumache vengono piazzate al centro di un tavolo appositamente preparato, all’interno di un cerchio rosso. La tensione cresce quando lo starter dà il via, e le lumache iniziano la loro lenta ma inesorabile corsa verso la gloria. L’obiettivo è semplice ma insidioso: essere la prima a raggiungere la linea nera sul bordo esterno del cerchio. Gli spettatori, armati di binocoli e cronometri, osservano attentamente ogni movimento, incitando le loro favorite con grida di incoraggiamento.

    Quest’anno, il titolo mondiale del 2024 è stato conquistato dalla lumaca Jeff, che ha completato il percorso in 4 minuti e 3 secondi. Un tempo di tutto rispetto, ma ancora lontano dal record mondiale di 2 minuti e 20 secondi stabilito nel 1995 dalla leggendaria lumaca Archie. Il pubblico ha acclamato Jeff, celebrando la sua vittoria con applausi e cori festosi. La proprietaria di Jeff, visibilmente emozionata, ha raccontato con orgoglio le strategie di allenamento adottate per il suo campione, rivelando segreti e aneddoti divertenti.

    La corsa di lumache non è solo una competizione, ma una vera e propria festa della comunità. Le strade di Congham si riempiono di bancarelle che vendono souvenir a tema, da magliette con lumache sorridenti a chiavette USB a forma di chiocciola. I bambini si divertono con giochi ispirati al mondo delle lumache, mentre gli adulti si rilassano degustando specialità culinarie locali, tra cui la famosa “snail pie” (torta di lumache), una prelibatezza che attira i più coraggiosi.

    Le storie dei partecipanti, spesso, sono altrettanto affascinanti quanto la gara stessa. Ci sono allevatori di lumache che dedicano ore alla cura dei loro atleti, nutrendoli con diete speciali e costruendo per loro piccole piste di allenamento nei giardini di casa. Ogni lumaca ha la sua personalità e il suo stile di corsa, rendendo ogni gara imprevedibile e avvincente. Le rivalità tra le lumache e i loro proprietari aggiungono un ulteriore strato di dramma e competizione all’evento.

    La corsa di lumache di Congham è un esempio perfetto di come una piccola comunità possa creare un evento unico e memorabile, capace di unire le persone in un’esperienza di gioia e divertimento condiviso. Mentre il sole tramonta su Congham e i festeggiamenti si placano, già si comincia a parlare della prossima edizione, con la speranza che nuove lumache record possano emergere e scrivere un altro capitolo nella storia di questo incredibile campionato.

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      I più alti? Non sono i Watussi ma vivono nei Paesi… Bassi!

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        Da sempre, l’altezza dell’uomo è stata oggetto di curiosità e studio, per la sua evidente influenza sulla vita quotidiana ma anche per le profonde radici genetiche, ambientali e nutrizionali che determinano le differenze tra le popolazioni del mondo.

        L’uomo ha adattato la sua statura secondo le necessità di vita

        Nel corso dei tempo, l’uomo ha adattato la sua statura alle condizioni ambientali e alle esigenze della sopravvivenza, influenzando in maniera precisa variazioni nell’altezza media delle persone in diverse parti del globo. Dalle montagne dell’Himalaya alle pianure africane, partiamo per questo viaggio alla scoperta di dove vivono gli uomini (e le donne) più alti del mondo.

        Dove si trovano gli uomini più alti?

        Attualmente l uomo più alto del mondo è Sultan Kösen, un turco classe 1982, che vanta l’incredibile primato di 251 centimetri. Allo stesso modo, la donna più alta del mondo proviene anch’essa dalla Turchia, Rumeysa Gelgi, che sfiora i 215 centimetri! Due straordinari individui che rappresentano un esempio delle notevoli variazioni di altezza che possono esistere all’interno di una popolazione.

        I paesi con le persone oltre la media

        Se ci apriamo ad una panoramica maggiormente ampia, vediamo come le persone più alte del mondo vivano in diverse regioni: Turchia, Marocco, India, Iran, Pakistan e Cina. Tutti paesi noti per vantare una significativa presenza di individui con altezze sopra la media globale, anche se non si tratta di una condizione diffusa in maniera omogenea.

        In assoluto il più alto portava il 78 di scarpe!

        Ssecondo il Guinness World Records, Robert Wadlow è stato in assoluto l’uomo più alto della storia: 2,72 metri, vissuto tra il 1918 e il 1940 e noto in tutto il mondo come “il gigante dell’Illinois”. Per comprendere meglio le sue dimensioni, basta considere che aveva il 78 come numero di scarpe! Di uomini altissimi ce ne sono veramente tanti, basta fare un giretto nel mondo del basket americano. Una curiosità: il più alto bodybuilder del mondo, Olivier Richters, è alto 218 centimetri.

        Sapete quale è il popolo europeo più alto?

        Può sembrare una battuta da avanspettacolo, ma sono i Paesi Bassi che vantano questo primato. Una nazione famosa per i suoi mulini a vento e i campi di tulipani, che è anche il paese con la più alta concentrazione di persone di notevole statura al mondo. I neerlandesi sono il popolo più alto d’Europa e quello con più persone alte del mondo. In soli 160 anni, gli olandesi sono cresciuti di ben 20 centimetri, superando di gran lunga i loro omologhi americani, che in quello stesso periodo sono cresciuti solo di 6 centimetri. L’altezza media di un uomo neerlandese supera il metro e ottanta, mentre le donne olandesi si avvicinano in media al metro e settanta.

        Un’inversione di tendenza da considera

        Nonostante questa decisa propensione all’incremento dell’altezza, un recente studio ha rivelato una curiosa inversione di tendenza. Secondo questa analisi, sebbene l’altezza media sia aumentata negli ultimi cento anni, le persone nate nel 2001 sono effettivamente più basse rispetto a quelle nate nel 1980. Differenza ancora più evidente nel caso delle donne, sulla quale bisogna considerare alcune cause. In primo luogo, c’è l’effetto della crescente presenza di immigrati, che tendono ad appartenere a popolazioni mediamente più basse. Tuttavia, è stato dimostrato che l’abbassamento dell’altezza si verifica anche in quei casi in cui ambo i genitori sono olandesi, e a coloro che sono olandesi da almeno due generazioni. Dati che mettono in luce la complessità delle influenze sociali, demografiche e genetiche che plasmano le caratteristiche antropometriche di una popolazione.

        I dati di casa nostra

        Escludendo la suddivisione tra uomini e donne, visto che gli uomini tendono generalmente ad essere più alti delle donne e senza considerare la statura dei bambini, l’altezza media in Italia si attesta a circa 171,2 centimetri. Sempre qui in Italia esiste una variazione regionale notevole, con la popolazione sarda che presenta una statura media più bassa rispetto al resto degli italiani. Spiegata in un fattore genetico responsabile di una riduzione dell’altezza media in Sardegna. Queste varianti genetiche riducono rispettivamente di 4 e 2 centimetri l’altezza media degli individui sardi, gettando luce su un interessante aspetto della diversità antropologica all’interno dell’Italia.

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          Lo Stretto di Messina a piedi… sul filo

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            Un certo signor Jaan Roose ha recentemente riscritto la storia degli sport estremi. Il 32enne estone è ufficialmente il primo uomo ad aver attraversato lo Stretto di Messina a piedi. Non essendo imparentato col buon Dio non ha certo passeggiato sulle acque… ma l’ha percorso su un cavo d’acciaio.

            Peccato per la caduta sul finale

            Dopo giorni di studio passati fra Villa San Giovanni e Messina, il campione ha completato Red Bull Messina Crossing. Rimanendo in bilico all’altezza di 230 metri per quasi 3 ore, finendo peraltro la sfida con maggior facilità rispetto alle aspettative iniziali. Un’attraversata epica conclusa nonostante i 32 gradi di temperatura e una caduta a pochi metri dall’arrivo, che purtroppo gli è costata l’ufficialità del record.

            Grande soddisfazione

            Queste le parole del campione: «Sono supercontento anche se un po’ stanco. Ho avuto qualche problemino, ma c’era molto vento, però sono veramente felice di aver fatto la storia ed esser diventato il primo uomo a camminare sullo Stretto».

            Chi è il re dello slacklining

            L’atleta estone ha superato il labile confine che separa l’ordinario dallo straordinario grazie alle sue incredibili imprese nello slacklining, facebdo dell’equilibrio la sua carriera. Ha trasformato questo sport con i suoi progetti visionari e i suoi straordinari record. Pioniere nel mondo dello slacklining creativo, quello che è iniziato come un hobby si è lentamente evoluto in una passione prima e in una vera e propria carriera poi.

            Ha iniziato per gioco

            Nato e cresciuto in un villaggio chiamato Matsuri, in Estonia, il suo interesse nei confronti di questa disciplina sportiva si è acceso quando si è classificato secondo nel concorso video King of Slackline. Era il 2010. Con una gamba rotta a seguito di una caduta durante un allenamento di parkour, Roose ha presentato dei video in cui eseguiva dei trick su una slackline allestita a casa sua. “Ho iniziato mentre avevo una gamba ingessata per aver provato a fare parkour. Sono stato male, ho vomitato, ho cercato di curarmi e sono andato avanti”, ricorda. “Ho iniziato a caricare i video e ho sentito fluire dentro di me una sorta di elettricità”. Una vittoria inaspettata gli ha dato la spinta sufficiente per dedicarsi allo slacklining professionale, intraprendendo un percorso che l’ha reso l’atleta che è oggi.

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              Il “Cursus Publicus”, il sistema postale dell’Impero Romano

              L’Impero Romano aveva un sistema di posta, noto come cursus publicus. Istituito dall’imperatore Augusto, questo servizio postale era uno dei più efficienti del mondo antico e permetteva una comunicazione rapida attraverso l’intero impero, che si estendeva su tre continenti.

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                Dal termine Cursus proviene il nome Corso per le vie più importanti delle città a tutt’oggi. Si trattava del primo sistema di posta pubblica lungo la rete stradale romana. Circa 200.000 km di strada che si irradiava dal “miliario aureo” del Foro Romano fino alla Scozia e all’Etiopia, dalle sponde dell’Atlantico fino all’Arabia e al Golfo Persico. Il percoroso era composto da strade e stazioni di sosta, chiamate mutationes e mansiones, situate a intervalli regolari lungo le principali vie di comunicazione. Le prime erano utilizzate per il cambio dei cavalli, mentre le seconde offrivano alloggio e ristoro ai corrieri e ai funzionari imperiali in viaggio.

                I tabellarii erano gli antichi postini
                Erano i messaggeri o corrieri impiegati nel sistema di posta dell’Impero, incaricati di trasportare lettere, ordini e altri documenti ufficiali. Il termine tabellarius deriva dal latino tabella, che significa “tavoletta” o “lettera”, indicando il loro ruolo primario di portatori di messaggi scritti.

                Alcuni bassorilievi dell’epoca raffiguranti il sistema postale dell’antica Roma

                Per far funzionare il sistema, il governo romano utilizzava una serie di editti e regolamenti per garantire che i viaggiatori ufficiali avessero sempre accesso a cavalli freschi e alle necessarie risorse durante il loro percorso. Questo sistema era riservato principalmente a corrispondenza ufficiale e comunicazioni militari, ma occasionalmente poteva essere utilizzato anche per altri scopi governativi.

                Questo sistema permetteva di mantenere un flusso costante di informazioni e ordini imperiali, contribuendo in modo significativo alla coesione e al controllo dell’immenso territorio romano.

                L’Impero romano poteva rispondere rapidamente alle minacce, amministrare le sue province in modo efficiente e mantenere una stretta connessione con le sue lontane frontiere. Questo servizio postale era riservato principalmente alla corrispondenza ufficiale e alle comunicazioni militari, ma la sua esistenza e funzionamento erano vitali per la gestione dell’impero.

                Credit foto cover – romanoimpero.com

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